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Psicosoma: L'autosuggestione come coadiuvante per la terapia.

1. Il meccanismo.

L'influenza della mente si estende su tutta la nostra realtà sia mentale che corporea.
Corpo e spirito si influenzano a vicenda e si usa a questo riguardo il concetto di "realtà psicosomatica".
Alcuni esempi sono i seguenti: la paura o lo stress possono provocare disturbi digestivi, un'emozione viva alterare la circolazione, dare le palpitazioni, modificando il ritmo respiratorio, provocare l'itterizia. In egual modo l'immaginazione ha una parta importante nella genesi delle malattie fisiche.
Infatti, la parte inconscia della nostra mente, questo grande regolatore della vita animale, mette automaticamente in azione, senza tregua né riposo, tutto l'organismo a seconda delle immagini che si avvicendano nello spirito; dunque in modo benefico o malefico secondo i casi. In altri termini, siamo in presenza di un lavoro ininterrotto, incosciente ma preciso, che corrisponde sempre alla rappresentazione evocata.

Una semplice idea potrà dunque creare il male, soprattutto se è accompagnata da una emozione, per es. la paura, giacché l'emozione ausiliare attiva sempre la suggestione.

Talvolta il male così creato non è che immaginario e si riduce alla comparsa di sintomi ingannevoli, come accade per es. ai lettori troppo impressionabili di opere di medicina che si ritrovano addosso tutte le malattie di cui leggono, o nel caso della gravidanza immaginaria.

Più spesso la malattia è reale, ma non è dovuta che a una causa mentale.
Così, il timore ansioso e ossessionante di una malattia, e più specialmente di una malattia epidemica, può benissimo bastare a farla nascere, sia debilitando il soggetto, sia accrescendone i sintomi insignificanti o dubbi in modo che per effetto di autosuggestione abbiamo un aggravamento.

Importante: Non si vuol sostenere con ciò che tutte le malattie abbiano un'origine mentale: i disturbi funzionali hanno per lo più delle cause fisiche ben note: intossicazione, strapazzo, ecc. E dalle malattie funzionali trascurate derivano le malattie croniche e quelle organiche. Però anche queste malattie sono mantenute e aggravate dalla persistenza di idee morbose, e dunque da malsane autosuggestioni incoscienti. In altri termini, tutti coloro che pensano ansiosamente alle loro sofferenze e che sopratutto ne parlano frequentemente, aggravano senza saperlo i loro mali, infatti, spesso senza saperlo, si danno delle autosuggestioni negative.

Insomma, su ogni malattia fisica viene a inserirsi una malattia in qualche sorta mentale o morale, la cui importanza può anche aumentare ogni giorno, mentre il male fisico resta stazionario o decresce.

Alcuni "miracoli" spiegati dall'eliminazione dell'autosuggestione negativa

Accade anche spesso che - scomparsa la causa - il male fisico scompare. La persistenza dei sintomi o della sofferenza non è allora dovuta che alla malattia di origine autosuggestiva inseritasi sulla prima e alla convinzione che nulla è mutato nella situazione primitiva. E' questo il caso di certe impotenze, di alcune paralisi, vere dapprima, ma che tolta la causa hanno continuato a persistere senza alcuna ragione valida. Cosi si spiegano molti pretesi miracoli: si tratta per lo più di individui fisicamente già guariti, e ai quali rimaneva solo di guarire spiritualmente. La forte scossa morale, l'attesa del miracolo, la fede in esso, sbarazzano il campo mentale dall'idea di impotenza e la guarigione sopraggiunge improvvisa !

Per fortuna l'autosuggestione è un'arma a due tagli e ciò che essa ha fatto può successivamente dalla stessa essere disfatto.

Il ragionamento che ne consegue è quindi un invito a cessare anzitutto dal fomentare e aggravare il male coltivando delle idee di malattia ed a dedicarsi invece a  sostituire queste colle idee contrarie di guarigione, di salute, di benessere! Alle idee pessimiste sostituite delle idee ottimiste.

Il concetto di sostituzione

Badate bene a ciò che abbiamo detto: si tratta di « sostituire» e non di « scacciare ». Mentre il vostro cervello è occupato dall'idea scelta, l'altra idea, quella nociva, quella che si tratta di soppiantare, non potrà trovare ricetto. Se invece tentaste di scacciare l'idea malvagia, più sforzi fareste e più l'idea ritornerebbe ostinatamente.

Le formule più adatte per le malattie fisiche

Nella cura delle malattie fisiche dobbiamo  raccomandare l'uso della formula generale di autosuggestione: «Tutti i giorni, sotto tutti i punti dì vista, vado di bene in meglio ».
Non solo infatti sarebbe inutile, ma sarebbe dannoso portare la vostra attenzione sui sintomi che provate, di inquietarvi della diagnosi della malattia.
Ignoranti come siete della scienza medica, non fareste che fuorviare la parte inconscia della nostra mente precisandogli un compito errato. Egli allora farebbe ciò che gli chiedete e nulla di più.

Non pensate che alla guarigione, o meglio alla salute, e convincetevi che la parte inconscia della nostra mente, sotto l'influenza dell'autosuggestione generale, farà sua quest'idea e agirà nei limiti del possibile su tutto il congegno malandato del vostro organismo che egli saprà riconoscere e discernere meglio di voi.

Il nostro organismo è stato giustamente paragonato a un'officina di cui la parte conscia della nostra mente è il direttore e il subcosciente un abile tecnico incaricato di mantenere e guidare le macchine. Autoritario e avveduto, il direttore sorveglia dal suo ufficio e controlla l'entrata delle materie prime.... le idee! Il suo subordinato, deplorevolmente credulo, accetta senza esame tutto ciò che gli si offre. Attenti allora alla qualità dei prodotti fabbricati ! Ma d'altra parte il direttore che volesse uscire dalla sua funzione ed entrare nei dettagli tecnici, provocherebbe un disastro. Irritato o furioso, il tecnico incrocia le braccia e lo lascia sbizzarrire.

Ora nella macchina umana, le funzioni psicologiche sono affidate al subcosciente, e perciò gli organi funzioneranno a meraviglia purché la parte conscia della nostra mente si limiti a controllare senza immischiarsene. Se sopraggiunge un incidente, il controllore, tecnicamente incompetente, dovrà limitarsi a dare degli ordini.

Ora — si domanda — come farà il Subcosciente per rimettere tutto in ordine ?

Notate che già l'organismo ha una tendenza naturale a difendersi da sé contro ogni pericolo che lo minaccia, fabbricando le anti-tossine per combattere le tossine. Ma perchè in certi individui (per es. tubercolotici) la difesa è efficace e in altri no? E' che il fenomeno fisico ubbidisce a molte influenze ignote, e importante fra queste la suggestione.

E' già ammesso che la suggestione agisce sulla circolazione mediante i nervi vaso-motori, fra i quali gli uni dilatano e gli altri contraggono i nostri vasi, attirando o restringendo in tal modo l'afflusso sanguigno nelle regioni dell'organismo. La suggestione attira la secrezione e la circolazione della linfa che ha un'azione disintossicante sull'organismo.

Pur trattandosi di problemi ancora oscuri, si può affermare che la suggestione agisce come un tonico e uno stimolante del subcosciente, mobilitando le forze vitali fino allora inerti e decuplando la forza di difesa dell'individuo.

Se la malattia è di origine puramente autosuggestiva e simula un male fisico senza che vi siano lesioni organiche, basterà una semplice contro-suggestione cosciente per far sparire ogni apparenza di malattia: Nulla di miracoloso vi è in ciò ; infatti non abbiamo guarito che una malattia... insussistente. In questo caso rientrano quelle numerose malattie periodiche che hanno la loro origine in una suggestione condizionata. « Ogni volta che accadrà questo ne conseguirà quello ». Solo la prima crisi è vera, ma il malato provoca incoscientemente le altre attendendole per il giorno e l'ora abituali. Sono ben note le emicranie nel giorno di ricevimento, le bronchiti di ogni inverno, i dolori che accompagnano le mestruazioni, ecc.

Come abbiamo detto, ciò che l'autosuggestione ha fatto, l'autosuggestione può disfare. Quindi o la guarigione sopraggiungerà, o almeno, colla scomparsa dell'elemento morale, il malato avrà maggior forza per trionfare del suo male ricondotto nei suoi limiti naturali.

2. Consigli pratici.

La vostra prima preoccupazione sarà naturalmente di conservarvi in salute se avete la fortuna di esser sano, e perciò ricorrete all'igiene preventiva, non solo fisica, ma anche morale. Mentre le norme di igiene fisica sono notissime, quelle di igiene morale sono assai meno note. L'autosuggestione cosciente è il mezzo migliore per realizzarla.

I pensieri abituali, per la loro inevitabile reazione sull'organismo, figurano al primo posto fra gli elementi favorevoli o sfavorevoli per la salute. Già abbiamo parlato delle autosuggestioni sfavorevoli che predispongono alle malattie. D'altra parte non si può negare l'azione deprimente della tristezza, del timore, del pessimismo abituali e in generale delle emozioni violente diventate consuetudinarie.

Il dominio di noi stessi realizzerà la stabilità dei nostri pensieri, quali siano le difficoltà e le contrarietà incontrate. Esso solo permetterà la fiducia in noi stessi, l'imperturbabilità, l'ottimismo, insomma.

Per preservare e consolidare la salute, nulla di meglio che pensarci. Dunque, se state bene, il miglior preventivo sarà ancora una buona autosuggestione quotidiana, magari la mattina, guardandovi allo specchio, e dicendovi "hai un splendido aspetto etc...".
A questa suggestione potrete aggiungere di tanto in tanto delle autosuggestioni particolari, cioè che si riferiscano a questo o quell'organo. Se vi sentite sorpreso da un movimento di depressione, da un malessere, da un dolore fisico o morale, avrete sempre un rimedio immediato nell'autosuggestione: «Passa».

E' certo che l'autosuggestione di salute stimolando la facoltà di eliminazione, corregge parzialmente i danni di una cattiva igiene. Ma sarebbe troppo comodo se essa sola bastasse a evitare le conseguenze degli abusi!
Gli abusi, presto o tardi si pagano, e si pagano anzitutto nel punto di minor resistenza dell'organismo.

Ricorreremo dunque a due autosuggestioni, una in letto, che può ridursi alla formula generale, ed una da sveglio che si può tradurre secondo i nostri consigli in una meditazione che potrebbe essere intessuta sul seguente canovaccio:

lo sono sempre più robusto ; mi sento in perfetto stato di equilibrio. Esso consiste in un funzionamento organico perfetto. lo sono calmo, tranquillo, dotato di sangue freddo e di riflessività. Ho dei nervi saldi. Qualunque cosa accada, i miei nervi restano impassibili. Io dormo regolarmente ogni notte e mi sveglio ben riposato, animato da un bisogno di attività che fa del mio lavoro quotidiano una soddisfazione continua. Le variazioni di temperatura non mi molestano: al contrario sono uno stimolante. Io respiro liberamente. Grazie alla mia circolazione perfetta, i miei tessuti convenientemente nutriti conservano una temperatura gradevole. Io provo un continuo senso di benessere. Ho appetito: mangio posatamente e la mia digestione si compie tanto bene che passa inosservata. Ho il cervello lucido, una grande chiarezza di spirito e ogni giorno guadagno in vigore fisico e intellettuale. Io mi sento sempre più forte e resistente.

Ci si può ripetere varie di seguito una formula consimile, mantenendosi in uno stato di rilassamento muscolare e cerebrale in cui la passività delle facoltà obbiettive lascia, come nell'ipnosi, la preponderanza all'attività subcosciente.

Dal canto nostro, conformemente a quanto abbiamo già detto, ripetiamo che la meditazione diurna deve essere totalmente cosciente, fatta con uno spirito di vigile fiducia, attenta a tutti i particolari favorevoli che possono rafforzare la suggestione.

In altri termini, dopo esserci posti in uno stato di calma, noi dobbiamo leggere o meditare frase per frase la formula scelta e che possiamo benissimo fabbricarci da noi, badando a richiamarci alla mente ogni fuggevole particolare che serva ad appoggiare la verità di quanto la formula asserisce.
Se io dico che respiro liberamente, devo ricordarmi che posso farlo, che ho potuto farlo. Se dico che mangio posatamente, ricorderò di aver fatto proprio così stamattina o ieri. Se dico che mi sento resistente, ricorderò di aver ieri o oggi resistito a uno sforzo fisico o mentale.

Si obietterà: può anche darsi che così non sia e cioè che mentre dico che sono resistente, il mio pensiero corra a una debolezza constata proprio un momento prima. E allora?

Allora noi diciamo: pensate come se non foste stato debole, atteggiatevi mentalmente come se foste vigoroso. Ma a che serve se la realtà ci ha smentito ? Serve per la prossima volta. la parte inconscia della nostra mente assorbirà l'idea di resistenza che voi avete depositato entro di lei e la elaborerà. Tanto è vero che alla prima occasione constaterete che avete resistito di più.

L'autosuggestione — ripetiamolo un'ultima volta — ha bisogno di essere alimentata. Sta bene autosuggerirci genericamente che « tutto va magnificamente », ma è meglio ancora adattare questo « magnificamente » a noi, e questo non può esser fatto che dedicandoci all'esame delle nostre necessità personali.
Un processo similare avviene anche del resto nella preghiera.
Il credente eleva a Dio la preghiera generica stabilita dalla Chiesa Cattolica, ma mentre pronuncia quelle parole eguali per milioni di correligionari, egli le adatta alle sue necessità, alle sue aspirazioni, chiede a Dio l'appagamento di un suo voto. In altri termini la preghiera è stata preceduta da un atto di fede analitico, da un'operazione mentale più o meno cosciente che egli compierà avviandosi alla Chiesa.

Quando dunque alla sera in letto noi ci daremo l'autosuggestione breve e generica « tutto va bene», questo «bene» avrà per noi un contenuto, un significato concreto, anche se non espresso, anche se non presente alla coscienza. Altrimenti - noi pensiamo - dire ogni ventiquattro ore a noi stessi « tutto va bene » non ha maggior valore del buon giorno o della buona sera che le nostre labbra hanno pronunciato mille volte, ma che in novecento -cinquanta dei casi non avevano un chiaro contenuto d'augurio !

Supponiamo che voi non stiate affatto bene, ma che vi trovate a letto degente. Ebbene, ecco una formula di meditazione autosuggestiva che si adatterà al caso vostro.

Io incomincio a migliorare, incomincio a guarire e vi arrivo rapidamente. Entro di me si sono iniziate le reazioni che ristabiliranno la mia salute. Ora io mi addormenterò profondamente, perchè la parte inconscia della nostra mente possa ben lavorare. Mentre dormirò, la mia salute si rafforzerà di ora in ora. Ho un'eccellente costituzione che domanda solo di migliorare continuamente. Ogni secondo aumenta le mie energie e mi avvicina al perfetto benessere. Io mi rappresento la sensazione che provo quando mi sento benissimo. Essa caratterizza la salute ».

La salute, il benessere ; tali sono i due pensieri che occorre lasciar riflettere alla parte inconscia della nostra mente.

Se soffrite in particolar modo in un punto qualunque del corpo, l'applicazione della mano accompagnata dall'autosuggestione « passa, passa, ecc. » agirà come un vero anestetico. Al bisogno potrete ricorrere all'aiuto di una persona un po' al corrente di questo metodo, che vi darà delle suggestioni alle quali vi sforzerete di aderire senza riserva. Si può anche parlare direttamente all'organo dolente, invitandolo in modo dolce e continuo a calmarsi, a ridiventare insensibile. E' questo — a detta anche dei filosofi Indiani — un mezzo eccellente per sostenere l'idea curativa.

Nei casi acuti, tutta la forza di cui ancora dispone il paziente sarà impegnata unicamente a ricercare la calma, il rilassamento, il sonno, e nelle ore di veglia a dirigere il suo pensiero verso la salute e la vita. Senza fretta febbrile, ma colla certezza di esservi incamminato, il paziente evocherà — non appena sarà capace di pensare senza fatica — le sue prime uscite, la gioia di immergersi ancora nella vita, di ricuperare il proprio benessere. Le sue meditazioni si porteranno su quanto l'interessa di più al mondo, e non appena il ritorno progressivo delle forze glielo permetterà; si industrierà per rendere confortevole e anche piacevole la sua convalescenza.

Tre lunghe autosuggestioni giornaliere, il sonno prolungato in un locale ben aerato e la dieta acquea bastano a guarire, e ciò tanto più presto e tanto meglio quando più si è capaci di manovrare volontariamente la parte inconscia della nostra mente.

La solidarietà che collega tutti i nostri organi fra di loro e il nostro corpo allo spirito, dimostra che per guarirsi dai disturbi funzionali conviene da una parte auto-suggerirci un dominio sufficiente su noi stessi per osservare un regime sano di vita, per trovar piacere all'attività muscolare, per imporsi un'abbondante ossigenazione polmonare e da un'altra parte suggerirci una regolazione automatica di tutte le funzioni.

Una maniera efficace di parlare è utilizzare la seconda persona rivolgendosi alla nostra mente inconscia, soprattutto nel caso di queste funzioni sulle quali non abbiamo controllo cosciente.

Ecco quindi — tratta da Jagot — una formula adatta a tutti i casi, nella quale lo sperimentatore non parla più a se stesso, ma alla parte inconscia della nostra mente che figura come un terzo, e al quale ci rivolgiamo come l'ipnotizzatore all'ipnotizzato:

A datare da oggi tu agirai in modo che io mi trovi sempre meglio. Ti comando di fornirmi ogni notte un sonno profondo e calmo, non appena penserò a dormire.
Non appena io presenterò allo spirito quest'idea di riposo, l'assopimento avverrà rapidamente e a capo di alcuni minuti sarò profondamente addormentato.
Allo svegliarmi, tu farai in modo che io provi un'impressione generale di leggerezza, di vigore e mi senta il desiderio di alzarmi e di agire.
Fin da questo momento tu manterrai i miei nervi in uno stato di imperturbabilità, dì quiete e di calma continua
; la mia respirazione ampia e facile mi arreca ad ogni momento delle nuove energie. Il benessere che così conseguo mi comunica un interno sentimento di fiducia in me stesso. Io vedo la vita sotto un punto nuovo e ottimista. Nessun timore mi sfiora. Quali siano le possibili sorprese, il mio cuore batte normalmente, io conservo la mia impassibilità e mi trovo perfettamente a mio agio.
Mosso dal mio pensiero, tu rendi regolari le mie funzioni digestive. All'ora dai pasti ho appetito, provo una sana soddisfazione mettendomi a tavola e digerisco senza pesantezze, allegramente, in modo che le ore che seguono mi lasciano lo spirito agile e vivo. Tu eserciti su tutte le mie funzioni un'influenza dalla quale attendo il più soddisfacente funzionamento ; il mio fegato, i miei reni, i miei intestini, la mia vescica adempiono il loro compito con facilità e regolarità. Trasmetti al mio apparato circolatorio uno stimolo sufficiente perchè tutti i miei tessuti siano ben irrigati, la mia temperatura costante, perchè il sangue affluisca senza intoppo dal cuore alle estremità e rifluisca egualmente libero dalle estremità al cuore. Bisogna che l'eliminazione dei prodotti e la spogliazione delle cellule usate si effettui in me totalmente, affinchè ciascuno dei miei atomi conservi la sua piena vitalità. Le insufficienze funzionali che possono esistere nel mio organismo vanno scomparendo rapidamente. La salute irreprensibile e forte che desidero si consolida di giorno in giorno.

Questa formula è data ad esclusivo titolo d'esempio e non ha un valore particolare. Ogni altra potrà valere in sua vece, purché corrisponda alle leggi generali dell'autosuggestione da noi già esposte.

Un certo numero di stati cronici hanno una causa esclusivamente mentale: tali quelli suscitati da una violenta emozione, una contrarietà, un periodo di avversità, un timore, un dolore. Gli altri ne dipendono sempre in larga misura. Le stesse lesioni spesso possono circoscriversi e cicatrizzarsi, e ci sono autori che affermano di neoplasmi che possono regredire e dissolversi. L'esperienza dimostra che in materia di suggestione il vero oltrepassa il verosimile e che difficilmente si possono in tal campo segnare confini al possibile.

I psicastenici, i nevrastenici, gli individui affetti da una qualsiasi anormalità del funzionamento cerebrale, insomma i psicopatici, provano per la maggior parte una impotenza a orientare il loro pensiero verso le suggestioni salutari che loro converrebbero e sopratutto a mantenerle nella loro immaginazione. La ripetizione a mezza voce di formule letterali potrà agire su di essi senza fatica. Incomincino a provare alcuni minuti, allungando ogni giorno la durata della seduta e approfittino dell'intorpidimento che precede il sonno serale per introdurre nel loro incosciente alcuno ingiunzioni curative.

La Meditazione su di un tema specifico

Accanto all'autosuggestione, che è bene che sia sempre espressa in maniera positiva, possiamo fare delle "meditazioni" su di un tema specifico, lasciando apparire tutte le idee che ci circolano nella mente.
Un esempio è il seguente: in generale, colui che desidera applicare il metodo autosuggestivo, incomincerà da questa prima idea: lo posso guarire, e ne farà il motivo fondamentale delle sue meditazioni.

« Io posso guarire. Ho provato molti rimedi senza successo. Sono considerato come definitivamente inguaribile, tuttavia posso guarire. Mi è difficile crederlo. Tutto ciò che ho letto o inteso sin qui mi suggerisce una convinzione opposta, e tuttavia posso guarire. Il mio incosciente imbevuto di idee contrarie, il mio raziocinio abituato a un positivismo irascibile tengono per sospetta questa affermazione arrecata dai fatti indubitabili su cui si fonda la possibilità della mia guarigione. Bisogna che mi abitui ad ammetterlo: Io posso guarire. Il mio subcosciente si impregnerà di questa idea; essa vi predominerà ben presto: posso guarire...».

Nota: Quella indicata sopra è una meditazione, non un'autosuggestione! La differenza è che nella meditazione su di un tema specifico lasciamo anche apparire le "idee nere" ma ci concentriamo sulle "idee positive"

Successivamente lo sperimentatore applicherà il più spesso e il più a lungo possibile il metodo generale; egli lascerà agire la sua immaginazione nel silenzio e nell'immobilità, mentre le altre facoltà sonnecchiano. Egli impiegherà una formula affermativa che avrà composta da sé. Si raffigurerà che è già guarito, che gode nuovamente della pienezza dei propri mezzi e tenterà perfino di commuoversi profondamente pensando alla felicità di aver ricuperato la salute.

3. Casi particolari.

Enunceremo brevissimamente alcuni disturbi passibili di esser curati coll'autosuggestione, spigolando tra vari esempi del dr. Lévy che ha applicato su sè stesso i metodi suggestivi.

Abitudine di fumare.

" Essendo stato colpito consecutivamente da varie angine, avevo deciso di sbarazzarmi dall'abitudine di fumare, ma senza successo. Disciplinando la mia volontà coll'uso regolare dell'autosuggestione, vi pervenni rapidamente e il successo durò parecchi mesi. Ora io non ho più (o ben di rado) l'idea di fumare."

Insonnia.

Contro l'insonnia nervosa, cioè non causata da dolori fisici o da eccezionali perturbamenti psichici, si sono consigliati mille rimedi farmaceutici e mille trucchi mentali : contare da cento a uno a rovescio, recitare poesie noiose, immaginare paesaggi calmi, seguire il fumo immaginario che esce dalla propria bocca col respiro, disegnare mentalmente e senza tregua il segno dell'infinito (un 8 coricato), ecc. ecc..

Ma il sistema migliore è ancora quello di coricarsi col proposito fermo e calmo di dormire. Molti hanno provato e non vi sono riusciti. Qui è necessario ripetere che la più potente forza dell'autosuggestione, anzi il vero segreto della sua forza è la ripetizione, la perseveranza, il contentarsi di un guadagno sia pur minimo, il non scoraggiarsi per un insuccesso iniziale.

Ecco un'osservazione personale del dr. Lévy.

" Per la prima volta, cerco di isolare il mio pensiero, di raccogliermi. Mi addormento dopo qualche tempo, difficilmente, collo spirito inquieto, preoccupato.- Questa sera, mediante un egual esercizio, ogni disturbo scompare ben presto: intorno a me vi è una sorta di ronzio confuso, un rumore vago fatto di nulla, e mi addormento rapidissimamente.

Al giorno dopo, uguale osservazione. Mi addormento ancor più facilmente del solito: lo stato di raccoglimento al quale mi obbligo, mi ha condotto senza accorgermene al sonno completo.

Riferiremo un altro esempio che ribadisca chiara la necessità di perseverare senza scoraggiarsi.

Benché preoccupato, mi addormento, ma mi risveglio alle tre del mattino, e la preoccupazione mi riprende violenta. Tento dapprima di scacciarla negandola, e di suggerirmi il sonno. Ma non posso durare a lungo in questo pensiero di calma e riposo, e il mio spirito ritorna quasi subito alle sue preoccupazioni. Tuttavia, a poco a poco, continuando senza stancarmi,giungo a sentirmi più calmo. Non dormo, ma mi trovo in un certostato di sonnolenza, di calma, che mi serve ad allontanare senza grande fatica questi fastidi e sento che ciò mi riposa. Finalmente, arrivo ad addormentarmi completamente, fino al mattino".

C. de Lagrave dice: « Il primo esercizio da farsi per l'autosuggestione è d'imparare a svegliarsi e addormentarsi a piacere. Si arriva a dormire e svegliarsi tre volte in un'ora».

Stanchezza fisica.

Osservazione personale. — Dopo una notte cattiva e una giornataf aticosa, verso le 5 di sera provo una grande stanchezza, accompagnata da mal di cuore, impulsi a vomitare, stanchezza nelle gambe. Mi suggestiono fissando una meta alla mia passeggiata e proponendomi di esser ristabilito arrivandovi. Infatti così accade.

Crampi.

Osservazione personale — Soffrendo di crampi nei polpacci, mi suggestiono una prima volta raccogliendomi del mio meglio e facendo nel tempo stesso delle frizioni leggere ai polpacci colla mano destra. Il dolore diminuisce, ma dopo mezz'ora ricompare. Obbligato a uscire, mi autosuggestiono cammin facendo, dicendomi che non sento nulla. Infatti poco dopo mi sento meglio. Il mattino dopo tutto è scomparso.

Mal di capo.

La cefalea neurastenica, che moltissimi conoscono, si dissipa spesso coll'aiuto dell'autosuggestione aiutata da un lieve rilassamento. Tuttavia non è sempre facile e anche qui occorrono tentativi ripetuti. Scegliamo un'osservazione personale che mostra bene i vari tentativi.

« Essendomi alzato questa mattina più stanco del solito, verso le undici mi sento sfinito, colla testa calda e pesante, lo spirito come vuoto, dolori nella schiena e nelle spalle. A. mezzogiorno mangio senza appetito. Il mio malessere si accentua ancora dopo pranzo. Per conseguenza non provo fatica a mettermi in stato di sonno abbastanza pronunziato, ma senza poter concentrare la mia attenzione. Mi dedico semplicemente a riposarmi, ad allontanare ogni pensiero, a rilassare a poco a poco tutte le membra, il corpo, la testa. Dopo venticinque minuti circa, sentendomi più riposato, incomincio a suggestionarmi, dapprima nello stesso stato, poi movendo qualche passo e facendo forza a me stesso per rinfrancarmi. Finalmente mi metto al lavoro, tentando di concentrarmi tutto in luì. Alcuni momenti dopo, constato che il mio mal di capo e la stanchezza sono scomparsi. Provo solo ancora un dolore nella schiena, ma assai più leggero ».

In questa osservazione bisogna notare:

1.° L'utilizzazione per il raccoglimento della tendenza al sonno consecutiva al pasto.

2.° La successione dei diversi tempi del procedimento suggestivo: raccoglimento puro e semplice, autosuggestione in atto, autosuggestione attiva.

Non ci stancheremo mai di ripetere che l'autosuggestione è una tecnica come un'altra e che solo esercitandosi si riesce ad autosuggestionarsi perfettamente e presto. La mente riceve (si direbbe) l'impronta delle autosuggestioni precedenti, e come a poco a poco la mano del violinista diventa più agile, la mente del calcolatore più pronta, l'ugola del cantante più flessibile, cosi le autosuggestioni, susseguendosi, cadono su un terreno più fertile, e i frutti riescono più abbondanti.

Chi dice: — Ho provato ad autosuggestionarmi una volta ma non sono riuscito a nulla, — somiglia a chi ignaro di note dicesse: — Ho provato a leggere una pagina di musica, ma non ci ho capito niente.

Mal di denti.

« Tutti sanno che la paura e l'immaginazione fanno sparire in modo temporaneo un male comunissimo e assai doloroso: il mal di denti. Quest'influenza è ben nota non solo al dentista, ma anche a coloro che hanno bisogno di andare da questo temuto personaggio. Ci si compiace a credere che l'operazione non è necessaria ; ci si mette a dubitare che il dolore dopo tutto sia cosi penoso, e in fin dei conti, quando si arriva alla porta del dentista, ci si convince di essere completamente liberi. E infatti cosi è, almeno per qualche tempo ».

Nessuna meraviglia quindi che l'autosuggestione riesca bene in questo frangente. Qui potrà riuscire utile senz'altro il metodo della suggestione unica, cioè la ripetizione accelerata della frase: « Mi passa... mi passa... ».

Sternuto - Tosse - Singhiozzo.

Questi. movimenti involontari possono esser trattenuti mediante un energico sforzo autosuggestivo. Nei penosi accessi di tosse notturna il tentativo ripetuto di rattenersi riesce infine a dare la calma. Tuttavia, più che di autosuggestioni, ci sembra si debba parlare di uno sforzo volitivo, perfettamente cosciente. Nulla vieta però di combinare insieme lo sforzo di volontà coll'autosuggestione « passa... passa... ».

Inappetenza.

La vista di una tavola ben apprestata, la comparsa in tavola di una vivanda preferita, la lieta compagnia possono vincere l'inappetenza. Nello stesso modo la suggestione può riuscire.

Gastralgia.

Osservazione personale. — Vivo dolore alla bocca dello stomaco sopraggiunto verso le 4 pomeridiane, con eruttazioni. Queste continuano, ma il dolore si calma prestissimo, per effetto di autosuggestione, passando dolcemente le mani sul punto sensibile.

Coliche.

Nel fenomeno della colica intestinale l'elemento nervoso ha un elemento preponderante. "Del resto tutti sanno che caso di impossibilità materiale, in treno, a teatro, ecc. si può rattenere un bisogno fisico che sembrerebbe incoercibile.

L'autosuggestione di non aver alcun bisogno, può perfettamente riuscire a troncare un accesso di colica.

Stitichezza.

In questo disturbo l'autosuggestione a distanza di tempo ha una parte importantissima.

Un medico può infatti procurare un beneficio a uno stitico propinandogli delle pillole di mollica di pane dichiarandole un purgativo violento. ;

La cura autosuggestiva della stitichezza si può fare alla sera, in letto, comandando al proprio corpo una scarica a una determinata ora del giorno dopo.
Si dovrà aver cura di andare puntualmente al gabinetto all'ora prefissata, mantenendo viva in mente l'idea che si ha bisogno e che si può liberarsi. Quand'anche non si riuscisse, bisognerà ripetere l'autosuggestione quante volte occorre, senza scoraggiarsi, colla sicurezza che a poco a poco in tal modo il corpo si regolarizzerà.

Perdite seminali involontarie.

Osservazione personale del dr. Lévy. — Perdite seminali frequenti che datano da parecchi anni e per le quali il paziente ha ricorso invano a molti medici. Suggestioni durante quindici giorni. Le polluzioni sono scomparse completamente.

Poiché in generale le polluzioni sono il risultato di sogni erotici, l'autosuggestione dovrà portarsi sull'inibizione di avere sogni di tal genere. Quand'anche il sogno si producesse, l'autosuggestione preventivamente concordata, farà sì che si possa risvegliarsi a tempo per evitare alla perdita seminale di prodursi. Ecco il procedimento, come lo consiglia il dott. Diday: « Prima di addormentarsi, promettere a sè stesso di risvegliarsi nel caso che sopraggiunga un sogno erotico, e prendere verso se stesso questo impegno morale di risvegliarsi con una forza di volontà tale che il ricordo ne persista malgrado il sonno, e all'occorrenza sia in grado di esercitare un'azione preservatrice. Bisogna tuttavia notare che l'azione psichica deve esercitarsi non solo per produrre il risveglio a tempo, ma anche per modificare i sogni. E' pure da osservare che non occorre un potente sforzo di volontà ; ma che un'autosuggestione calma e persistente servirà meglio.

Debolezza genitale.

Perchè l'autosuggestione riesca, deve naturalmente trattarsi di impotenza psichica. L'impotenza fisiologica è irrimediabile, come lo sarebbe per un eunuco.

In caso di impotenza psichica l'ammalato si prepara all'atto sessuale con un senso di ambascia fondato sul ricordo delle sue precedenti disavventure, e quest'ansia gli toglie precisamente i mezzi di cui avrebbe bisogno.

L'autosuggestione deve quindi esser rivolta a ottenere uno stato di calma, quasi diremmo di indifferenza su quel che sarà per accadere, e al momento opportuno non dovrà dominare che un senso di piena fiducia nel risultato dell'autosuggestione. Del resto è noto che i numerosi e vantati afrodisiaci non agiscono in buona parte che per virtù di autosuggestione. L'impotente crede di potere e può.



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