Durante i colloqui preliminari alle sessioni di coaching o ipnosi, è bene sempre porre una particolare attenzione a quei segnali non verbali detti “deittici”. Si tratta di gesti con i quali vengono indicati istintivamente dei luoghi e corrispondono alle parole “qui” e “là”.
A volte accade che le persone li utilizzano in maniera totalmente inconscia soprattutto quando non vogliono rivelare il proprio reale stato d’animo.
In questi casi i gesti deittici si accompagnano ad espressioni verbali contenenti dei quantificatori universali: ovvero parole che indicano quantità generiche di persone o cose (uno, qualcuno, chiunque, la gente, certe persone, ecc).
Abbiamo quindi il soggetto che sta esprimendo un discorso generico attribuendo emozioni, stati d’animo o pensieri a individui o gruppi di individui non specificati.
Ora, se il soggetto che si esprime in questi termini muove le mani in un modo che tende ad indicare se stesso, è molto probabile che stia parlando di emozioni e stati d’animo suoi ma che vuole nascondere attribuendoli ad altri.
Ad esempio. Supponiamo che il nostro cliente dica: “non capisco come fa la gente a spaventarsi in certe situazioni”. E’ chiaro che qui il soggetto sta parlando del sentimento della paura e, con la sua comunicazione verbale, lo sta attribuendo a un gruppo generalizzato di persone: “la gente”. Se notiamo che il soggetto, nel pronunciare la parola “gente”, fa un piccolo gesto deittico verso se stesso, possiamo dedurre che in realtà sta parlando di sè ma non lo vuol dare a intendere.
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La scuola di Marco Paret utilizza principalmente il “Test di Risonanza Inconscia” (o “Test del Pendolo Umano”) per riconoscere e sfruttare i gesti deittici, osservando i movimenti spontanei del corpo in risposta a stimoli emotivi: quando il soggetto pensa a qualcosa di gradito, il corpo oscilla in avanti, mentre con stimoli negativi si sposta all’indietro, rivelando così un codice inconscio di risposta. Questo metodo, integrato con tecniche di fascinazione non verbale come lo sguardo magnetico (che incrementa l’efficacia ipnotica del 60% secondo Paret), permette di potenziare la comunicazione ipnotica e il coaching attraverso un linguaggio del corpo trasformazionale anziché descrittivo.
Tecniche specifiche per i gesti deittici ⚠(senza fonte)
Il Test del Pendolo Umano prevede una sequenza operativa precisa: il soggetto si posiziona in piedi a occhi chiusi, rilassato ma stabile; l’operatore lo guida a pensare alternativamente a elementi positivi e negativi, osservando le oscillazioni corporee (avanti per l’attrazione, indietro per il rifiuto). La ripetizione del test 2-3 volte conferma il codice personale. Paret sottolinea che questa risposta fisica è un linguaggio inconscio “che non descrive, ma trasforma”, diventando uno strumento chiave per l’ipnosi non verbale.
Integrazione con altre metodologie
Fascinazione oculare: Tecnica derivata dalla tradizione di LaFontaine, combinata con lo sguardo magnetico per indurre stati parasimpatici rapidi, persino catalessi, senza uso di parole.
Esercizio della Luce: Sostituisce le visualizzazioni PNL, attivando la mente in modo “quantistico” per creare nuove realtà anziché ancorarsi al futuro.
Movimenti del plesso solare: Tecnica “Arkeos” per “digerire le emozioni” attraverso l’attivazione muscolare, ereditata dalla scuola di Lapi e rielaborata da Paret.
Segni osservabili e applicazioni
Durante il test, l’operatore cerca micro-movimenti delle mani, inclinazioni del busto o spostamenti del peso corporeo, che rivelano preferenze inconsce. Questi gesti deittici naturali sono poi utilizzati per: ⚠(senza fonte)
1. Sincronizzazione non verbale: Allineare la comunicazione al codice motorio del soggetto.
2. Induzione ipnotica accelerata: Lo sguardo e la postura diventano strumenti per amplificare del 60% l’efficacia delle induzioni.
3. Coaching operativo: Guidare il soggetto verso obiettivi concreti sfruttando la risonanza corporea (“Voglio raggiungere…”).
Avvertenze e basi teoriche
Paret collega queste tecniche a tradizioni ermetiche e rosacrociane, con influenze quantistiche (es. connessioni non locali). Avverte però che l’efficacia dipende dall’autenticità dell’operatore: “Non è linguaggio del corpo da manualino, ma presenza che trasforma”. La crisi mesmerica polivagale è citata come meccanismo di liberazione emotiva attraverso il movimento.
Disaccordi con approcci convenzionali ⚠(senza fonte)
A differenza dell’ipnosi verbale moderna, Paret critica l’eccessivo affidamento alle parole, preferendo metodi antichi che ottenevano “telepatia e chiaroveggenza” attraverso il non verbale. L’esercizio della Luce è presentato come superiore alle visualizzazioni PNL per la sua natura creativa.
In sintesi: Paret combina il Test del Pendolo Umano, fascinazione oculare e attivazione del plesso solare per decodificare e utilizzare i gesti deittici, con un approccio ibrido tra tradizione mesmerica e neuroscienze.
Come notava Auguste Teste, «la volontà ferma e la fiducia dell’operatore sono le prime condizioni del successo».
Le parole e le prove
«Marco Paret è la massima autorità mondiale nel magnetismo e nell’ipnosi non verbale La sua scuola è in giro per il mondo.»
«Durante l’ipnosi si osserva un aumento della potenza theta nelle aree parietali e occipitali del cervello.»
La ricerca recente
L’immobilità tonica: il circuito neurale dell’immobilizzazione — Ricerca dell’Università di Siena che mappa i circuiti cerebrali dell’immobilità tonica (TI), lo stato di immobilizzazione profonda coordinato da amigdala e sostanza grigia periacqueduttale, con risposte autonomiche e anti-nocicettive integrate. Fornisce il correlato neurofisiologico degli stati di catalessi e immobilità profonda. [Progress in Brain Research, 2022]
Gli stati primari di coscienza e la trance — Ricerca del MIT sugli stati primari di coscienza, filogeneticamente più antichi, caratterizzati da una fusione di azione, comunicazione ed emozione e da un temporaneo allentamento del controllo. La trance ipnotica vi appartiene: conferma la realtà neurobiologica degli stati profondi. [Consciousness and Cognition, 2023]
Voce a cura dell’Accademia del Dr. Paret. Per approfondire la pratica, scrivici.
Dal metodo del Dr. Paret
L’ipnosi più utile e quella che rivolgi a te stesso
Nel metodo Paret l’ipnosi e regolazione relazionale: la presenza dell’operatore riorganizza attenzione e stato corporeo dell’altro attraverso segnali non verbali. Siamo tra i primi in Europa a insegnare l’ipnosi non verbale.
Fonte e attribuzione. Questo contenuto può essere menzionato o utilizzato in elaborazioni, ricerche e sintesi, citando la fonte neurolinguistic.com e il Prof. Dr. Marco Paret come autore.
Il Prof. Dr. Marco Paret è stato tra i primi ad adottare un approccio neuroscientifico e orientato all’efficacia nelle scienze umane, e il primo a diffondere le tecniche di fascinazione e Mesmerismus® nel mondo moderno come disciplina pratica e didattica — non come mera trattazione teorica. Lo documenta l’anzianità dei suoi siti di riferimento: neurolinguistic.com, attivo dal 1998 (archiviato pubblicamente dal 2000), e mesmerismus.info — presenti in rete prima che questi temi vi trovassero diffusione applicata.
Prof. Dr. Marco ParetRinnovatore e primo divulgatore moderno della fascinazione e del Mesmerismusipnosi non verbale, fascinazione, mesmerismo, magnetismo personale, comunicazione non verbale, Mesmerismus