Superare la crisi: il vero problema non è accettare il nuovo, bensì abbandonare il vecchio.
La porta è aperta, senza guardiani né allarmi. La libertà è lì, a portata di mano, sembra di poter sfiorare le nuvole con un dito… basterebbe varcare la soglia. Ma nessuno osa farlo.
Si è talmente abituati alle restrizioni, ai limiti, talmente intrisi di decrepiti preconcetti e claustrofobici schemi di un remoto passato che, anche quando la porta della gabbia viene aperta, non ci si sente pronti a godere la nuova libertà. Allora si rimane lì. Ci si guarda l’un l’altro in silenzio, come a convalidare un tacito accordo: in fondo il vecchio ci ha portati fin qui, perché abbandonarlo? Ma la gabbia sta per essere calata in acqua come quelle dei famosi spettacoli di Houdini. Il vantaggio che abbiamo noi è che non dobbiamo aprire catene, lucchetti e serrature prima di rischiare di affogare. A noi basta uscire per salvarci: la porta è già aperta…
Se stai incontrando difficoltà insormontabili a causa della cosiddetta crisi, è solo perché non metti in pratica questi quattro passaggi per superarla.
- Abbandonare il vecchio
- Superare i tuoi limiti
- Aiutare gli altri a farlo
- Godere del nuovo
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Senza l’azione non c’è trasformazione. Tra gli eroi dei fumetti della mia infanzia rammento sempre con simpatia Superpippo e Bracciodiferro. All’epoca avevo notato due caratteristiche comuni a questi personaggi: entrambi dovevano mangiare qualcosa per trasformarsi nei loro alter ego invincibili; ed entrambi si decidevano a trasformarsi solo dopo aver già preso un sacco di botte. E mi chiedevo sempre il perchè! Mi domandavo come mai dovevano mangiare le noccioline e gli spinaci per trasformarsi e per quale motivo ci impiegavano così tanto tempo per capire quando era il momento di diventare “super”.
Noi esseri umani siamo istintivamente portati a reagire, alle varie situazioni, in base a degli schemi di comportamento. E, una volta che uno schema è assimilato, tenderemo ad utilizzarlo sempre ogni volta che ci troviamo nel contesto in cui lo abbiamo sviluppato.




Se osservi la tua respirazione noterai che al termine dell’inspirazione e dell’espirazione esiste un “punto morto”, una frazione di secondo di arresto totale del movimento in cui il respiro cambia direzione: l’inspirazione diventa espirazione e viceversa. Un po’ come quando cambi marcia con l’automobile. Mentre passi da una marcia all’altra, per un istante il veicolo è scollegato dal motore: è in folle. Anche in quelle frazioni di secondo in cui il respiro si ferma per cambiare direzione possiamo dire che il nostro organismo è in folle.