Un millepiedi viveva sereno e tranquillo. Ma un giorno incontrò una rana filosofa che gli domandò: “In che ordine metti i piedi l’uno dietro l’altro?” Il millepiedi incominciò a lambiccarsi il cervello e a fare innumerevoli prove. Il risultato fu che da quel momento non riuscì più a muoversi.
Ho voluto citare questa simpatica storiella Zen per introdurre una riflessione, che vorrei invitare tutti quanti a fare, circa un problema che ha effetti devastanti sulla vita di molte persone: l’eccesso di razionalità.
Quante volte avresti voluto intraprendere un progetto, fare dei cambiamenti nella tua vita, conoscere una persona nuova, cogliere un’opportunità e, invece di agire, ti sei perso in mille congetture e ragionamenti?
E qui arriviamo al nocciolo della questione: la troppa razionalità non fa bene al tuo successo. La razionalità è come una medicina, al di sopra di un certo dosaggio diventa tossica; avvelena tutto il tuo essere, blocca le tue potenzialità. E’ come un freno a mano tirato sui grandiosi sviluppi che potrebbero verificarsi nel tuo domani.
Ciascuno può migliorare illimitatamente, diventare ciò che desidera o essere veramente d’aiuto per gli altri. Ma se è bloccato nel pantano della troppa razionalità, non riuscirà a muovere nemmeno un passo. Proprio come quel millepiedi!
Quindi che fare? Esiste un metodo per riportare il livello di razionalità entro i giusti valori? E quindi consentire agli infiniti poteri nascosti nel mondo dell’irrazionale di venire in nostro aiuto?
Il metodo esiste e si chiama autoipnosi. L’autoipnosi è l’arte di incanalare le immense forze irrazionali dell’inconscio e di concentrarle come un laser allo scopo di ottenere miglioramenti, raggiungere obiettivi e abbattere ostacoli senza che l’eccesso di razionalità introduca elementi di disturbo.
Come si può facilmente dedurre, l’utilizzo scientifico e mirato dell’autoipnosi, ha innumerevoli campi di applicazione nel lavoro, nello sport, nell’arte, nella vita di relazione, nella spiritualità ecc.
L’autoipnosi è insegnata in modo vivo ed efficace all’interno dei nostri corsi (clicca qui se vuoi sapere di più sui nostri Master o seminari da molti richiesti) e, in attesa ed in preparazione di una occasione per incontrarsi dal vivo, ti offriamo per approfondire e conoscere di più una dispensa realizzata da una nostra allieva.
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Come può un ipnotista ottenere meravigliosi risultati come aiutare i suoi clienti a smettere di fumare, cambiare un’abitudine, essere più motivati?
Molti si chiedono come funziona l’ipnosi. L’ipnosi è COMUNICAZIONE che va al di là delle barriere che le persone costituiscono tra loro ed il mondo esterno.
La comunicazione efficace è anche una componente fondamentale per ottenere maggiore successo e raggiungere i propri obiettivi nel mondo di tutti i giorni.
Sempre più vediamo manager e gente che ha a che fare con gli altri seguire i nostri corsi di ipnosi.
Noi viviamo in un mondo di relazione. E la chiave dell’ipnosi è relazione e comunicazione col proprio cliente di modo da portarlo a sentire e vedere le cose in maniera differente, e toccare le sue leve inconsce.
Comprendere i principi alla base dell’ipnosi permette di migliorare la comunicazione in genere.
Un coach, un manager, un insegnante, chiunque abbia a che fare con gli altri può quindi solo trarre vantaggio dall’imparare tale abilità.
Tutti noi comunichiamo ma lo facciamo spontaneamente, senza aver mai imparato come essere maggiormente efficaci.
I modelli di Comunicazione Ipnotica
In questa guida vi presentiamo alcuni potenti metodi linguistici di COMUNICAZIONE IPNOTICA.
Questi costituiscono una delle tre chiavi principali della PERSUASIONE.
Gli altri due pilastri sono il lavoro su di sé e l’energia e vitalità che mettiamo nella comunicazione non verbale.
Ma le parole agiscono comunque da catalizzatore e “definiscono” le situazioni.
Quelli contenuti qui di seguito sono potenti modelli linguistici estratti proprio dalla comunicazione dell’Ipnosi, ed utili anche nella vita di tutti i giorni!
E non è che un assaggio di tutto quello che può essere fatto.
La nostra scuola propone quindi approfondimenti su tutti i modelli che potete leggere qui, chiamati classicamente modelli “ericksoniani”, oltre anche a modelli linguistici differenti di altra origine e non abitualmente insegnati nelle scuole ericksoniane…
Il linguaggio
Imparare l’ipnosi moderna significa quindi imparare l’incredibile POTENZA DEL LINGUAGGIO, sia verbale che non verbale.
Nei nostri corsi dal vivo vediamo spesso l’espressione trasformata dei nostri allievi quando si rendono conto dell’estrema potenza delle loro parole.
Capiscono infatti che si apre loro di fronte un nuovo mondo di comunicazione.
Quelli che seguono nelle varie pagine sono quindi solo alcuni dei tanti ESEMPI. Sono stati raccolto per dare un’idea di come è possibile arricchire la comunicazione.
Con la corretta comunicazione è infatti possibile creare tutto. Fascinazione, attrazione, ipnosi, persuasione, accordo, rapport, motivazione, coinvolgimento, interesse…
Siamo fieri che la nostra scuola (ISI-CNV scuola del dr. Paret) sia stata storicamente la prima a diffondere tali modelli in italiano in forma semplice ed immediata non solo per l’ambito terapeutico dell’ipnosi, ma anche per l’ipnosi quotidiana o conversazionale.
Osservateli, imitateli, ma ricordate che la cosa più importante è la vostra CREATIVITA’ nell’utilizzarli.
Inoltre, ascoltare parlare una persona che ha la maestria di tali modelli è una strada efficace per installarli nel proprio Inconscio facilmente e rapidamente…
I PRIMI TRE MODELLI PER ANDARE AL DI LA’ DEI CONFINI/BARRIERE TRA LE PERSONE:
RICALCO – CAMPO AFFERMATIVO – GENERALE/SPECIFICO
Modello 1: Superare le barriere: Il Ricalco
“Mentre leggete queste parole, e cercate di capire il significato di questo report, potete anche essere curiosi di che cosa sono i modelli linguistici conversazionali…”
Il ricalco e guida è la tecnica adatta a guidare la mente del vostro interlocutore a pensare quello che volete, senza che vi sia resistenza.
Quello che abbiamo fatto con le parole precedenti è stato ricalcare la vostra esperienza (leggere) e guidare verso uno stato emozionale (essere curiosi).
Il primo elemento di questa diade è il “ricalco”. Tale elemento si basa sul riprendere elementi dell’esperienza vissuta e da lì procedere. Perché funziona? Perché si basa sul concetto di “condivisione di esperienza”.
Condividere l’esperienza frantuma le barriere che ci sono tra noi e l’altro.
In ipnosi è un modello utilizzato tantissimo.
“mentre sei seduto, e mi ascolti, puoi rilassarti sempre più”
Il ricalco che in questo caso è “condivisione” di esperienza che ci porta così al di là del confine tra noi e l’altro. E’ uno tra gli elementi che sono alla base del concetto di “empatia”, anche chiamato “rapport”. Osserviamo due persone in stato di “rapport”. Si muovono con lo stesso tempo.
Il fenomeno è stato abbondantemente studiato dalla PNL e nella PNL3.
In tale disciplina, il concetto di Rapport è stato studiato al fine di creare armonia tra le persone, per il business, la terapia etc. La nostra scuola lo ha anche sviluppato attraverso il concetto di INSTANT RAPPORT.
Uno tra gli elementi di base che favorisce il rapport e fa parte del concetto di condivisione di esperienza è quindi il concetto di “similitudine”.
Questo può essere rappresentato da movimenti simili, o parole simili.
Questo fenomeno tecnicamente si chiama “Ricalco” e favorisce la creazione di “Rapport”, ovverosia di una relazione empatica tra i due. È importante capire che si tratta di un concetto inconscio, che avviene ovviamente fuori dalla nostra coscienza.
Il fatto che la similitudine nei movimenti e nel ritmo aiuti a creare rapport è stato documentato da vari studi, e può trovare una conferma diretta se decidete di osservare la gente con attenzione.
Lo stesso concetto è importante a livello linguistico. Ricalcare una persona in questo caso significa essere simili a lui linguisticamente.
Questo porta a massimizzare le possibilità di accordo tra due persone. È un fenomeno che avviene inconsciamente. Ascoltiamo le parole importanti per l’interlocutore e ripetiamogliele in nuove frasi e combinazioni. Troveremo che è più facile raggiungere un accordo con lui e spesso arriveremo a risultati stupefacenti!
Scoprire le parole importanti.
Come determiniamo le parole importanti per il nostro interlocutore? Vedendo dove lui mette la sua energia. Ci accorgeremo ben presto che la maggior parte delle persone ripete certe parole, oppure porta maggiore enfasi su certi termini. Significa che questi termini sono importanti per la persona in oggetto. La realtà non è infatti uguale per tutti. La nostra identità reagisce a certe parole (od azioni). Possiamo addirittura pensare che nostra personalità sia decomponibile nel modo in cui reagiamo alle cose che non è uguale per tutti.
E’ come se ognuno di noi vive come in un universo a sé, dove certe cose sono importanti ed altre no, ovverosia vi mette maggiore energia.
Ad esempio in un colloquio di vendita, un acquirente ripete o pone enfasi sulla parola “qualità” o “affidabilità”.
Una strategia efficace è quindi quella di ripetere tali parole alla persona di fronte a noi, mettendoli nelle nostre stesse frasi. In questa maniera condividerete il suo “pattern” energetico, ovverosia il modo in cui valuta la realtà.
Noteremo un miglioramento del nostro “impatto comunicativo”, e molte volte scopriremo addirittura che il nostro interlocutore non vorrà più lasciarci andare tanto troverà interessante quello che diciamo!
Modello 2: CREARE UN CAMPO AFFERMATIVO
Si tratta di una tecnica semplice che parte dal principio del ricalco e della condivisione, e nel contempo efficacissima. Desiderate ottenere accordo quando parlate o semplicemente creare un maggiore contatto di fiducia con l’interlocutore?
Non è importante quello che dite, molto spesso è importante infatti come lo dite. Potete dire gli stessi concetti che esponete finora in una maniera più efficace…
A questo proposito è fondamentale imparare a creare un ordine particolare nell’esposizione, al fine di creare un “campo affermativo”. Creare un campo affermativo è molto vicino al concetto di “ricalco” e significa utilizzare parole e frasi alle quali il nostro cliente non possa rispondere che sì.
La mente si abitua a dire sì in quanto è più naturale aprirsi all’altro che opporsi, e tende ad accettare con più facilità suggestioni ed idee successive.
Milton H. Erickson, il famoso ipnoterapeuta americano del secolo scorso, il quale è stato tra i primi ad essere analizzato per delineare i molti modelli esposti in questo libretto, faceva uso massiccio di tale metodo, per ottenere l’assenso della mente inconscia. Osservava dove stava guardando il suo paziente, e lo ricalcava: “…vedo che sta guardando il quadro…”; e da lì, preso ormai contatto, conduceva il suo interlocutore con frasi successive, in uno stato di trance.
Il risultato che si crea tramite la creazione di un campo affermativo è una disponibilità positiva verso l’interlocutore. Il meccanismo è anche utilizzato nella vendita: il venditore cerca di porre delle domande o di fare delle affermazioni alle quali non sia possibile rispondere che sì. Questo “entrare nel sì” abbassa le barriere.
Attraverso l’utilizzo accorto del linguaggio della generalità (prossima pagina) il processo può essere portato ad una sottigliezza estrema. Ed il processo può essere utilizzato anche nella vita di tutti i giorni: Mentre vedete questa pagina, e leggete queste parole, potete rendervi conto che incominciate a capire.
Modello 3: Utilizzo dei livelli di generalità GENERALE/SPECIFICO
“mentre cercate di capire quello che vi è scritto, vi sono parole che possono destare la vostra attenzione”
La frase precedente è un ricalco col quale condivido la vostra esperienza, ma se osservate, è molto generico appositamente. Non si dice “quali parole” destano l’interesse.
Questo modello è presentato qui per aggiungere un elemento che permette di portare ad un livello superiore il ricalcare secondo il metodo spiegato nel paragrafo precedente.
Come abbiamo detto ognuno di noi vive in un universo a sé.
Ognuno fa ordine nella sua realtà e decide quello che per lui è importante e quello che che non è. Su che cose soffermarsi e cosa tralasciare.
Può quindi essere un problema l’eccessiva specificità se non trova riscontro nell’altro. A volte quindi, per creare un campo affermativo ed ottenere assenso è utile non essere troppo specifici, bensì GENERALI.
Essere specifici tende a delimitare e mette in moto meccanismi razionali. Ma per migliorare la comunicazione dobbiamo “aprire”.
Essere GENERALI significa nella pratica utilizzare termini che hanno più significati, e nei quali ci si possa agevolmente ritrovare.
Facciamo un esempio pratico: se dico “è importante riposarsi” sto parlando in maniera generale e non specifica, e potrò ottenere l’assenso del 98% delle persone che mi ascoltano.
Se vado nello specifico dicendo in che ore precise bisognerebbe dormire sto “specificando”. Lo stesso se dico “è importante riposarsi tutto il giorno” oppure “è importante riposarsi il minimo possibile” e ovviamente la percentuale di accordo scenderà.
In estremo, se andiamo molto nello specifico, dato che ognuno vive in una realtà differente, è inevitabile che si arrivi sempre ad un livello di differenza e non condivisione con l’altro.
Un concetto molto importante è: capire il livello linguistico che stiamo utilizzando.
A scuola, soprattutto nelle discipline scientifiche, ci viene insegnato ad essere specifici, ma è invece parlando in maniera generale che si crea accordo e “rapport”. Alcuni dicono che gli uomini politici spesso parlano in maniera generale. Questa può essere infatti una metodologia per cercare consenso.
E anche quando facciamo un’induzione ipnotica utilizziamo molte frasi di questo tipo per stimolare il cambiamento. “puoi renderti conto che qualcosa in te sta cambiando”.
Generale e Specifico
Possiamo quindi distinguere due livelli linguistici: GENERALE e SPECIFICO.
Si tratta di concetti fondamentali, così come dire alto o basso in termini di spazio.
In realtà questi livelli sono puramente teorici, in quanto il linguaggio non è MAI la realtà. Il linguaggio è infatti granulare, composto da parole che definiscono “cose”, mentre la realtà è continua. Per quanto specifici siamo, non potremo quindi mai descrivere esattamente la realtà di fronte a noi.
Facciamo un esempio per capire tale concetto, nella figura qui a sinistra, che differenza c’è tra “alberi” e “bosco”?
La differenza è come “focalizziamo” la nostra attenzione
Sono due livelli logici differenti, che possiamo chiamare più specifico (alberi) e più generale (bosco).
Un altro esempio è la differenza tra dire :
– ci sono 40°
– fa caldo
– c’è una temperatura molto alta
Si va dallo specifico (40°) al generale (temperatura alta)
Tipi di persone
Nei dialoghi con persone singole è importante imparare ad utilizzare la terminologia al livello opportuno per il soggetto, in quanto ci sono persone che tendono di più alla specificità ed altre alla generalità.
Possiamo chiamare queste persone “specifiche” o “generali”.
Come abbiamo detto la realtà è continua, mentre le parole sono elementi staccati. Quindi nessuna delle due posizioni è “vera”, o “migliore”. Una persona generale a volte è più brava a vedere il campo lungo e le connessioni tra le cose. Una persona specifica è più brava a vedere i dettagli.
Ma nessuna posizione è assoluta.
Con soggetti specifici è importante ogni tanto parlare anche in maniera specifica, mentre con soggetti non specifici è meglio portarsi al loro stesso grado di generalità.
L’utilizzo del linguaggio generale può anche essere strumento per creare reazioni; come tale può essere utilizzato ad esempio nell’ipnosi: possiamo creare frasi del tipo: “ti puoi rendere conto delle sensazioni che puoi sentire in questo momento…”.
Queste frasi sono strutturate in maniera di essere completate dalla nostra mente inconscia, la quale creerà un’esperienza completa nella nostra mente.
Attraverso l’utilizzo del linguaggio generico possiamo condurre il nostro interlocutore in uno stato di “fascinazione comunicativa” in quanto non siamo noi a mettere il contenuto, ma è lui a metterlo, e, ovviamente, mette il contenuto che piace a lui, senza rendersene conto.
Prosegue nel prossimo articolo oppure dal vivo presso i nostri Corsi e Master!
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Con certe parole possiamo anche entrare direttamente in contatto con il processo di pensiero del nostro interlocutore.
Nel processo ipnotico portiamo la mente conscia in una nuova direzione.
Infatti l’ipnosi è per scoprire nuove possibilità, per aprirci in direzioni mai frequentate mentalmente. Con le parole possiamo superare il fattore critico della mente conscia, ed a questo punto potremo impiantare suggestioni nella mente inconscia. Nella cosiddetta “ipnosi formale” questo è fatto tramite un testo ben definito. Tuttavia nella comunicazione quotidiana il processo è differente in quanto sono sempre presenti dei fattori distraenti. Dobbiamo quindi divenire capaci di controllare l’immaginazione del nostro interlocutore tramite le nostre parole.
Tutte le forme di ipnosi verbali utilizzano l’immaginazione. Utilizzando l’immaginazione possiamo portare la persona in uno stato differente da quello che ha attualmente. Quando una persona è in tale stato è aperta a nuove idee. Una regola base di tutte le forme di persuasione ipnotica è che qualsiasi cosa voi facciate immaginare ad una persona, loro penseranno che è il loro pensiero, ed in tal maniera sarete in grado di suggestionarli come se fossero le loro stesse idee. Questo è un concetto molto importante da capire. In pratica bisogna essere capaci di “sedurre”, ovverosia “portare a sè”, la mente del nostro interlocutore.
Adattarsi all’interlocutore
Per “sedurre” efficacemente è anche importante anche osservare il nostro interlocutore mentre parliamo. Dobbiamo incominciare a fare attenzione alle sue “microreazioni”. Queste sono le reazioni che manifesterà a livello di fisionomia, gestualità etc… Questi sono solo alcuni degli elementi da osservare. Che cambiamenti stanno avvenendo? C’è una dilatazione della pupilla? Possiamo allora pensare che il cliente stia immaginando. Batte le palpebre? Spesso il battere le palpebre si lega a reazioni emozionali. Dobbiamo adattarci alla persona attorno a noi. Quando vediamo che incomincia a muoversi, magari è il momento di suggerire di prendere un caffè. Così ci adatteremo ed allo stesso tempo guideremo. Se vediamo un moto di interesse cerchiamo di soddisfarlo. Nell’ipnosi tradizionale il terapeuta può entrare così tanto in contatto col paziente da creare un “castello di suggestioni” dove l’una che si lega all’altra fino a creare un modo totalmente nuovo di sentire.
Analogamente conversazionalmente noi stiamo creando una nuova realtà soggettiva. Lo stiamo portando ad immaginare. Dovete osservare il vostro cliente momento dopo momento per capire cosa è utile suggerire subito dopo. Uno può praticare tale attenta osservazione in molte situazioni della vita quotidiana. E’ importante capire che le persone non sono sempre nello stesso stato mentale. Può essere in una gamma di stati che varia dall’allerta più completa fino ad essere già in una specie di “trance”. Se una persona è già in trance è più facile condurla. Lo vediamo ad esempio all’uscita dei cinema. Le persone sono più suggestionabili poichè sono già state in una trance per la durata del film. La trance è uno stato particolare che intensifica la relazione e che focalizza l’attenzione di una persona su di una serie di realtà soggettive.
Sviluppare stati di “trance” quotidiana
La comunicazione ipnotica è efficace nel grado in cui arriva ad attivare, bloccare, modificare il funzionamento mentale già esistente nel nostro interlocutore. Notiamo come portare la persona semplicemente in “trance” non implica obbligatoriamente l’accettazione delle suggestioni. Ma quando l’attenzione tuttavia è fissata e focalizzata in una trance, frasi e termini che normalmente non produrrebbero risultati possono creare esperienze letterali e concrete. Queste reazioni potranno anche guidare ad un comportamento effettivo se verranno successivamente collegate in base a meccanismi associativi al fine di portare la mente in una particolare direzione. A questo punto avremo quindi un nuovo comportamento del nostro interlocutore che potrà anche apparire a lui soggettivamente come spontaneo quando effettueremo il cosiddetto “suggerimento per analogia” ad esempio utilizzando delle metafore, ovverosia delle storie che contengono già delle “istruzioni di processo” per il nostro interlocutore.
Comunicare ipnoticamente significa quindi che, dopo aver portato il nostro interlocutore nel suo mondo soggettivo, utilizzeremo parole, intonazioni, gesti ed altri elementi che portino a riemergere meccanismi propri del nostro interlocutore. In pratica la comunicazione ipnotica interverrà a due livelli: per creare lo stato di focalizzazione e successivamente per evocare ed utilizzare i processi mentali propri del nostro interlocutore in modi nuovi. Ci legheremo in questa fase spesso alla sua mappa del mondo, a quello che desidera o rifiuta.
La comunicazione ipnotica mette il nostro interlocutore in uno stato di “apprendimento attivo” a livello inconscio. In pratica assorbe delle informazioni senza l’ostacolo della mente conscia. Si tratta di un imparare senza coscienza di farlo, ma alla fine il comportamento si modifica. Tale tipo di apprendimento può avvenire più facilmente in uno stato dove le resistenze della mente conscia sono ridotte. Un esempio di ciò è dato dal cinema e dalla televisione. Quando ci sediamo di fronte allo schermo, rilassiamo il fattore critico. Pur sapendo che le scene che vediamo sono fittizie, ci emozioniamo e spaventiamo come se fossero reali. La televisione influenza la cultura di un paese, molte lingue nazionali, come l’italiano, hanno avuto la predominanza sull’italiano solo grazie all’impatto della televisione. E questa da sola può essere un testimonianza di quanto forte sia l’apprendimento inconscio.
Ovviamente bisogna imparare i correlati comportamentali quotidiani di tutti questi stati. Può essere utile incominciare ad esercitarsi partendo dall’osservazione di comportamenti quotidiani, commentarli, e poi incominciare a suggerire elementi che variano il comportamento.
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Iniziare e mantenere una dieta o un programma di allenamento sportivo, smettere di fumare o di bere alcolici, attrarre una persona del sesso opposto, attuare dei cambiamenti nel proprio stile di vita per motivi di salute o semplicemente perché lo vogliamo E’ POSSIBILE! BASTA SAPER UTILIZZARE LE GIUSTE STRATEGIE MENTALI!
Per questo oltre a seguire i consigli di un dietologo o di un esperto di fitness è fondamentale attuare anche un cambiamento psicologico che permetta di assumere il giusto atteggiamento mentale che consente una corretta formulazione degli obiettivi, un aumento della volontà, della motivazione e della determinazione.
Lo sviluppo delle proprie capacità professionali va di pari passo con lo sviluppo personale. Nel momento in cui si considera l’uomo nella sua totalità non è possibile scindere il successo nella vita (salute, affetti) dal successo nel lavoro.
VOLERE…….AVERE…….POTERE
Solitamente quello che pensiamo di poter fare, avere e volere è in funzione delle nostre convinzioni.
Le convinzioni non sono mai vere, pensiamo che lo siano ed è per questo che sono così potenti nel motivare il nostro comportamento…le convinzioni sono limitanti!
Gli Agenti di vendita per raggiungere i propri obiettivi professionali, devono poter disporre di potenti credenze che li spingano a superare le limitazioni apprese nell’ambito della propria vita e della propria professione.
Pnl, pnl3, coaching e quantum coaching, si propongono come le tecnologie più innovative nel campo della gestione dei sistemi di credenze: i sistemi di credenze hanno una struttura; la pnl ha identificato questa struttura e le modalità con le quali il cervello le codifica.
Questa tecniche permettono di eliminare le convinzioni limitanti e di installare tutte quelle credenze atte alla riorganizzazione delle risorse personali in previsione del raggiungimento dei risultati di interesse.
La pnl è un modo particolare di considerare il comportamento e la comunicazione. La pnl è un atteggiamento dettato dalla curiosità di comprendere i propri processi interiori e quello delle altre persone. L’apprendimento della pnl deve essere “automatizzato” e deve poter entrare in azione automaticamente nelle situazioni di interesse.
Per usare una metafora, possiamo paragonare l’utilizzazione della pnl al fatto di camminare. Da bambini, per imparare a camminare, abbiamo dovuto fare notevoli sforzi: abbiamo imparato a utilizzare i muscoli delle gambe, del dorso ….. è stato complicato ma piacevole scoprire che potevamo muoverci “a quattro zampe” e utilizzare poi le “gambe” dei tavoli per imparare a sorreggerci sulle nostre gambe…. scoprire l’utilità delle braccia per mantenersi in equilibrio e infine muovere i primi passi autonomamente: ma oggi camminiamo senza essere consapevoli di tutti i processi mentali e fisiologici che ci consentono di farlo; semplicemente sappiamo di poterlo fare e lo facciamo istintivamente quando serve….. abbiamo attivato un processo di apprendimento estremamente potente che ci accompagnerà per tutta la vita.
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Il coaching è diverso dalla PNL. La PNL, che è nata come tecnica per sviluppare eccellenza umana, mira a creare una teoria generale della comunicazione umana. Il coaching non ha minimamente questo tipo di pretese, e questo “minus” nei confronti della PNL, è in realtà un “plus“, in quanto lascia spazio libero ad accettare qualsivoglia teoria o pezzo di teoria che possa aiutare a creare risultati. Il coaching è una meta-disciplina. In altre parole è al di là della singola tecnica, e si pone al livello di scegliere quella che è più appropriata al momento opportuno.
La conoscenza degli elementi base della PNL è utile a questo livello, soprattutto per la fase di CORRELAZIONE, che è molto agevolata dagli strumenti insegnati nella parte della PNL chiamata “ rapport”. Il concetto di correlazione è comunque più ampio di quello di RAPPORT: due persone rimangono correlate anche quando non sono in contatto. In altre parole, anche a distanza, sono “sulla stessa lunghezza d’onda”
Un’altra differenza fondamentale è che la PNL mira a “copiare” dei modelli di efficacia (anche chiamato “modellare”), mentre il coaching mira a sviluppare “modelli propri” per ogni persona. In altre parole a facilitare l’AUTO-ORGANIZZAZIONE MENTALE del cliente.
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Così come la fisica quantistica rappresenta un salto di paradigma rispetto alla fisica tradizionale, il concetto di Approccio Quantum al Coaching è il più moderno, ed implica un salto di visione.
E’ valido non solo a livello individuale, in quanto vede l’individuo come insieme di potenzialità, ma anche a livello globale. Infatti si adatta ad un mondo che si sta attualmente evolvendo e nel quale gli equilibri cambiano. L’Asia che sta divenendo più forte, l’Europa che va avanti ma servono nuove idee.
Quello che serve quindi oggi è un approccio che prenda in esame i nuovi sviluppi e prepari le persone in una maniera nuova ed aperta ai cambi di paradigma. Questo è quello che chiamiamo “Quantum Coaching” cioè un Approccio di Coaching che include ampiamente il concetto di creatività e sviluppo delle risorse, dei potenziali anche inconsci per creare un Coach con una NUOVA VISIONE.
Approccio Quantum significa quindi varie cose. Significa ad esempio che dove arriviamo non è più dove siamo partiti. E’ avvenuto un salto di paradigma, per l’appunto un salto quantico.
Ma significa anche che facciamo un coaching mirato ad una realtà quantica, cioè ad una realtà in continuo mutamento, che non si misura in certezza, ma bensì in possibilità.
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“Fascinazione” è il termine tecnico per indicare la capacità di ammaliare con gli occhi. L’immagine della Medusa che pietrifica con il suo sguardo è sicuramente il traslato metaforico di tale realtà. Anche se sembra strano che solo attraverso il senso della vista sia possibile bloccare una persona, mettendola in uno stato di “incantamento”, l’azione di questo sul cervello è reso più comprensibile se osserviamo del resto cosa capita a certi animali quando sono semplicemente abbagliati dalla luce: si fermano e si immobilizzano in stato di stupore, non capiscono più la situazione. Le zanzare si vanno addirittura a bruciare e tale caratteristica è sfruttata per poter passare le sere d’estate senza troppe punture.
Una spiegazione possibile è che lo sguardo diretto provoca un restringimento dell’attenzione in chi lo subisce. L’occhio è base per la creazione e la comprensione della realtà che ci circonda. Dove si dirige questo, è inoltre anche la direzione della nostra attenzione conscia. Da qui nascono vari utilizzi della tecnica nella persuasione e convinzione quotidiana. Infatti scoprirete che, finché tenete qualcuno sotto il vostro sguardo, egli percepirà maggiormente emozioni e sentimenti. Le ricerche scientifiche hanno anche dimostrato che diminuirete sempre più notevolmente la forza del suo giudizio e la sua volontà.
Lo sguardo è assolutamente fondamentale nella comunicazione umana, ma pochi lo sanno usare consapevolmente.
La prima impressione nei confronti di un’altra persona ci viene del resto dal suo modo di guardare: varie ricerche scientifiche, infatti, hanno dimostrato come i primi quattro minuti di ogni incontro umano siano fondamentali e che il modo in cui noi ci approcciamo agli altri in quei brevi istanti apra la strada all’armonia. Anche gli animali si misurano a vicenda attraverso lo sguardo.
Perché l’occhio sia efficace è necessario però educarlo con un training specifico ed avere una chiara consapevolezza del suo potere. Di base dovrete allenarvi ad acquistare uno sguardo fermo, interessato, dolcemente penetrante, espressivo, e allora avrete in mano la prima delle chiavi che correttamente usate potranno aprirvi nuove porte nella vita.
La vostra visione deve sapere essere al contempo globale e pungente, tale da percepire sia il tutto che il particolare. Questo particolare stato capita a molti in momenti di entusiasmo, ma, per generarlo a comando, è necessario esercitarsi.
Molteplici sono le utilità pratiche. Nella persuasione gli occhi possono produrre un effetto irresistibile e l’esperienza pratica c’insegna che, affinché ciò sia ancora più forte, nei momenti più importanti di conversazione bisogna arrivare a tenerli aperti e senza alcun movimento, evitando di distogliere lo sguardo, neanche per un solo istante, dalla radice del naso del soggetto (tra gli occhi), avendo allo stesso tempo ben chiaro nella mente quello che desideriamo. È anche necessario sapere sviluppare un’espressione di “interesse” nel viso, in quanto così facendo il vostro interesse chiamerà sottilmente l’interesse dell’altro.
I molti esercizi che vi proporremo nei prossimi articoli, oltre a rafforzare straordinariamente gli occhi, hanno anche il fine di portarvi a sviluppare l’attenzione ed altre facoltà indispensabili nella vita.
E’ essenziale che impariate ad essere padroni di voi stessi. Per sviluppare bene questo potere fondamentale è infatti utile far sì che vi sia soprattutto dominio del corpo e dei suoi impulsi, delle emozioni e dei desideri violenti e del piano mentale con le sue molteplici divagazioni ed instabilità, al fine che tutti questi si sottomettano all’Io Superiore e si convertano in strumento positivo che guidi le nostre forze ed il nostro occhio con consapevolezza e non basandosi sulla semplice istintualità.
La capacità di ammaliare infatti non è propria esclusivamente dell’uomo, ma soltanto questi è in grado di dirigerla a fini positivi superiori e di sviluppo. Gli animali catturano le prede anche con l’occhio, ma inconsciamente. Da sempre esistono racconti di serpenti dotati di particolari facoltà di fascinare la propria vittima rendendola incapace a sfuggirgli; la loro potenza giunge fino al punto da far scender gli uccelli per farli avvicinare e questi si lasciano prendere senza che possano attuare alcun tentativo di difesa.
La fascinazione è anche la base storica del classico “a me gli occhi” degli ipnotizzatori di un tempo: tuttavia, pur essendo ancora viva nell’immaginario popolare, tale figura leggendaria oggi è praticamente quasi scomparsa, in quanto le tecniche di ipnosi attualmente utilizzate sono perlopiù lunghe e verbali. Provengono per la maggior parte da un filone di origine americana che non ha più legami con la tradizione antica e nessuno degli ipnotisti attuali, anche più famosi, sa veramente utilizzare lo sguardo. Lo sguardo può essere però, quando appreso, un ausiliario prezioso di ogni influenza ipnotica perché provoca di per sé una sospensione di certe facoltà critiche in maniera totalmente naturale. Utilizzato, quindi, prima di una successiva operazione ipnotica o magnetica, ne potenzia l’effetto permettendo di ottenere i risultati che si leggono nelle opere dei più grandi maestri del passato.
Riassumendo, dunque, gli utilizzi della tecnica sono:
nella vita quotidiana e nelle relazioni. La causa per la quale una persona ci colpisce, ci appare “viva” è nella padronanza di uno sguardo che seduce, attrae, ammalia. Il nostro occhio può essere educato a ciò.
nella terapia. Fin dall’antichità allo sguardo è stato attribuito il potere di guarire: Ippocrate, Dioscoride, Teofrasto affermano il potere curativo che poteva essere effettuato con lo sguardo, con i gesti ed i rituali specifici. Erminio di Pisa continuava tale tradizione eseguendo guarigioni istantanee da dolori muscolo-scheletrici, tinniti e molti altri disturbi. Una teoria che può giustificare tali risultati è la seguente: a volte la mente viene presa da quelle che vengono chiamate «idee fisse», continuiamo a pensare le stesse cose, ad essere inseguiti dal fantasma di pensieri antichi, a girare attorno agli stessi concetti. La fascinazione dello sguardo rompe allora queste idee fisse. Inoltre, con la fascinazione è come se entrassimo “dentro l’altro”: il mondo di ciascuno ha un limite rappresentato dallo spazio che abbraccia e di dove giunge il suo sguardo, ma incontrando il suo sguardo entriamo nella realtà intrapersonale del nostro interlocutore e lo possiamo aiutare “dal suo interno”. Anche le tecniche di concentrazione e meditazione attraverso le quali si passa per rinforzare l’occhio hanno già di per sé stesse un’utilità pratica di rinforzo della personalità.
nello sviluppo personale. Bisogna avere consapevolezza dello sguardo. Gli esercizi che vengono utilizzati per la fascinazione possono anche essere molto utili per acquisire una personalità più chiara, netta, magnetica ed avere maggiore “Presenza”.
indurre naturalmente «trance ipnotica». La fascinazione può essere la chiave per sviluppare una forma particolare di ipnosi istantanea. Inoltre, tutte le tecniche ipnotiche sono molto velocizzate dall’utilizzo previo della fascinazione. Anche le tecniche magnetiche, basate sul tocco della mano, traggono vantaggio dalla fascinazione preventiva ed i pazienti raccontano sempre di sentire maggiormente gli effetti.