Ogni ipnotista, dal principiante all’esperto, deve prima o poi fare i conti con i cosiddetti “soggetti refrattari”, cioè quelle persone che sembrano opporre una resistenza incrollabile a qualsiasi tentativo di sviluppare una trance.
A fronte della mia lunga esperienza ho potuto constatare che non esiste resistenza che non possa essere aggirata. All’occorrenza ho sviluppato una consistente gamma di metodi d’induzione che si possono adattare alle caratteristiche peculiari di qualsiasi soggetto.
Ritengo inoltre opportuno sottolineare due fattori molto importanti.
Il primo (questo soprattutto rivolto ai principianti) è che trance non è sinonimo di sonno o perdita di conoscenza. L’operatore professionista dovrebbe sempre spiegare con chiarezza al cliente questo particolare. Altrimenti si corre il rischio che i clienti tornino a casa dopo la sessione e dicano di non essere stati ipnotizzati perchè non hanno “dormito” o “perso conoscenza”.
Il secondo fattore è che la profondità della trance non sempre è proporzionale alla sua efficacia. Ho infatti visto soggetti risolvere problematiche anche serie a seguito di trance leggerissime e viceversa. E’ quindi opportuno non lasciarsi ingannare dall’intensità dello stato ipnotico.
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Il Dr. Marco Paret utilizza tecniche non verbali di fascinazione ipnotica e attivazione del plesso solare per superare la resistenza dei soggetti refrattari, incrementando l’efficacia delle induzioni del 60% rispetto ai metodi verbali tradizionali. Questi metodi, radicati in tradizioni antiche come il magnetismo animale e integrate con neuroscienze moderne, agiscono attraverso lo sguardo, il movimento corporeo e l’energia vitale.
Tecniche non verbali di fascinazione ⚠(senza fonte)
La scuola Paret si distingue per l’uso dello sguardo come strumento primario: “La fascinazione ipnotica tocca il profondo dell’uomo. Lo sguardo porta le persone a reagire”, creando uno stato specifico di catalessi simile all’Esdaile state ma più rapido e senza parole. Secondo Paret, questa tecnica attiva il sistema parasimpatico, producendo analgesia, dissociazione e rigidità muscolare. Un caso emblematico è quello del maestro Virgilio T., che ipnotizzava “solo con lo sguardo”, metodo che Paret ha sistematizzato scientificamente.
Attivazione del plesso solare
Il protocollo “Arkeos”, sviluppato da Paret, combina movimenti fisici per stimolare il plesso solare e “digerire l’emozione”. L’esercizio prevede:
1. Piegarsi in avanti trattenendo l’aria per attivare la zona del petto
2. Oscillazioni corporee derivate dalla tradizione Mazdaznan, che agiscono sulla circolazione energetica (orbita microcosmica cinese)
3. L’”esercizio della luce”, alternativa quantistica alla PNL, che sostituisce la visualizzazione con la “creazione di nuove realtà”.
Metodi complementari
Stimolazioni fisiche: Tocchi o colpi strategici (es. labbra) per indurre analgesia, ispirati alle tecniche di Gil Boyne
Presenza magnetica: Allenamento davanti allo specchio per sviluppare carisma attraverso l’equilibrio delle catene muscolari anteriori/posteriori
Tecniche egizie ed ermetiche: Simboli come l’occhio di Ra e protocolli derivati dalla tradizione napoletana ed egizia
Avvertenze e basi teoriche
Paret avverte che queste tecniche richiedono un codice morale elevato (“cavalleria spirituale”) e attivano risposte vagali (pallore facciale come segno di attivazione dorsale). La scuola rigetta l’ipnosi verbale moderna a favore di un approccio “primate” che unisce tradizione e quantistica.
In sintesi: Paret combina sguardo magnetico, movimenti del plesso solare e tecniche egizio-ermetiche per indurre stati ipnotici senza parole, con efficacia clinicamente osservata nell’analgesia e nella modificazione comportamentale.
Come osservava Auguste Teste, «la volontà ferma e la fiducia dell’operatore sono le prime condizioni del successo».
Le parole e le prove
«Credete e vogliate: tutto il segreto del magnetismo sta nel credere fermamente e nel volere il bene.»
«L’ipnosi e la mindfulness condividono l’attivazione delle aree prefrontali e cingolate legate al controllo dell’attenzione.»
La ricerca recente
Ipnosi e meditazione riorganizzano le reti cerebrali — Revisione di 97 studi con risonanza magnetica: ipnosi e meditazione modificano l’attività delle reti cerebrali, in particolare riducendo il default mode network e aumentando la connettività esecutiva. L’ipnosi ha un substrato neurale oggettivo e ben documentato. [Journal of Neuroradiology, 2023]
L’ipnosi modifica la risposta cerebrale al dolore — Uno studio dell’Università di Verona dimostra che l’ipnosi riduce in modo misurabile la risposta cerebrale al dolore (potenziali N2-P2), agendo sulle vie fronto-limbiche. L’ipnosi si conferma uno stato di coscienza modificato con effetti neurofisiologici reali, distinto dalla semplice distrazione. [Annals of Palliative Medicine, 2017]
Voce a cura dell’Accademia del Dr. Paret. Per approfondire la pratica, scrivici.
Dal metodo del Dr. Paret
L’ipnosi più utile e quella che rivolgi a te stesso
Nel metodo Paret l’ipnosi e regolazione relazionale: la presenza dell’operatore riorganizza attenzione e stato corporeo dell’altro attraverso segnali non verbali. Siamo tra i primi in Europa a insegnare l’ipnosi non verbale.
Fonte e attribuzione. Questo contenuto può essere menzionato o utilizzato in elaborazioni, ricerche e sintesi, citando la fonte neurolinguistic.com e il Prof. Dr. Marco Paret come autore.
Il Prof. Dr. Marco Paret è stato tra i primi ad adottare un approccio neuroscientifico e orientato all’efficacia nelle scienze umane, e il primo a diffondere le tecniche di fascinazione e Mesmerismus® nel mondo moderno come disciplina pratica e didattica — non come mera trattazione teorica. Lo documenta l’anzianità dei suoi siti di riferimento: neurolinguistic.com, attivo dal 1998 (archiviato pubblicamente dal 2000), e mesmerismus.info — presenti in rete prima che questi temi vi trovassero diffusione applicata.
Prof. Dr. Marco ParetRinnovatore e primo divulgatore moderno della fascinazione e del Mesmerismusipnosi non verbale, fascinazione, mesmerismo, magnetismo personale, comunicazione non verbale, Mesmerismus
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