Dalla rivista Psicologia e Scuola, numero 16, Ottobre-Novembre 1983, Giunti Barb�ra ed.

Fobia della Scuola

Claudio Ajmone



Per fobia della scuola si intende il rifiuto che lo studente manifesta ad andare a scuola, avendo ad essa associato intensa ansia che si evidenzia con disturbi psicosomatici che coinvolgono prevalentemente l�apparato gastrointestinale: nausea, vomito, diarrea, dolori allo stomaco, mal di testa, disturbi del sonno. Questi disturbi cessano non appena il soggetto ha la certezza che non andr� a scuola; questa non � la prova che il soggetto finge di star male, ma la logica conseguenza della scomparsa dello stimolo fobico prodotta dall�evitamento: sapere di dover andare a scuola = ansia = evitamento della scuola motivato dalla malattia = riduzione dell�ansia (rinforzo negativo).
Kennedy, sulla scia di Coolidge (1957), distingue due tipi di fobia. Il tipo 1 � meno grave e insorge dopo alcuni anni di scolarit� nelle scuole materne e elementari. Il tipo 2 � grave essendo la fobia solo uno dei tanti problemi che ha il soggetto, ed insorge nella scuola media.

Classificazione delle fobie per la scuola (Kennedy, 1965)

Tipo 1

1. � il primo episodio fobico.
2. Inizia di luned�, dopo una malattia scoppiata il gioved� e il venerd� precedenti.
3. Compare in modo acuto.
4. Prevalente tra i bambini che frequentano le classi inferiori.
5. Si preoccupa della morte.
6. Si preoccupa della salute della madre, che � ammalata o che lo sembra agli occhi del bambino.
7. La comunicazione tra i genitori � buona.
8. I genitori sono generalmente equilibrati.
9. Il padre rivaleggia con la madre per la conduzione della famiglia.
10. I genitori comprendono facilmente la dinamica del disturbo.

Tipo 2

1. � il secondo, terzo o quarto episodio.
2. Inizia di luned�, dopo una malattia anche leggera.
3. Compare in modo incipiente.
4. Prevalente tra i bambini o adolescenti che frequentano le classi superiori.
5. Non si preoccupa della morte.
6. Non si preoccupa particolarmente della salute della madre.
7. La comunicazione tra i genitori non � buona.
8. La madre presenta un comportamento nevrotico; il padre un disturbo del carattere.
9. Il padre mostra scarso interesse per la famiglia.
10. I genitori non collaborano.



Teorie eziologiche

A) Approccio psicodinamico

Johnson (1941) interpreta la fobia come ansia di separazione bambino-genitore, escludendo che vi sia paura per la scuola. Waldfogel (1957) sostiene che vi sia paura della scuola dovuta a proiezione dell�ansia dalle figure parentali.


B) Teoria dell�autenticit� della fobia

Loventhal e Sill (1964) rigettano l�interpretazione psicodinamica argomentando che: a) la fobia non compare all�inizio della scolarizzazione come sarebbe logico attendersi se fosse ansia di separazione; b) i soggetti sono in grado di stare senza i genitori in altri contesti anche se hanno una grave fobia della scuola. Essi propongono di interpretare il disturbo come reazione all�insuccesso scolastico in soggetti con una immagine irrealistica delle proprie capacit�.


C) Approccio comportamentale

In questa ottica viene dato credito ad entrambe le precedenti teorie; tradotte, ovviamente, nel linguaggio delle teorie dell�apprendimento (Yates, 1970).
Il parametro pi� oggettivo per valutare questa fobia consiste nel sommare i giorni di assenza effettuati dallo studente. L�incidenza statistica varia in funzione del Criterio diagnostico adottato, dell�ampiezza e natura del campione utilizzato. Si passa cos� dall�l% di Chazan (1962) all�8% di Kahn e Nurstein (1962), con picco tra i 6-10 anni (E.W. Kelly; D.A. Leton; S. Smith); in Inghilterra il picco � 11-12 anni, et� questa in cui termina la scuola elementare inglese.
L�intelligenza di questi studenti segue la distribuzione normale (S. Smith), il disturbo non � correlato al sesso (S. Waldfogel; J. Coolidge), � invece significativamente pi� presente nei figli unici e nei pi� giovani tra i fratelli (S. Smith).
Da una ricerca condotta da Hersov (1960) emergono le seguenti caratteristiche distintive tra i soggetti fobici e quelli che �marinano la scuola�:
a) soggetti fobici: madre iperprotettiva, disturbi dell�alimentazione, nausea e dolori addominali, disturbi del sonno, ansia;
b) soggetti che �marinano�: disciplina inconsistente a casa, comparizioni al tribunale dei minori, attitudine alla menzogna, episodi di furto, abitudine ad allontanarsi da casa, enuresi.
� molto importante che genitori e insegnanti riconoscano subito questo disturbo. Un trattamento attivato a pochi giorni di distanza dal suo insorgere (fobia di tipo 1) risolve il problema senza difficolt�. Se trascurato diventa uno dei pi� gravi problemi dell�et� evolutiva. Ci sono soggetti che accumulano settimane, mesi e persino anni di assenza da scuola.