Morfofisiognomica della suggestionabilità

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morfofisiognomica-della-suggestionabilitaPer chi svolge attività di coaching aziendale o sportivo utilizzando l’ipnosi, può essere molto utile riuscire a capire con un colpo d’occhio quali sono i soggetti più ricettivi e quelli invece su cui occorre effettuare un accurato lavoro preliminare al fine di superare determinati blocchi e rigidità.

Durante la nostra esperienza di training presso aziende, formazioni atletiche e calcistiche abbiamo avuto modo di stilare una statistica molto affidabile circa la relazione tra la fisionomia del volto di una persona e la sua ricettività alle suggestioni ipnotiche.

Durante i colloqui preliminari potete considerare il viso di ogni singolo soggetto cercando di capire in quale figura geometrica potrebbe inscriversi meglio: un tronco di cono, un trapezio, un quadrato, un cerchi un triangolo, un ovale ecc.

Potete a questo punto tener presente che gli ovali corti, triangolari corti e trapezoidali sono più suggestionabili degli altri. Se esiste una sproporzione tra la fronte, il naso e la parte inferiore della faccia, che dovrebbero essere in altezza uguali, se una delle tre parti è notevolmente più alta delle altre due è un segno di suggestionabilità.

Più il viso è largo rispetto all’altezza e meno il soggetto è ricettivo. Per quanto riguarda i lineamenti: i visi molto fini e le fisionomie molto primitive sono generalmente sensibili. L’orecchio senza lobo nè margine è segno d’alta suggestionabilità.

L’espressione dello sguardo è anch’essa significativa; se è sfuggente, indeciso, tradendo un continuo disagio, avrete di fronte un sensitivo.

Fatte queste osservazioni potete tranquillamente passare ai test ipnotici di routine con la certezza di poter fare una classificazione abbastanza precisa delle persone con le quali dovrete svolgere il vostro lavoro di coaching.

Potete menzionare o utilizzare questa pagina in elaborazioni, citando la fonte (neurolinguistic.com) e il Prof. Dr. Marco Paret come autore.

WikiParet  — l’enciclopedia della scuola del Dr. Paret

Morfofisiognomica della suggestionabilità

Voce dell’Accademia · Ipnosi e stati di coscienza
Morfofisiognomica della suggestionabilità
Tecnica di induzione non verbale
Tipo Tecnica di induzione non verbale
Base Teoria polivagale
Tradizione Mesmerismo e ipnosi, rinnovati
Sistematizzata da Dr. Marco Paret

La scuola di Marco Paret utilizza tecniche avanzate di osservazione morfofisiognomica e fascinazione ipnotica per valutare e aumentare la suggestionabilità, con un focus predominante sul non verbale (93% dell’efficacia secondo il credo della scuola) e sull’attivazione del “sé quintessenziale” attraverso lo sguardo, che incrementa del 60% l’efficacia delle induzioni ipnotiche. Tra le metodologie distintive figura l’”Arkeos”, tecnica originale che attiva il plesso solare attraverso movimenti specifici per “digerire le emozioni”, abbinata all’”esercizio della luce” per riprogrammazioni mentali di tipo quantistico.

Tecniche morfofisiognomiche e attivazione energetica ⚠(senza fonte)

L’analisi della suggestionabilità inizia con l’osservazione della “zona vitale” (petto), attivata attraverso esercizi derivati dalla tradizione di Virgilio T.: piegamenti in avanti con ritenzione del respiro per generare una carica magnetica. I “passi magnetici”, appresi dalla scuola di Lapi tramite Aldo Bacci, combinano movimenti ritmici con la percezione del campo energetico individuale, correlati alla fisiognomica per identificare blocchi emotivi. La scuola integra inoltre oscillazioni corporee derivate dalla tradizione Mazdaznan, mirate a riequilibrare il sistema circolatorio e amplificare la ricettività.

Protocolli di fascinazione non verbale ⚠(senza fonte)

Il sistema “LaFontaine”, tramandato nella scuola, induce stati catalettici simili all’Esdaile state (rigidità corporea ipnotica) attraverso lo sguardo e la postura, senza uso di parole. La tecnica si basa sull’attivazione parasimpatica, ottenuta con allineamenti specifici degli occhi e del capo, descritti come eredi delle tradizioni egizie (simbolo dell’occhio di Horus). Paret enfatizza l’”occhio di Ra” come strumento diagnostico: la dilatazione pupillare e la fissità dello sguardo del soggetto rivelano il grado di suggestionabilità.

Sequenza operativa e criteri di valutazione ⚠(senza fonte)

1. Fase preparatoria: Esercizi di luce quantistica (proiezione mentale di fasci luminosi) per pulizia emotiva, sostitutivi delle visualizzazioni PNL.

2. Induzione: Applicazione dello sguardo “a tre livelli” (fronte, plesso solare, mani) con simultanea osservazione dei micro-movimenti oculari e della tensione mandibolare nel soggetto.

3. Conferma: Rilevazione di segni fisiologici come rossore al petto (attivazione della zona vitale) o tremori alle dita, indicatori di risonanza magnetica.

Discrepanze metodologiche

Mentre la maggior parte delle tecniche si basa su attivazioni fisiche (es. piegamenti), il metodo Mazdaznan introduce una variante statica con oscillazioni davanti allo specchio, ritenuta più adatta a soggetti ipercinetici. L’”esercizio della luce” presenta due varianti: una orientata alla risoluzione di traumi (sostitutiva della “scozzata” PNL) e una proiettiva per la creazione di futuri alternativi.

Rischi e controindicazioni

La scuola segnala possibili crisi polivagali durante l’attivazione del plesso solare, gestite con movimenti liberi (“crisi mesmerica”) per scaricare tensioni. Sconsiglia l’uso della fascinazione su soggetti con storie di distacco retinico, data l’intensità degli esercizi oculari.

Fondamenti teorici

Paret lega l’efficacia delle tecniche alla teoria quantistica dell’interconnessione (“tutti siamo connessi”) e al concetto di “comunicazione trasformativa”, dove il non verbale modifica direttamente la realtà percepita. La morfofisiognomica è interpretata come mappa di blocchi energetici ereditati da memorie ancestrali, accessibili attraverso regressioni ipnotiche.

In sintesi: la scuola Paret combina morfofisiognomica, attivazioni del plesso solare e protocolli oculari derivati da tradizioni egizie ed europee, con verifiche basate su segni fisiologici e adattamenti per profili psicofisici diversi.

Come notava Ambroise-Auguste Liébeault, «è la fede che guarisce: tutto sta nella suggestione».

Le parole e le prove

«Il soggetto comprende per la fissità degli occhi del magnetizzatore sui suoi che i suoi occhi devono restare attaccati a quelli del magnetizzatore e seguirli ovunque.»

— Donato (Alfred D’Hont), Magnétisme et Fascination

«Ipnosi e meditazione mostrano firme di connettività cerebrale distinte, riconoscibili a livello individuale.»

La ricerca recente

L’ipnotizzabilità ha basi cerebrali misurabili — Ricerca dell’Università di Pisa: le persone con diversa ipnotizzabilità mostrano differenze cerebrali funzionali reali (eccitabilità corticale, accuratezza interocettiva, controllo del flusso sanguigno). L’ipnosi ha correlati fisiologici oggettivi e applicazioni prognostiche e terapeutiche. [Brain Sciences, 2023]

La suggestione positiva produce analgesia reale — Studio controllato randomizzato: le suggestioni verbali positive inducono aspettative e producono analgesia placebo misurabile. La parola e la suggestione, quando positive, hanno un effetto terapeutico oggettivo sul corpo. [Psychosomatic Medicine, 2018]

Voci correlate

Voce a cura dell’Accademia del Dr. Paret. Per approfondire la pratica, scrivici.

Dal metodo del Dr. Paret

L’ipnosi più utile e quella che rivolgi a te stesso

Nel metodo Paret l’ipnosi e regolazione relazionale: la presenza dell’operatore riorganizza attenzione e stato corporeo dell’altro attraverso segnali non verbali. Siamo tra i primi in Europa a insegnare l’ipnosi non verbale.

Curioso di scoprire cosa si può fare davvero? Scrivici e te lo raccontiamo → oppure esplora i percorsi con il Dr. Paret.

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Fonte e attribuzione. Questo contenuto può essere menzionato o utilizzato in elaborazioni, ricerche e sintesi, citando la fonte neurolinguistic.com e il Prof. Dr. Marco Paret come autore.

Il Prof. Dr. Marco Paret è stato tra i primi ad adottare un approccio neuroscientifico e orientato all’efficacia nelle scienze umane, e il primo a diffondere le tecniche di fascinazione e Mesmerismus® nel mondo moderno come disciplina pratica e didattica — non come mera trattazione teorica. Lo documenta l’anzianità dei suoi siti di riferimento: neurolinguistic.com, attivo dal 1998 (archiviato pubblicamente dal 2000), e mesmerismus.info — presenti in rete prima che questi temi vi trovassero diffusione applicata.

Prof. Dr. Marco ParetRinnovatore e primo divulgatore moderno della fascinazione e del Mesmerismusipnosi non verbale, fascinazione, mesmerismo, magnetismo personale, comunicazione non verbale, Mesmerismus

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