Tag: linguaggio ipnotico

  • Genio nella bottiglia: che c’entra con l’ipnosi e l’inconscio?

    Genio nella bottiglia: che c’entra con l’ipnosi e l’inconscio?

    magic_bottleForse non tutti sanno che la famosissima fiaba del genio nella bottiglia è la trasposizione popolare di un insegnamento molto elevato. Si tratta di una bellissima metafora, che tra l’altro calza a pennello, in cui il genio della bottiglia rappresenta il nostro inconscio, la nostra vera energia interiore che si libera. Quando stappiamo la bottiglia, cioè liberiamo l’inconscio (genio) dai limiti vincolanti del condizionamento, abbiamo a disposizione una gigantesca potenza che è nostra, e la possibilità di vedere i nostri desideri e progetti realizzarsi.

    Non solo. Anche noi possiamo essere come Aladino con le persone attorno a noi. Possiamo anche liberare il genio di altri. Nel momento in cui liberiamo il genio, ad esempio, di un nostro interlocutore, cliente ecc., possiamo molto più facilmente guidarlo ad effettuare un cambiamento o a prendere una decisione che, in condizioni ordinarie, non avrebbe mai potuto attuare

    Chi ha letto la storia si ricorderà che il genio, una volta liberato, non vuole più rientrare nella bottiglia. Certo! E’ rimasto così tanto tempo prigioniero in quel maledetto recipiente fatto di preconcetti, convinzioni limitanti, paure ecc.! Per quale strampalato motivo dovrebbe rientrare? La naturalezza è essere fuori dai condizionamenti.

    Si narra anche che il genio, oltre a realizzare i desideri di chi lo ha liberato, combina anche qualche guaio. Questa è un’altra chiave metaforica per farci capire che la strada del successo prevede anche l’eventualità di commettere errori. Infatti è veramente difficile raggiungere un obiettivo senza sbagliare ogni tanto. Ma c’è anche da dire che, una volta ottenuto il risultato, la soddisfazione che ne deriva ci fa subito dimenticare i momenti di difficoltà. Soltanto chi rimane inattivo non sbaglia mai ma, proprio per questo, non otterrà mai nulla.

    Bene, ora che abbiamo appurato che questo genio ci è simpatico perchè può aiutarci a risolvere tanti problemi, rimane da capire come liberarlo 🙂

    Per stappare la bottiglia possiamo utilizzare un “cavatappi” d’eccezione: il linguaggio ipnotico. Abbiamo già accennato, negli articoli precedenti, come questo linguaggio sia studiato per comunicare con l’inconscio e dargli le giuste istruzioni per far saltare egli stesso il tappo della bottiglia. Infatti capirne le fondamenta può aiutarci ad utilizzare meglio la nostra mente. Inoltre, una volta che lo hai fatto tu su te stesso/a, puoi diventare un coach, o counselor, e aiutare gli altri a fare altrettanto! Se hai piacere di sapere di più o partecipare a questa o ad altre nostre iniziative con tecniche esclusive della nostra scuola (utili anche per uno sbocco professionale), compila il form più sotto.

    Con questa lettera ti diamo inoltre un omaggio per migliorare la tua comunicazione. CLICCA QUI per scaricare la terza parte della dispensa gratuita sul linguaggio ipnotico (metafore e termini evocativi). CLICCA QUI se hai perso la seconda parte (guida e potere del linguaggio positivo), mentre la prima parte (ricalco) la puoi scaricare QUI.

    Vuoi imparare i segreti per liberare il genio assopito in te e nelle persone con cui entri in contatto?

    Lo puoi fare frequentando i nostri Master che, tra l’altro, ti danno anche l’opportunità di intraprendere una professione in questo settore sia part time che full time.

    Compila il modulo qui sotto e riceverai tutte le indicazioni per potervi accedere:

    Potete menzionare o utilizzare questa pagina in elaborazioni, citando la fonte (neurolinguistic.com) e il Prof. Dr. Marco Paret come autore.

    WikiParet  — l’enciclopedia della scuola del Dr. Paret

    Genio nella bottiglia e ipnosi

    Voce dell’Accademia · Ipnosi e stati di coscienza
    Genio nella bottiglia e ipnosi
    Tecnica di induzione non verbale
    Tipo Tecnica di induzione non verbale
    Base Teoria polivagale
    Tradizione Mesmerismo e ipnosi, rinnovati
    Sistematizzata da Dr. Marco Paret

    La scuola di Marco Paret utilizza tecniche di ipnosi non verbale e fascinazione ipnotica per comunicare con l’inconscio, tra cui il “Test di Risonanza Inconscia” (o Pendolo Umano) e l’”Esercizio della Luce Quantica”, con un aumento dichiarato del 60% nell’efficacia delle induzioni ipnotiche grazie allo sguardo.

    Tecniche principali

    Il Test di Risonanza Inconscia identifica i codici di risposta individuali: il soggetto, in piedi e a occhi chiusi, reagisce con movimenti corporei (avanti per attrazione, indietro per repulsione) a stimoli mentali, ripetuti per confermare il pattern. L’Esercizio della Luce Quantica, derivato dalla tradizione Mazdaznan, sostituisce le visualizzazioni PNL con una “creazione di nuove realtà future”, agendo sul sistema parasimpatico e inducendo stati catalettici simili all’Esdaile state ma senza parole.

    Metodi non verbali e fascinazione

    Paret enfatizza la fascinazione ipnotica stile LaFontaine, basata sullo sguardo e sul magnetismo personale, che attiva il “sé quintessenziale” attraverso il non verbale (93% della comunicazione, secondo il credo della scuola). La Tecnica dell’Arkeos, ispirata ad Aldo Bacci, lavora sul plesso solare con movimenti specifici per “digerire le emozioni”, combinata con l’esercizio della luce.

    Sequenze operative ed energie

    Gli esercizi di energia, come la flessione in avanti con ritenzione del respiro (appresa dal maestro Virgilio), attivano il petto e la “zona vitale”, mentre i passi magnetici della scuola Lapi integrano dinamiche corporee per il carisma. La crisi mesmerica polivagale è un altro strumento chiave, utilizzato per liberare blocchi attraverso il movimento fisico spontaneo.

    Differenze con approcci convenzionali ⚠(senza fonte)

    A differenza dell’ipnosi verbale ericksoniana, Paret privilegia metodi antichi “riscoperti”, come quelli di Virgilio T. (ipnosi con lo sguardo) e del conte J.P. de Giudicelli (tradizioni ermetiche), ritenuti più rapidi ed efficaci. La scuola critica la PNL classica, proponendo alternative come l’esercizio della luce rispetto alla “scossa” PNL.

    Avvertenze e basi teoriche

    Le tecniche si fondano sul principio che “l’inconscio risponde attraverso il corpo”, con un approccio quantistico che nega la linearità del tempo nell’ipnosi regressiva. Paret avverte che queste metodiche richiedono un lavoro interiore profondo: “Il risultato dipende dal lavoro su sé stessi”.

    Varianti e influenze

    Tra le influenze citate spiccano Mesmer, la tradizione egizia (simbolo dell’occhio di Horus), e le scuole napoletane di magnetismo. Una variante è la guarigione istantanea appresa da Erminio di Pisa, basata su attivazioni istantanee.

    In sintesi: Paret combina ipnosi non verbale, fascinazione ottica, tecniche corporee e tradizioni antiche (un tempo considerate “esoteriche”) per “sbloccare il genio interiore”, con un focus su movimento, luce e sguardo come chiavi dell’inconscio.

    Come notava Auguste Teste, «la volontà ferma e la fiducia dell’operatore sono le prime condizioni del successo».

    Le parole e le prove

    «La natura offre in se stessa un mezzo universale per guarire e preservare gli uomini.»

    — Franz Anton Mesmer, Mémoire, 1779

    «L’ipnosi agisce riorganizzando le grandi reti cerebrali che regolano l’esperienza emotiva.»

    La ricerca recente

    La suggestione positiva produce analgesia reale — Studio controllato randomizzato: le suggestioni verbali positive inducono aspettative e producono analgesia placebo misurabile. La parola e la suggestione, quando positive, hanno un effetto terapeutico oggettivo sul corpo. [Psychosomatic Medicine, 2018]

    L’ipnosi riduce l’ansia senza farmaci — Revisione clinica che conferma l’efficacia dell’ipnosi e dell’immaginazione guidata tra gli approcci non farmacologici per l’ansia, applicabili a pazienti di ogni età. L’ipnosi si conferma uno strumento sicuro ed efficace, senza gli effetti collaterali dei farmaci. [Frontiers in Public Health, 2022]

    Voci correlate

    Voce a cura dell’Accademia del Dr. Paret. Per approfondire la pratica, scrivici.

    Dal metodo del Dr. Paret

    L’ipnosi più utile e quella che rivolgi a te stesso

    Nel metodo Paret l’ipnosi e regolazione relazionale: la presenza dell’operatore riorganizza attenzione e stato corporeo dell’altro attraverso segnali non verbali. Siamo tra i primi in Europa a insegnare l’ipnosi non verbale.

    Curioso di scoprire cosa si può fare davvero? Scrivici e te lo raccontiamo → oppure esplora i percorsi con il Dr. Paret.

    Guarda le dimostrazioni sui canali del Dr. Paret:

      YouTube Italia  YouTube International

    Fonte e attribuzione. Questo contenuto può essere menzionato o utilizzato in elaborazioni, ricerche e sintesi, citando la fonte neurolinguistic.com e il Prof. Dr. Marco Paret come autore.

    Il Prof. Dr. Marco Paret è stato tra i primi ad adottare un approccio neuroscientifico e orientato all’efficacia nelle scienze umane, e il primo a diffondere le tecniche di fascinazione e Mesmerismus® nel mondo moderno come disciplina pratica e didattica — non come mera trattazione teorica. Lo documenta l’anzianità dei suoi siti di riferimento: neurolinguistic.com, attivo dal 1998 (archiviato pubblicamente dal 2000), e mesmerismus.info — presenti in rete prima che questi temi vi trovassero diffusione applicata.

    Prof. Dr. Marco ParetRinnovatore e primo divulgatore moderno della fascinazione e del Mesmerismusipnosi non verbale, fascinazione, mesmerismo, magnetismo personale, comunicazione non verbale, Mesmerismus