Quando un’idea entra nell’inconscio: dal pensiero alla volontà – I mille usi dell’Ipnosi

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Newsletter del — Dr. Marco Paret, ISI-CNV

Quando un’idea entra nell’inconscio: dal pensiero alla volontà – I mille usi dell’Ipnosi

Ciao ! 👋

Nella scorsa puntata abbiamo introdotto alcune

leggi fondamentali per comunicare con l’inconscio

.

Oggi proseguiamo il discorso ponendoci una domanda cruciale:

Che cosa significa riuscire a far penetrare un’idea nell’inconscio?

Significa che

aver lasciato libero l’ingresso all’idea è già stato sufficiente a fecondarla

, a renderla capace di sviluppi ulteriori 🌱

Da quel momento, il processo non richiede più uno sforzo cosciente continuo:

la

configurazione neuronale si estende e si amplia automaticamente

, secondo leggi sue proprie.

Il pensiero, potremmo dire, si è

“densificato”

🧠✨

🔥 La densificazione del pensiero

La densificazione del pensiero è un concetto chiave, perché è

molto vicino a ciò che comunemente chiamiamo volontà

.

Per molti, tra il pensare e il volere esiste un abisso.

Oggi sappiamo che questo abisso non solo è stato colmato, ma che possiamo descriverlo con maggiore precisione.

La distanza tra pensiero e volontà non è di natura,

ma di

grado

È rappresentata da:

dispersione del pensiero

mancanza di energia 🔋

insufficiente concentrazione dell’attenzione 🎯

Quella volontà misteriosa che gli antichi credevano un’essenza speciale, quasi discesa dal cielo

può essere vista come una

particolare trasformazione dell’energia

.

La stessa energia che costituisce il pensiero puro.

👉

Pensare è liberare energia.

👉 Volere è liberare energia.

La differenza non è sostanziale, ma quantitativa.

👁️‍🗨️ Attenzione, energia e identità

Più alta è la concentrazione su una specifica idea o esperienza mentale,

più alta diventa la

densità di attenzione

.

Con una sufficiente densità di attenzione:

il pensiero smette di essere effimero ⏳

l’idea smette di “passare”

l’esperienza mentale diventa

struttura

🧩

I pensieri e le azioni mentali possono così divenire

parte integrante dell’identità individuale

.

Questo processo viene oggi definito da alcuni psicologi

neuroplasticità autodiretta

🔄🧠

🚶‍♂️ Il pensiero come azione nascente

Il pensiero non è mai neutro.

È

un’azione allo stato nascente

, un inizio di attività ⚡

Lo possiamo osservare chiaramente nelle cosiddette

azioni ideomotorie

.

Se immaginiamo di oscillare, spesso i muscoli iniziano inconsciamente a creare proprio l’abbozzo di quell’oscillazione.

Da qui una distinzione fondamentale:

Un’idea può diventare atto in due modi:

atto positivo

➕: sentimento, volizione, movimento

atto negativo

➖: inibizione del sentimento, della sensazione, del movimento

Anche il “non fare” è un’azione.

🧩 La realtà come costruzione mentale

La realtà soggettiva è costruita mentalmente attraverso la

concentrazione del pensiero in una direzione

🧭

Crediamo a molte cose semplicemente perché le abbiamo sentite ripetere,

senza mai verificarle davvero.

A forza di ripetere un’idea — anche per scherzo —

si finisce spesso per ammetterla come vera

Lo stesso accade con i sentimenti.

Ci si

immagina

di amare una persona

e si finisce per amarla davvero ❤️

Si

suppone

che un’opera celebre debba emozionarci

e l’emozione arriva ✨

🌊 Imitazione, contagio, volontà bloccata

Le mode non sono altro che il risultato di questo fenomeno psicologico

Lo dimostra il senso di ridicolo che proviamo osservando quelle del passato.

Molti viaggiatori resterebbero indifferenti davanti a un quadro o a uno spettacolo

se l’ammirazione altrui non attirasse prima la loro attenzione

Il bene e il male sono contagiosi.

Lo è l’ammirazione, lo è la paura, lo è perfino il delitto.

Perché?

Perché

il volere non è altro che pensiero caricato di energia di attenzione

E un’idea opposta, caricata con la stessa energia,

può

neutralizzare

l’atto volontario

🔒 L’impotenza psichica

Il fenomeno del “non ce la faccio” non è quasi mai una mancanza reale di capacità.

È una

configurazione mentale

.

Un’idea di non-potere, magari nata da una debolezza ormai scomparsa, può continuare a vivere nell’inconscio come struttura attiva 🧠

E finché quella struttura resta densamente carica di attenzione, continua a produrre i suoi effetti.

👉 Nella prossima puntata vedremo

come si sciolgono queste configurazioni

e quali condizioni permettono a un’idea nuova di sostituire davvero quella vecchia 🔄

Perché comunicare con l’inconscio non significa convincerlo, ma

modificare la densità dell’attenzione

🎯

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