Nella letteratura, soprattutto del secolo scorso, si parla ogni tanto
di fascinazione ipnotica.
Il famoso Donato d'Hont, ad esempio era famoso per aver ipnotizzato centinaia di
persone e stupito con la sua estrema potenza il pubblico parigino, tanto da
meritare una speciale approfondita menzione "in memoriam" da parte di J. Paul Jagot in un suo libro successivo.
L'ipnosi muoveva in quegli anni i primi passi, ma difficilmente riusciva a
spiegare, se non in maniera abbastanza generale, tali fenomeni.
In generale gli ipnotisti del secolo scorso si sono concentrati, da Braid in
poi, solo su di una serie ristretta di fenomenologie, relegando le altre ad
un'analisi sommaria e la metodica della fascinazione, che domanda all'operatore
un notevole lavoro preparatorio, è stata spesso tralasciata in favore di altri
metodi magari più facili da applicare, ma sicuramente meno efficaci.
Il risultato è che la metodica della fascinazione, potentissima e che richiede una preparazione dell'operatore
molto complessa è, per quanto ne sappiamo, oggigiorno praticamente scomparsa dal
mondo occidentale euroamericano.
Abbiamo infatti realizzato con grande impegno una ricerca di più di dieci anni in Italia, Francia,
America ed Inghilterra, conoscendo molti tra i principali ipnotizzatori, e non
trovando traccia della conoscenza profonda di questa tecnica .
Anzi, alcuni dei moderni arrivano addirittura a negare quello che però per noi
era
un'evidenza avendoci assistito direttamente.
Gli effetti della "fascinazione" sono stupefacenti, e potrebbe quasi
essere considerata una tecnica a parte, diversa dall'ipnosi quale è
attualmente praticata in quanto si dirige ad aree del cervello differenti.
Tra i due concetti vi è una grande affinità, e nel contempo una differenza, se
per ipnosi intendiamo quello che oggigiorno viene maggiormente praticato in
ambiente medico e non.
Il sonno ipnotico non è l'unico stato ottenibile con l'affascinazione.
Si possono provocare su di un soggetto completamente sveglio una serie di
effetti ipnotici vieppù marcati.
Il soggetto, se il processo viene condotto al fine di avere "coscienza del
fenomeno" ed il fascinatore permette al fascinato di rendersi conto e ricordare
il cambiamento, ne ha sia coscienza che ricordo, in quanto questi effetti
non si fanno sentire che sulla parte del corpo a cui si indirizza la suggestione
ipnotica.
Dato che sono molto vari, possono dare luogo a delle esperienze molto curiose.
Il concetto base della fascinazione sono una serie di risposte fisiologiche
specifiche, e la fascinazione (soprattutto quella ipnotica) si distingue
chiaramente da quello che molti chiamano "suggestione" che opera soprattutto a
livello della corteccia.
Questa è stata una delle ragioni dell'interesse degli autori in tale tecnica,
comprendendo che penetrare nell'essenza del processo poteva probabilmente aprire
ad incredibili scoperte non ottenibili continuando a praticare le consuete
metodiche ericksoniane dagli autori già abbondantemente conosciute.
L'autore è stato iniziato in quest'arte da uno degli ultimi conoscitori della
materia viventi dopo un training di più di quattordici anni nel quale gli
insegnamenti sono sempre stati ridotti al minimo, per testare la buona volontà
del candidato..
Infatti, praticare quest'arte ai livelli più alti, data l'estrema potenza, pone
sicuramente notevoli problemi etici, e proprio per questo anche
noi, sapendo che del resto per esperienza personale che non è posibile impararla
se non per esperienza diretta, limitiamo il suo insegnamento a persone che già
conosciamo da parecchi anni e sulla cui condotta non abbiamo dubbi.
Per il momento, anzi, abbiamo deciso di non insegnarla del tutto per almeno un
pò di tempo, limitandoci se è il caso a dimostrarla esclusivamente.
E di diffondere piuttosto tecniche e strumenti specifici che, pur basandosi sui
principi di questa, utilizzano la tecnologia in maniera più ecologica..
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