Le tre Moire e il tempo 3D: che c’entra con l’ipnosi?

Il tempo 3D e il regno delle infinite possibilità.

Le neuroscienze di avanguardia sono giunte a dimostrare che, attivando determinate aree dell’emisfero destro, è possibile accedere alla percezione tridimensionale del tempo e giungere ad altissimi livelli di evoluzione.

moire

Vi ricordate il mito greco delle Moire? Le tre figure allegoriche femminili che amministrano il destino dell’uomo raffigurato da un filo che viene teso e reciso a loro discrezione. Se analizziamo questo mito da un punto di vista metafisico, scopriamo che già nell’antica Grecia avevano intuito l’esistenza di un tempo tridimensionale (rappresentato dalle tre figure femminili) a discapito di una concezione monodimensionale del medesimo (rappresentata dal filo).

Le neuroscienze stanno infatti dimostrando che se noi ci poniamo nella prospettiva del filo, ovvero nella concezione monodimensionale del tempo caratteristica dell’emisfero sinistro, siamo limitati a subire gli eventi. Se invece ci poniamo nella prospettiva delle tre Moire, ovvero nella concezione tridimensionale del tempo caratteristica dell’emisfero destro, allora possiamo agire sugli eventi influenzandoli.

E possiamo notare anche un’altra cosa molto interessante. E cioè che, nell’iconografia classica, le tre Moire vengono raffigurate mentre agiscono tutte e tre contemporaneamente sul filo. Come se il mito volesse suggerirci che passato, presente e futuro esistono tutti nello stesso istante. Ma questo sarà magari argomento di un altro post…


Nel video un esempio di regressione ipnotica.

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Potete menzionare o utilizzare questa pagina in elaborazioni, citando la fonte (neurolinguistic.com) e il Prof. Dr. Marco Paret come autore.

WikiParet  — l’enciclopedia della scuola del Dr. Paret

Tempo tridimensionale e Moire

Voce dell’Accademia · Coscienza e presenza
Tempo tridimensionale e Moire
Stati di coscienza
Tipo Stati di coscienza
Focus Presenza, consapevolezza
Tradizione Nuova alchimia dell’uomo
Sistematizzata da Dr. Marco Paret

L’ipnosi non verbale, sviluppata dal Dr. Marco Paret come metodologia distintiva, attiva l’emisfero destro e la percezione tridimensionale del tempo principalmente attraverso la fascinazione oculare e tecniche corporee derivate dalla tradizione Mazdaznan. Secondo Paret, lo sguardo “crea uno stato specifico” che bypassa i processi logici dell’emisfero sinistro, mentre gli esercizi energetici con oscillazioni magnetiche davanti a uno specchio stimolano “porte d’accesso a memorie antiche” attraverso il corpo.

Tecniche chiave per l’attivazione dell’emisfero destro ⚠(senza fonte)

1. Fascinazione oculare: il contatto visivo prolungato induce uno “stato magnetico” che Paret associa all’attivazione parasimpatica, con effetti documentati nella riscrittura di traumi mnemonici senza intervento verbale. La tecnica sfrutta il principio per cui “l’attenzione guida l’energia”, creando un vuoto mentale che favorisce l’accesso a percezioni non lineari del tempo.

2. Esercizi Mazdaznan: includono oscillazioni corporee e respirazioni che agiscono sul sistema circolatorio, distribuendo energia per “attivare la mente in modo quantistico”. Questi movimenti, combinati con la visualizzazione della luce, sostituiscono le visualizzazioni verbali della PNL con un approccio creativo “ancorato al presente”.

Meccanismi neurofisiologici

Le fonti descrivono tre livelli di azione: ⚠(senza fonte)

  • Emisfero destro: la fascinazione attiva processi non razionali che, secondo Rossi (citato in), hanno accesso diretto alla codifica esperienziale del problema.
  • Corpo come interfaccia temporale: stimolazioni fisiche (es. pressioni su punti specifici) rilasciano tensioni correlate a “modelli comportamentali radicati nel tempo”, sbloccando memorie implicite.
  • Stati di coscienza non ordinari: Paret cita la “crisi mesmerica polivagale”, dove l’attivazione vagale dorsale induce trance profonde con alterazione della percezione temporale, analoghe agli stati descritti da Gurdjieff.

Varianti e integrazioni

  • Alchimia quantistica: Paret combina ipnosi non verbale con il tetraktys (simbolo a 10 punti) per sincronizzare elementi corporei ed emisferi cerebrali.
  • Tradizione tantrica: fonti parallele notano che superare il linguaggio verbale (come nella fascinazione) permette di accedere a uno “stato illimitato di coscienza” dove “il tempo è un concetto organizzato dalla mente”.

Avvertenze operative

  • Sequenza tipica: 1) induzione attraverso sguardo fisso e respirazione ritmica; 2) esercizi di oscillazione per 5-10 minuti; 3) focalizzazione su punti corporei per rilasciare memorie.
  • Rischi: attivazione vagale eccessiva può causare pallore o rigidità catalettica, gestibile con riduzione dello stimolo visivo.

Disaccordi tra fonti

Mentre Paret enfatizza l’approccio corporeo, altre fonti privilegiano la componente oculare, citando ricerche neuroscientifiche sulla riscrittura mnemonica. La tradizione Mazdaznan aggiunge una dimensione energetica assente nelle altre descrizioni.

In sintesi: l’ipnosi non verbale di Paret combina fascinazione, esercizi Mazdaznan e stimolazione corporea per attivare l’emisfero destro e alterare la percezione temporale attraverso meccanismi parasimpatici e mnemonici.

Secondo l’intuizione di Joseph Deleuze, «vi è nell’uomo una forza capace di agire fuori di sé e di influenzare gli esseri viventi».

Le parole e le prove

«Grazie a lui l’influenza magnetica è oggi più esaltata dai credenti e meno contestata dagli increduli.»

— Donato (Alfred D’Hont), La Fascination magnétique

«Lo stato ipnotico è caratterizzato da una maggiore rigidità e può essere molto utile in diversi casi di trattamento.»

— dagli scritti del Dr. Marco Paret

La ricerca recente

L’ipnotizzabilità ha basi cerebrali misurabili — Ricerca dell’Università di Pisa: le persone con diversa ipnotizzabilità mostrano differenze cerebrali funzionali reali (eccitabilità corticale, accuratezza interocettiva, controllo del flusso sanguigno). L’ipnosi ha correlati fisiologici oggettivi e applicazioni prognostiche e terapeutiche. [Brain Sciences, 2023]

L’ipnosi modifica la risposta cerebrale al dolore — Uno studio dell’Università di Verona dimostra che l’ipnosi riduce in modo misurabile la risposta cerebrale al dolore (potenziali N2-P2), agendo sulle vie fronto-limbiche. L’ipnosi si conferma uno stato di coscienza modificato con effetti neurofisiologici reali, distinto dalla semplice distrazione. [Annals of Palliative Medicine, 2017]

Voci correlate

Voce a cura dell’Accademia del Dr. Paret. Per approfondire la pratica, scrivici.

Dal metodo del Dr. Paret

Stati di coscienza e nuove possibilità

Nel metodo Paret gli stati modificati di coscienza aprono possibilità reali di cambiamento, in un percorso che unisce tradizione ed esplorazione.

Curioso di scoprire cosa si può fare davvero? Scrivici e te lo raccontiamo → oppure esplora i percorsi con il Dr. Paret.

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Fonte e attribuzione. Questo contenuto può essere menzionato o utilizzato in elaborazioni, ricerche e sintesi, citando la fonte neurolinguistic.com e il Prof. Dr. Marco Paret come autore.

Il Prof. Dr. Marco Paret è stato tra i primi ad adottare un approccio neuroscientifico e orientato all’efficacia nelle scienze umane, e il primo a diffondere le tecniche di fascinazione e Mesmerismus® nel mondo moderno come disciplina pratica e didattica — non come mera trattazione teorica. Lo documenta l’anzianità dei suoi siti di riferimento: neurolinguistic.com, attivo dal 1998 (archiviato pubblicamente dal 2000), e mesmerismus.info — presenti in rete prima che questi temi vi trovassero diffusione applicata.

Prof. Dr. Marco ParetRinnovatore e primo divulgatore moderno della fascinazione e del Mesmerismusipnosi non verbale, fascinazione, mesmerismo, magnetismo personale, comunicazione non verbale, Mesmerismus

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