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  • L’abbiamo cercata dappertutto ma…

    L’abbiamo cercata dappertutto ma…

    Il potere è in noi stessi. Secondo le Upanisad indiane, un suono primordiale creò il mondo. Questo suono primordiale creò il tempo e lo spazio, dando nascita alla materia. Quanto di vero vi è in tutto ciò?

    La scienza moderna conferma il ruolo della vibrazione delle onde sonore. Ma il potere del suono è anche in noi. Una leggenda indiana dice che Brahma ha nascosto i suoi segreti, dopo lunghe meditazioni, nel posto dove gli uomini più difficilmente li avrebbero cercati. “Ecco dove li nasconderò! Nell’unico posto dove agli uomini non verrà mai in mente di guardare…dentro di loro” . Infatti gli uomini hanno esplorato ogni angolo del pianeta, sondato i misteri della materia e dello spazio spaccando l’atomo e costruendo telescopi sempre più potenti per cercare qualcosa che in realtà si trova dentro di loro…
    E proprio la dispensa gratuita di oggi spiega come estrarre il potere del suono da dentro di voi.

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    • Tutta una vita in un’ora

      Tutta una vita in un’ora

      tempoUn giovane indiano si recò presso un vecchio saggio e gli chiese di spiegargli il paradosso del tempo. Il saggiò acconsentì e gli disse: “Prima di iniziare la lezione andresti a prendermi dell’acqua? C’è una fontana all’angolo della strada”. Il ragazzo prese la brocca e si recò alla fontana. Lì vide una bellissima ragazza e ci fu una sorta di colpo di fulmine. I due cominciarono a flirtare e il giovane si scordò completamente dell’acqua e del saggio.

      Se ne andarono mano nella mano e presero a frequentarsi per parecchi anni finchè decisero di sposarsi. Ebbero in dote soldi e terreni dai rispettivi genitori, costruirono una fattoria dove si stabilirono, assunsero dei braccianti e iniziarono una proficua attività come agricoltori. Dal loro matrimonio nacquero tre bambini. Ma un malaugurato anno ci furono delle piogge monsoniche particolarmente intense che provocarono una violenta alluvione.

      La famiglia fu sorpresa ancora nel sonno dalla furia delle acque. L’uomo fece appena in tempo a caricarsi uno dei figli sulle spalle e a prendere gli altri due per mano per salvarli dall’acqua ma vide sua moglie scomparire tra i mulinelli. Una violenta ondata gli strappò anche i due figli di mano e trascinò via quello che aveva sulle spalle. Messosi in salvo per miracolo, vagò solo e disperato per anni sull’orlo della pazzia per la perdita della famiglia e della sua fattoria.

      tempo2Fu costretto a vivere di espedienti e di furti ma un giorno fu catturato dalla polizia e dovette farsi dieci anni di prigione. Quando uscì dal carcere era così malandato che aveva a malapena la forza per tendere le mani e chiedere l’elemosina. Trascorse altri vent’anni nella più totale indigenza. Un pomeriggio sentì che la vita stava per scivolare via dal suo corpo. Si accasciò a terra rassegnato nell’indifferenza dei passanti. Mentre stava sopraggiungendo il grande sonno si sentì scuotere da una mano.

      Aprì con fatica gli occhi e vide il volto del vecchio maestro spirituale che aveva incontrato più 50 anni fa. Si accorse di essere sdraiato proprio accanto alla fontana dove avrebbe dovuto prendere l’acqua per il saggio il quale gli disse con voce amabile: “Allora arriva quest’acqua?”. Il moribondo sbigottito disse con un fil di voce: “Ma signore, è un fatto avvenuto 50 anni fa come è possibile che voi siate ancora qui”. Il vecchio saggio fece un sorriso e, scuotendo ancora il ragazzo gli rispose: “Riprenditi figliolo, mi avevi chiesto di mostrarti il paradosso del tempo ed io ti ho accontentato. Noi ci siamo visti poco fa… Il tempo qui è andato avanti solo di un’ora ma nella tua mente sono trascorsi 50 anni…”.

      Impossibile? Provato invece scientificamente al di là di ogni dubbio. Il libro Time Distortion in Hypnosis di Milton erickson, compilato sotto rigido controllo scientifico, riporta casi in cui 10 secondi potevano corrispondere a mezz’ora. E, per citare altri casi, molte persone che hanno rischiato di morire, raccontano di essersi viste passare davanti “tutta la vita” in pochi secondi. E le verifiche sembrano confermare che effettivamente è quello che è successo. Quanto dura allora un istante?

      Paradossalmente il tempo è un argomento che influenza tutta la nostra vita, che è costruita intorno ad esso,  ma che è poco conosciuto. Molto spesso ci sembra essere senza controllo e dominati dal suo scorrere apparentemente impetuoso. Capirne invece l’essenza è una chiave fondamentale per la riscoperta di noi stessi.

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      • Il vascello salpò… ma il capitano non era a bordo!

        Il vascello salpò… ma il capitano non era a bordo!

        vascelloDurante l’età d’oro dei grandi velieri, un abile capitano di vascello ricevette la mappa di un tesoro nascosto su di un’isola lontana. Il capitano armò una nave di tutto punto.

        L’equipaggio venne a sapere che l’obiettivo di quella missione era la ricchezza, e preso dal desiderio cominciò a studiare un ammutinamento.

        La notte prima della partenza, il capitano si concesse una bella bisboccia in una taverna del porto, giusto per festeggiare la sua futura ricchezza. Bevve talmente tanto rum che il mattino dopo non si svegliò prima di mezzogiorno, ma la partenza era fissata per le prime ore dell’alba. L’equipaggio non si fece sfuggire questa ghiotta occasione, salpò lo stesso di buon mattino senza il capitano a bordo.

        Nella nave senza capitano, presto però cominciarono le prime divergenze fra i vari membri dell’equipaggio sulla spartizione del futuro bottino. Ci furono furibonde scazzottate per una settimana. Dopo l’ennesimo tafferuglio, tutti gli uomini a bordo si misero d’accordo in una maniera apparentemente razionale: decisero di spartirsi il tesoro in parti uguali e di fare tutti, a turno, il ruolo di capitano per un giorno fino al termine del viaggio andando per ordine alfabetico.

        Ma ogni marinaio, quando veniva il suo turno di comandare la nave, faceva di testa sua. Qualcuno seguiva la rotta che più gli garbava. Altri sbagliavano decisamente direzione perchè inesperti nell’uso degli strumenti di bordo. Come dice il proverbio: “Nessun vento è buono per chi non sa dove deve andare”.

        Il viaggio non terminò mai, e gli uomini dell’equipaggio uno alla volta finirono col morire di stenti o di vecchiaia senza mai riuscire a raggiungere l’isola del tesoro. Cosa significa questa storia? E soprattutto, come è possibile raggiungere sicuramente l’isola del tesoro?

        MindFrame EmbraceHo voluto raccontare questa storia, ispirata ma diversa da quella di Giasone, per esporre, in chiave metaforica, la situazione in cui si trovano moltissime persone; sia uomini che donne. Ognuno si lamenta di non riuscire ad ottenere i tesori che vorrebbe dalla vita, di non riuscire a realizzare i propri progetti, di non riuscire a trovare un partner come si deve, di non guadagnare abbastanza ecc. ecc.

        Rifletti un attimo. Come puoi pretendere di raggiungere i tuoi obiettivi se dormi e non sali a bordo della nave su cui è imbarcata la tua vita? Come puoi pretendere che la tua vita prenda la direzione che desideri se non sei mai sul ponte di comando e per giunta permetti, senza nemmeno accorgertene, che altri traccino la rotta al posto tuo?

        Quante volte non riusciamo a fare quello che vorremmo fare? Quanto siamo realmente presenti a noi stessi in una giornata? e quante volte pensieri idee non voluti nè utili ci attraversano la mente? Quante volte non siamo noi stessi veramente?

        E come possiamo realizzare la nostra vita se non sappiamo cosa veramente vogliamo e dove tendiamo, ma ci facciamo prendere continuamente da pensieri inutili?

        Prendiamoci responsabilità della nostra vita iniziando da ORA.

        Nei fatti, la libertà umana (il cosiddetto libero arbitrio) esiste, ma nei fatti è molto, molto limitata. La maggior parte delle persone risponde in una maniera che crede razionale ma in realtà è automatica. L’uomo è normalmente praticamente irresponsabile finchè non è cosciente. Dobbiamo agire ORA.

        Vogliamo farci guidare dai nostri pensieri che invece ci dovrebbero ubbidire? La chiave di tutto, per poter “cavalcare il proprio destino” è svegliarsi, essere coscienti, essere presenti a se stessi. Questa è anche la filosofia della nostra scuola. aiutare le persone a tornare in possesso di sè stesse. Soltanto tornando in possesso del ponte di comando della nave puoi guidare la tua vita dove vuoi e aiutare anche gli altri a farlo se vorrai divenire Coach o Counselor (nuovi percorsi professionali possibili da quest’anno) o comunque se sei in posizione in cui interagisci con altri!

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        • Il genio nella bottiglia

          Il genio nella bottiglia

          magic_bottleForse non tutti sanno che la famosissima fiaba del genio nella bottiglia è la trasposizione popolare di un insegnamento molto elevato. Si tratta di una bellissima metafora, che tra l’altro calza a pennello, in cui il genio della bottiglia rappresenta il nostro inconscio, la nostra vera energia interiore che si libera. Quando stappiamo la bottiglia, cioè liberiamo l’inconscio (genio) dai limiti vincolanti del condizionamento, abbiamo a disposizione una gigantesca potenza che è nostra, e la possibilità di vedere i nostri desideri e progetti realizzarsi.

          Non solo. Anche noi possiamo essere come Aladino con le persone attorno a noi. Possiamo anche liberare il genio di altri. Nel momento in cui liberiamo il genio, ad esempio, di un nostro interlocutore, cliente ecc., possiamo molto più facilmente guidarlo ad effettuare un cambiamento o a prendere una decisione che, in condizioni ordinarie, non avrebbe mai potuto attuare

          Chi ha letto la storia si ricorderà che il genio, una volta liberato, non vuole più rientrare nella bottiglia. Certo! E’ rimasto così tanto tempo prigioniero in quel maledetto recipiente fatto di preconcetti, convinzioni limitanti, paure ecc.! Per quale strampalato motivo dovrebbe rientrare? La naturalezza è essere fuori dai condizionamenti.

          Si narra anche che il genio, oltre a realizzare i desideri di chi lo ha liberato, combina anche qualche guaio. Questa è un’altra chiave metaforica per farci capire che la strada del successo prevede anche l’eventualità di commettere errori. Infatti è veramente difficile raggiungere un obiettivo senza sbagliare ogni tanto. Ma c’è anche da dire che, una volta ottenuto il risultato, la soddisfazione che ne deriva ci fa subito dimenticare i momenti di difficoltà. Soltanto chi rimane inattivo non sbaglia mai ma, proprio per questo, non otterrà mai nulla.

          Bene, ora che abbiamo appurato che questo genio ci è simpatico perchè può aiutarci a risolvere tanti problemi, rimane da capire come liberarlo 🙂

          Per stappare la bottiglia possiamo utilizzare un “cavatappi” d’eccezione: il linguaggio ipnotico. Abbiamo già accennato, negli articoli precedenti, come questo linguaggio sia studiato per comunicare con l’inconscio e dargli le giuste istruzioni per far saltare egli stesso il tappo della bottiglia. Infatti capirne le fondamenta può aiutarci ad utilizzare meglio la nostra mente. Inoltre, una volta che lo hai fatto tu su te stesso/a, puoi diventare un coach, o counselor, e aiutare gli altri a fare altrettanto! Se hai piacere di sapere di più o partecipare a questa o ad altre nostre iniziative con tecniche esclusive della nostra scuola (utili anche per uno sbocco professionale), compila il form più sotto.

          Con questa lettera ti diamo inoltre un omaggio per migliorare la tua comunicazione. CLICCA QUI per scaricare la terza parte della dispensa gratuita sul linguaggio ipnotico (metafore e termini evocativi). CLICCA QUI se hai perso la seconda parte (guida e potere del linguaggio positivo), mentre la prima parte (ricalco) la puoi scaricare QUI.

          Vuoi imparare i segreti per liberare il genio assopito in te e nelle persone con cui entri in contatto?

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          • La più grande sfida!

            La più grande sfida!

            L’Accademia dell’Arte della vita! L’arte di essere quel che veramente sei. L’arte di sviluppare il tuo potenziale. Per te e anche per aiutare gli altri…

            Scopri insieme a noi tutti i segreti e le più potenti tecniche pratiche, testate, sicure, utilizzate da chi riesce, da chi ha successo nonostante tutto e va avanti inconsciamente guadagnando, realizzando, aiutando. Come applicarle anche nella tua vita o per cambiare totalmente la vita dei tuoi clienti se sei un coach o formatore.

            Come evitare fin d’ora di finire nel vicolo cieco del “se l’avessi fatto” e/o “loro sono fortunati” contando solo sulle lotterie o l’aiuto di altri.

            Imparare la strada ed i segreti della comunicazione, per riappropriarti del tuo vero Sè, per sviluppare quel carisma e quella forza che è sempre stata tua.

            member_7793157Se dovessi valutare da 0 a 100 te stesso ed i tuoi risultati che punteggio ti daresti?

            Perchè alcuni riescono ed altri no?
            Perchè alcuni colgono le opportunità ed altri solo dopo dicono “se avessi fatto…?”
            Come possiamo sviluppare in noi il radar che ci permette di raggiungere quello che vogliamo?
            E se siamo un coach od un counselor. Come possiamo aprire questo radar in un altro?

            Il successo e la realizzazione non sono possibilità incorporate; sono invece opportunità aperte: possono accadere, possono non accadere. Dipende tutto da noi: da come viviamo, da quanta consapevolezza sviluppiamo e quanto “deautomatizzato” diventiamo.

            Se viviamo nell’automatismo continueremo a ripetere quello che abbiamo fatto finora. Fino alla morte oppure finchè non vinciamo un biglietto della lotteria. Quante probabilità abbiamo di vincere un biglietto della lotteria?

            Quello di noi esseri umani è un contesto veramente particolare. Nasciamo in maniera simile a tutti gli altri animali ma con una diversità; una diversità che fa veramente la differenza e il cui valore è fondamentale comprendere. Possiamo divenire padroni di noi stessi. Questa è una possibilità. Infatti, si potrebbe proseguire evitandola; ma evitarla significa sfuggire a quella che è la tua vera vita, significa vivere con il limitatore.

            Sono infatti gli schemi e i “moduli prestampati” dei comportamenti di circostanza, a tenerci in stallo e impedirci di veder realizzate le nostre aspettative, perchè all’interno dello schema tutto accade passivamente senza che tu possa assumere un ruolo attivo. Siamo uomini o animali?

            Impariamo come uscire dagli schemi ed aprirci ora al NUOVO.

            Soltanto fuori dagli schemi è possibile FAR ACCADERE le cose, permettersi il lusso di usare la volontà individuale per “materializzare” il pensiero indipendente. Ed è soltanto portandosi fuori dagli schemi che è possibile aiutare gli altri ad uscirne! Una strada è essere presenti a sè stessi

            In questo avventuroso viaggio verso le immensità del possibile, la comunicazione con se stessi, con il proprio inconscio e con l’inconscio della collettività, gioca un ruolo di primaria importanza. Trascurare la comunicazione significa gettare in un tombino le chiavi per aprire le vie di fuga dagli schemi imprigionanti…

            In questa lettera ti regaliamo una dispensa per capire meglio le chiavi della comunicazione con gli altri e ti diamo anche la possibilità di conoscere maggiormente le nostre iniziative. Se sei interessato compila il modulo qui sotto.

            CLICCA QUI per scaricare la seconda parte della dispensa gratuita sulla comunicazione ipnotica. La prima parte la puoi trovare QUI.

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            • La terribile esperienza di un millepiedi

              La terribile esperienza di un millepiedi

              master ipnosi e autoipnosiUn millepiedi viveva sereno e tranquillo. Ma un giorno incontrò una rana filosofa che gli domandò: “In che ordine metti i piedi l’uno dietro l’altro?” Il millepiedi incominciò a lambiccarsi il cervello e a fare innumerevoli prove. Il risultato fu che da quel momento non riuscì più a muoversi.

              Ho voluto citare questa simpatica storiella Zen per introdurre una riflessione, che vorrei invitare tutti quanti a fare, circa un problema che ha effetti devastanti sulla vita di molte persone: l’eccesso di razionalità.

              Quante volte avresti voluto intraprendere un progetto, fare dei cambiamenti nella tua vita, conoscere una persona nuova, cogliere un’opportunità e, invece di agire, ti sei perso in mille congetture e ragionamenti?

              E qui arriviamo al nocciolo della questione: la troppa razionalità non fa bene al tuo successo. La razionalità è come una medicina, al di sopra di un certo dosaggio diventa tossica; avvelena tutto il tuo essere, blocca le tue potenzialità. E’ come un freno a mano tirato sui grandiosi sviluppi che potrebbero verificarsi nel tuo domani.

              Ciascuno può migliorare illimitatamente, diventare ciò che desidera o essere veramente d’aiuto per gli altri. Ma se è bloccato nel pantano della troppa razionalità, non riuscirà a muovere nemmeno un passo. Proprio come quel millepiedi!

              Quindi che fare? Esiste un metodo per riportare il livello di razionalità entro i giusti valori? E quindi consentire agli infiniti poteri nascosti nel mondo dell’irrazionale di venire in nostro aiuto?

              Il metodo esiste e si chiama autoipnosi. L’autoipnosi è l’arte di incanalare le immense forze irrazionali dell’inconscio e di concentrarle come un laser allo scopo di ottenere miglioramenti, raggiungere obiettivi e abbattere ostacoli senza che l’eccesso di razionalità introduca elementi di disturbo.

              Come si può facilmente dedurre, l’utilizzo scientifico e mirato dell’autoipnosi, ha innumerevoli campi di applicazione nel lavoro, nello sport, nell’arte, nella vita di relazione, nella spiritualità ecc.

              L’autoipnosi è insegnata in modo vivo ed efficace all’interno dei nostri corsi (clicca qui se vuoi sapere di più sui nostri Master o seminari da molti richiesti) e, in attesa ed in preparazione di una occasione per incontrarsi dal vivo, ti offriamo per approfondire e conoscere di più una dispensa realizzata da una nostra allieva.

              Compila il seguente modulo per scaricare la dispensa gratuita sull’autoipnosi con esercizi pratici che puoi eseguire da subito:

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              • Introduzione ai modelli di comunicazione ipnotica

                Introduzione ai modelli di comunicazione ipnotica

                (L’articolo inizia dopo il modulo)

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                  Come può un ipnotista ottenere meravigliosi risultati come aiutare i suoi clienti a smettere di fumare, cambiare un’abitudine, essere più motivati?

                  Molti si chiedono come funziona l’ipnosi. L’ipnosi è COMUNICAZIONE che va al di là delle barriere che le persone costituiscono tra loro ed il mondo esterno.

                  La comunicazione efficace è anche una componente fondamentale per ottenere maggiore successo e raggiungere i propri obiettivi nel mondo di tutti i giorni.

                  Sempre più vediamo manager e gente che ha a che fare con gli altri seguire i nostri corsi di ipnosi.

                  Noi viviamo in un mondo di relazione. E la chiave dell’ipnosi è relazione e comunicazione col proprio cliente di modo da portarlo a sentire e vedere le cose in maniera differente, e toccare le sue leve inconsce.

                  Comprendere i principi alla base dell’ipnosi permette di migliorare la comunicazione in genere.

                  Un coach, un manager, un insegnante, chiunque abbia a che fare con gli altri può quindi solo trarre vantaggio dall’imparare tale abilità.

                  Tutti noi comunichiamo ma lo facciamo spontaneamente, senza aver mai imparato come essere maggiormente efficaci.

                  I modelli di Comunicazione Ipnotica

                  ipnodiscoIn questa guida vi presentiamo alcuni potenti metodi linguistici di COMUNICAZIONE IPNOTICA.

                  Questi costituiscono una delle tre chiavi principali della PERSUASIONE.

                  Gli altri due pilastri sono il lavoro su di sé e l’energia e vitalità che mettiamo nella comunicazione non verbale.

                  Ma le parole agiscono comunque da catalizzatore e “definiscono” le situazioni.

                  Quelli contenuti qui di seguito sono potenti modelli linguistici estratti proprio dalla comunicazione dell’Ipnosi, ed utili anche nella vita di tutti i giorni!

                  E non è che un assaggio di tutto quello che può essere fatto.

                  La nostra scuola propone quindi approfondimenti su tutti i modelli che potete leggere qui, chiamati classicamente modelli “ericksoniani”, oltre anche a modelli linguistici differenti di altra origine e non abitualmente insegnati nelle scuole ericksoniane…

                  Il linguaggio

                  Imparare l’ipnosi moderna signlinguaggioifica quindi imparare l’incredibile POTENZA DEL LINGUAGGIO, sia verbale che non verbale.

                  Nei nostri corsi dal vivo vediamo spesso l’espressione trasformata dei nostri allievi quando si rendono conto dell’estrema potenza delle loro parole.

                  Capiscono infatti che si apre loro di fronte un nuovo mondo di comunicazione.

                  Quelli che seguono nelle varie pagine sono quindi solo alcuni dei tanti ESEMPI. Sono stati raccolto per dare un’idea di come è possibile arricchire la comunicazione.
                  Con la corretta comunicazione è infatti possibile creare tutto. Fascinazione, attrazione, ipnosi, persuasione, accordo, rapport, motivazione, coinvolgimento, interesse…

                  Siamo fieri che la nostra scuola (ISI-CNV scuola del dr. Paret) sia stata storicamente la prima a diffondere tali modelli in italiano in forma semplice ed immediata non solo per l’ambito terapeutico dell’ipnosi, ma anche per l’ipnosi quotidiana o conversazionale.
                  Osservateli, imitateli, ma ricordate che la cosa più importante è la vostra CREATIVITA’ nell’utilizzarli.

                  Inoltre, ascoltare parlare una persona che ha la maestria di tali modelli è una strada efficace per installarli nel proprio Inconscio facilmente e rapidamente…

                  I PRIMI TRE MODELLI PER ANDARE AL DI LA’ DEI CONFINI/BARRIERE TRA LE PERSONE:

                  RICALCO – CAMPO AFFERMATIVO – GENERALE/SPECIFICO

                  Modello 1: Superare le barriere: Il Ricalco

                  “Mentre leggete queste parole, e cercate di capire il significato di questo report, potete anche essere curiosi di che cosa sono i modelli linguistici conversazionali…”

                  Il ricalco e guida è la tecnica adatta a guidare la mente del vostro interlocutore a pensare quello che volete, senza che vi sia resistenza.

                  Quello che abbiamo fatto con le parole precedenti è stato ricalcare la vostra esperienza (leggere) e guidare verso uno stato emozionale (essere curiosi).

                  Il primo elemento di questa diade è il “ricalco”. Tale elemento si basa sul riprendere elementi dell’esperienza vissuta e da lì procedere. Perché funziona? Perché si basa sul concetto di “condivisione di esperienza”.

                  Condividere l’esperienza frantuma le barriere che ci sono tra noi e l’altro.

                  In ipnosi è un modello utilizzato tantissimo.

                  “mentre sei seduto, e mi ascolti, puoi rilassarti sempre più”

                  Il ricalco che in questo caso è “condivisione” di esperienza che ci porta così al di là del confine tra noi e l’altro. E’ uno tra gli elementi che sono alla base del concetto di “empatia”, anche chiamato “rapport”. Osserviamo due persone in stato di “rapport”. Si muovono con lo stesso tempo.

                  Il fenomeno è stato abbondantemente studiato dalla PNL e nella PNL3.

                   In tale disciplina, il concetto di Rapport è stato studiato al fine di creare armonia tra le persone, per il business, la terapia etc. La nostra scuola lo ha anche sviluppato attraverso il concetto di INSTANT RAPPORT.

                  Uno tra gli elementi di base che favorisce il rapport e fa parte del concetto di condivisione di esperienza è quindi il concetto di “similitudine”.

                  Questo può essere rappresentato da movimenti simili, o parole simili.

                  Questo fenomeno tecnicamente si chiama “Ricalco” e favorisce la creazione di “Rapport”, ovverosia di una relazione empatica tra i due. È importante capire che si tratta di un concetto inconscio, che avviene ovviamente fuori dalla nostra coscienza.

                  ricalcoIl fatto che la similitudine nei movimenti e nel ritmo aiuti a creare rapport è stato documentato da vari studi, e può trovare una conferma diretta se decidete di osservare la gente con attenzione.

                  Lo stesso concetto è importante a livello linguistico. Ricalcare una persona in questo caso significa essere simili a lui linguisticamente.

                  Questo porta a massimizzare le possibilità di accordo tra due persone. È un fenomeno che avviene inconsciamente. Ascoltiamo le parole importanti per l’interlocutore e ripetiamogliele in nuove frasi e combinazioni. Troveremo che è più facile raggiungere un accordo con lui e spesso arriveremo a risultati stupefacenti!

                  Scoprire le parole importanti.

                  Come determiniamo le parole importanti per il nostro interlocutore? Vedendo dove lui mette la sua energia. Ci accorgeremo ben presto che la maggior parte delle persone ripete certe parole, oppure porta maggiore enfasi su certi termini. Significa che questi termini sono importanti per la persona in oggetto. La realtà non è infatti uguale per tutti. La nostra identità reagisce a certe parole (od azioni). Possiamo addirittura pensare che nostra personalità sia decomponibile nel modo in cui reagiamo alle cose che non è uguale per tutti.

                  E’ come se ognuno di noi vive come in un universo a sé, dove certe cose sono importanti ed altre no, ovverosia vi mette maggiore energia.

                  Ad esempio in un colloquio di vendita, un acquirente ripete o pone enfasi sulla parola “qualità” o “affidabilità”.

                  Una strategia efficace è quindi quella di ripetere tali parole alla persona di fronte a noi, mettendoli nelle nostre stesse frasi. In questa maniera condividerete il suo “pattern” energetico, ovverosia il modo in cui valuta la realtà.

                  Noteremo un miglioramento del nostro “impatto comunicativo”, e molte volte scopriremo addirittura che il nostro interlocutore non vorrà più lasciarci andare tanto troverà interessante quello che diciamo!

                  Modello 2: CREARE UN CAMPO AFFERMATIVO

                  Si tratta di una tecnica semplice che parte dal principio del ricalco e della condivisione, e nel contempo efficacissima. Desiderate ottenere accordo quando parlate o semplicemente creare un maggiore contatto di fiducia con l’interlocutore?
                  Non è importante quello che dite, molto spesso è importante infatti come lo dite. Potete dire gli stessi concetti che esponete finora in una maniera più efficace…

                  strettadimanoA questo proposito è fondamentale imparare a creare un ordine particolare nell’esposizione, al fine di creare un “campo affermativo”. Creare un campo affermativo è molto vicino al concetto di “ricalco” e significa utilizzare parole e frasi alle quali il nostro cliente non possa rispondere che sì.

                  La mente si abitua a dire sì in quanto è più naturale aprirsi all’altro che opporsi, e tende ad accettare con più facilità suggestioni ed idee successive.

                  Milton H. Erickson, il famoso ipnoterapeuta americano del secolo scorso, il quale è stato tra i primi ad essere analizzato per delineare i molti modelli esposti in questo libretto, faceva uso massiccio di tale metodo, per ottenere l’assenso della mente inconscia.  Osservava dove stava guardando il suo paziente, e lo ricalcava: “…vedo che sta guardando il quadro…”; e da lì, preso ormai contatto, conduceva il suo interlocutore con frasi successive, in uno stato di trance.

                  Il risultato che si crea tramite la creazione di un campo affermativo è una disponibilità positiva verso l’interlocutore. Il meccanismo è anche utilizzato nella vendita: il venditore cerca di porre delle domande o di fare delle affermazioni alle quali non sia possibile rispondere che sì. Questo “entrare nel sì” abbassa le barriere.

                  Attraverso l’utilizzo accorto del linguaggio della generalità (prossima pagina) il processo può essere portato ad una sottigliezza estrema. Ed il processo può essere utilizzato anche nella vita di tutti i giorni: Mentre vedete questa pagina, e leggete queste parole, potete rendervi conto che incominciate a capire.

                  Modello 3: Utilizzo dei livelli di generalità GENERALE/SPECIFICO

                  “mentre cercate di capire quello che vi è scritto, vi sono parole che possono destare la vostra attenzione”

                  La frase precedente è un ricalco col quale condivido la vostra esperienza, ma se osservate, è molto generico appositamente. Non si dice “quali parole” destano l’interesse.

                  Questo modello è presentato qui per aggiungere un elemento che permette di portare ad un livello superiore il ricalcare secondo il metodo spiegato nel paragrafo precedente.

                  Come abbiamo detto ognuno di noi vive in un universo a sé.

                  Ognuno fa ordine nella sua realtà e decide quello che per lui è importante e quello che che non è. Su che cose soffermarsi e cosa tralasciare.

                  Può quindi essere un problema l’eccessiva specificità se non trova riscontro nell’altro. A volte quindi, per creare un campo affermativo ed ottenere assenso è utile non essere troppo specifici, bensì GENERALI.

                  Essere specifici tende a delimitare e mette in moto meccanismi razionali. Ma per migliorare la comunicazione dobbiamo “aprire”.

                  Essere GENERALI significa nella pratica utilizzare termini che hanno più significati, e nei quali ci si possa agevolmente ritrovare.

                  Facciamo un esempio pratico: se dico “è importante riposarsi” sto parlando in maniera generale e non specifica, e potrò ottenere l’assenso del 98% delle persone che mi ascoltano.

                  Se vado nello specifico dicendo in che ore precise bisognerebbe dormire sto “specificando”. Lo stesso se dico “è importante riposarsi tutto il giorno” oppure “è importante riposarsi il minimo possibile” e ovviamente la percentuale di accordo scenderà.

                  In estremo, se andiamo molto nello specifico, dato che ognuno vive in una realtà differente, è inevitabile che si arrivi sempre ad un livello di differenza e non condivisione con l’altro.

                  consensoUn concetto molto importante è: capire il livello linguistico che stiamo utilizzando.
                  A scuola, soprattutto nelle discipline scientifiche, ci viene insegnato ad essere specifici, ma è invece parlando in maniera generale che si crea accordo e “rapport”. Alcuni dicono che gli uomini politici spesso parlano in maniera generale. Questa può essere infatti una metodologia per cercare consenso.

                  E anche quando facciamo un’induzione ipnotica utilizziamo molte frasi di questo tipo per stimolare il cambiamento. “puoi renderti conto che qualcosa in te sta cambiando”.

                  Generale e Specifico

                  Possiamo quindi distinguere due livelli linguistici: GENERALE e SPECIFICO.

                  Si tratta di concetti fondamentali, così come dire alto o basso in termini di spazio.
                  In realtà questi livelli sono puramente teorici, in quanto il linguaggio non è MAI la realtà. Il linguaggio è infatti granulare, composto da parole che definiscono “cose”, mentre la realtà è continua. Per quanto specifici siamo, non potremo quindi mai descrivere esattamente la realtà di fronte a noi.

                  boscoFacciamo un esempio per capire tale concetto, nella figura qui a sinistra, che differenza c’è tra “alberi” e “bosco”?

                  La differenza è come “focalizziamo” la nostra attenzione

                  Sono due livelli logici differenti, che possiamo chiamare più specifico (alberi) e più generale (bosco).

                  Un altro esempio è la differenza tra dire :

                  – ci sono 40°

                  – fa caldo

                  – c’è una temperatura molto alta

                  Si va dallo specifico (40°) al generale (temperatura alta)

                  Tipi di persone

                  Nei dialoghi con persone singole è importante imparare ad utilizzare la terminologia al livello opportuno per il soggetto, in quanto ci sono persone che tendono di più alla specificità ed altre alla generalità.

                  Possiamo chiamare queste persone “specifiche” o “generali”.

                  Come abbiamo detto la realtà è continua, mentre le parole sono elementi staccati. Quindi nessuna delle due posizioni è “vera”, o “migliore”. Una persona generale a volte è più brava a vedere il campo lungo e le connessioni tra le cose. Una persona specifica è più brava a vedere i dettagli.

                  Ma nessuna posizione è assoluta.

                  Con soggetti specifici è importante ogni tanto parlare anche in maniera specifica, mentre con soggetti non specifici è meglio portarsi al loro stesso grado di generalità.
                  L’utilizzo del linguaggio generale può anche essere strumento per creare reazioni; come tale può essere utilizzato ad esempio nell’ipnosi: possiamo creare frasi del tipo: “ti puoi rendere conto delle sensazioni che puoi sentire in questo momento…”.

                  Queste frasi sono strutturate in maniera di essere completate dalla nostra mente inconscia, la quale creerà un’esperienza completa nella nostra mente.

                  Attraverso l’utilizzo del linguaggio generico possiamo condurre il nostro interlocutore in uno stato di “fascinazione comunicativa” in quanto non siamo noi a mettere il contenuto, ma è lui a metterlo, e, ovviamente, mette il contenuto che piace a lui, senza rendersene conto.

                  Prosegue nel prossimo articolo oppure dal vivo presso i nostri Corsi e Master!

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