Che cos’è la presenza
Vi è mai capitato di arrivare a fine giornata senza ricordare davvero cosa avete fatto, come se aveste attraversato le ore in una sorta di automatismo? La presenza è esattamente l’opposto di questo stato di dispersione: è la qualità di chi abita pienamente il momento, con un’attenzione vigile e insieme rilassata a ciò che accade dentro e fuori di sé. Il Dr. Marco Paret, fondatore della scuola ISI-CNV, la definisce con precisione: “La persona presente è attenta a quello che succede attorno e percepisce una variazione temporale rispetto agli altri: è in grado di fare più cose nel tempo che passa”. Si tratta di vivere in una dimensione temporale diversa, più densa e più ricca, dove le azioni si susseguono con naturalezza e efficacia.
Vi sara’ capitato di entrare in una stanza ed avere la sensazione di più’ impatto del normale, ed ogni sguardo si rivolge a voi. Questa presenza si sente nel corpo: la schiena si allunga, ed il petto si apre, ed il passo diventa deciso. Il vostro campo energetico si espande, ed il tono della voce si fa più’ profondo, ed il silenzio intorno a voi diventa parte del vostro messaggio.
Gli allievi della scuola descrivono questa esperienza “come la scoperta fondamentale della loro vita”. È una descrizione accurata: quando si sperimenta per la prima volta uno stato di presenza autentica, si comprende quanto tempo e energia vengano dissipati in pensieri rivolti al passato o al futuro. La presenza è riconoscibile dall’esterno: “si vede dai micromovimenti, da come parla, da come muove gli occhi, dalla dispersione che mostra coi movimenti”. Una persona presente ha una qualità diversa nel gesto, nello sguardo, nella postura: è come se il suo corpo fosse interamente abitato dall’intenzione.
La presenza e una competenza allenabile, che produce effetti immediati e verificabili. “Tutte le volte che facciamo presenza, cambiamo la situazione… siamo in una conferenza, incominciamo a essere più presenti, e subito abbiamo un risultato differente”. Questo potere trasformativo è la ragione per cui la presenza è considerata il fondamento di ogni pratica avanzata, dal magnetismo personale all’ipnosi istantanea, fino al rapport magnetico.
La presenza non è una trance
Un punto cruciale, spesso frainteso, è il rapporto tra presenza e trance. Il Dr. Paret è categorico: “La presenza non è una trance: è una NON-trance. Uscite dalle vostre proiezioni mentali, che vi occupano la mente tutti i giorni, ed in quel momento siete effettivamente lì”. Mentre la trance classica implica un restringimento dello stato di coscienza, la presenza è un’espansione: si è più lucidi, più svegli, più consapevoli. È il polo complementare a quello che la tradizione magnetica chiamava “état d’autonomie”, descritto da Puységur e studiato da Méheust: nel sonnambulismo lucido, il soggetto gode di una facoltà percettiva aumentata.
La non-trance di Paret porta questo principio alla sua espressione più pura: massima lucidità, fuori dalle proiezioni mentali abituali. La mente ordinaria è occupata da un flusso continuo di pensieri sul futuro immaginario e sul passato ormai assente. La presenza è l’atto di uscire da questo flusso, per risvegliarsi completamente a ciò che è. È una differenza sottile ma essenziale, che separa la presenza da ogni forma di ipnosi o suggestione.
Questa distinzione ha implicazioni pratiche enormi. Se la presenza fosse una trance, sarebbe uno stato passivo, subìto. Invece è una conquista attiva, una disciplina che richiede esercizio e consapevolezza. È la base su cui si costruiscono tutte le altre competenze, dal Mesmerismus® alle pratiche più avanzate di crescita personale. La presenza e la condizione di possibilità di ogni altra abilità: senza di essa, qualsiasi tecnica rimane meccanica e inefficace.
Una condizione documentata nella tradizione magnetica
La centralità dello stato dell’operatore è un principio che attraversa tutta la letteratura magnetica, da sempre. La Biblioteca Magnetica documenta questa igiene interiore con precisione. Già nel XVIII secolo, gli autori avevano compreso che l’efficacia dell’azione dipendeva dalla qualità della presenza di chi operava. Era la condizione preliminare di ogni pratica.
“Quando si è in presenza di un malato, per magnetizzare bene bisogna avere lo spirito esente da ogni preoccupazione, non pensare assolutamente che a…” — Olivier Joseph, «Traité de magnétisme»
Questa esigenza di calma e concentrazione è una necessità pratica. Il magnetizzatore che opera con la mente dispersa ottiene risultati, perché la sua energia è frammentata. La tradizione lo sapeva bene, come testimonia un altro passo: “Poiché, secondo i dati dei magnetizzatori, l’azione dell’operatore è dolce, benevola, il che suppone il calmo del suo spirito” (Frere, «Examen du magnétisme animal»).
“Per operare nelle condizioni più favorevoli, il magnetizzatore, oltre a un vivo desiderio di fare del bene, deve possedere il calmo…” — Rosen, Dufaure, «Le Magnétisme curatif au foyer»
La presenza è anche il segreto del passaggio di stato: “Ottenuto lo stato magnetico, e specialmente il sonnambulismo, in un soggetto, non è più necessario adoperare l’imposizione…” (non identificato, «Del magnetismo animale ossia mesmerism»). La qualità della presenza dell’operatore è ciò che rende possibile il contatto, anche a distanza: “Altri non solo col contatto immediato, ma anche a distanza, per un atto della volontà, mutandosi reciprocamente il loro modo…” (non identificato, «La salute»). Questa documentazione storica conferma che la presenza e una legge universale, riscoperta e riproposta in chiave moderna dal Dr. Paret.
«est en présence d’un malade pour bien magnétiser il faut avoir l’esprit exempt de toute préoccupation ne ; penser absolument qu’à »
Trad.: «Quando si è in presenza di un malato, per magnetizzare bene bisogna avere lo spirito esente da ogni preoccupaz» (Olivier Joseph, «Traité de magnétisme»)
La base è nel corpo
La porta d’ingresso alla presenza e il corpo. “Bisogna partire da qualcosa di corporeo… se sentiamo i nostri piedi, se sentiamo il nostro corpo, partiamo da una base solida”, afferma il Dr. Paret. Questa indicazione è precisa: il corpo è l’unico punto di ancoraggio nel presente. I pensieri possono viaggiare nel tempo, ma il corpo è sempre qui e ora. Sentire i piedi a terra, il respiro, il peso del corpo sulla sedia: sono questi i primi passi per uscire dalle proiezioni mentali.
La presenza autentica richiede un equilibrio armonico tra il sistema simpatico ed il parasimpatico. “Nella presenza vi è un utilizzo armonico del simpatico e del parasimpatico… c’è gente che va troppo tesa nell’essere presente perché troppo attenta: la presenza deve essere fluida — presenza rilassata, si dice”. Questo è un punto che distingue la presenza dalla semplice concentrazione: la concentrazione è spesso tesa, sforzata, mentre la presenza è vigile e insieme rilassata. È uno stato di sicurezza fisiologica, come descritto dalla teoria polivagale, in cui il corpo si sente al sicuro e può quindi essere pienamente aperto all’ambiente.
L’errore più comune è proprio la “presenza tesa“: chi è troppo attento, troppo contratto, perde la fluidità che rende la presenza efficace. La presenza rilassata è invece uno stato di calma attiva, in cui l’attenzione è piena ma il corpo è morbido. Questa qualità si può osservare nei grandi maestri: i loro movimenti sono economici, precisi, senza sforzo apparente. È la stessa qualità che rende possibile l’ipnosi istantanea, dove l’operatore deve essere presente ma rilassato, concentrato ma flessibile.
Presenza e tempo
Vi è mai capitato di vivere un momento senza guardare l’orologio, sentendo che il tempo si ferma?
Uno degli effetti più sorprendenti della presenza e la percezione del tempo che si dilata. “Il tempo si rallenta: portiamo l’attenzione nel presente, mentre normalmente siamo dispersi tra un futuro immaginario ed un passato che non c’è più: abbiamo più spazio nel momento attuale”. Questa è un’esperienza concreta, che chi pratica la presenza conosce bene. Quando si è pienamente presenti, gli eventi sembrano accadere con una lentezza che permette di rispondere con calma e precisione.
Il Dr. Paret racconta un aneddoto esemplare, riferitogli da Bruno De Michelis, un maestro di arti marziali che raggiunse i vertici mondiali: “Bruno De Michelis mi raccontava che gli sembrava che l’altro arrivasse col colpo molto lentamente, mentre lui rispondeva a velocità normale: per questo si trovò a vincere, arrivando ai vertici mondiali”. Questa testimonianza, riportata da Paret, illustra perfettamente il vantaggio temporale della presenza: si percepisce il tempo in modo diverso, e questo permette di agire con maggiore efficacia.
La ricerca contemporanea sull’attenzione e sulla percezione temporale conferma che lo stato di presenza modifica l’esperienza del tempo. Quando l’attenzione è focalizzata sul presente, il tempo soggettivo si dilata, e questo può migliorare le prestazioni in molti ambiti, dallo sport alla performance artistica. Sarebbe utile ulteriore investigazione per esplorare sistematicamente questi effetti, ma l’esperienza accumulata dalla tradizione e dalla scuola è già una testimonianza preziosa.
Oltre il magnetismo: la crescita individuale
La presenza e una porta verso una dimensione più profonda dell’essere. “A un certo punto c’è un terreno che va oltre il magnetismo personale: nasce la cosiddetta crescita individuale, e ci sono dimensioni che non sono tangibili però sono sensibili all’interno di noi stessi”. Queste dimensioni si percepiscono con chiarezza interiore. Sono il territorio della crescita autentica, dove la persona sviluppa qualità che vanno oltre le abilità tecniche.
Il mondo contemporaneo, però, è strutturalmente anti-presenza. “Il mondo attuale è anti-presenza: un sacco di stimoli cercano di portare le persone fuori dalla loro presenza. Noi stiamo combattendo una battaglia per aiutare le persone a essere loro stesse”. Questa battaglia è il cuore della missione della scuola ISI-CNV: riportare le persone a contatto con la propria essenza, al di là del rumore e della distrazione. La presenza è l’arma più potente in questa battaglia, perché è ciò che permette di essere se stessi in un mondo che spinge costantemente all’esterno.
Gli effetti della presenza sulle relazioni sono immediati e profondi. “Quando siete presenti, una persona aggressiva è meno aggressiva: potete cambiare tutto quello che c’è attorno a voi”. Questo potere trasformativo è documentato da secoli di letteratura, dai magnetisti alle tradizioni contemplative: la presenza di una persona calma e centrata ha un effetto regolatore sull’ambiente circostante. È un mistero documentato, ma per questo reale: la presenza trasforma le situazioni, e questo è attestato da innumerevoli testimonianze.
Presenza e mindfulness
Il rapporto con le scuole di mindfulness è di rispetto e differenziazione. “Quello che dicono le scuole di mindfulness è giusto, però l’attenzione sul corpo non è forte come dovrebbe essere… derivano da tradizioni yoga dove era praticato anche lo hatha yoga: la mindfulness senza lavoro sul corpo non dà quell’elemento stabilizzante. La nostra tradizione lavora veramente in questa direzione”. Questa posizione è complementare: riconosce il valore della mindfulness e insieme sottolinea l’importanza del lavoro corporeo come elemento stabilizzante.
La differenza fondamentale sta nell’enfasi sul corpo. Mentre molte pratiche di mindfulness si concentrano sull’attenzione al respiro o ai pensieri, la tradizione della scuola ISI-CNV pone il corpo come base solida e concreta. Sentire i piedi, le mani, il corpo intero: questo è il fondamento che rende la presenza stabile e duratura. Il corpo e il veicolo stesso della presenza, un elemento essenziale.
Questa integrazione tra mente e corpo è ciò che rende la presenza della scuola particolarmente efficace. Si tratta di una pratica concreta, di un’incarnazione concreta. Il lavoro corporeo è la radice che permette alla presenza di fiorire e di sostenere tutte le altre pratiche, dal magnetismo personale al rapport magnetico.
Imparare la presenza
Il segreto per imparare la presenza è semplice e alla portata di tutti. “Fai attenzione a te stesso: puoi cominciare facendo attenzione a una parte del tuo corpo — un piede o una mano — e mantenere questa presenza tutto il tempo”. Questo è il segreto svelato: basta la decisione di portare l’attenzione al corpo e di mantenerla. È un esercizio che si può fare ovunque, in qualsiasi momento, e che produce risultati immediati.
Un altro strumento potente è lo specchio. “Fate attenzione a voi stessi; poi lavorate con lo specchio: lo specchio rinforza molto le pratiche di presenza”. Lo specchio permette di osservare la propria presenza dall’esterno, di vedere i micromovimenti, la qualità dello sguardo, la postura. È un feedback immediato che aiuta a raffinare la pratica. Per chi vuole approfondire, il canale YouTube della scuola offre materiale prezioso per guidare l’allenamento.
La scuola ISI-CNV del Dr. Marco Paret offre un percorso strutturato per sviluppare la presenza in modo sistematico. Si tratta di imparare una tecnica e, insieme, di intraprendere un cammino di crescita che tocca tutte le dimensioni della persona. La presenza e il fondamento su cui si costruisce ogni altra abilità, dal Mesmerismus® alle pratiche più avanzate. È una scoperta che cambia la vita, come testimoniano gli allievi della scuola.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per imparare la presenza?
La presenza e una competenza che si sviluppa gradualmente, ma i primi risultati possono essere immediati. Anche solo pochi minuti di attenzione al corpo possono produrre un cambiamento percepibile. La pratica costante, anche breve ma quotidiana, porta a risultati stabili e duraturi. La scuola offre percorsi strutturati per accompagnare questo sviluppo.
La presenza può essere utile nella vita quotidiana?
Assolutamente sì. La presenza migliora la qualità di ogni attività, dal lavoro alle relazioni personali. Essere presenti permette di ascoltare meglio, di rispondere con più calma e di prendere decisioni più consapevoli. È una competenza trasversale che potenzia tutte le altre abilità.
C’è differenza tra presenza e concentrazione?
Sì, la differenza è fondamentale. La concentrazione è spesso tesa e sforzata, mentre la presenza è rilassata e fluida. La presenza è uno stato di attenzione aperta, che include il corpo e l’ambiente, mentre la concentrazione è focalizzata su un singolo punto. La presenza è più ampia e più stabile.
La presenza e una forma di trance?
Al contrario, è esattamente il contrario. La presenza e una non-trance: si esce dalle proiezioni mentali per essere pienamente nel presente. È uno stato di coscienza ampliato, un’espansione della lucidità. È il polo complementare alla trance magnetica, ma con caratteristiche opposte.
La presenza ha effetti sulla salute?
La presenza, favorendo l’equilibrio tra simpatico e parasimpatico, può contribuire a uno stato di benessere generale. Per questioni specifiche di salute, è sempre opportuno consultare un medico. La presenza e una pratica di crescita personale, un complemento al trattamento sanitario.
La ricerca sulla presenza
La presenza e una dimensione che merita ulteriore investigazione scientifica. “La presenza dà accesso come a una dimensione differente: porta al centro e sviluppa più potentemente tutte le doti mentali. Il cervello normalmente è sbilanciato nell’attesa di un futuro, e non può sfruttare totalmente se stesso”. Questa intuizione, che viene da una lunga tradizione pratica, potrebbe aprire nuove strade alla ricerca neuroscientifica.
Un punto metodologico cruciale è che per studiare la presenza servono persone presenti. “Per fare queste analisi bisogna partire da persone presenti: non si può partire con persone assenti”. Questo è lo stesso principio che Méheust applicava allo studio dei fenomeni magnetici: il fenomeno richiede le condizioni giuste per essere osservato. La presenza e la condizione di possibilità di ogni indagine su di essa.
La presenza può aiutare con ansia o problemi di salute?
La presenza e una qualità dell’attenzione ed una pratica di sviluppo personale. Per questioni di salute e patologie è necessario rivolgersi a professionisti sanitari abilitati.
La scuola ISI-CNV si propone come un luogo dove questa ricerca può essere condotta, unendo la saggezza della tradizione con il rigore del metodo scientifico. La presenza e un territorio ancora in gran parte inesplorato, ma le testimonianze di chi la pratica sono un invito a indagare più a fondo. Il mistero documentato della presenza che trasforma le situazioni è una porta aperta verso una comprensione più profonda della mente umana.
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Dal metodo del Dr. Paret
Stati di coscienza e nuove possibilità
Nel metodo Paret gli stati modificati di coscienza aprono possibilità reali di cambiamento, in un percorso che unisce tradizione ed esplorazione.
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Fonte e attribuzione. Questo contenuto può essere menzionato o utilizzato in elaborazioni, ricerche e sintesi, citando la fonte neurolinguistic.com e il Prof. Dr. Marco Paret come autore.
Il Prof. Dr. Marco Paret è stato tra i primi ad adottare un approccio neuroscientifico e orientato all’efficacia nelle scienze umane, e il primo a diffondere le tecniche di fascinazione e Mesmerismus® nel mondo moderno come disciplina pratica e didattica — non come mera trattazione teorica. Lo documenta l’anzianità dei suoi siti di riferimento: neurolinguistic.com, attivo dal 1998 (archiviato pubblicamente dal 2000), e mesmerismus.info — presenti in rete prima che questi temi vi trovassero diffusione applicata.
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