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  • Modelli di comunicazione linguistici

    Modelli di comunicazione linguistici

    modelli-linguisticiQuanto sono importanti le parole?

    Le aziende spendono milioni di euro per decidere un marchio.

    Con certe parole possiamo anche entrare direttamente in contatto con il processo di pensiero del nostro interlocutore.

    Nel processo ipnotico portiamo la mente conscia in una nuova direzione.

    Infatti l’ipnosi è per scoprire nuove possibilità, per aprirci in direzioni mai frequentate mentalmente. Con le parole possiamo superare il fattore critico della mente conscia, ed a questo punto potremo impiantare suggestioni nella mente inconscia. Nella cosiddetta “ipnosi formale” questo è fatto tramite un testo ben definito. Tuttavia nella comunicazione quotidiana il processo è differente in quanto sono sempre presenti dei fattori distraenti. Dobbiamo quindi divenire capaci di controllare l’immaginazione del nostro interlocutore tramite le nostre parole.

    Tutte le forme di ipnosi verbali utilizzano l’immaginazione. Utilizzando l’immaginazione possiamo portare la persona in uno stato differente da quello che ha attualmente. Quando una persona è in tale stato è aperta a nuove idee. Una regola base di tutte le forme di persuasione ipnotica è che qualsiasi cosa voi facciate immaginare ad una persona, loro penseranno che è il loro pensiero, ed in tal maniera sarete in grado di suggestionarli come se fossero le loro stesse idee. Questo è un concetto molto importante da capire. In pratica bisogna essere capaci di “sedurre”, ovverosia “portare a sè”, la mente del nostro interlocutore.

    Adattarsi all’interlocutore

    Per “sedurre” efficacemente è anche importante anche osservare il nostro interlocutore mentre parliamo. Dobbiamo incominciare a fare attenzione alle sue “microreazioni”. Queste sono le reazioni che manifesterà a livello di fisionomia, gestualità etc… Questi sono solo alcuni degli elementi da osservare. Che cambiamenti stanno avvenendo? C’è una dilatazione della pupilla? Possiamo allora pensare che il cliente stia immaginando. Batte le palpebre? Spesso il battere le palpebre si lega a reazioni emozionali. Dobbiamo adattarci alla persona attorno a noi. Quando vediamo che incomincia a muoversi, magari è il  momento di suggerire di prendere un caffè. Così ci adatteremo ed allo stesso tempo guideremo. Se vediamo un moto di interesse cerchiamo di soddisfarlo. Nell’ipnosi tradizionale il terapeuta può entrare così tanto in contatto col paziente da creare un “castello di suggestioni” dove l’una che si lega all’altra fino a creare un modo totalmente nuovo di sentire.

    Analogamente conversazionalmente noi stiamo creando una nuova realtà soggettiva. Lo stiamo portando ad immaginare. Dovete osservare il vostro cliente momento dopo momento per capire cosa è utile suggerire subito dopo. Uno può praticare tale attenta osservazione in molte situazioni della vita quotidiana. E’ importante capire che le persone non sono sempre nello stesso stato mentale. Può essere in una gamma di stati che varia dall’allerta più completa fino ad essere già in una specie di “trance”. Se una persona è già in trance è più facile condurla. Lo vediamo ad esempio all’uscita dei cinema. Le persone sono più suggestionabili poichè sono già state in una trance per la durata del film. La trance è uno stato particolare che intensifica la relazione e che focalizza l’attenzione di una persona su di una serie di realtà soggettive.

    Sviluppare stati di “trance” quotidiana

    La comunicazione ipnotica è efficace nel grado in cui arriva ad attivare, bloccare, modificare il funzionamento mentale già esistente nel nostro interlocutore. Notiamo come portare la persona semplicemente in “trance” non implica obbligatoriamente l’accettazione delle suggestioni. Ma quando l’attenzione tuttavia è fissata e focalizzata in una trance, frasi e termini che normalmente non produrrebbero risultati possono creare esperienze letterali e concrete. Queste reazioni potranno anche guidare ad un comportamento effettivo se verranno successivamente collegate in base a meccanismi associativi al fine di portare la mente in una particolare direzione. A questo punto avremo quindi un nuovo comportamento del nostro interlocutore che potrà anche apparire a lui soggettivamente come spontaneo quando effettueremo il cosiddetto  “suggerimento per analogia” ad esempio utilizzando delle metafore, ovverosia delle storie che contengono già delle “istruzioni di processo” per il nostro interlocutore.

    Comunicare ipnoticamente significa quindi che, dopo aver portato il nostro interlocutore nel suo mondo soggettivo, utilizzeremo parole, intonazioni, gesti ed altri elementi che portino a riemergere meccanismi propri del nostro interlocutore. In pratica la comunicazione ipnotica interverrà a due livelli: per creare lo stato di focalizzazione e successivamente per evocare ed utilizzare i processi mentali propri del nostro interlocutore in modi nuovi. Ci legheremo in questa fase spesso alla sua mappa del mondo, a quello che desidera o rifiuta.

    La comunicazione ipnotica mette il nostro interlocutore in uno stato di “apprendimento attivo” a livello inconscio. In pratica assorbe delle informazioni senza l’ostacolo della mente conscia. Si tratta di un imparare senza coscienza di farlo, ma alla fine il comportamento si modifica. Tale tipo di apprendimento può avvenire più facilmente in uno stato dove le resistenze della mente conscia sono ridotte. Un esempio di ciò è dato dal cinema e dalla televisione. Quando ci sediamo di fronte allo schermo, rilassiamo il fattore critico. Pur sapendo che le scene che vediamo sono fittizie, ci emozioniamo e spaventiamo come se fossero reali. La televisione influenza la cultura di un paese, molte lingue nazionali, come l’italiano, hanno avuto la predominanza sull’italiano solo grazie all’impatto della televisione. E questa da sola può essere un testimonianza di quanto forte sia l’apprendimento inconscio.

    Ovviamente bisogna imparare i correlati comportamentali quotidiani di tutti questi stati. Può essere utile incominciare ad esercitarsi partendo dall’osservazione di comportamenti quotidiani, commentarli, e poi incominciare a suggerire elementi che variano il comportamento.

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    • L’arte del trainer

      L’arte del trainer

      Coaching-Life-CoachingIniziare e mantenere una dieta o un programma di allenamento sportivo, smettere di fumare o di bere alcolici, attrarre una persona del sesso opposto, attuare dei cambiamenti nel proprio stile di vita per motivi di salute o semplicemente perché lo vogliamo E’ POSSIBILE! BASTA SAPER UTILIZZARE LE GIUSTE STRATEGIE MENTALI!

      Per questo oltre a seguire i consigli di un dietologo o di un esperto di fitness è fondamentale attuare anche un cambiamento psicologico che permetta di assumere il giusto atteggiamento mentale che consente una corretta formulazione degli obiettivi, un aumento della volontà, della motivazione e della determinazione.

      Lo sviluppo delle proprie capacità professionali va di pari passo con lo sviluppo personale. Nel momento in cui si considera l’uomo nella sua totalità non è possibile scindere il successo nella vita (salute, affetti) dal successo nel lavoro.

      VOLERE…….AVERE…….POTERE

      Solitamente quello che pensiamo di poter fare, avere e volere è in funzione delle nostre convinzioni.

      Le convinzioni non sono mai vere, pensiamo che lo siano ed è per questo che sono così potenti nel motivare il nostro comportamento…le convinzioni sono limitanti!

      Gli Agenti di vendita per raggiungere i propri obiettivi professionali, devono poter disporre di potenti credenze che li spingano a superare le limitazioni apprese nell’ambito della propria vita e della propria professione.

      Pnl, pnl3, coaching e quantum coaching, si propongono come le tecnologie più innovative nel campo della gestione dei sistemi di credenze: i sistemi di credenze hanno una struttura; la pnl ha identificato questa struttura e le modalità con le quali il cervello le codifica.

      Questa tecniche permettono di eliminare le convinzioni limitanti e di installare tutte quelle credenze atte alla riorganizzazione delle risorse personali in previsione del raggiungimento dei risultati di interesse.

      La pnl è un modo particolare di considerare il comportamento e la comunicazione. La pnl è un atteggiamento dettato dalla curiosità di comprendere i propri processi interiori e quello delle altre persone. L’apprendimento della pnl deve essere “automatizzato” e deve poter entrare in azione automaticamente nelle situazioni di interesse.

      Per usare una metafora, possiamo paragonare l’utilizzazione della pnl al fatto di camminare. Da bambini, per imparare a camminare, abbiamo dovuto fare notevoli sforzi: abbiamo imparato a utilizzare i muscoli delle gambe, del dorso ….. è stato complicato ma piacevole scoprire che potevamo muoverci “a quattro zampe” e utilizzare poi le “gambe” dei tavoli per imparare a sorreggerci sulle nostre gambe…. scoprire l’utilità delle braccia per mantenersi in equilibrio e infine muovere i primi passi autonomamente: ma oggi camminiamo senza essere consapevoli di tutti i processi mentali e fisiologici che ci consentono di farlo; semplicemente sappiamo di poterlo fare e lo facciamo istintivamente quando serve….. abbiamo attivato un processo di apprendimento estremamente potente che ci accompagnerà per tutta la vita.

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      • Differenze tra Coaching e PNL

        Differenze tra Coaching e PNL

        coaching pnlIl coaching è diverso dalla PNL.  La PNL, che è nata come tecnica per sviluppare eccellenza umana, mira a creare una teoria generale della comunicazione umana.  Il coaching non ha minimamente questo tipo di pretese, e questo “minus” nei confronti della PNL, è in realtà un “plus“, in quanto lascia spazio libero ad accettare qualsivoglia teoria o pezzo di teoria che possa aiutare a creare risultati.  Il coaching è una meta-disciplina.   In altre parole è al di là della singola tecnica, e si pone al livello di scegliere quella che è più appropriata al momento opportuno.

         La conoscenza degli elementi base della PNL è utile a questo livello, soprattutto per la fase di CORRELAZIONE, che è molto agevolata dagli strumenti insegnati nella parte della PNL chiamata “ rapport”. Il concetto di correlazione è comunque più ampio di quello di RAPPORT: due persone rimangono correlate anche quando non sono in contatto. In altre parole, anche a distanza, sono “sulla stessa lunghezza d’onda”

        Un’altra differenza fondamentale è che la PNL mira a “copiare” dei modelli di efficacia (anche chiamato “modellare”), mentre il coaching mira a sviluppare “modelli propri” per ogni persona. In altre parole a facilitare l’AUTO-ORGANIZZAZIONE MENTALE del cliente.

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        • Quantum Coaching

          Quantum Coaching

          quantum-coachingCosì come la fisica quantistica rappresenta un salto di paradigma rispetto alla fisica tradizionale, il concetto di Approccio Quantum al Coaching è il più moderno, ed implica un salto di visione.

          E’ valido non solo a livello individuale, in quanto vede l’individuo come insieme di potenzialità, ma anche a livello globale. Infatti si adatta ad un mondo che si sta attualmente evolvendo e nel quale gli equilibri cambiano. L’Asia che sta divenendo più forte, l’Europa che va avanti ma servono nuove idee.

          Quello che serve quindi oggi è un approccio che prenda in esame i nuovi sviluppi e prepari le persone in una maniera nuova ed aperta ai cambi di paradigma. Questo è quello che chiamiamo “Quantum Coaching” cioè un Approccio di Coaching che include ampiamente il concetto di creatività e sviluppo delle risorse, dei potenziali anche inconsci per creare un Coach con una NUOVA VISIONE.

          Approccio Quantum significa quindi varie cose. Significa ad esempio che dove arriviamo non è più dove siamo partiti. E’ avvenuto un salto di paradigma, per l’appunto un salto quantico.

          Ma significa anche che facciamo un coaching mirato ad una realtà quantica, cioè ad una realtà in continuo mutamento, che non si misura in certezza, ma bensì in possibilità.

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          • Prossimamente Fascinazione e Mesmerismus©

            Prossimamente Fascinazione e Mesmerismus©

            Roma 15-16 marzo 2014 – CLICCA QUI per i dettagli.

            fascinazione“Fascinazione” è il termine tecnico per indicare la capacità di ammaliare con gli occhi. L’immagine della Medusa che pietrifica con il suo sguardo è sicuramente il traslato metaforico di tale realtà. Anche se sembra strano che solo attraverso il senso della vista sia possibile  bloccare una persona, mettendola in uno stato di “incantamento”, l’azione di questo sul cervello è reso più comprensibile se osserviamo del resto cosa capita a certi animali quando sono semplicemente abbagliati dalla luce: si fermano e si immobilizzano in stato di stupore, non capiscono più la situazione. Le zanzare si vanno addirittura a bruciare e tale caratteristica è sfruttata per poter passare le sere d’estate senza troppe punture.

            Una spiegazione possibile  è che lo sguardo diretto provoca un restringimento dell’attenzione in chi lo subisce. L’occhio è base per la creazione e la comprensione della realtà che ci circonda. Dove si dirige questo, è inoltre anche la direzione della nostra attenzione conscia. Da qui nascono vari utilizzi della tecnica nella persuasione e convinzione quotidiana. Infatti scoprirete che, finché tenete qualcuno sotto il vostro sguardo, egli percepirà maggiormente emozioni e sentimenti. Le ricerche scientifiche hanno anche dimostrato che diminuirete sempre più notevolmente la forza del suo giudizio e la sua volontà.

            Lo sguardo è assolutamente fondamentale nella comunicazione umana, ma pochi lo sanno usare consapevolmente.

            La prima impressione nei confronti di un’altra persona ci viene del resto dal suo modo di guardare: varie ricerche scientifiche, infatti, hanno dimostrato come i primi quattro minuti di ogni incontro umano siano fondamentali e che il modo in cui noi ci approcciamo agli altri in quei brevi istanti apra la strada all’armonia. Anche gli animali si misurano a vicenda attraverso lo sguardo.

            Perché l’occhio sia efficace è necessario però educarlo con un training specifico ed avere una chiara consapevolezza del suo potere. Di base dovrete allenarvi ad acquistare uno sguardo fermo, interessato, dolcemente penetrante, espressivo, e allora avrete in mano la prima delle chiavi che correttamente usate potranno aprirvi nuove porte nella vita.

            La vostra visione deve sapere essere al contempo globale e pungente, tale da percepire sia il tutto che il particolare. Questo particolare stato capita a molti in momenti di entusiasmo, ma, per generarlo a comando, è necessario esercitarsi.

            Molteplici sono le utilità pratiche. Nella persuasione gli occhi possono produrre un effetto irresistibile e l’esperienza pratica c’insegna che, affinché ciò sia ancora più forte, nei momenti più importanti di conversazione bisogna arrivare a tenerli aperti e senza alcun movimento, evitando di distogliere lo sguardo, neanche per un solo istante, dalla radice del naso del soggetto (tra gli occhi), avendo allo stesso tempo ben chiaro nella mente quello che desideriamo. È anche necessario sapere sviluppare un’espressione di “interesse” nel viso, in quanto così facendo il vostro interesse chiamerà sottilmente l’interesse dell’altro.

            I molti esercizi che vi proporremo nei prossimi articoli, oltre a rafforzare straordinariamente gli occhi, hanno anche il fine di portarvi a sviluppare l’attenzione ed altre facoltà indispensabili nella vita.

            E’ essenziale che impariate ad essere padroni di voi stessi. Per sviluppare bene questo potere fondamentale è infatti utile far sì che vi sia soprattutto dominio del corpo e dei suoi impulsi, delle emozioni e dei desideri violenti e del piano mentale con le sue molteplici divagazioni ed instabilità, al fine che tutti questi si sottomettano all’Io Superiore e si convertano in strumento positivo che guidi le nostre forze ed il nostro occhio con consapevolezza e non basandosi sulla semplice istintualità.

            La capacità di ammaliare infatti non è propria esclusivamente dell’uomo, ma soltanto questi è in grado di dirigerla a fini positivi superiori e di sviluppo. Gli animali catturano le prede anche con l’occhio, ma inconsciamente. Da sempre esistono racconti di serpenti dotati di particolari facoltà di fascinare la propria vittima rendendola incapace a sfuggirgli; la loro potenza giunge fino al punto da far scender gli uccelli per farli avvicinare e questi si lasciano prendere senza che possano attuare alcun tentativo di difesa.

            La fascinazione è anche la base storica del classico “a me gli occhi” degli ipnotizzatori di un tempo: tuttavia, pur essendo ancora viva nell’immaginario popolare, tale figura leggendaria oggi è praticamente quasi scomparsa, in quanto le tecniche di ipnosi attualmente utilizzate sono perlopiù lunghe e verbali. Provengono per la maggior parte da un filone di origine americana che non ha più legami con la tradizione antica e nessuno degli ipnotisti attuali, anche più famosi, sa veramente utilizzare lo sguardo. Lo sguardo può essere però, quando appreso, un ausiliario prezioso di ogni influenza ipnotica perché provoca di per sé una sospensione di certe facoltà critiche in maniera totalmente naturale. Utilizzato, quindi, prima di una successiva operazione ipnotica o magnetica, ne potenzia l’effetto permettendo di ottenere i risultati che si leggono nelle opere dei più grandi maestri del passato.

            Riassumendo, dunque, gli utilizzi della tecnica sono:

            1. nella vita quotidiana e nelle relazioni. La causa per la quale una persona ci colpisce, ci appare “viva” è nella padronanza di uno sguardo che seduce, attrae, ammalia. Il nostro occhio può essere educato a ciò.
            2. nella terapia. Fin dall’antichità allo sguardo è stato attribuito il potere di guarire: Ippocrate, Dioscoride, Teofrasto affermano il potere curativo che poteva essere effettuato con lo sguardo, con i gesti ed i rituali specifici. Erminio di Pisa continuava tale tradizione eseguendo guarigioni istantanee da dolori muscolo-scheletrici, tinniti e molti altri disturbi. Una teoria che può giustificare tali risultati è la seguente:  a volte la mente viene presa da quelle che vengono chiamate «idee fisse», continuiamo a pensare le stesse cose, ad essere inseguiti dal fantasma di pensieri antichi, a girare attorno agli stessi concetti. La fascinazione dello sguardo rompe allora queste idee fisse. Inoltre, con la fascinazione è come se entrassimo “dentro l’altro”: il mondo di ciascuno ha un limite rappresentato dallo spazio che abbraccia e di dove giunge il suo sguardo, ma incontrando il suo sguardo entriamo nella realtà intrapersonale del nostro interlocutore e lo possiamo aiutare “dal suo interno”. Anche le tecniche di concentrazione e meditazione attraverso le quali si passa per rinforzare l’occhio hanno già di per sé stesse un’utilità pratica di rinforzo della personalità.
            3. nello sviluppo personale. Bisogna avere consapevolezza dello sguardo. Gli esercizi che vengono utilizzati per la fascinazione possono anche essere molto utili per acquisire una personalità più chiara, netta, magnetica ed avere maggiore “Presenza”.
            4. indurre naturalmente «trance ipnotica». La fascinazione può essere la chiave per sviluppare una forma particolare di ipnosi istantanea. Inoltre, tutte le tecniche ipnotiche sono molto velocizzate dall’utilizzo previo della fascinazione. Anche le tecniche magnetiche, basate sul tocco della mano, traggono vantaggio dalla fascinazione preventiva ed i pazienti raccontano sempre di sentire maggiormente gli effetti.

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            • Quantum Memory 2

              Quantum Memory 2

              quantum-memory2Cari Amici,

              Ben ritrovati con la nostra rubrica dedicata alla memoria e di “gestione della mente”. In questo articolo vi parleremo dei vari metodi per potenziare la vostra memoria e l’apprendimento.

              Infatti, oltre all’uso delle tradizionali “Mnemotecniche” (che trovate nella maggior parte dei corsi di memoria) è possibile (ed anche molto più semplice, veloce ed efficace) lavorare su voi stessi per accrescere le vostre capacità.

              Una delle tecniche che è possibile utilizzare è attraverso la PNL e la PNL3. Infatti con queste metodiche, non solo potete rimuovere ed annullare eventuali blocchi, ma potete facilmente accrescere e moltiplicare le vostre capacità e rendere sempre, ed in ogni momento disponibili delle risorse personali che, magari, una o più volte, in occasioni particolari, avete sfruttato (magari anche in altri campi diversi dall’apprendimento).

              Allo stesso modo è possibile imparare a gestire alcune semplici, ma efficaci tecniche ipnotiche e di autoipnosi per conseguire il medesimo risultato. Con un poco di pratica vi potrete accorgere di come possa essere efficace apprendere dopo aver aperto la vostra mente con semplici esercizi di autoipnosi!

              Vi sono inoltre tecniche quantistiche (ad esempio con la luce) messe a punto in anni di ricerca dalla nostra scuola per sviluppare la capacità di apprendere e memorizzare creando nuove connessioni fra i neuroni della corteccia cerebrale. Tale tecnica, combinata con le precedenti ne accresce di molto i risultati.

              Infine vi sono numerose antiche metodiche che, per accrescere il potenziale di apprendimento e di ritenzione dei dati, sfruttano le capacità percettive. La nostra scuola ha dedicato particolare attenzione a recuperare questi antichi insegnamenti collegandoli con le più recenti scoperte quantistiche creando un sistema moderno e potente. Immaginate di poter memorizzare un discorso udito solo una volta o di poter disegnare (o descrivere) nel dettaglio un’immagine vista per pochi secondi! Quanto tempo potreste risparmiare nello studio? Quanto guadagnerebbe la vostra autostima?

              Prima di lasciarci vi chiediamo di provare un semplice esercizio per accrescere la vostra capacità di concentrazione. Si chiama: Mani sulla tavola

              Sedetevi a tavola, collocate le vostre mani sulla superficie del tavolo, i pugni chiusi e le dita rivolte fuori; poi spiegate lentamente il pollice sorvegliando i movimenti con tutta quella attenzione che avreste per un atto della più grande importanza. Fatto questo, aprite lentamente il primo dito, poi il secondo, poi il terzo, poi il quarto, poi il quinto, e rifate all’inverso la medesima serie di movimenti.
              Cominciate con la mano destra, continuate con la sinistra.
              Dai 5 minuti dei primi esperimenti, passate a 7, 8, 9, 10 minuti, progressivamente.

              «Concentrarsi» significa isolarsi da tutte le impressioni esterne, forzare l’attenzione, vincere l’indifferenza e dominare contemporaneamente le proprie forze fisiche ed intellettuali. Il corpo, in questa operazione, deve soggiacere al controllo diretto dell’intelletto: l’intelletto, al controllo diretto della volontà. Se praticherete questo semplice esercizio ogni giorno, in breve vi accorgerete della differenza e quanto potenziale si trova in voi!

              Continuate a seguirci!

              Nei prossimi appuntamenti altre preziose indicazioni per accrescere le vostre capacità di apprendimento!

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              • Perchè è importante rompere le abitudini?

                Perchè è importante rompere le abitudini?

                rompere-abitudiniIl presente è l’unica cosa che c’è. Ma non ce ne accorgiamo, ce lo lasciamo sfuggire. Perche? Una ragione è che in noi ci sono più meccanismi che regolano il rapporto col tempo. Paradossalmente il tempo è un argomento che pur influenzando tutta la nostra vita, che è costruita intorno ad esso, è poco conosciuto. Molto spesso ci sembra essere senza controllo. Capire l’essenza di questo elemento che regna su di noi è una chiave fondamentale per il percorso sul quale ci stiamo avviando.

                Il tempo è pieno di paradossi. Ad esempio quando dormiamo il tempo passa in un attimo, ma anche quando siamo svegli se non facciamo attenzione il tempo sembra passare altrettanto rapidamente. Capita quindi che siamo svegli, ma è come se dormissimo.

                Che cosa è che ci fa dormire e non vivere la vita? Questa passa e ci sembra magari di non essere mai stati noi stessi. Quello che ci ruba a noi stessi è il fatto di essere prigionieri dei nostri meccanismi automatici, del nostro ego. L’uomo medio non è libero. La libertà cui vogliamo condurvi con queste pagine è la libertà vera, libertà da una serie di meccanismi automatici che rubano l’uomo a sé stesso, gli prendono la vita ed il suo tempo sicchè di alcuni si può dire: ha vissuto ottant’anni, ma in realtà sono solo una ventina scarsi…

                L’uomo forgia colle sue mani le catene che lo stringono e che gli rubano il tempo della propria vita.

                E queste catene gli sottraggono non solo il tempo, ma anche il piacere, in quanto anche questa qualità sembra prigioniera di un fantomatico domani e l’uomo è incapace di riconoscerla nel presente.

                L’uomo che potrebbe dipendere solo dagli elementi naturali, incomincia ad occupare la sua esistenza ad ingabbiarsi in un meccanismo sociale dalla quale non può uscire sotto pena di infrangere certe convenzioni giudicate indispensabili alla riputazione della casta stessa. Poi si fa schiavo di una carriera che lo sballotta qua e là, alla mercè del capriccio altrui. Poi cerca di darsi una “posizione sociale” faticosa da mantenere.

                Poi, non contento ancora, si dà un partito politico. L’uomo moderno, da qualunque parte si volti, è circondato da una rete di ferro spinato che non si può varcare senza pericolo di morte. Non ha libertà né di disdirsi né di contraddirsi, ma deve sempre portare una maschera con un sogghigno stereotipo di autorità o di sottomissione.

                Ed inoltre c’è appunto anche un individuo col quale siamo a ogni momento a contatto, dal quale non ci è dato sfuggire, ed è il nostro ego. Il nostro “signor io”. Se vi è dunque un personaggio sul quale avremmo interesse ad avere l’intero incontrastato dominio è proprio il nostro io, il nostro ego. Ma, ohimè! quanto più difficile è rendersi indipendenti dal nostro io e dal nostro ego che non dagli altri! Quanto più difficile è ridurlo obbediente al nostro volere!

                L’uomo sociale è ipnotizzato e schiavo delle convenzioni: ogni individuo è succube delle abitudini. L’abitudine impaccia la felicità non solo perchè è disarmonica, ma perchè ci vieta di sviluppare tutta la nostra potenza e inghiotte letteralmente la nostra realtà.

                Rompere l’abitudine è il primo passo per conquistare la libertà di noi stessi, per veder chiaro e lontano nella vita. Vi sono degli uomini i quali non vivono che di abitudini: esaminateli un momento e vedrete che si tratta di esseri inferiori, di gente il cui mondo si riduce a un angolo di un angolo minuscolo, fiori di serra che appena messo il capo fuori della vetrata cadrebbero uccisi dalla forte ventata della libertà.

                Se non rompete l’abitudine, alla fine dei vostri giorni vi accorgerete che il mondo lo avete visto dalla finestra, ma che non avete vissuto. Questo vale nel dominio fisico e nel dominio spirituale.

                L’abitudine nasce in un attimo. Se noi percorriamo una strada mai percorsa, questa abitualmente ci sembra più lunga all’andata che al ritorno. La ragione è che al ritorno la strada è già più abitudinaria, siamo quindi meno vigili, e meno alla ricerca di informazioni nuove; e ne consegue anche che quando viviamo nell’automaticità il tempo viene come inghiottito, e gli anni passano in attimi.

                Cosa Fare allora?

                Le tecniche che ho sviluppato possono essere una chiave per ritrovare noi stessi e per un’autentica libertà.

                Esse si basano infatti sulla riscoperta di noi e del nostro essere. Ho dedicato molti anni alla ricerca combinando la PNL con elementi evoluti di Ipnosi ed Enneagramma ed a varie esperienze personali.

                (Brano tratto da “Oltre la Trance” del Dott. Marco Paret)

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