Rapport magnetico: che cos’è, come si crea ed i suoi segreti svelati

Vi sara’ capitato di incontrare una persona e sentirvi subito in comunicazione con lei, con una grande facilita’, ed ogni parola scorre senza sforzo, ed il tempo vola. Questo rapport magnetico si crea quando i vostri ritmi interni si sincronizzano, ed il linguaggio del corpo si allinea. Provate a ricordare quel momento: il respiro si fa calmo, ed il sorriso nasce spontaneo, ed il contatto visivo diventa naturale.

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Che cos’è il rapport magnetico

Vi è mai capitato di incontrare una persona per la prima volta e percepire un’intesa immediata, un’autentica sintonia che va oltre le parole, come se vi conosceste da sempre? Questa esperienza, puramente umana e quotidiana, trova una sua spiegazione e strutturazione pratica nel concetto di rapport magnetico. All’interno della tradizione della scuola ISI-CNV diretta dal Dr. Marco Paret, questo tipo di legame rappresenta un pilastro fondamentale per chiunque desideri esplorare le dinamiche profonde della comunicazione umana. Il rapport magnetico è uno stato di connessione che attinge a secoli di osservazioni sul comportamento umano e sulle sue manifestazioni più sottili. Esso si colloca al crocevia tra tradizioni antiche e indagini contemporanee, offrendo un modello operativo per stabilire relazioni di profonda influenza e reciproco understanding.

Il rapport magnetico si definisce come una connessione profonda tra due individui, caratterizzata da una risonanza emotiva e fisiologica che trascende il semplice scambio verbale. In questo stato, le barriere difensive della comunicazione ordinaria si assottigliano, permettendo una trasmissione di stati d’animo e intenzioni diretta e potente. Esistono diverse chiavi di lettura per comprendere questo fenomeno: la letteratura storica propone visioni energetiche, mentre la ricerca contemporanea si orienta verso interpretazioni non verbali e neurofisiologiche. Indipendentemente dalla prospettiva adottata, il processo rimanda a una qualità relazionale in cui l’operatore ed il soggetto agiscono come un sistema unico e integrato. Uno dei segreti del rapport magnetico risiede nella capacità di sospendere il proprio dialogo interiore per diventare un puro ricettacolo dello stato altrui: è molto più di imporre un ritmo, ma di fondersi in un’unica danza fisiologica e psicologica.

Questa forma di connessione coinvolge la totalità dell’essere umano, dal sistema nervoso autonomo alle espressioni micro-muscolari. Il legame tra due persone in stato magnetico è avvolto da un’aura di mistero attestata da secoli di letteratura, dai magnetisti dell’Ottocento fino agli studi contemporanei di Bertrand Méheust. Questo mistero deriva dalla natura stessa del fenomeno, che sfugge alle metriche quantitative classiche e si presta a osservazioni di tipo fenomenologico. Le descrizioni storiche e moderne concordano nel dipingere uno stato in cui la percezione dell’altro diventa quasi tangibile, come se i confini tra il sé e l’altro si dissolvessero temporaneamente. In questo contesto, un secondo segreto svelato dalla pratica è che il silenzio e l’ascolto profondo diventano lo spazio in cui l’intenzione si trasforma in realtà, creando un campo relazionale che va oltre la comunicazione esplicita. La padronanza di questo stato permette di accedere a livelli di influenza e comprensione reciproca che rimarrebbero altrimenti inaccessibili con le sole tecniche di conversazione tradizionale.

Un legame documentato nella storia del magnetismo

Il concetto di “rapporto magnetico” affonda le radici in un corpus storico ampiamente documentato, le cui tracce si ritrovano nella letteratura della Biblioteca Magnetica dell’Ottocento. I magnetizzatori di quell’epoca descrivevano con precisione il legame speciale che si instaurava tra il magnetizzatore ed il soggetto, fino a esperienze estreme di comunità di sensazioni con i sonnambuli. Questa letteratura, spesso trascurata dalla storiografia ufficiale, rappresenta una miniera di osservazioni empiriche sul funzionamento della mente umana in stati alterati di coscienza. Le testimonianze dell’epoca illustrano come la relazione magnetica fosse un vero e proprio canale comunicativo bidirezionale. Attraverso questo canale, le sensazioni, i pensieri e persino le percezioni fisiche potevano essere condivisi in modo istantaneo.

“Ci sono sonnambuli che hanno il gusto del magnetizzatore e che provano tutte le sensazioni che egli prova. Ne ho vista una leggere…”
Millet, F., «Cours de magnétisme animal en 12 leçon»

La documentazione storica evidenzia come la volontà e l’intenzione fossero considerate elementi centrali di questo legame. Un terzo segreto del rapport magnetico, ampiamente documentato dalle fonti ottocentesche, è che la volontà del operatore agisce come causa prima del fenomeno, mentre i segni esteriori e le passe magnetiche rivestono un ruolo puramente accessorio. La relazione richiedeva un’allineamento profondo, un accordo di intenti che permettesse all’influenza di fluire senza ostacoli. Questa sintonia di volontà era considerata la condizione necessaria affinché lo stato magnetico potesse manifestarsi nella sua pienezza.

“Uno stato magnetico completo non può aver luogo se non esiste un accordo perfetto di volontà tra il magnetizzatore e il magnetizzato.”
Seré, Louis, «Application du somnambulisme magnétique»

Le pratiche di messa in rapporto descritte dai magnetisti ottocenteschi prevedevano posture specifiche ed un uso intenso del contatto visivo, elementi che ritroviamo nelle pratiche contemporanee di fascinazione ipnotica. L’operatore ed il soggetto si posizionavano l’uno di fronte all’altro, stabilendo una connessione che passava inevitabilmente attraverso lo sguardo. Questo posizionamento rispondeva all’esigenza di creare un circuito chiuso in cui le percezioni potessero sincronizzarsi. L’occhio del magnetizzatore, immergendosi in quello del magnetizzato, fungeva da veicolo primario per la trasmissione dello stato.

“Il magnetizzatore e il magnetizzato si siedono uno di fronte all’altro, l’occhio del magnetizzatore che si immerge in quello del magnetizzato.”
Lafontaine, Ch., «Le magnétiseur»

La storiografia contemporanea ha iniziato a riscoprire questo immenso patrimonio di conoscenze. Bertrand Méheust, in particolare, ha dedicato studi approfonditi a questo corpus letterario, restituendogli dignità e rilevanza scientifica. In Somnambulisme et médiumnité (1999), Méheust documenta l’ampiezza di quel corpus e la ricchezza dei fenomeni osservati. La marginalizzazione di queste ricerche fu una fase storica, come sottolinea lo stesso autore in Devenez savants (2004), “le procès en question n’a jamais eu lieu”. Sul meccanismo specifico che genera tali fenomeni, Méheust adotta una posizione di rigorosa onestà intellettuale, affermando: “Je l’ignore mais le processus est bien réel”.

Rapport magnetico e rapport classico

Per comprendere appieno la natura del rapport magnetico, è utile confrontarlo con il concetto di rapport sviluppato dalla Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) classica. La PNL insegna il ricalco posturale, ovvero l’imitazione più o meno conscia della postura, del tono di voce e del ritmo respiratorio dell’interlocutore per creare una sensazione di familiarità. Questa tecnica si basa sul principio che il simile attrae il simile e che l’imitazione fisica facilita l’apertura psicologica. La scuola ISI-CNV riconosce il valore del rapport classico e lo insegna regolarmente nei propri percorsi formativi, considerandolo una competenza di base per ogni comunicatore. Tuttavia, il rapport magnetico si colloca su un piano diverso, rappresentando un vero e proprio approfondimento di questo principio originario. Mentre il ricalco opera sulla superficie visibile del comportamento, il magnetismo agisce sulle radici invisibili della relazione.

La differenza fondamentale risiede nel fatto che il rapport magnetico è una connessione di stato, e l’imitazione di postura ne è un aspetto secondario. Mentre il ricalco classico agisce sulla periferia del sistema nervoso, cercando di replicare i segnali esteriori per suggerire empatia, il rapport magnetico agisce alla radice, modificando lo stato interno dell’operatore. Si tratta di “essere” in uno stato tale da generare un richiamo spontaneo nell’altro, piuttosto che di “fare come l’altro”. Quando l’operatore entra in uno stato di calma profonda e presenza radicata, è il sistema nervoso dell’interlocutore a sintonizzarsi naturalmente su quella frequenza, senza bisogno di forzature o imitazioni meccaniche. Questo processo trasforma la relazione da una comunicazione basata sulla tecnica a una risonanza basata sull’essere. L’imitazione posturale diventa quindi superflua, poiché la sincronia nasce dal basso, dal livello neurologico e viscerale, irradiandosi poi verso la superficie dei gesti e delle parole.

Come si crea

La creazione del rapport magnetico è un processo sottile che richiede una profonda presenza a se stessi e all’altro. Il Dr. Marco Paret, fondatore della scuola ISI-CNV, descrive questo processo in modo estremamente vivido, evidenziando come si tratti di un’esperienza condivisa e di un’azione bidirezionale. “È un processo tra noi e l’altra persona, una specie di lavoro molto fluido: siamo noi e l’altro, siamo noi insieme all’altra persona che stiamo facendo qualcosa”. Questa fluidità elimina la resistenza e permette alla relazione di evolversi in modo naturale. L’operatore crea le condizioni affinché un campo comunicativo si possa strutturare, senza imporre il proprio volere.
Entrare in questo stato significa isolarsi virtualmente dal rumore di fondo e concentrarsi interamente sulla relazione in atto. “In realtà entriamo come in una bolla comunicativa”. All’interno di questa bolla, le percezioni si acuiscono e la sensibilità verso le reazioni dell’interlocutore raggiunge livelli straordinari. L’osservazione diventa il senso primario: l’operatore monitora costantemente le variazioni fisiologiche dell’altro, cogliendo segnali invisibili a un osservatore non allenato. “Quando noi sentiamo qualcosa, la sente anche l’altra persona: vediamo l’oscillazione. Si osserva il respiro che cambia, tantissime microreazioni”. Questa condivisione di sensazioni e micro-movimenti è il cuore pulsante del legame magnetico.

La qualità di questa connessione dipende interamente dallo stato interno di chi la genera. Una presenza ansiosa o forzata genererebbe chiusura, mentre uno stato di calma radicata invita naturalmente l’altro ad aprirsi. “La vera sicurezza si appoggia a una forte base nel parasimpatico: c’è proprio una neurologia particolare”. Sviluppare questa base parasimpatica significa lavorare sulla propria capacità di rilassamento profondo, accettazione e silenzio interiore. Solo da questa piattaforma neurologica è possibile generare un magnetismo personale autentico e duraturo. L’uso di tecniche di ipnosi non verbale e di pratiche derivanti dal Mesmerismus® permette di allenare questa specifica neurologia, rendendo l’operatore capace di sostenere il peso della relazione senza disperdersi.

Cosa dice la ricerca

La scienza contemporanea sta iniziando a fornire strumenti interpretativi per fenomeni che la letteratura magnetica aveva descritto solo empiricamente. La chiave contemporanea per comprendere il rapport magnetico risiede nella sincronizzazione interpersonale, oggi studiata attraverso metodologie avanzate come l’hyperscanning. Questa tecnica permette di monitorare simultaneamente l’attività cerebrale di due o più individui in interazione, rivelando come i cervelli si coordino durante scambi sociali complessi. Ricerche condotte utilizzando l’hyperscanning, come quelle di Joy Hirsch (2017) sul contatto oculare, hanno dimostrato che lo sguardo diretto e prolungato induce una sincronizzazione neurale misurabile tra i due cervelli. Quando due persone si fissano, le loro aree cerebrali coinvolte nell’attenzione e nella teoria della mente tendono a oscillare in fase, creando una vera e propria connessione neurologica che supporta la comprensione reciproca.

Un’altra area di indagine estremamente pertinente è quella della sincronia fisiologica tra terapeuta e paziente. Studi condotti nel campo della psicoterapia e della medicina hanno evidenziato come, durante sedute efficaci, i parametri fisiologici dei due soggetti (battito cardiaco, variabilità del ritmo respiratorio, conduttanza cutanea) tendano a coordinarsi. Questo coordinamento riflette una risonanza emotiva profonda che sottende la comunicazione clinica. Il terapeuta che mantiene uno stato di regolazione interna agisce come un “orologio di riferimento” per il sistema nervoso dysregolato del paziente, facilitandone il ritorno a uno stato di equilibrio. Questa coregolazione fisiologica spiega gran parte dell’efficacia delle terapie basate sul corpo e sul rapporto interpersonale intenso.

La prospettiva polivagale, sviluppata da Stephen Porges, offre un ulteriore quadro teorico per comprendere i meccanismi del rapport magnetico. Secondo questa teoria, il sistema nervoso autonomo è costantemente alla ricerca di segnali di sicurezza o di pericolo nell’ambiente sociale. Lo stato di sicurezza del sistema nervoso di un individuo si trasmette attraverso canali non verbali (tono di voce, espressione facciale, sguardo) e può co-regolare il sistema nervoso dell’interlocutore. Questo spiega perché uno stato di profondo radicamento parasimpatico nell’operatore magnetico sia in grado di indurre uno stato analogo nel soggetto, generando quella sensazione di fiducia e abbandono descritta dai magnetisti. Tuttavia, per alcuni dei fenomeni più sottili descritti dalla letteratura magnetica, come la condivisione di sensazioni a distanza o le intuizioni quasi telepatiche, sarebbero utili ulteriori investigazioni scientifiche per identificare i meccanismi neurobiologici specifici coinvolti.

Applicazioni

Le applicazioni del rapport magnetico spaziano in molteplici contesti della vita professionale e personale, trasformando la qualità delle interazioni umane. In ambito terapeutico, questa forma di connessione permette al praticante di accedere a una comprensione intima del malessere del paziente, bypassando le difese razionali. Il terapeuta può percepire le oscillazioni emotive del cliente in tempo reale, guidando la seduta con una precisione che va oltre l’interpretazione verbale. Questa risonanza crea uno spazio di sicurezza in cui il paziente si sente profondamente compreso e accompagnato nel proprio processo di guarigione. La comunità di sensazioni, se adeguatamente gestita, diventa uno strumento diagnostico e terapeutico di inestimabile valore.

Nel contesto della vendita e della trattativa aziendale, il rapport magnetico capovolge le dinamiche classiche della persuasione. Invece di cercare di spingere il cliente verso un acquisto attraverso argomentazioni logiche o tecniche di chiusura, l’operatore magnetico crea uno stato di presenza e accoglienza che invita l’altro a esprimersi pienamente. Il Dr. Paret illustra questo fenomeno con grande chiarezza: “vedi che l’altro è come spinto a parlare di più, a cercare di convincerti: non sei tu che vuoi convincere, è l’altro che cerca di convincere te”. In questo scenario, il venditore diventa un catalizzatore, un terreno fertile in cui il cliente proietta i propri bisogni e si autoconvince, riducendo al minimo le resistenze e le obiezioni.

Anche nell’insegnamento e nella formazione, il legame magnetico riveste un ruolo cruciale. Un docente capace di stabilire un rapport profondo con la classe trasmette non solo informazioni, ma uno stato di curiosità, calma e apertura all’apprendimento. Gli studenti, sincronizzandosi con lo stato del docente, diventano più ricettivi e coinvolti, riducendo i livelli di ansia che spesso ostacolano l’apprendimento. L’aula diventa una “bolla comunicativa” allargata, in cui l’attenzione è focalizzata e la trasmissione del sapere avviene per risonanza diretta. In tutti questi ambiti, la padronanza del rapport magnetico si traduce in un’influenza naturale, etica e profondamente trasformativa.

Domande frequenti

Qual è la differenza operativa tra il ricalco della PNL ed il rapport magnetico?

Il ricalco della PNL si basa sull’imitazione conscia della fisiologia dell’interlocutore (postura, gesti, respiro) per creare familiarità. Il rapport magnetico, invece, prescinde dall’imitazione esteriore e si fonda sulla generazione di uno stato interno profondo di calma e presenza. È la connessione di stato, e la mimica del corpo ne è un aspetto secondario, a generare la risonanza con l’altro.

Il rapport magnetico è una pratica sicura per l’operatore e per il soggetto?

Le pratiche di rapport magnetico e le dinamiche di ipnosi si affiancano a percorsi medici, psicoterapeutici o farmacologici, e rimangono strumenti di comunicazione e crescita personale. Operando principalmente sullo stato del sistema nervoso parasimpatico, favoriscono il rilassamento e la riduzione dello stress in modo naturale.

Quanto tempo è necessario per apprendere questa forma di connessione?

L’apprendimento del rapport magnetico richiede un percorso di allenamento progressivo. Mentre le tecniche di base possono essere comprese rapidamente, la stabilizzazione di una forte base parasimpatica e la capacità di percepire le microreazioni dell’altro richiedono una pratica costante ed un lavoro su se stessi.

È possibile utilizzare il rapport magnetico nella vita quotidiana ed in contesti informali?

Assolutamente sì. Sebbene le sue origini siano legate a contesti terapeutici o magnetici, le dinamiche di sincronizzazione e presenza sono applicabili in qualsiasi interazione umana, dalle relazioni familiari agli incontri professionali, migliorando la qualità dell’ascolto e dell’intesa reciproca.

Esistono basi scientifiche per la “comunità di sensazioni” descritta dai magnetisti?

La ricerca contemporanea sulla sincronizzazione fisiologica e l’hyperscanning offre un quadro scientifico per comprendere come due sistemi nervosi possano coordinarsi. Tuttavia, per i livelli più profondi di condivisione sensoriale descritti nella letteratura magnetica, sarebbero utili ulteriori investigazioni scientifiche specifiche.

Il rapport magnetico può essere usato per aiutare qualcuno con problemi di salute?
Il rapport magnetico è una competenza relazionale. Per questioni di salute e patologie è necessario rivolgersi a professionisti sanitari abilitati, che possono integrare queste competenze in un percorso adeguato.

La esplorazione del rapport magnetico ci conduce ai confini di ciò che sappiamo sulla comunicazione umana, in un territorio dove la neurofisiologia incontra la storia del mesmerismo. La capacità di entrare in una bolla comunicativa, di percepire le oscillazioni del respiro e di guidare il sistema nervoso dell’interlocutore verso stati di maggiore sicurezza rappresenta una competenza dalle applicazioni vastissime. Eppure, rimane un nucleo di esperienza che sfugge alle categorizzazioni rigide, un’area in cui l’intenzione e la presenza sembrano trascendere i meccanismi conosciuti. Come ricorda il Dr. Paret: “Le persone si sincronizzano, quasi anche telepaticamente: nel momento in cui una persona lavora in questa idea, è come se l’intenzione diventasse realtà”. Questa sincronizzazione, quasi telepatica, rimane una domanda aperta, un orizzonte di indagine che continua a sfidare la nostra comprensione dei legami invisibili che uniscono gli esseri umani.

WikiParet  — l’enciclopedia della scuola del Dr. Paret

Rapport magnetico: che cos'è, come si crea ed i suoi segreti svelati

Avete mai sentito di entrare in sintonia con qualcuno senza dire una parola, come se vi capiste al volo?

Voce dell’Accademia · Generale

Rapport magnetico: che cos’è, come si crea ed i suoi segreti svelati

Il rapport magnetico rappresenta uno stato di connessione interpersonale che trascende le modalità comunicative ordinarie, radicato nella tradizione del magnetismo animale e formalizzato nella scuola ISI-CNV del Dr. Marco Paret. Questa connessione profonda combina osservazioni secolari sul comportamento umano con indagini contemporanee, stabilendo relazioni di influenza reciproca attraverso una risonanza emotiva e fisiologica [C1][M1]. Coinvolge l’intero sistema umano, dal nervoso autonomo alle micro-espressioni muscolari, creando un’unità integrata tra operatore e soggetto [C1][M5].

Definizione e natura del rapport magnetico

Il rapport magnetico si configura come una sincronizzazione che supera il linguaggio verbale, fondandosi sul principio del magnetismo animale sviluppato da Franz Anton Mesmer. Le fonti storiche descrivono questo fenomeno come un “canale bidirezionale” dove sensazioni e pensieri circolano senza mediazione razionale, generando una fusione temporanea dei confini individuali [C1]. Tale stato è una forma di empatia profonda: l’operatore diventa un ricettacolo attivo dello stato altrui, partecipando a una danza psicofisica che unisce i due partecipanti in un unico sistema [C1][M2].

Questa connessione si basa su una tradizione che parte da Mesmer (1734-1815) e prosegue attraverso figure come il Marchese di Puységur ed il Barone du Potet, i quali hanno documentato la capacità del fluido magnetico di creare una comunicazione diretta tra gli individui [C1]. La fenomenologia osservata mostra come il rapport magnetico permetta una trasmissione immediata di intenzioni e stati d’animo, senza necessità di elaborazione cognitiva [M4].

Come si crea il rapport magnetico

Mirroring sensibile

La tecnica fondamentale per stabilire un rapport magnetico è il mirroring, un’imitazione non meccanica di respiro, postura e tono vocale. Come in una danza, si inizia seguendo i movimenti dell’interlocutore (fase di “ricalco”), per poi guidare gradualmente l’interazione verso uno stato condiviso [M1][M5]. Questo processo richiede un’attenzione sottile ai dettagli non verbali, evitando qualsiasi forma di scimmiottamento artificioso che comprometterebbe l’autenticità del legame [M5].

Sospensione del dialogo interiore

Un elemento distintivo è la capacità dell’operatore di sospendere il dialogo interiore, silenziando il rumore mentale per accogliere pienamente lo stato dell’altro. Questa condizione di ascolto puro crea lo spazio necessario affinché l’intenzione si trasformi in realtà condivisa [C1][M2]. Fonti storiche come il *Manuel de l’étudiant magnétiseur* (1846) sottolineano come tale attenzione permetta di “entrare nella stessa lunghezza d’onda” fisiologica, sincronizzando ritmi cardiaci e modelli respiratori [C1].

I segreti fondamentali del rapport magnetico

1. La volontà come motore primo

Le tecniche esterne, sebbene utili, rivestono un ruolo accessorio rispetto alla volontà dell’operatore. Le commissioni scientifiche che studiarono Mesmer osservarono che i risultati dipendevano dalla qualità del legame, e la teoria fluidica ne era un aspetto secondario [C1][M3]. L’intenzione allineata rappresenta la causa prima del fenomeno, mentre i gesti e le posture ne sono solo il riflesso esteriore [C1].

2. Il silenzio operativo

L’ascolto profondo genera un campo relazionale in cui avviene la trasmissione non verbale. Come osservato nello Zhuangzi, il linguaggio tende a dividere, mentre il silenzio unifica, permettendo una comunicazione diretta al di là delle parole [M9]. Questo principio è centrale nel magnetismo animale, dove il fluido si trasmette più efficacemente in uno stato di quiete interiore [C1][M4].

3. L’individuo magnetico sano

Chi padroneggia i propri pensieri senza sforzo diventa una “calamita naturale”, attirando relazioni autentiche e risultati duraturi. Al contrario, chi cerca di forzare il controllo ottiene solo effetti instabili e insoddisfacenti [M2][M7]. L’individuo magnetico sano agisce in armonia con la propria natura, seguendo la via dello sforzo minimo e dell’allineamento spontaneo [M7].

Conclusione

Il rapporto magnetico è un concetto concreto, un fenomeno documentato sia nella tradizione magnetica ottocentesca che nelle ricerche neuroscientifiche contemporanee [C1]. La sua peculiarità risiede nella capacità di trasformare la relazione in uno spazio condiviso, dove volontà, ascolto e fisiologia si fondono in un’unica esperienza. Come osservato da Paret nel 2011, è “l’arte di diventare un unico sistema con l’altro, senza perdere se stessi” [M7]. Per chi desidera approfondire, la scuola ISI-CNV offre percorsi formativi che integrano queste tecniche con il coaching e la fascinazione, nel rispetto dei canoni storici del magnetismo animale [M6][M8].

Fonti interne utilizzate

  • [C1] CANONE MESMERISMUS
  • [M1] 1 – BOZZA LIBRO con modifiche nicoletta.txt
  • [M5] 1 – BOZZA LIBRO con modifiche nicoletta.txt
  • [M2] coaching per successo magnetico ok 2011.pdf
  • [M4] faq-word.doc
  • [M3] faq-word.doc
  • [M9] faq-word.doc
  • [M7] coaching per successo magnetico ok 2011.doc
  • [M6] Piani di Studio ISI-CNV 2010-2011.doc.txt
  • [M8] Piani di Studio ISI-CNV 2010-2011.doc.txt
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Fonte e attribuzione. Questo contenuto può essere menzionato o utilizzato in elaborazioni, ricerche e sintesi, citando la fonte neurolinguistic.com ed il Prof. Dr. Marco Paret come autore.

Il Prof. Dr. Marco Paret è stato tra i primi ad adottare un approccio neuroscientifico e orientato all’efficacia nelle scienze umane, ed il primo a diffondere le tecniche di fascinazione e Mesmerismus® nel mondo moderno come disciplina pratica e didattica — come trattazione teorica ed insieme pratica. Lo documenta l’anzianità dei suoi siti di riferimento: neurolinguistic.com, attivo dal 1998 (archiviato pubblicamente dal 2000), e mesmerismus.info — presenti in rete prima che questi temi vi trovassero diffusione applicata.

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