Utilizziamo l'espressione fascinazione oggettiva per indicare l'affascinazione
operata da un oggetto od una cosa.
Chiamiamo invece fascinazione soggettiva la fascinazione operata da una persona.
Originariamente gran parte della fascinazione è comunque soggettiva ed
esercitata dalle figure parentali con cui entra in contatto : solo
successivamente, nella crescita del bambino, oggetti e concetti prima neutri
cominciano a prendere valore fascinativo.
Se osserviamo però con metodiche appropriate l'origine dell'affascinazione per
un concetto troviamo normalmente sempre dei momenti di fascinazione soggettiva
all'origine della creazione della maggior parte delle situazioni di fascinazione oggettiva.
In altre parole è l'interesse osservato negli adulti verso oggetti o persone che
fornisce la base perchè il bambino si comporti in maniera analoga scegliendo
simili oggetti del suo desiderio.
L'educazione svolge un grande ruolo al riguardo in quanto rappresenta il sistema
attraverso il quale il bambino viene orientato a compiere scelte nella vita.
Che momenti di contatto interpersonale possano essere all'origine della maggior
parte dell'interesse per gli oggetti che divengono simboli nella nostra vita è
dimostrato ad esempio dal fatto che, utilizzando le dinamiche di regressione, anche partendo da situazioni di affascinazione per oggetti (ad esempio denaro) tornando nel passato torniamo a momenti interpersonali.
Questo ci fa propendere quindi per l'idea della "naturalezza" del processo di
fascinazione e come questo possa essere alla base di una serie molto ampia di
situazioni.
Il passare del tempo porta poi la situazione interpersonale a divenire "intrapersonale",
ovverosia non più dipendente da elementi esterni.
Un'utilità a livello evolutivo del meccanismo di fascinazione è probabilmente
nel fatto che permette di "fissare" l'attenzione sugli stimoli ritenuti di
maggior interesse ed utilità e probabilmente gioca un ruolo nel processo di "imprint"
dell'educazione.. |