L'autosuggestione nei disturbi psichici.
1. Osservazioni generali.
«La nostra personalità è ciò che vi e di più ignoto a noi stessi». Questa
sentenza di un moderno psicologo, ripete a distanza di secoli l'ammonimento scolpito sul frontone del tempio di Delfo: «
Conosci te stesso ».
E' un fatto che noi ci vediamo non quali siamo, ma quali ci immaginiamo di essere. Chi può dire di conoscere il valore effettivo del
proprio ingegno o della propria resistenza morale? Qualcuno conosce «scientificamente» le proprie forze fisiche, avendole provate in
qualche gara; ma nessuno pensa all'infuori dell'attività professionale a
allenare l'intelligenza, lo spirito, il carattere, la memoria, l'affettuosità,
la volontà, il sentimento e insomma a giungere al massimo rendimento delle
proprie forze intellettuali e morali.
E' da questa ignoranza della nostra personalità interiore che derivano la
maggior parte delle difficoltà di cui soffriamo e che ci sembrano insormontabili
non avendo mai pensato seriamente a sormontarle. Tutti vogliamo la salute, la
pace, la felicità, la gioia della vita, ma molti restano persuasi che non la
troveranno mai e si rassegnano prima di aver lottato, lamentandosi o
indignandosi. E' anche vero che la scuola non insegna affatto a educare il
carattere, la volontà, il sentimento, e che molti pur sentendo vivo il bisogno
di questa educazione non sanno come regolarsi.
Perchè pochi tentano? Perchè credono che occorra possedere una forza
smisurata. Questa forza occorre infatti e neppure basta quando manca il senso generale della direzione. Uno sforzo erculeo ma
isolato, degli sforzi potenti ma non coordinati, non possono condurre alla
meta.
Si immagina che solo i pazzi manchino di direttiva mentale e che perchè non
commettiamo nessuna stramberia, siamo perfettamente equilibrati. Eppure
l'equilibrio perfetto non esiste: non vi è un individuo in cui non predomini un
vizio, una passione mentale o fisica.
Il dipsomane, il tossicomane, il ghiottone, il libidinoso sono degli
squilibrati, anche quando la loro passione predominante non abbia conseguenze
nefaste. La passione fisica inevitabilmente squilibra l'organismo mentale e
morale: insomma li obbliga a subordinare certe attività al soddisfacimento della
loro passione. L'alcoolista intelligente assisterà alla rovina del proprio
ingegno ; il donnaiolo non si periterà di trascurare la famiglia, la politica,
la professione, tutto preso dalla mania delle gonnelle ; il giocatore non sempre
saprà arrestarsi davanti a un atto immorale, purché lo metta in grado di
soddisfare la sua passione morbosa, Nel campo dello spirito questi sarà vittima
incosciente di una sentimentalità disordinata ; l'altro essendo un contemplativo
si foggerà un mondo immaginario, e dimenticherà di esser sulla terra per
adempiere a una missione ; 11 terzo, impulsivo, diventerà un ingiusto e si
lamenterà dell'ingratitudine e dell'inimicizia degli uomini.
Ma non solo il corpo e la parte inconscia della nostra mente possono andar soggetti alle
imperfezioni: anche le facoltà superiori possono esser squilibrate. La mancanza
di attenzione ci fa perdere ogni possibilità di proporzionare gli effetti alle
cause ; l'attenzione esagerata produce al contrario l'ossessione, la mania. Gli
individui senza volontà, non potendo conoscere il successo si ritengono vittime
della cattiveria altrui; l'eccesso di volontà conduce alla tirannia e
all'inimicizia verso tutti. Coloro che abusano del giudizio, a forza di
reputarsi superiori finiscono per diventare insopportabili e offendere quelli
che li amano: lo scetticismo uccide in essi l'affetto.
Occore dunque conoscere se stessi, e per riuscirvi bisogna imparare
quell'arte ignota a quasi tutti che si chiama il raccoglimento. Su di esso
rimandiamo il lettore al capitolo: L'Educazione allo stato alfa.
2. Quale direttiva mentale?
Abbiamo visto che occorre allo spirito una direttiva, un'igiene, così come il
corpo ha la sua Si tratta di sapere quale. Evidentemente, poiché vogliamo
migliorare noi stessi, sarà una direttiva di ottimismo, di fede. Si tratterà
insomma di impiantare bene nel nostro sub-cosciente l'idea che possiamo
riuscire.
Dice il Durville:
« ... non contentatevi di credere nelle vostre forze. Questo nuovo
orientamento del vostro pensiero voi dovete portarlo manifestatamente, dovete
esteriorizzarlo alla vista di tutti mediante l'espressione del vostro viso,
l'intonazione della vostra voce, la franchezza del vostro incedere, la calma e
la padronanza dei vostri gesti. Voi volete recitare una parte nella vita e
reputate troppo angusto il vostro orizzonte. Ebbene: per allargarlo imitate
quell'attore che voi ammirate a teatro. Questo artista crea un personaggio ;
egli ha studiato la parte, ne ha penetrato ogni parola, ha cessato di esser lui
stesso per divenire il tipo che incarna. La sua volontà e la sua arte l'hanno
trasfigurato. Anche voi state per rappresentare un personaggio che non avete
l'abitudine di incarnare ; ma questo personaggio sarà reale, ben superiore a
tutte le finzioni teatrali.
Recitando questa parte, ogni giorno, voi riuscirete a dare al vostro spirito
una nuova forma e delle nuove tendenze. Non ascoltate la voce del dubbio: essa
non incita che alla pigrizia e allo scoramento. Voi avete fede in voi: sapete
che il pensiero è una potenza — una leva che può sollevare molti ostacoli e se
saprete utilizzarla, aprirà tutte le strade davanti alla vostra giusta ambizione
».
3. Il compito dell'auto-suggestione.
Ma queste esortazioni sono quelle che poco su poco giù si leggono in
moltissime opere che credono di insegnare incoraggiando. Ciò che è da
ritenere è questo, che il primo fattore di successo è l'autosuggestione, cioè il
suggerimento, l'illusione data a noi stessi che noi siamo già quali vorremmo
essere.
A questo proposito, ecco ancora un consiglio dello stesso Durville :
« Un punto importantissimo da notare è che bisogna cercar di dimenticare
le proprie imperfezioni. Quel che occorre in ogni circostanza della vita è di vederci nell'avvenire. La personalità che voi
abbandonate è come un abito usato di cui volete disfarvi : esso non vi interessa
più che come ricordo di un passato deplorevole ».
L'autosuggestione deve servire precisamente a illuderci che siamo un altro.
In questo consiglio di dimenticare è forse compreso il più profondo
insegnamento della terapeutica autosuggestiva. Se l'ubbriacone riuscisse a
dimenticare la bottiglia, se il libertino riuscisse a dimenticare le sottane,
l'avido, il denaro, ecc., le loro passioni sarebbero bell'e guarite.
Il torto della psicoterapia tradizionale è stato quello di voler attaccare
l'idea nociva in sé, mentre al contrario bisognava ignorarla. La
psicoterapia tradizionale suggerisce al timido di dirsi : « Non sono più timido
». Ma chi è timido sul serio non ci crede.
L'autosuggestione moderna vi dice di affermare: «
Sono coraggioso, sono ardito, sono audace », vi consiglia di fare un fagotto
della vostra timidezza e buttarla via, come si gettano delle immondizie, senza
più pensarci, mentre voi incominciate la vostra nuova vita di audace,
coraggioso, ecc.
Come sì vede, la psicoterapia applicata alla cura spirituale è ancora più
semplice di quella per la cura del corpo. Quando anche infatti l'autosuggestione
si porti su un particolare bisogno, la direttiva generale sarà quella di
essere già quello che volete diventare conformemente a quanto spiega il
Durville. Voi dovrete dirvi :
« Domani, grande rappresentazione ; serata d'onore del sottoscritto. Si
rappresenterà l'audacia, o l'astinenza, o la prudenza, o
altra commedia a scelta.
Quindi io devo:
1.o Studiare la parte analizzando bene il mio
personaggio, sviscerandolo, come fa l'attore ;
2.o Affermare a me stesso che io sono quel personaggio ».
Come si vede, in tutto questo il nostro io attuale (timido, vizioso,
avventato ecc.) deve completamente sparire.
4. Osservazioni importanti.
Quando si intraprende una cura per i disturbi mentali: tormenti, timori,
paure, fobie, insonnia, timidezza, nervosità, malinconia, perdita di memoria
oppure mancanza di concentrazione, non bisogna mai dimenticare i rapporti che
collegano lo stato mentale allo stato fisico.
« E' interessante notare come viene spesso perduta di vista la relazione
intima che esiste tra il corpo e lo spirito. Noi vediamo talvolta una persona
perfettamente sana che soffre di un disturbo mentale, e può accadere che un
malato soffra di disturbi fisici mentre il suo stato mentale sembra eccellente.
Ma questi casi sono eccezionali e un'attenta analisi può dimostrare che sono più
apparenti che reali sopratutto quando il disturbo mentale o fisico è diventato
cronico.
Non vi è una persona su mille che comprenda la necessita di accordare
un'attenzione giornaliera agli elementi essenziali della vita — aria, acqua,
alimenti — e che riconosca che la sua salute dipende da questi elementi
essenziali. Quindi allorché lo contrarietà o il dispiacere colpiscono una
persona, essi la privano in generale del suo desiderio naturale di appropriarsi
di questo elemento essenziale e la sua salute fisica si altera. Sa però continua
a desolarsi e tormentarsi per molto tempo, gli organi principali della
digestione saranno colpiti, e la circolazione del sangue, riuscendo impoverita,
darà origine a numerosi sintomi sfavorevoli a causa della nutrizione difettosa
dell'organismo, e il cervello colpito anch'esso da questa denutrizione, diventa
spesso incapace di funzionare normalmente. In questo stato i dispiaceri e i
tormenti aumentano a causa di una minore attività del nostro « regolatore
mentale » — lo spirito volontario o cosciente — poiché lo spirito involontario o
subcosciente, privo del controllo dello spirito volontario che lo domina quando
lo stato di salute è normale, non conosce ben presto più regola e i segni del
disordine mentale si aggravano.
Finché non si sono estirpate le cause della depressione fisica, i dolori, le
contrarietà si radicano nello spirito del malato allo stato cronico, anche
quando la causa prima dei suoi dolori e delle sue noie è scomparsa. Quando un
individuo è giunto a un tale stato di depressione morale e fisica, ogni più
piccolo fatto viene esagerato, sempre in peggio, e possono svilupparsi delle
strane abitudini mentali e persino delle allucinazioni, delle manie, la demenza,
senza parlare dei disturbi comuni, come l'insonnia, la malinconia e un
nervosismo estremo.
D'altra parte, una persona in ottimo stato mentale può deperire fisicamente
per insufficienza degli elementi essenziali alla vita, a causa di strapazzi,
ambiente malsano, alcoolismo, tabagismo o altri eccessi. Allora alla depressione
fisica segue una corrispondente depressione dello stato mentale.La ragione, la
memoria, la concentrazione, che sono funzioni del cervello, vengono ad
alterarsi, e dei sintomi come il nervosismo, l'insonnia, la malinconia, le
allucinazioni, le manie, storture mentali, timidezza, paura, ecc., potranno
svilupparsi correlativamente al declinare della salute generale.
Sia che il disturbo fisico preceda o segua quello mentale, le prime misure da
prendere saranno sempre quelle destinate a modificare il proprio stato fisico.
Col ristabilirsi della nutrizione del cervello, le funzioni cerebrali
miglioreranno necessariamente ; lo spirito volontario eserciterà un controllo
più perfetto sugli atti e i pensieri involontari, e lentamente ma sicuramente il
malato ricupererà la salute fisica e mentale.
Egli dovrà poi mantenere sempre viva nel suo spirito questa autosuggestione
:
« A mano a mano il mio stato fisico migliora, anche lo stato mentale va
migliorando ».
In generale l'associazione di questo pensiero col miglioramento fisico basta
per ricondurre le condizioni spirituali desiderate a misura che la salute
rinasce.
5. Suggestioni particolari.
Per terminare questo capitolo daremo alcuni esempi di autosuggestioni per
casi speciali. Il lettore cosi istradato, potrà poi costruirsene a piacere per
ogni sua necessità.
Per cessare di tormentarsi.
Siccome io assimilo gli elementi essenziali necessari a ogni persona in buona
salute, questa è eccellente. Ed essendo in ottima salute posso compiere tutto
ciò che voglio. Sono robusto e resistente. Sono gaio, felice. Compio ogni giorno
come meglio so e posso i miei doveri verso me stesso e verso coloro che mi
circondano e sono pago al pensiero che qualunque cosa accada ho fatto del mio
meglio. Vivrò oggi e godrò della vita come se fosse il solo giorno che mi resta
da vivere. Mi addormenterò profondamente, per alzarmi domattina, lieto e felice,
col pensiero che nel mondo ho qualche cosa da fare è che lo adempirò con ogni
mia forza.
Per vincete il timore e la timidezza.
La forza fisica sta alla base del coraggio e del successo. lo possiedo una
grande forza fisica e una salda determinazione. Sento che il mio coraggio
aumenta. Io sono fin d'ora energico, coraggioso e intrepido. Sono un uomo fra
gli uomini e so che il mio coraggio e la mia forza fisica mi faranno vincere
tutti gli ostacoli. Possedendo questo sentimento di forza cosciente, mi sento
capace di trionfare in ogni campo. Quando un compito mi si presenta, io agisco
sicuro e riesco invariabilmente in quanto intraprendo perchè agisco senza
timore.
Contro il nervosismo.
Da che mi approprio la quantità sufficiente gli elementi essenziali alla
vita, il mio corpo è ben nutrito in ogni sua parte; i miei nervi e il mio
cervello partecipano a questa buona nutrizione e ritornano al loro stato
normale. Già io mi sento più forte, più calmo, più soddisfatto; il controllo su
me stesso aumenta. Io prendo le cose con calma: sono calmo, tranquillo e
contento e il mio auto-controllo è perfetto. Accetto con flemma ogni avvenimento
e rifletto prima di parlare e di agire.
Contro la collera.
Gli elementi essenziali al benessere ristabiliscono l'equilibrio in tutto il
mio organismo e io mi sforzo di essere sempre in armonia con coloro che mi
circondano. Riconosco che compio ben meglio ciò che ho desiderato di fare quando
agisco con calma e parlo senza precipitazione. In ogni circostanza io conservo
il controllo di me stesso avendo provato che il mio giudizio è più. chiaro e che
afferrò più rapidamente le occasioni favorevoli quando non cesso di dominarmi.
Ora io rifletto sempre due volte prima di parlare o di agire e parlo o agisco di
proposito deliberato dopo essermi assicurato che sono interamente padrone di me
stesso. Coloro che mi circondano risentono i buoni effetti del mio mutamento:
gli amici mi accordano maggior fiducia. Io mi dedico a esercitare una dozzina di
volte al giorno un assoluto controllo su me stesso e mi sento più forte e
migliore. Coricandomi questa sera avrò la soddisfazione di ricordarmi una
giornata tranquilla e armoniosa e dei rapporti facili e piacevoli con tutti
coloro che ho incontrato.
Contro l'egoismo.
La vitalità o la salute di cui godo mi rendono generoso verso coloro che
incontro. La vera gioia deriva dal piacere che si fa agli altri e io mi sforzo
ogni giorno di render felici coloro che mi circondano. Io penso continuamente a
quel che posso fare per procurar loro qualche gioia. Vedo che la mia generosità
mi attira degli amici fidi e generosi, e le loro gioie sono le mie, poiché io
prendo parte alla felicità altrui.
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