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PNL e PNL3: cosa offre in più la PNL3
Mentre il modello PNL classico prende in esame i dati sensorialmente basati, e a seguito di una serie di passaggi arriva al suo massimo livello ad un concetto che viene chiamato "modellamento",il modello PNL3 va oltre e propone un ulteriore processo: la "ricontestualizzazione neurolinguistica".
Premettiamo che il modello PNL3 accetta tutti i presupposti del modello PNL classica, e la differenza essenziale consiste nell'ampliarli portandoli ad un livello logico differente.
Nel caso della PNL3, ad esempio, accanto ai dati sensorialmente ricavati dall'operatore, si pone un'ulteriore serie di dati, che esistono ad un livello logico differente (potremmo chiamarli meta-dati): le teorie già formulate nel passato.
Che esistano delle teorie è un dato di fatto. La PNL classica afferma di non ascoltare neppure tali teorie. La PNL3 si pone invece l'interrogativo: dato che esistono, perché esistono? Non è che dietro una teoria, anche mal formulata, si nasconda una realtà finora trascurata?
Riteniamo che tale processo possa in molti casi abbreviare l'analisi e permettere di scoprire realtà nuove.
Per citare un modello di ragionamento analogo, nel secolo scorso un archeologo, Schliemann, si chiese se dietro il mito dell'Iliade, da tutti ritenuto una favola, non si nascondesse una realtà effettiva.
Ed aveva ragione, arrivando ad una delle più grandi scoperte archeologiche di tutti i tempi.
Quello che Schliemann aveva fatto era considerare "dati" anche delle storie che tuttavia esistevano e verificarle con la pratica.
Certamente, una campagna di scavi intensi condotta a caso in tutta l'Asia Minore avrebbe forse permesso un giorno di arrivare allo stesso risultato, ma in quante centinaia d'anni?
Spesso il sapere cosa cercare può aiutare la ricerca; e forse ne è la chiave essenziale. Ricercare non significa solo raccogliere dati, ma sapere anche in che direzione andare.
Ecco perché diciamo che le tecniche derivate dall'analisi secondo i modelli della PNL3 sono più evoluti di quelli della PNL classica e normalmente anche più rapidi.
Per esempio, la PNL3 accanto al modellamento adotta, come è stato detto più sopra, la "ricontestualizzazione neurolinguistica".
Questa classicamente si compone di cinque fasi:
1. Analisi dello schema interpretativo
2. Ottenimento di risultati attraverso lo schema interpretativo
3. Analisi a livello neurolinguistico (sensorialmente basato) dei risultati ottenuti
4. Backtracking (analisi all'indietro) dello schema interpretativo precedentemente proposto fino a tradurre in paradigmi basati sull'epistemologia neurolinguistica di tutti gli elementi dello schema interpretativo e ampliamento eventuale del modello PNL classico
5. Test e verifica sul campo
Esempio:
E' un dato di fatto che esiste una disciplina chiamata "Analisi Transazionale": come ricontestualizzarla neurolinguisticamente? Ricordiamo che il modellamento semplice è già descritto sul libro "la metamorfosi terapeutica" e questo è un passaggio ulteriore.
1. Analisi dello schema
Significa apprendimento della teoria classica dell'AT
2. Ottenimento di risultati attraverso lo schema interpretativo
Verifica dell'apprendimento dell'AT
3. Analisi a livello neurolinguistico (sensorialmente basato) dei risultati ottenuti
Si tratta del modellamento classico di R. Bandler e J. Grinder
4. Backtracking (analisi all'indietro) dello schema interpretativo precedentemente proposto fino a tradurre in paradigmi basati sull'epistemologia neurolinguistica di tutti gli elementi dello schema interpretativo con attenzione alle cause-effetto e le equivalenze complesse, con ampliamento eventuale del modello PNL classico
In realtà solo con questo passaggio abbiamo completato l'analisi, in quanto permette di rispondere alla domanda: che vantaggi comporta il paradigma AT? Come tradurre non solo i suoi modelli semplici (fatto precedentemente) ma anche quelli complessi?
Questo processo si potrebbe chiamare una traduzione efficace del modello AT. Lankton, nel libro Magia Pratica, delinea una traduzione letterale, ma non porta la comprensione dei presupposti che stanno alla base dell'esistenza dell'AT. Se il processo è concluso efficacemente, il paradigma AT continua ad esistere ed avere l'utilità precedente, ma è espresso totalmente in termini neurolinguistici
5. Test e verifica sul campo
Questo processo è effettivamente creativo, e porta automaticamente alla creazione di nuova teoria neurolinguistica. Rende inoltre superfluo, se non per motivi storici, il termine AT.
PNL3 ha analizzato in questa maniera ad esempio le dinamiche dell'enneagramma, arrivando ad un enneagramma basato sensorialmente che permette di interpretare anche le strategie PNL in maniera nuova.
Un altro esempio notevole è la scoperta di teorie e modelli che spiegano l'utilizzo dei sistemi sensoriali antecedenti a Richard Bandler e John Grinder ed anche a Milton Erickson; e questi paradigmi hanno permesso di delineare nuovi schemi di azione mai tradotti precedentemente in termini neurolinguistici.
Ricordiamo per inciso che tanto Bandler che Grinder affermano in un loro libro di non conoscere nessuno che nel passato fosse già stato conscio dell'importanza dei sistemi rappresentazionali: questo dimostra che la PNL3 è arrivata, utilizzando la sua metodologia rapida che utilizza la ricontestualizzazione, ad un livello più ampio di creazione di modelli di quello esplicitato dalle persone indicate più sopra (Richard Bandler e John Grinder).
Di questi naturalmente ammira e continua il pensiero, che porta ad un livello più profondo, efficace e rapido.
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