Un primo Metodo di Autosuggestione - la formula unica.
1. La formula unica.
Una tra le prime metodiche autosuggestive diffusesi è quella della cosiddetta
"formula unica", che qui chiameremo "metodo base"..
Il metodo è molto succinto. Si basa su di una paginetta contenente tutte le
istruzioni per darsi le autosuggestioni. Il procedimento non contempla eccezioni
o varianti di sorta. E' la formula cosiddetta « omnibus », buona per tutti i
casi, per tutte le circostanze.
Non ci resta quindi che trascrivere "verbatim" il metodo
originale come il dr. Couè tra i primi lo ha formalizzato già nel secolo scorso invitando il lettore a provarla su di
sé.
Eccola:
«Tutte le mattine allo svegliarsi, e tutte le sere non appena in letto,
chiudere gli occhi e senza cercar di fissare la propria attenzione su quello che
si dice, pronunciare con le labbra, in modo abbastanza forte per udire le proprie
parole e contando su uno spago munito di venti nodi, la frase seguente:
Tutti i giorni, sotto tutti i punti di vista, vado di bene in meglio.
Siccome le parole sotto tutti i punti di vista comprendono ogni caso,
è inutile darsi delle autosuggestioni particolari.
Fare quest'autosuggestione con fiducia, con fede, colla certezza di
ottenere quel che si desidera. Più la convinzione della persona sarà grande, e
più pronti ed evidenti saranno i risultati ottenuti.
Inoltre, ogni qualvolta, di giorno o di notte si prova una sofferenza
fisica o morale, affermare immediatamente a se stessi che non
contribuiremo inconsciamente a mantenerla, ma che al contrario la faremo subito
sparire. Isolarsi allora più che si può, chiudere gli ocelli, e passandosi, la
mano sulla fronte se si tratta di una sofferenza morale, o sulla parte dolente
se si tratta di una sofferenza fisica, ripetere con estrema rapidità,
colle labbra, le parole: Passa, passa, passa, ecc. ecc., tanto tempo
quanto è necessario. Con un po' d'abitudine, il dolore morale o fisico scompare
'in 20-25 secondi.
Ricominciare ogni volta che sarà necessario.
Come l'autosuggestione precedente, bisogna che anche questa sia fatta
colla stessa fiducia, la stessa convinzione, la stessa fede, ma in modo del
tutto semplice, infantile, e sopratutto senza sforzo. La formula deve
essere ripetuta col tono che si usa in chiesa per recitare le litanie ».
2. Chiarimenti sul metodo a formula unica.
A prima impressione, il metodo è così semplice che sembra
impossibile distinguerlo da un atto di fede, e si sarebbe tratti a reputarlo un
nuovo miracolismo. Mettete la parte inconscia della nostra mente al posto della Provvidenza o di un
Santo a vostra scelta, ed avrete il metodo base della formula unica.
Se però ci facciamo a riflettere che questo metodo ha destato l'entusiasmo di
molti, e lo scrivente stesso e molti altri lo hanno provato nella stessa
semplicità in tantissimi casi
con pieno successo, vuol dire che l'apparente semplicità non è che il risultato ultimo
degli sforzi per sfruttare a nostro vantaggio l'autosuggestione cosciente. La semplicità
è dovuta al fatto perchè solo così — in questo modo di vedere —
l'autosuggestione può riuscire utile.
Per non falsare il pensiero, ci serviremo dello parole di uno
dei suoi più ferventi discepoli per spiegare come il Coué sia giunto alla
formula - tipo
« Quando esaminiamo le leggi che reggono l'autosuggestione spontanea, e ne
deduciamo la legge generale secondo le quale ogni idea, buona o cattiva, che
noi abbiamo nella mente, tende a realizzarsi spontaneamente, ne deduciamo
la necessità di diffidare di ogni autosuggestione negativa, di
controllare i nostri pensieri per poter arrestare quelli non desiderabili,
sorvegliare le nostre parole, i nostri gesti, e sostituire al pensiero negativo
l'ottimismo verso tutti e contro tutto.
Ma se il male è fatto, se l'autosuggestione nociva ha avuto tempo di
radicarsi, che cosa fare? Guarirsi. Ciò che l'autosuggestione ha fatto,
l'autosuggestione può disfarlo. In tal caso, naturalmente, occorre, rivolgersi
all'autosuggestione riflessa, cosciente.
A prima vista, nulla sembra più facile che dirigere l'autosuggestione a
nostro piacere, concentrando volontariamente la nostra attenzione sul
miglioramento desiderato.
Purtroppo, in pratica non è così I
Chi non ha constatato cento volte su se stesso la difficoltà, per non dire
l'impossibilità, di mantenere deliberatamente la propria attenzione su un solo
oggetto, anche per un breve istante ?
La "concentrazione volontaria", consiste in
una serie di sforzi ripetuti per ricondurre il soggetto davanti allo spirito. E nel caso nostro (trattandosi cioè di dover distruggere una autosuggestione
nociva) non è una sola idea quella che evochiamo, ma due idee contrarie che si
alternano tra loro. Noi non facciamo in altri termini che opporre gli sforzi per
pensare la prima idea agli assalti della seconda che sempre esiste. Posto
davanti a questa alternativa, il nostro incosciente si trova fuorviato, e lungi
dall'ottenere una suggestione unica, ne suscitiamo due contrarie.
Non si può fare della suggestione colla volontà: ecco perchè gli esordienti
sbagliano quasi sempre ; ecco anche il fallimento degli inventori della rieducazione
della volontà che si appoggiao sul solo sforzo.
Se dunque dobbiamo rinunciare all'attenzione volontaria, come
procederemo?
Metodo per catturare l'attenzione della mente inconscia
Dividiamo la domanda in queste due:
- Quando procedere ?
- Come procedere?
1.Quando ?
Lo scopo della parte conscia della nostra mente è la scelta. La nostra mente
conscia è paragonabile ad una luce che illumina per permetterci di valutare.
Quindi, allorché la parte conscia della nostra mente ha deciso di ricorrere alla
suggestione per radicare in noi l'idea che la nostra volontà ha scelta come utile,
il suo compito è finito.
A questo punto il conscio deve ritirarsi e cedere il lavoro alla parte inconscia della
nostra mente.
Infatti l'eccessiva analisi rischia di disgregare la suggestione.
L'ideale anzi sarebbe, per tagliar corto
a ogni velleità d'analisi o di discussione creatrice d'idee parassitarie o antitetiche,
che la parte conscia della nostra mente sparisse.
Questo avviene del resto in certi casi: l'ipnosi e il sonno naturale sono due stati mentali, durante i quali la parte
conscia della nostra mente resta eliminata o da parte. Noi non parleremo qui
dell'ipnosi che affrontiamo a parte e nella quale una parte della nostra mente è
rilassata (o distratta).
Il metodo che proponiamo ora si basa sul sonno naturale. Nel sonno riscontriamo
infatti che la parte conscia della
nostra mente è pure abolita, tuttavia abitualmente ci resta
impossibile utilizzare la parte inconscia della nostra mente avendo perduto col
sonno stesso ogni nostra iniziativa.
E allora?
Allora utilizzeremo i momenti nei quali la parte inconscia della nostra mente affiora, cioè tende a
mostrarsi a fior d'anima senza che la parte conscia della nostra mente sia scomparso del tutto. Questi
momenti sono quelli che precedono o seguono immediatamente il sonno, e inoltre,
durante il giorno, gli attimi di raccoglimento.
Insomma questi istanti che vengono
caratterizzati da una specie di neutralità, di passività più o meno completa
della facoltà coscienti: ragione giudizio, volontà.
E' in questo momento che
l'idea scelta ha maggior probabilità di penetrare senza sforzo nel subcosciente.
Aggiungeremo che il raccoglimento durante il giorno sarà facilitato
dall'isolamento, l'occlusione degli occhi, l'immobilità del corpo e il
rilassamento muscolare su una sedia a sdraio o in una poltrona.
2. Come?
Il primo processo che ora descriviamo si ispira alla cosiddetta "autosuggestione naturale"
ed alla "forza della ripetizione".
Definiamo autosuggestione naturale l'autosuggestione che ci capita già
normalmente nella vita, le cosiddette "abitudini di pensiero".
Noi sappiamo anche troppo bene che una suggestione spontanea, vale a dire
l'evocazione incosciente e automatica di un'idea, riesce in tal caso sempre.
Come acquisiamo un'abitudine di questo tipo? Senza pensarci, attraverso la semplice
ripetizione.
Dunque, per riuscire efficace, la suggestione che ora vogliamo creare adesso dovrà, in
tutta la misura del possibile, modellarsi su quella naturale descritta
precedentemente.
Quindi, anziché
imporre alla parte inconscia della nostra mente con un maggiore o minor sforzo di volontà l'idea
deliberatamente prescelta, cercheremo al contrario di produrre sulla parte
inconscia della nostra mente,
colla stessa idea, un'impressione puramente automatica e meccanica seguendo la via
abituale, cioè quella dei nostri sensi.
Di questi, l'udito
è quello che si presta meglio alla mancanza di attenzione conscia. La parola ha inoltre il vantaggio di
acquisire
potenza mediante la ripetizione. Le abitudini non si contraggono che colla
ripetizione frequente dell'atto, e il subcosciente non può che seguire la stessa
via.
Praticamente, basterà dunque condensare l'idea che ci proponiamo in una frase
brevissima, facile da ricordare, e di ripetere questa frase a voce alta o
mezzana, quanto occorre insomma perché l'orecchio intenda con tono di nenia.
Quando nel tempo stesso si arrivi a figurarsi in anticipo la soddisfazione
che avremo una volta ottenuto il risultato, si otterrà l'effetto massimo.
Riassunto
- Rilassamento preventivo e formula ripetuta ad alta voce, e quando è
possibile, evocazione mentale del successo.
- Rilassamento, formula, immagine, non dimenticate queste tre parole.
Due raccomandazioni:
Nessuna formula negativa. L'utilizzo del termine "non"
lascia in realtà sussistere l'immagine mentale negata « Questo non avverrà più, questo non sarà
più », evocano ancora l'idea pericolosa del male accanto all'idea del bene.
Utilizzate sempre una formula positiva.
Nessuna fretta: agire progressivamente per non subire una disillusione
che costituirebbe per l'avvenire una suggestione d'impotenza.
Un'altra raccomandazione: Voi dovete dire «Passa» (il dolore, la
preoccupazione) oppure "sta passando" e non E' passato, e ciò perchè la
parte inconscia della nostra mente, per quanto
ingenua, si impunterebbe davanti a un'affermazione smentita dal dolora o dalla
preoccupazione presente. « Passa », cioè: " Incomincia a passare ».
Alcune Domande e Risposte Frequenti
a) Nella suggestione generale è necessario pensare a quello che si dice? .
Per niente. L'azione da produrre sulla parte inconscia della nostra mente è puramente meccanica.
Pensateci, è bene ; non pensateci, è meglio, perchè azionando incoscientemente
il vostro subcosciente voi liberate una suggestione spontanea, quasi sempre
efficace. Insomma, non pensate a nulla di speciale, non fate alcun sforzo per
scacciare i pensieri che si presentano naturalmente, restate passivo, fiducioso,
sicuro che tutto va per il meglio, e constaterete che colla pratica, ma senza
che ciò sia necessario, il vostro pensiero si concentra sempre più facilmente
sull'oggetto dell'autosuggestione quotidiana.
b) E' necessario aver Fede nel risultato?
In linea puramente teorica, no ; perchè si tratta sempre di un'azione
meccanica sulla parte inconscia della nostra mente.
Però nei fatti è bene, sia per evitar di sperimentare
a solo titolo di prova, sia per non interrompere prematuramente i tentativi.
c) Se si opera a scopo curativo, è necessario conoscere l'organo malato per guarirlo ?
No, la diagnosi non è necessaria alla parte inconscia della nostra mente. Basta che egli abbia fatto
sua l'idea di guarigione o miglioramento perchè agisca sulla causa del male e
realizzi il lavoro fisiologico necessario.
d) Quanto deve durare tale tipo di metodica ?
Tutta la vostra vita. Ottenuto il risultato, guardatevi dall'abbandonare la
pratica quotidiana che del resto è un eccellente preventivo. la parte inconscia
della nostra mente è un
cliché inalterabile sul quale le impressioni antiche possono sbiadire
davanti ad altre più recenti, ma non cancellarsi. Se cessate di intrattenere e
rinforzare le buone immagini nuove, quelle perniciose del passato potrebbero
ricomparire.
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