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    Fascinazione nel mondo animale

    Il fatto che il fenomeno che stiamo descrivendo non sia originariamente di tipo mentale e logico, e quindi non abbia rapporto con la corteccia cerebrale, bensì con aree più profonde, e sia connesso alla natura più primitiva dell'uomo, è provato dagli innumerevoli casi di fascinazione tipici del mondo animale.
    Il fatto che anche un animale possa essere affascinato fa vedere come la fascinazione non abbia a che fare con la corteccia cerebrale e con il linguaggio.
    Non è quindi un fenomeno suggestivo.
    A questo proposito può essere interessante notare che anche nella sfera animale ritroviamo le emozioni facilitative indicate precedentemente e possiamo infatti avere due casi:

    • Un certo tipo di fascinazione avviene quando le pulsioni sono legate all'aspetto sessuale ed alla ricerca del partner,
    • Un altro tipo di fascinazione è invece legato alla cattura della preda.

    Il serpente ad esempio che «affascina» gli uccelli e via dicendo...
    Indipendentemente dall'influenza del serpente sull'uccello di cui abbiamo parlato precedentemente, la maggior parte degli animali hanno una sorta di intuizione della potenza della fascinazione e sanno ricorrervi.
    Quando due animali della stessa specie (gatto, galli ecc...) o di specie differenti (gatto e cane per esempio) si combattono, è assai raro che gli avversari non si fissino lungamente, e senza battere le palpebre, prima del combattimento.
    L'ipnosi animale è sicuramente strettamente legata al concetto di «fascinazione».
    A questo proposito menzioniamo alcuni modi descritti dal ricercatore ungherese Volgyesi di «ipnotizzare» varie specie.

    Riportiamo di seguito alcuni casi riportati dallo stesso Volgyesy:

    - SERPENTE : PREDE -

    Gli antichi avevano osservato come i serpenti, in caso di necessità possono « incantare » le loro vittime. Uccelli di piccola taglia grosse oche e persino antilopi si lasciano prendere ed inghiottire lentamente dal loro assalitore rimanendo immobili in uno stato che può essere definito « rigidità da fascinazione ».
    A volte i serpenti attaccano all'improvviso cosicchè la vittima , sentendosi perduta, senza via di scampo, si irrigidisce tutta in uno stato di angoscia mortale. In questi casi le oche destinate al pasto non tentano minimamente la fuga in modo che il serpente può afferrarle per il capo ed inghiottirle con lentezza e cautela.

    - MANGUSTA\ROSPO GIGANTE : SERPENTI -

    L'azione fascinatrice può d'altronde anche essere contrastata specie nei serpenti di piccola taglia e negli anfibi. Un piccolo mammifero ad esempio, la mangusta (Heerpestes griseus), oltre ad una o due specie di uccelli, è in grado di attaccare il punto vulnerabile o zona ipnogena del serpente velenoso e di uscire così vittorioso dalla lotta per la vita o per la morte. Come avviene per il rospo gigante (fig. 9), capita spesso che l'animale attaccato si dimostri, per usare una terminologia che mi è cara, piú « psicoattivo » di certi serpenti.

    - LUCERTOLA -

    Durante una gita assistetti ad un episodio piuttosto singolare. Due piccole lucertole si incontrarono all'improvviso, pensavo che le bestiole si limitassero a giocare al sole ed invece si comportarono in modo del tutto particolare: per circa dieci minuti rimasero completamente immobili come fossero prive di vita guardandosi fissamente l'un l'altra; improvvisamente la piú grande (8-9 cm circa di lunghezza) afferrò la testa dell'altra, che era lunga circa la metà, e cominciò, lentamente, con una calma che faceva onore alla sua specie di animale a sangue freddo, ad inghiottire il corpo del suo simile e ciò le riuscí nonostante il frenetico agitarsi del corpo ancora libero della vittima; solo la coda si rese autonoma, si separò dal resto e sussultò per un certo tempo.

    Come si vede dalla descrizione, si tratta di situazioni e casi COMPLETAMENTE DIFFERENTI dall'ipnosi a cui siamo abituati di stile ericksoniano. Quello che stiamo descrivendo è qualcosa di PROFONDAMENTE differente