Categoria: ipnosi

  • Ipnosi Estetica – Dimostrazione pratica dal vivo

    Ipnosi Estetica – Dimostrazione pratica dal vivo

    In questo articolo introduciamo l’ipnosi estetica. Un’interessante applicazione dell’ipnosi in cui si guida l’inconscio ad effettuare piccole modifiche a livello fisico come ad esempio rallentare il processo di invecchiamento della cute o a migliorare il rapporto con il corpo. Nel video che segue possiamo vedere una dimostrazione pratica della tecnica chiamata “breast enlargement”. Con un opportuno procedimento magnetico si induce una maggior affluenza di energia al seno migliorandone la tonicità e la vitalità. Il filmato è stato ripreso durante un Master ISI-CNV.

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    • Soluzione di una paura infondata tramite regressione ipnotica

      Soluzione di una paura infondata tramite regressione ipnotica

      Le paure sono meccanismi psicologici automatici il cui obiettivo è quello di impedirci di compiere determinate azioni procurandoci disagio psicofisico. Alcune paure sono utili e benefiche in quanto il loro scopo è quello di proteggerci da pericoli reali: un esempio può essere la paura istintiva del fuoco. Altre, invece, sono completamente inutili e infondate in quanto si attivano senza che vi sia la presenza di un pericolo reale. Una delle paure infondate più diffuse è quella di parlare o esibirsi in pubblico. Non vi è alcun pericolo di perdere la vita o di subire lesioni personali, eppure tantissime persone sono letteralmente terrorizzate dall’idea di parlare o esibirsi davanti ad un pubblico. Oratori, cantanti, musicisti, danzatori, managers ecc. spesso subiscono battute d’arresto nella loro carriera professionale a causa di queste inutili emozioni negative. Nel video che segue possiamo vedere una delle tante procedure con cui è possibile, tramite regressione ipnotica, rimuovere una paura infondata come quella di parlare o esibirsi in pubblico.

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      • Induzione ipnotica istantanea – Dimostrazione pratica

        Induzione ipnotica istantanea – Dimostrazione pratica

        In questo filmato il Dott. Marco Paret esegue una dimostrazione pratica di induzione ipnotica istantanea utilizzando una potente tecnica magnetica. Il soggetto entrerà in un profondo e benefico stato di catalessi. La ripresa è stata effettuata durante un Master dell’Istituto Superiore di Ipnosi ISI-CNV.

        [viraldownloader id=1062] per visualizzare l’intero video con l’audio originale (6 min). 

        Se non hai Facebook Mandaci un’email QUI

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        • Sull’Olimpo dei grandi ipnotisti!

          Sull’Olimpo dei grandi ipnotisti!

          member_7793157Cari Amici e gentili Amiche.

          In questi ultimi mesi abbiamo trattato e sviluppato insieme tantissimi argomenti riguardanti l’ipnosi, l’autoipnosi, il coaching e la PNL3, aiutando a diffondere con questo blog uma maggiore consapevolezza su queste materie che aiutano il cambiamento e possono essere anche un percorso professionale

          Sono particolarmente orgoglioso del lavoro svolto fino ad oggi perchè la partecipazione e l’interesse di tutti Voi sono stati abbondantemente al di sopra di ogni aspettativa e molti ci hanno posto domande e richieste! E’ tutt’ora per me un piacere risponderVi. E ovviamente ancora di più avere l’opportunità di stringerVi la mano e conoscerVi dal vivo nell’ambito dei percorsi personali e professionali organizzati dall’Accademia superiore di ipnosi ISI-CNV. Prima di concederci tutti il meritato riposo del periodo di Pasqua vorrei fare un riepilogo, che mi è stato richiesto da molti, sulle materie ipnotiche che vengono trattate nei nostri percorsi nel campo dell’ipnosi. Ecco quindi l’impareggiabile gamma di specializzazioni in ipnosi che l’ISI-CNV offre ai propri Allievi:

          • Ipnosi Ericksoniana e modelli linguistici – per utilizzare il linguaggio con maestria e comunicare a livello subliminale
          • Vari tipi di tecniche di ipnosi non verbali, magnetismo e fascinazione. Suoni, tocchi o anche semplicemente il silenzio e la presenza energetica per indurre stati profondissimi.
          • Ipnosi istantanea e fascinazione – da sempre un nostro punto forte
          • Regressioni – per scoprire ed esplorare il passato
          • Analgesia
          • Ipnosi per lo sport e il business – aumentare motivazione e risultati
          • Ipnomentalismo
          • Autoipnosi – per accedere all’interno di sè
          • Ipnosi da spettacolo

          Vi invitiamo a venirici a trovare, tra l’altro potete fin d’ora prenotare i nostri fantastici corsi estivi.

          CLICCA QUI per scaricare l’articolo che il quotidiano “LA STAMPA” ha dedicato al lavoro svolto dal nostro Istituto.

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          • Introduzione ai modelli di comunicazione ipnotica

            Introduzione ai modelli di comunicazione ipnotica

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              Come può un ipnotista ottenere meravigliosi risultati come aiutare i suoi clienti a smettere di fumare, cambiare un’abitudine, essere più motivati?

              Molti si chiedono come funziona l’ipnosi. L’ipnosi è COMUNICAZIONE che va al di là delle barriere che le persone costituiscono tra loro ed il mondo esterno.

              La comunicazione efficace è anche una componente fondamentale per ottenere maggiore successo e raggiungere i propri obiettivi nel mondo di tutti i giorni.

              Sempre più vediamo manager e gente che ha a che fare con gli altri seguire i nostri corsi di ipnosi.

              Noi viviamo in un mondo di relazione. E la chiave dell’ipnosi è relazione e comunicazione col proprio cliente di modo da portarlo a sentire e vedere le cose in maniera differente, e toccare le sue leve inconsce.

              Comprendere i principi alla base dell’ipnosi permette di migliorare la comunicazione in genere.

              Un coach, un manager, un insegnante, chiunque abbia a che fare con gli altri può quindi solo trarre vantaggio dall’imparare tale abilità.

              Tutti noi comunichiamo ma lo facciamo spontaneamente, senza aver mai imparato come essere maggiormente efficaci.

              I modelli di Comunicazione Ipnotica

              ipnodiscoIn questa guida vi presentiamo alcuni potenti metodi linguistici di COMUNICAZIONE IPNOTICA.

              Questi costituiscono una delle tre chiavi principali della PERSUASIONE.

              Gli altri due pilastri sono il lavoro su di sé e l’energia e vitalità che mettiamo nella comunicazione non verbale.

              Ma le parole agiscono comunque da catalizzatore e “definiscono” le situazioni.

              Quelli contenuti qui di seguito sono potenti modelli linguistici estratti proprio dalla comunicazione dell’Ipnosi, ed utili anche nella vita di tutti i giorni!

              E non è che un assaggio di tutto quello che può essere fatto.

              La nostra scuola propone quindi approfondimenti su tutti i modelli che potete leggere qui, chiamati classicamente modelli “ericksoniani”, oltre anche a modelli linguistici differenti di altra origine e non abitualmente insegnati nelle scuole ericksoniane…

              Il linguaggio

              Imparare l’ipnosi moderna signlinguaggioifica quindi imparare l’incredibile POTENZA DEL LINGUAGGIO, sia verbale che non verbale.

              Nei nostri corsi dal vivo vediamo spesso l’espressione trasformata dei nostri allievi quando si rendono conto dell’estrema potenza delle loro parole.

              Capiscono infatti che si apre loro di fronte un nuovo mondo di comunicazione.

              Quelli che seguono nelle varie pagine sono quindi solo alcuni dei tanti ESEMPI. Sono stati raccolto per dare un’idea di come è possibile arricchire la comunicazione.
              Con la corretta comunicazione è infatti possibile creare tutto. Fascinazione, attrazione, ipnosi, persuasione, accordo, rapport, motivazione, coinvolgimento, interesse…

              Siamo fieri che la nostra scuola (ISI-CNV scuola del dr. Paret) sia stata storicamente la prima a diffondere tali modelli in italiano in forma semplice ed immediata non solo per l’ambito terapeutico dell’ipnosi, ma anche per l’ipnosi quotidiana o conversazionale.
              Osservateli, imitateli, ma ricordate che la cosa più importante è la vostra CREATIVITA’ nell’utilizzarli.

              Inoltre, ascoltare parlare una persona che ha la maestria di tali modelli è una strada efficace per installarli nel proprio Inconscio facilmente e rapidamente…

              I PRIMI TRE MODELLI PER ANDARE AL DI LA’ DEI CONFINI/BARRIERE TRA LE PERSONE:

              RICALCO – CAMPO AFFERMATIVO – GENERALE/SPECIFICO

              Modello 1: Superare le barriere: Il Ricalco

              “Mentre leggete queste parole, e cercate di capire il significato di questo report, potete anche essere curiosi di che cosa sono i modelli linguistici conversazionali…”

              Il ricalco e guida è la tecnica adatta a guidare la mente del vostro interlocutore a pensare quello che volete, senza che vi sia resistenza.

              Quello che abbiamo fatto con le parole precedenti è stato ricalcare la vostra esperienza (leggere) e guidare verso uno stato emozionale (essere curiosi).

              Il primo elemento di questa diade è il “ricalco”. Tale elemento si basa sul riprendere elementi dell’esperienza vissuta e da lì procedere. Perché funziona? Perché si basa sul concetto di “condivisione di esperienza”.

              Condividere l’esperienza frantuma le barriere che ci sono tra noi e l’altro.

              In ipnosi è un modello utilizzato tantissimo.

              “mentre sei seduto, e mi ascolti, puoi rilassarti sempre più”

              Il ricalco che in questo caso è “condivisione” di esperienza che ci porta così al di là del confine tra noi e l’altro. E’ uno tra gli elementi che sono alla base del concetto di “empatia”, anche chiamato “rapport”. Osserviamo due persone in stato di “rapport”. Si muovono con lo stesso tempo.

              Il fenomeno è stato abbondantemente studiato dalla PNL e nella PNL3.

               In tale disciplina, il concetto di Rapport è stato studiato al fine di creare armonia tra le persone, per il business, la terapia etc. La nostra scuola lo ha anche sviluppato attraverso il concetto di INSTANT RAPPORT.

              Uno tra gli elementi di base che favorisce il rapport e fa parte del concetto di condivisione di esperienza è quindi il concetto di “similitudine”.

              Questo può essere rappresentato da movimenti simili, o parole simili.

              Questo fenomeno tecnicamente si chiama “Ricalco” e favorisce la creazione di “Rapport”, ovverosia di una relazione empatica tra i due. È importante capire che si tratta di un concetto inconscio, che avviene ovviamente fuori dalla nostra coscienza.

              ricalcoIl fatto che la similitudine nei movimenti e nel ritmo aiuti a creare rapport è stato documentato da vari studi, e può trovare una conferma diretta se decidete di osservare la gente con attenzione.

              Lo stesso concetto è importante a livello linguistico. Ricalcare una persona in questo caso significa essere simili a lui linguisticamente.

              Questo porta a massimizzare le possibilità di accordo tra due persone. È un fenomeno che avviene inconsciamente. Ascoltiamo le parole importanti per l’interlocutore e ripetiamogliele in nuove frasi e combinazioni. Troveremo che è più facile raggiungere un accordo con lui e spesso arriveremo a risultati stupefacenti!

              Scoprire le parole importanti.

              Come determiniamo le parole importanti per il nostro interlocutore? Vedendo dove lui mette la sua energia. Ci accorgeremo ben presto che la maggior parte delle persone ripete certe parole, oppure porta maggiore enfasi su certi termini. Significa che questi termini sono importanti per la persona in oggetto. La realtà non è infatti uguale per tutti. La nostra identità reagisce a certe parole (od azioni). Possiamo addirittura pensare che nostra personalità sia decomponibile nel modo in cui reagiamo alle cose che non è uguale per tutti.

              E’ come se ognuno di noi vive come in un universo a sé, dove certe cose sono importanti ed altre no, ovverosia vi mette maggiore energia.

              Ad esempio in un colloquio di vendita, un acquirente ripete o pone enfasi sulla parola “qualità” o “affidabilità”.

              Una strategia efficace è quindi quella di ripetere tali parole alla persona di fronte a noi, mettendoli nelle nostre stesse frasi. In questa maniera condividerete il suo “pattern” energetico, ovverosia il modo in cui valuta la realtà.

              Noteremo un miglioramento del nostro “impatto comunicativo”, e molte volte scopriremo addirittura che il nostro interlocutore non vorrà più lasciarci andare tanto troverà interessante quello che diciamo!

              Modello 2: CREARE UN CAMPO AFFERMATIVO

              Si tratta di una tecnica semplice che parte dal principio del ricalco e della condivisione, e nel contempo efficacissima. Desiderate ottenere accordo quando parlate o semplicemente creare un maggiore contatto di fiducia con l’interlocutore?
              Non è importante quello che dite, molto spesso è importante infatti come lo dite. Potete dire gli stessi concetti che esponete finora in una maniera più efficace…

              strettadimanoA questo proposito è fondamentale imparare a creare un ordine particolare nell’esposizione, al fine di creare un “campo affermativo”. Creare un campo affermativo è molto vicino al concetto di “ricalco” e significa utilizzare parole e frasi alle quali il nostro cliente non possa rispondere che sì.

              La mente si abitua a dire sì in quanto è più naturale aprirsi all’altro che opporsi, e tende ad accettare con più facilità suggestioni ed idee successive.

              Milton H. Erickson, il famoso ipnoterapeuta americano del secolo scorso, il quale è stato tra i primi ad essere analizzato per delineare i molti modelli esposti in questo libretto, faceva uso massiccio di tale metodo, per ottenere l’assenso della mente inconscia.  Osservava dove stava guardando il suo paziente, e lo ricalcava: “…vedo che sta guardando il quadro…”; e da lì, preso ormai contatto, conduceva il suo interlocutore con frasi successive, in uno stato di trance.

              Il risultato che si crea tramite la creazione di un campo affermativo è una disponibilità positiva verso l’interlocutore. Il meccanismo è anche utilizzato nella vendita: il venditore cerca di porre delle domande o di fare delle affermazioni alle quali non sia possibile rispondere che sì. Questo “entrare nel sì” abbassa le barriere.

              Attraverso l’utilizzo accorto del linguaggio della generalità (prossima pagina) il processo può essere portato ad una sottigliezza estrema. Ed il processo può essere utilizzato anche nella vita di tutti i giorni: Mentre vedete questa pagina, e leggete queste parole, potete rendervi conto che incominciate a capire.

              Modello 3: Utilizzo dei livelli di generalità GENERALE/SPECIFICO

              “mentre cercate di capire quello che vi è scritto, vi sono parole che possono destare la vostra attenzione”

              La frase precedente è un ricalco col quale condivido la vostra esperienza, ma se osservate, è molto generico appositamente. Non si dice “quali parole” destano l’interesse.

              Questo modello è presentato qui per aggiungere un elemento che permette di portare ad un livello superiore il ricalcare secondo il metodo spiegato nel paragrafo precedente.

              Come abbiamo detto ognuno di noi vive in un universo a sé.

              Ognuno fa ordine nella sua realtà e decide quello che per lui è importante e quello che che non è. Su che cose soffermarsi e cosa tralasciare.

              Può quindi essere un problema l’eccessiva specificità se non trova riscontro nell’altro. A volte quindi, per creare un campo affermativo ed ottenere assenso è utile non essere troppo specifici, bensì GENERALI.

              Essere specifici tende a delimitare e mette in moto meccanismi razionali. Ma per migliorare la comunicazione dobbiamo “aprire”.

              Essere GENERALI significa nella pratica utilizzare termini che hanno più significati, e nei quali ci si possa agevolmente ritrovare.

              Facciamo un esempio pratico: se dico “è importante riposarsi” sto parlando in maniera generale e non specifica, e potrò ottenere l’assenso del 98% delle persone che mi ascoltano.

              Se vado nello specifico dicendo in che ore precise bisognerebbe dormire sto “specificando”. Lo stesso se dico “è importante riposarsi tutto il giorno” oppure “è importante riposarsi il minimo possibile” e ovviamente la percentuale di accordo scenderà.

              In estremo, se andiamo molto nello specifico, dato che ognuno vive in una realtà differente, è inevitabile che si arrivi sempre ad un livello di differenza e non condivisione con l’altro.

              consensoUn concetto molto importante è: capire il livello linguistico che stiamo utilizzando.
              A scuola, soprattutto nelle discipline scientifiche, ci viene insegnato ad essere specifici, ma è invece parlando in maniera generale che si crea accordo e “rapport”. Alcuni dicono che gli uomini politici spesso parlano in maniera generale. Questa può essere infatti una metodologia per cercare consenso.

              E anche quando facciamo un’induzione ipnotica utilizziamo molte frasi di questo tipo per stimolare il cambiamento. “puoi renderti conto che qualcosa in te sta cambiando”.

              Generale e Specifico

              Possiamo quindi distinguere due livelli linguistici: GENERALE e SPECIFICO.

              Si tratta di concetti fondamentali, così come dire alto o basso in termini di spazio.
              In realtà questi livelli sono puramente teorici, in quanto il linguaggio non è MAI la realtà. Il linguaggio è infatti granulare, composto da parole che definiscono “cose”, mentre la realtà è continua. Per quanto specifici siamo, non potremo quindi mai descrivere esattamente la realtà di fronte a noi.

              boscoFacciamo un esempio per capire tale concetto, nella figura qui a sinistra, che differenza c’è tra “alberi” e “bosco”?

              La differenza è come “focalizziamo” la nostra attenzione

              Sono due livelli logici differenti, che possiamo chiamare più specifico (alberi) e più generale (bosco).

              Un altro esempio è la differenza tra dire :

              – ci sono 40°

              – fa caldo

              – c’è una temperatura molto alta

              Si va dallo specifico (40°) al generale (temperatura alta)

              Tipi di persone

              Nei dialoghi con persone singole è importante imparare ad utilizzare la terminologia al livello opportuno per il soggetto, in quanto ci sono persone che tendono di più alla specificità ed altre alla generalità.

              Possiamo chiamare queste persone “specifiche” o “generali”.

              Come abbiamo detto la realtà è continua, mentre le parole sono elementi staccati. Quindi nessuna delle due posizioni è “vera”, o “migliore”. Una persona generale a volte è più brava a vedere il campo lungo e le connessioni tra le cose. Una persona specifica è più brava a vedere i dettagli.

              Ma nessuna posizione è assoluta.

              Con soggetti specifici è importante ogni tanto parlare anche in maniera specifica, mentre con soggetti non specifici è meglio portarsi al loro stesso grado di generalità.
              L’utilizzo del linguaggio generale può anche essere strumento per creare reazioni; come tale può essere utilizzato ad esempio nell’ipnosi: possiamo creare frasi del tipo: “ti puoi rendere conto delle sensazioni che puoi sentire in questo momento…”.

              Queste frasi sono strutturate in maniera di essere completate dalla nostra mente inconscia, la quale creerà un’esperienza completa nella nostra mente.

              Attraverso l’utilizzo del linguaggio generico possiamo condurre il nostro interlocutore in uno stato di “fascinazione comunicativa” in quanto non siamo noi a mettere il contenuto, ma è lui a metterlo, e, ovviamente, mette il contenuto che piace a lui, senza rendersene conto.

              Prosegue nel prossimo articolo oppure dal vivo presso i nostri Corsi e Master!

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              • Modelli di comunicazione linguistici

                Modelli di comunicazione linguistici

                modelli-linguisticiQuanto sono importanti le parole?

                Le aziende spendono milioni di euro per decidere un marchio.

                Con certe parole possiamo anche entrare direttamente in contatto con il processo di pensiero del nostro interlocutore.

                Nel processo ipnotico portiamo la mente conscia in una nuova direzione.

                Infatti l’ipnosi è per scoprire nuove possibilità, per aprirci in direzioni mai frequentate mentalmente. Con le parole possiamo superare il fattore critico della mente conscia, ed a questo punto potremo impiantare suggestioni nella mente inconscia. Nella cosiddetta “ipnosi formale” questo è fatto tramite un testo ben definito. Tuttavia nella comunicazione quotidiana il processo è differente in quanto sono sempre presenti dei fattori distraenti. Dobbiamo quindi divenire capaci di controllare l’immaginazione del nostro interlocutore tramite le nostre parole.

                Tutte le forme di ipnosi verbali utilizzano l’immaginazione. Utilizzando l’immaginazione possiamo portare la persona in uno stato differente da quello che ha attualmente. Quando una persona è in tale stato è aperta a nuove idee. Una regola base di tutte le forme di persuasione ipnotica è che qualsiasi cosa voi facciate immaginare ad una persona, loro penseranno che è il loro pensiero, ed in tal maniera sarete in grado di suggestionarli come se fossero le loro stesse idee. Questo è un concetto molto importante da capire. In pratica bisogna essere capaci di “sedurre”, ovverosia “portare a sè”, la mente del nostro interlocutore.

                Adattarsi all’interlocutore

                Per “sedurre” efficacemente è anche importante anche osservare il nostro interlocutore mentre parliamo. Dobbiamo incominciare a fare attenzione alle sue “microreazioni”. Queste sono le reazioni che manifesterà a livello di fisionomia, gestualità etc… Questi sono solo alcuni degli elementi da osservare. Che cambiamenti stanno avvenendo? C’è una dilatazione della pupilla? Possiamo allora pensare che il cliente stia immaginando. Batte le palpebre? Spesso il battere le palpebre si lega a reazioni emozionali. Dobbiamo adattarci alla persona attorno a noi. Quando vediamo che incomincia a muoversi, magari è il  momento di suggerire di prendere un caffè. Così ci adatteremo ed allo stesso tempo guideremo. Se vediamo un moto di interesse cerchiamo di soddisfarlo. Nell’ipnosi tradizionale il terapeuta può entrare così tanto in contatto col paziente da creare un “castello di suggestioni” dove l’una che si lega all’altra fino a creare un modo totalmente nuovo di sentire.

                Analogamente conversazionalmente noi stiamo creando una nuova realtà soggettiva. Lo stiamo portando ad immaginare. Dovete osservare il vostro cliente momento dopo momento per capire cosa è utile suggerire subito dopo. Uno può praticare tale attenta osservazione in molte situazioni della vita quotidiana. E’ importante capire che le persone non sono sempre nello stesso stato mentale. Può essere in una gamma di stati che varia dall’allerta più completa fino ad essere già in una specie di “trance”. Se una persona è già in trance è più facile condurla. Lo vediamo ad esempio all’uscita dei cinema. Le persone sono più suggestionabili poichè sono già state in una trance per la durata del film. La trance è uno stato particolare che intensifica la relazione e che focalizza l’attenzione di una persona su di una serie di realtà soggettive.

                Sviluppare stati di “trance” quotidiana

                La comunicazione ipnotica è efficace nel grado in cui arriva ad attivare, bloccare, modificare il funzionamento mentale già esistente nel nostro interlocutore. Notiamo come portare la persona semplicemente in “trance” non implica obbligatoriamente l’accettazione delle suggestioni. Ma quando l’attenzione tuttavia è fissata e focalizzata in una trance, frasi e termini che normalmente non produrrebbero risultati possono creare esperienze letterali e concrete. Queste reazioni potranno anche guidare ad un comportamento effettivo se verranno successivamente collegate in base a meccanismi associativi al fine di portare la mente in una particolare direzione. A questo punto avremo quindi un nuovo comportamento del nostro interlocutore che potrà anche apparire a lui soggettivamente come spontaneo quando effettueremo il cosiddetto  “suggerimento per analogia” ad esempio utilizzando delle metafore, ovverosia delle storie che contengono già delle “istruzioni di processo” per il nostro interlocutore.

                Comunicare ipnoticamente significa quindi che, dopo aver portato il nostro interlocutore nel suo mondo soggettivo, utilizzeremo parole, intonazioni, gesti ed altri elementi che portino a riemergere meccanismi propri del nostro interlocutore. In pratica la comunicazione ipnotica interverrà a due livelli: per creare lo stato di focalizzazione e successivamente per evocare ed utilizzare i processi mentali propri del nostro interlocutore in modi nuovi. Ci legheremo in questa fase spesso alla sua mappa del mondo, a quello che desidera o rifiuta.

                La comunicazione ipnotica mette il nostro interlocutore in uno stato di “apprendimento attivo” a livello inconscio. In pratica assorbe delle informazioni senza l’ostacolo della mente conscia. Si tratta di un imparare senza coscienza di farlo, ma alla fine il comportamento si modifica. Tale tipo di apprendimento può avvenire più facilmente in uno stato dove le resistenze della mente conscia sono ridotte. Un esempio di ciò è dato dal cinema e dalla televisione. Quando ci sediamo di fronte allo schermo, rilassiamo il fattore critico. Pur sapendo che le scene che vediamo sono fittizie, ci emozioniamo e spaventiamo come se fossero reali. La televisione influenza la cultura di un paese, molte lingue nazionali, come l’italiano, hanno avuto la predominanza sull’italiano solo grazie all’impatto della televisione. E questa da sola può essere un testimonianza di quanto forte sia l’apprendimento inconscio.

                Ovviamente bisogna imparare i correlati comportamentali quotidiani di tutti questi stati. Può essere utile incominciare ad esercitarsi partendo dall’osservazione di comportamenti quotidiani, commentarli, e poi incominciare a suggerire elementi che variano il comportamento.

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                • La farfalla che sognò di essere un uomo

                  La farfalla che sognò di essere un uomo

                  La farfalla che sognò di essere uomoIl timore più diffuso tra coloro che si interessano di ipnosi è il seguente: esistono soggetti “refrattari”, ad esempio quei soggetti che oppongono resistenza a qualsiasi tipo di induzione o con i quali sembra impossibile anche solo iniziare una seduta. Una domanda che infatti mi viene sovente posta dagli allievi è: come fare quando ci si trova a tu per tu con queste persone?

                  La seguente metafora  può aiutarci a capire meglio il problema.

                  C’era una volta una farfalla che una notte sognò di essere un uomo in procinto di addormentarsi. Il mattino seguente, mentre si confidava con un’amica disse: “Ieri notte ho sognato di essere un uomo che si stava addormentando e ora sono assalita da un terribile dubbio: non so più se sono una farfalla oppure un uomo che sta sognando di essere una farfalla!”.

                  Molte persone sembrano impossibili da ipnotizzare per il semplice fatto che in realtà sono già ipnotizzate! Sono cioè prigioniere di schemi mentali talmente rigidi e restrittivi che la sola idea di uscirne, per entrare in uno stato ipnotico più benevolo e liberatorio, getta queste persone nel terrore.

                  Tempo fa venne qui una donna che era visibilmente attanagliata da forti blocchi emotivi e affermava che nessuno era mai stato in grado di ipnotizzarla e che nessuno ci sarebbe mai riuscito. Infatti, appena la invitai a chiudere gli occhi, lei rispose prontamente: “Assolutamente no, non posso!”. Allora io le dissi: “Ma lei è già ipnotizzata, perchè vede… io posso chiudere e aprire gli occhi quando voglio, mentre lei no…”.

                  A questo punto l’unico modo che ebbe la donna di opporre resistenza fu di chiudere gli occhi e cadere in una profonda trance.

                  In questo caso fu sufficiente questo semplice stratagemma verbale. Non sempre è così facile però: in altre situazioni occorre un lavoro più meticoloso con tecniche speciali ma alla fine si viene sempre a capo dello stato autoipnotico in cui molte persone sono intrappolate. Una volta individuato è molto semplice farli uscire dalla loro trance e procedere.

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