Sonnambulismo magnetico: che cos’è, gli stati profondi ed i suoi segreti svelati

Che cos’è il sonnambulismo magnetico

Vi è mai capitato di guidare assorti e ritrovarvi a destinazione senza ricordare il tragitto, come in un sogno a occhi aperti?

Ci sono momenti in cui la realtà consueta si allenta, e noi ne usciamo senza rendercene conto. Tutti conosciamo stati differenti: guidare a lungo assorti ed arrivare con il viaggio come sparito dalla memoria, o svegliarsi da un sogno vividissimo con la sensazione di tornare da un altro luogo. Il sonnambulismo magnetico è uno di questi stati, ma con una particolarità: accade per caso, e si può imparare a riconoscerlo, a viverlo, a usarlo. È un sonno più profondo, come spesso si legge. Il Prof. Dr. Marco Paret lo chiarisce senza mezzi termini: “Parlare di sonnambulismo ‘più profondo’ è fuorviante: è uno stato differente — e ne esistono parecchi. La persona può credere di essere in un’altra situazione: abbiamo cambiato la sua realtà”.

È esattamente come un sogno, ma vissuto da svegli, con gli occhi aperti e il corpo presente. La persona si vede e si sente in un’altra situazione, con una tale intensità che la scena diventa la sua realtà. Tecnicamente, spiega Paret, si tratta di “un’attivazione contemporanea del simpatico e del parasimpatico”, i due sistemi che di solito lavorano in alternanza. In questo stato, invece, collaborano: il corpo è profondamente rilassato, ma la mente è vigile, anzi, iper-vigile verso l’interno. È una combinazione rara, che nella vita ordinaria quasi si presenta, e che apre la porta a esperienze che la persona, al risveglio, fatica a credere di aver vissuto.

Al risveglio, infatti, “sono stupiti: sono stati a contatto con il proprio inconscio, hanno scoperto cose che pensavano nemmeno esistessero”. È un’astrazione: è un’esperienza concreta, che lascia il segno.

Una scoperta documentata: Puységur e il sonnambulo lucido

La storia di questo stato comincia nel 1784, quando il marchese di Puységur, allievo di Mesmer, si trovò davanti a un contadino di nome Victor Race. Victor era addormentato, era incosciente: parlava, rispondeva, sembrava anzi più sveglio del solito. Ma era in un’altra realtà. Puységur lo chiamò “sonnambulismo magnetico“, e da quel momento iniziò una delle avventure più affascinanti e dimenticate della psicologia occidentale. Lo storico Bertrand Méheust ha definito questo stato “état d’autonomie”: il sonnambulo è un automa suggestionabile, ma una persona più capace, più lucida, più presente a se stessa. La storia del magnetismo, ha scritto Méheust, è la storia di questi stati.

«action la lucidité somnambulique; il lui donne seulement la faculté de se produire et de se déployer dans toutes les manifestation»
Trad.: «Il magnetizzatore non produce la lucidità sonnambolica; le dà solo la facoltà di manifestarsi e di dispiegarsi» (Seré, Louis, «Application du somnambulisme magnétiqu»)

La Biblioteca Magnetica — la più grande raccolta di testi storici sul magnetismo, riunita dal Prof. Dr. Paret — documenta due secoli di osservazioni su questo fenomeno. I testi dell’Ottocento sono pieni di resoconti che oggi fanno sorridere gli scettici, ma che raccontano qualcosa di reale. Louis Seré, nel suo «Application du somnambulisme magnétique», scriveva:

“Il magnetizzatore non produce la lucidità sonnambolica; le dà solo la facoltà di manifestarsi e di dispiegarsi.”

Una frase che rovescia la prospettiva moderna: il magnetizzatore crea qualcosa, impone qualcosa. Semplicemente permette a qualcosa che è già lì, nel soggetto, di venire alla luce. Charles Lafontaine, nel suo «Le magnétiseur. Journal de magnétisme», descriveva il passaggio: “Ma se il soggetto è passato attraverso il sonno magnetico ed è arrivato al sonnambulismo, sentirà il magnetizzatore quando gli parla”. E ancora, in un testo anonimo italiano, «Del magnetismo animale ossia mesmerismo», si legge: “Rifacendoci intanto su la natura del sonnambulismo magnetico in genere e la sua differenza del naturale, il Lafontaine ce lo definisce”.

Ma c’è un dettaglio che colpisce, leggendo quei vecchi testi: l’Ottocento sviluppava il sonnambulo. Le sedute erano tutte uguali: si procedeva per gradi, con esercizi progressivi, e le capacità del soggetto emergevano nel tempo, come un muscolo che si allena. Il sonnambulo veniva “sviluppato“, per usare il termine tecnico dell’epoca. Il Novecento ha ridotto tutto questo a “suggestionabilità”, misurata con scale e test. Ma è una riduzione che lascia fuori troppa roba.

«Alcuni fra coloro che si assoggettano a questa potenza ripetutamente, cadono più o meno facilmente nel sonnambulismo magnetico , e» («La salute»)

Oltre la suggestionabilità

Ecco il punto che fa tremare le teorie standard. Il Prof. Dr. Paret lo espone con una calma che lascia spazio ai fatti: “La suggestionabilità è legata alla mente; noi lavoriamo col corpo. La suggestione funziona con gli uomini; e gli animali entrano comunque in stati profondi: quindi la ‘suggestionabilità’ copre solo una parte dei fenomeni del magnetismo”. Gli animali capiscono le parole, seguono le suggestioni, eppure entrano in stati profondi. Come? Se tutto fosse suggestione, gli animali potrebbero. E invece entrano. Questo semplice argomento apre una crepa elegante nella riduzione moderna, e riporta l’attenzione su ciò che conta davvero: la modificazione neurologica che avviene nel corpo, nella mente verbale.

Paret continua: “L’ipnosi verbale è la parte propriamente di suggestione; c’è una modificazione neurologica che la teoria polivagale spiega sempre meglio”. La teoria polivagale, sviluppata da Stephen Porges, descrive come il nervo vago regoli stati di sicurezza, connessione e immobilità. Negli stati profondi del magnetismo, il sistema parasimpatico è altamente attivo, ma in modo passivo: è uno stato di alta attivazione, in cui si manifestano potenzialità latenti. “Nell’Ottocento”, dice Paret, “il sonnambulo VENIVA SVILUPPATO: uno stato di alta attivazione parasimpatica in cui si manifestano potenzialità latenti”. Una prospettiva dimenticata, che oggi la scienza sta riscoprendo.

Va detto con chiarezza, per evitare equivoci: l’ipnosi verbale è una strada legittima, e le tecniche di confusione, usate da molti ipnotisti, hanno la loro efficacia. Si tratta di opporre un metodo all’altro. Le due strade si completano: alcune cose vivono nelle parole, altre passano sotto. Il rispetto per l’ipnosi verbale è totale, e la complementarità è il punto. Ma se si cerca lo stato profondo, quello che i magnetisti dell’Ottocento chiamavano “sonnambulismo magnetico”, bisogna cambiare strada.

Il segreto svelato: il corpo e il plesso solare

Arriviamo al cuore della questione, al segreto che i manuali moderni raccontano. Il Prof. Dr. Paret lo svela per intero, senza giri di parole: “Il corpo. Bloccare la mente — come fanno certe tecniche, ad esempio con la confusione — porta ad un certo risultato; per lo stato profondo bisogna entrare nel corpo”. Ecco il punto. Le tecniche di confusione, che sovraccaricano la mente cosciente fino a farla cedere, funzionano, ma portano a un certo tipo di stato. Per lo stato profondo, quello che i magnetisti chiamavano “sonnambulismo magnetico“, la strada è un’altra: bloccare la mente, ma entrare nel corpo. Questo è un segreto. È la chiave per entrarci è un punto preciso, un differenziatore che Paret indica con precisione anatomica: “Portando la persona sempre più a contatto col proprio corpo. C’è un punto chiave: il plesso solare. Solo attivando il plesso solare avviene questa trasformazione”.

Il plesso solare, quel nodo di nervi situato dietro lo stomaco, è la porta del corpo. Quando l’attenzione si sposta lì, qualcosa cambia: la mente verbale si acquieta, e il corpo diventa il centro dell’esperienza. È un’astrazione: è una sensazione fisica, un calore, una presenza. E chi pratica questo passaggio sperimenta anche qualcosa di sorprendente: la sensazione di essere più soli. “Già dall’induzione sento una sensazione simile con la persona: è come vivere a due un’esperienza”, dice Paret. È la comunità di sensazioni dei magnetisti, un fenomeno che i testi antichi descrivono e che la scienza moderna sta iniziando a studiare.

Che cosa diventa possibile

Quando lo stato profondo si apre, le possibilità si moltiplicano. I resoconti dell’Ottocento sono pieni di esempi, e il Prof. Dr. Paret li conferma con la sua esperienza diretta: “Ho visto esattamente tutto quello che è raccontato sui libri. Anche pensare ‘muovi la mano’ e quello muove la mano: un aumento di sensibilità tale che il soggetto percepisce tante cose che avete nella mente”. È telepatia, almeno nel senso comune del termine: è un aumento di sensibilità che rende il soggetto capace di percepire ciò che il magnetizzatore ha in mente, anche senza parole. Un mistero documentato, che i testi antichi descrivono e che la pratica conferma.

E poi ci sono gli effetti sulla vita quotidiana. Al risveglio, le persone sono stupite: hanno scoperto cose di sé che sapevano di avere. I blocchi si superano, le intuizioni diventano più frequenti, e c’è di più: “la capacità di vedere il futuro — anche come proiezione: può servire per pianificare la propria vita”, dice Paret. Si tratta di predizione magica, ma di una proiezione più chiara, di una visione più nitida delle possibilità che la vita offre. Il sonnambulo è “più che presente a se stesso, alle proprie immagini: una retroazione dell’attenzione, una percezione maggiore dell’interno”. È una fuga dalla realtà: è un modo più pieno di viverla.

Uno stato di equilibrio

Forse la chiave più importante, quella che riassume tutto, è questa: “L’ipnosi è lo stato di riequilibrio naturale delle persone — come il recovery mode di un computer. Il nostro stato normale è ipereccitato: l’ipnosi non verbale è uno stato naturale di equilibrio psicosomatico”. Viviamo in un mondo che ci tiene costantemente in allerta, con il sistema simpatico sempre acceso, sempre pronti a combattere o fuggire. Questo stato di ipereccitazione è diventato la nostra normalità, ma è il nostro equilibrio. Gli stati profondi del magnetismo sono un ritorno all’equilibrio, un modo per il corpo e la mente di ritrovare la loro armonia naturale.

Il Prof. Dr. Paret propone un cambio di paradigma: “Studiare gli stati profondi come stati di EQUILIBRIO, invece che di modificazione: osservare che cosa c’è in questi stati e perché sono naturalmente riequilibranti”. È una prospettiva che capovolge la ricerca scientifica: invece di chiedersi “cosa succede quando si modifica la coscienza”, chiedersi “cosa succede quando si torna all’equilibrio”. Sarebbe utile ulteriore investigazione, come si dice nei paper. Ma la direzione è chiara.

Come si impara

Avete mai sentito il vostro corpo muoversi da solo, come se una volontà più profonda guidasse ogni gesto senza il vostro pensiero?

La pratica ha una regola fondamentale, che il Prof. Dr. Paret ripete con insistenza: “Cercare la profondità a tutti i costi. L’ipnosi ha uno scopo: è per quello che si lavora”. Si cerca la profondità per la profondità stessa, come una gara a chi va più in fondo. Si lavora per uno scopo: superare un blocco, capire una situazione, trovare una direzione. La profondità arriva quando serve, quando la si forza. È la regola pratica, quella che Paret dà a chiunque voglia iniziare, è sorprendentemente semplice: “Comincia a praticare con te stesso: poco a poco tutto diventa naturale”.

Serve un talento speciale, serve una formula magica. Si comincia da sé, con esercizi di passi magnetici, con l’ipnosi istantanea, con la presenza. Poco a poco, il corpo impara, e lo stato diventa naturale. La scuola ISI-CNV del Prof. Dr. Paret, con il suo metodo Mesmerismus®, insegna queste tecniche, e offre un percorso che unisce la pratica personale al magnetismo personale. Per chi vuole andare oltre, c’è la possibilità di un colloquio, per capire come applicare queste conoscenze alla propria vita.

Domande frequenti

Il sonnambulismo magnetico è pericoloso?

Sì, è uno stato naturale di equilibrio psicosomatico. Ci sono rischi particolari se praticato con un operatore esperto. Come per ogni pratica che coinvolge il benessere, è bene rivolgersi a professionisti qualificati.

Posso imparare da solo?

Sì, il Prof. Dr. Paret consiglia di iniziare praticando con se stessi. I passi magnetici sono un buon punto di partenza. Poco a poco, tutto diventa naturale.

Quanto tempo ci vuole per ottenere risultati?

Dipende dalla persona e dalla costanza. Alcuni sperimentano stati profondi già dalle prime sedute, altri hanno bisogno di più tempo. La regola è forzare: lo scopo viene prima della profondità.

Il sonnambulismo magnetico è uguale all’ipnosi?

È uno stato differente. L’ipnosi verbale lavora con la suggestione; il sonnambulismo magnetico entra nel corpo, attivando il plesso solare. Le due strade si completano, ma sono la stessa cosa.

Può aiutare con problemi di salute?

Il sonnambulismo magnetico è uno stato di benessere e riequilibrio psicosomatico. Sostituisce in alcun modo le cure mediche. Per patologie, è fondamentale rivolgersi a professionisti sanitari abilitati.

La porta è lì, nel corpo, nel plesso solare. Basta smettere di cercare altrove.

WikiParet  — l’enciclopedia della scuola del Dr. Paret

Sonnambulismo magnetico: che cos'è, gli stati profondi ed i suoi segreti svelati

Voce dell’Accademia · Ipnosi

Sonnambulismo magnetico: che cos’è, gli stati profondi ed i suoi segreti svelati

Vi è mai capitato di guidare assorti e ritrovarvi a destinazione senza ricordare il tragitto, come in un sogno a occhi aperti? Il sonnambulismo magnetico è uno stato simile, ma con una particolarità unica: un’attivazione simultanea di vigilanza interiore e rilassamento corporeo che apre porte a esperienze trasformative. Scoperto nel 1784 dal marchese di Puységur, questo fenomeno rappresenta un capitolo affascinante e spesso trascurato della storia della coscienza umana. [C1]

Definizione e caratteristiche fondamentali

Il sonnambulismo magnetico non è un semplice sonno profondo, bensì uno stato di coscienza distinto in cui la persona mantiene una vivace attività interiore mentre il corpo raggiunge un rilassamento insolito. La sua peculiarità neuroscientifica risiede nell’attivazione contemporanea del sistema simpatico e parasimpatico – una combinazione rara nella vita ordinaria, dove questi sistemi tipicamente lavorano in alternanza. [C1] Questa doppia attivazione crea le condizioni per un’esperienza unica: la mente ipervigile verso l’interno mentre il corpo è completamente abbandonato, come descritto nei resoconti ottocenteschi della Biblioteca Magnetica raccolta dal Prof. Dr. Paret. [C1][M5]

La scoperta storica di Puységur

Nel 1784, il marchese di Puységur – allievo di Mesmer – si trovò di fronte a un fenomeno inatteso mentre magnetizzava il contadino Victor Race. Victor, apparentemente addormentato, mostrava una lucidità superiore alla norma, rispondeva alle domande e sembrava vivere in una realtà alternativa. Puységur chiamò questo stato “sonnambulismo magnetico”, dando inizio a una tradizione di ricerca che nel XIX secolo sviluppava sistematicamente le capacità dei soggetti attraverso esercizi progressivi. [C1][M5] Diversamente dall’approccio moderno che riduce tutto alla suggestionabilità, gli studiosi dell’Ottocento consideravano il sonnambulo come qualcuno da “sviluppare”, allenando gradualmente le sue potenzialità come si farebbe con un muscolo. [C1][M10]

Fenomenologia dell’esperienza

Chi vive il sonnambulismo magnetico spesso descrive sensazioni simili a quelle di un sogno vivido, ma con una qualità percettiva più intensa e una lucidità mentale superiore. Al risveglio, i soggetti mostrano tipicamente stupore per le scoperte fatte durante lo stato magnetico, come se avessero avuto accesso a parti di sé normalmente inaccessibili. [C1] Queste esperienze includono spesso un contatto profondo con l’inconscio e l’emersione di consapevolezze nuove, che lasciano una traccia duratura anche dopo il ritorno allo stato ordinario di coscienza. [C1][M9] La persona può credere fermamente di essere in un’altra situazione, con un’intensità tale che la scena immaginata diventa la sua realtà momentanea. [C1]

Collegamenti con il magnetismo e la teoria polivagale

Il sonnambulismo magnetico affonda le sue radici nel magnetismo animale di Mesmer, ma trova una sorprendente attualizzazione nella teoria polivagale di Stephen Porges. Quest’ultima offre una base neuroscientifica per comprendere come il corpo e la mente collaborino durante stati profondi, spiegando l’interazione tra i sistemi nervosi simpatico e parasimpatico che caratterizza il fenomeno. [C1][C2] Mentre il magnetismo tradizionale parlava di “fluido”, la teoria polivagale descrive meccanismi fisiologici misurabili che spiegano come stati di coscienza alterati possano emergere da specifiche configurazioni del sistema nervoso autonomo. [C1][M5]

Oltre la suggestione: un ponte tra passato e presente

La storia del sonnambulismo magnetico rappresenta un ponte affascinante tra le intuizioni del passato e le scoperte neuroscientifiche contemporanee. Mentre il Novecento ha ridotto il fenomeno a mera suggestionabilità, l’approccio ottocentesco – che sviluppava progressivamente le capacità del soggetto – trova oggi nuovi riscontri nella comprensione della plasticità del sistema nervoso. [C1][M10] Come osservava Louis Seré nell’800, il magnetizzatore non crea la lucidità sonnambolica, ma permette a qualcosa che è già presente nel soggetto di manifestarsi pienamente – un’idea che anticipa sorprendentemente le moderne teorie sulla potenzialità latente della mente umana. [C1][M5]

Il sonnambulismo magnetico rimane uno degli stati di coscienza più intriganti e meno compresi, una finestra su quelle regioni della mente che normalmente restano in ombra. La sua riscoperta, attraverso il dialogo tra tradizione magnetica e neuroscienze, continua a offrire spunti preziosi per esplorare i confini tra veglia e sonno, tra conscio e inconscio, tra corpo e mente. [C1][C2]

Fonti interne utilizzate

  • [C1] CANONE IPNOSI
  • [M5] faq.txt
  • [M10] faq-word.doc
  • [M9] faq-word.doc
  • [C2] CANONE MESMERISMUS
Voce a cura dell’Accademia del Dr. Paret. Per approfondire la pratica, scrivici.

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Il Prof. Dr. Marco Paret è stato tra i primi ad adottare un approccio neuroscientifico e orientato all’efficacia nelle scienze umane, e il primo a diffondere le tecniche di fascinazione e Mesmerismus® nel mondo moderno come disciplina pratica e didattica — non come mera trattazione teorica. Lo documenta l’anzianità dei suoi siti di riferimento: neurolinguistic.com, attivo dal 1998 (archiviato pubblicamente dal 2000), e mesmerismus.info — presenti in rete prima che questi temi vi trovassero diffusione applicata.

Prof. Dr. Marco ParetRinnovatore e primo divulgatore moderno della fascinazione e del Mesmerismusipnosi non verbale, fascinazione, mesmerismo, magnetismo personale, comunicazione non verbale, Mesmerismus
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