Un aiuto per il massimo risultato dell'autosuggestione: L'educazione
allo stato alfa.
In questo capitoletto introduciamo due aspetti cruciali per
l'autosuggestione:
- Affioramento della parte inconscia della mente o "stato alfa"
- Contenzione Mentale o "attenzione senza sforzo
1. Il primo passo: Il concetto di "affioramento ,, del subcosciente.
Poco fa abbiamo introdotto le parole "affioramento del subcosciente".
Tecnicamente è caratterizzato da specifiche onde cerebrali, chiamate "alfa".
Tutti abbiamo provato varie volte il sentimento di « sognare ad occhi aperti
». E' come se un'onda portasse su in alto gli strati profondi della nostra
coscienza e questi riuscissero a rompere la crosta e affiorare alla superficie,
di modo che il cosciente visibile superficiale sparisce più o meno e il
subcosciente diventa visibile.
Vi sono delle categorie di persone nelle quali il subcosciente affiora con
maggior facilità che in certe altre. Sono le persone che più naturalmente
riescono a raggiungere tali stati. Poiché infatti lo stato che favorisce questa
irruzione è uno stato di rilassamento, di non-tensione (la détente degli
autori francesi) dell'attenzione e dell'inibizione, in generale tutte le
cause che predispongono a questa non-tensione contribuiranno a richiamare il
sub-cosciente alla superficie. Tutti però possono fare l'educazione all' «
affioramento » che preparerà un terreno favorevole allo sbocciare delle
suggestioni.
Nota: abbiamo parlato di non-tensione dell'attenzione. L'attenzione
conscia, come mostra l'etimologia e come è comunemente intesa, è infatti il contrario della
non-tensione di cui qui si parla. Ciò peraltro non significa che tutti i
distratti siano nello stato d'affioramento della parte inconscia della nostra
mente. Non diciamo
distratto un individuo che non bada a ciò che avviene o a ciò che si dice
intorno a lui, ma questo può accadere perchè egli è attentissimo a qualche altro
spettacolo esteriore o interiore: può essere il volo d'un maggiolino per un ragazzo, una fantasia di poeta, una formula algebrica, il problema di pagare i
debiti per un uomo. La disattenzione che occorre nel caso nostro non è
nemmeno da confondere coll'estasi degli asceti; ma è più semplicemente il
disinteresse totale per qualunque fenomeno interno o esterno; fatto, idea,
sogno, spettacolo, calcolo, sensazione.
Utilizzare efficacemente il tempo per creare "affioramento"
Negli istanti in cui l'attività esterna ci lascia un po' di tregua e ci
rende la nostra libertà, negli istanti in cui abbiamo diritto al riposo, invece
di ricorrere a qualche inutile distrazione, o di leggere notizie sul
giornale che ci intossicano mentalmente, utilizziamo il riposo per educare
questo sviluppo di stati interiori che chiamiamo "affioramento".
Nulla è più facile.
Esercitiamoci a chiamare a noi il sub-cosciente, senza però dormire, in modo da
abituarci a quegli stati misti in cui la parte conscia della nostra mente superficiale non viene
abolita, ma cessa di essere una rigida scorza per diventare un velo trasparente.
Tecnicamente questi stati di affioramento del subcosciente possono essere
misurati con l'elettroencefalogramma e sono definiti di "stato alfa".
Le varie onde del cervello hanno un nome, beta ad esempio per indicare quelle
corrispondenti allo stato di veglia.
Lavorare con questi stati può permettere inoltre un guadagno di tempo notevolissimo.
Tutti sanno che infatti che dopo un certo periodo di lavoro la mente è stanca.
Invece infatti di attuare il riposo mediante la distrazione, che riposa l'attenzione cambiandole il
suo oggetto ma che non cessa pertanto di carezzarla, di trastullarla, di
intrattenerla sul mondo esteriore, guadagniamo in tempo ed energia mentale
quando sostituiamo il riposo col rilassamento,
dove l'attenzione non cerca più alcun posto di approdo, alcun pretesto per
fissarsi, e dove spontaneamente gli stati più inferiori, più reconditi,
incominciano a sfilare sotto forma di immagini evanescenti, di fantasticherie
mobili e rapide.
In tal modo impareremo inoltre a non fare alcun sforzo, ciò che
è un'abitudine necessaria da acquistare per darsi delle suggestioni. Un buon
mezzo per rilassare in tal guisa lo spirito è l'immobilità del corpo, o per dir
più giusto, il rilassamento muscolare che sembra generalizzarsi fino a diventare
rilassamento dei muscoli dell'attenzione.
Forme di affioramento
Ogni meditazione è una forma di affioramento. L'educazione artistica, tutto
ciò che ci insegna a sognare, a sottrarci al mondo esterno fino al punto che
esso non esista più per noi, è un'educazione all'affioramento.
L'affioramento è voluto ma non volontario
Lo stato di affioramento provocato da un rilassamento voluto, ma non
volontario. Perchè voluto e non volontario? Perchè questo rilassamento è il
risultato non di un atto continuo di volontà, ma di una decisione mercè la quale
la volontà abdica temporaneamente. Il rilassamento è questa stessa abdicazione.
Costituisce ciò che comunemente da molta gente viene chiamato raccoglimento.
Certo, i termini di raccoglimento e rilassamento sembrano a
tutta prima contradditori, ma è una pura apparenza: l'attenzione, rilassandosi,
permette e tutta la nostra vita interiore di affiorare, di raccogliersi in noi.
Possiamo spiegar meglio la cosa dicendo che l'attenzione è sparpagliata su un
gran numero di stati di coscienza, ma che questi stati si raccolgono sotto lo
sguardo dello spirito. E' in questo senso che noi siamo « raccolti ».
Dovremo dunque praticare il rilassamento tutte le volte che ci sarà possibile
farlo. Coll'abitudine esso ci diventerà sempre più famigliare ; il subcosciente
ci verrà più vicino e risponderà più presto al nostro appello, senza bisogno di
ricorrere ad altri strumenti. L'abitudine del raccoglimento ci libererà inoltre
da molte abitudini negative.
Per facilitare questo raccoglimento, almeno in principio, ci metteremo in
condizioni tali che i nostri sensi siano sollecitati il meno possibile dalle
eccitazioni esterne, mediante le precauzioni già indicate.
2. Il secondo passo: La " contenzione mentale ,,.
Il raccoglimento, il rilassamento, l'affioramento, non costituiscono che
degli stati preliminari.
Infatti, se semplicemente ci rilassiamo, cadiamo nelle fantasticherie.
Tuttavia abbiamo detto che per avere un risultato del pensiero è necessaria una
certa "intensità".
Ciò che noi andiamo allora cercando è un equivalente
dell'"attenzione della mente conscia"; una cosiddetta "attenzione
della mente inconscia" dobbiamo cioè realizzare uno stato in cui il pensiero sia
abbastanza intenso o esclusivo per imporsi e liberare il potere della suggestione.
Ora, come abbiamo detto, nella
fantasticheria provocata dal rilassamento, il pensiero non è raccolto, ma
sparso, mobile, mutevole.
Questo stato in cui il pensiero si concentra può essere definito « contenzione mentale».
Per spiegarci chiaro che cosa sia la
contenzione, immaginiamo ciò che ciascuno di noi prova svegliandosi al mattino in
una camera d'albergo o in un ambiente totalmente nuovo.. Riveniamo dal paese dei
sogni, e a un tratto, poiché le nuove percezioni non evocano nulla o quasi, sono
prive di associazioni che possano guidarle, entriamo in uno stato ove
l'attenzione, con un minimo infinitesimo di sforzo, realizza l'esclusivismo al
quale arriviamo in condizioni normali solo a prezzo dì un serio sforzo.
Se
nella mia camera abituale voglio pensare all'armadio, all'uscio, a qualche altro
oggetto, devo fare uno sforzo per isolare queste immagini ; mentre nella nuova
camera la ricognizione di tali oggetti si forma in un « vuoto mentale » che
tutti comprendono avendolo provato. Insomma, nella contenzione l'idea si
mantiene da sé senza sforzo nel campo della coscienza. In tali condizioni,
l'intensità dell'idea che noi ci proponevamo come fine, è subito ottenuta.
La
contenzione mentale si può quindi definire l'equivalente psicologico dell'attenzione,
meno lo sforzo. Può anche essere definito "attenzione reale" oppure "attenzione
della mente inconscia"
Come realizzare questo stato ?
Incominceremo col realizzare l'affioramento preparatorio, cioè il nostro
ingresso nello stato alfa, sia mediante un
raccoglimento voluto, sia utilizzando l'affioramento spontaneo che caratterizza
il momento in cui stiamo addormentandoci e quello in cui ci svegliamo.
Quei momenti tra il sonno e la veglia nei quali le immagini mentali ci paiono
spesso quasi reali, oppure, se non visualizziamo, quel momento in cui proviamo
un profondo e piacevole rilassamento in tutto il corpo.
In quel
momento faremo passare nei nostro spirito, col minor sforzo possibile, l'idea
delle modificazioni desiderate.
L'autosuggestione del risveglio e quella del
momento in cui ci addormentiamo (quest'ultima soprattutto) sono particolarmente
feconde, perchè il lavoro iniziato utilizza l'aiuto prezioso del sonno.
Per poco che si pratichino durante qualche giorno questi esercizi, si noterà
che la mente si abitua ben presto a concentrarsi più facilmente, sicché man
mano si procede, l'autosuggestione diventa più potente e più facile.
Può però accadere agli esordienti che la tensione della sera si faccia debole
e irritabile, che l'idea di miglioramento fisico e mentale, invece di rimanere
sotto lo sguardo della coscienza, svapori ben presto in fantasticheria, e dopo
un momento ci si accorgerà che lo spirito vagola qua e là e pensa a tutto
fuorché a ciò che desiderava. Allora è segno che il sonno è troppo vicino e che
il rilassamento la vince.
In tal caso si consiglia di ricorrere por un certo tempo al raccoglimento
realizzato in pieno giorno. Allora il raccoglimento è meno profondo, più
cosciente, si è più padroni del proprio pensiero. In questo stato ci suggeriremo
che da ora in poi la suggestione della sera e del mattino si realizzerà meglio e
che lo stato desiderabile si otterrà di per se stesso. Se in questo
raccoglimento la difficoltà permane, è segno che l'attenzione è esercitata
insufficientemente, e allora bisognerà allenarsi alla concentrazione.
In generale basta per perfezionarsi ripetere la suggestione, facendone
un'abitudine rigorosamente quotidiana. Come in ogni altro esercizio di
elasticità, la regolarità ha un grandissimo valore e non bisogna mai arretrare
davanti alle difficoltà degli inizi.
Questa suggestione, del resto non è che uno schema. In pratica si può e si
deve rinforzarla con un procedimento semplicissimo: l'auto-ipnosi. Noi non ne
parleremo, avendole dedicato un intero libro dove l'insegnamento auto-ipnotico è
insegnato passo passo colla massima chiarezza.
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