CAUSE
DEGLI EFFETTI PARTICOLARMENTE INTELLIGENTI
Questi fenomeni si spiegano parimenti con l'
applicazione dei fluidi del medio, diretti, secondo i calcoli intelligenti
dello spirilo, alla produzione degli effetti che richiedono la
riflessione, l' abilità e spesso un talento, che è quello dell' artista.
Se si tratta di colpi battuti o di rumori
intelligenti, che si riconosce essere del tutto intenzionali, essi, per
compiersi, chiedono semplicemente l'esercizio di un fluido vitale generatore
della forza, ma di una forza dolcemente moderata nella sua intensità, e con
ponderazione guidata. Al contrario, per gli effetti spaventevoli che si
manifestano nei luoghi frequentati (hantés) dagli umano-angelici
inferiori (spiriti bassi), è la forza brutale che viene posta in azione,
sopratutto quando essa è distruttiva, ed è allora messo in giuoco il fluido fulminico.
Ma la presenza di un medio, più o meno vicino, è sempre indispensabile a
queste manifestazioni, quantunque il medio possa essere pienamente incosciente
del concorso che egli presta al fenomeno. Sono infatti i fluidi irradiatori del
medio che, come in ogni altro caso, avvolgendo le irradiazioni particolari
dello spirito, gli servono di leva e coi quali esegue gli spostamenti
violenti degli oggetti, o li infrange, quando ne abbia provocato la caduta.
Tra i fenomeni particolarmente intelligenti,
abbiamo citato l'esecuzione musicale che si opera egualmente col mezzo di fluidi del mèdio,
specialmente scelti per ottenere effetti che possono variare secondo la natura
degli istromenti che si vogliono far funzionare, poiché per battere dei colpi
sulla tastiera di un pianoforte, occorre minor forza combinata che non ne
occorra per far muovere un' organino. Ma qui, alla emissione della forza si
aggiunge il lavoro egualmente fluidico-psichico dell' artista umano-angelico,
lavoro che si compie nel dominio animico del suo pensiero, nel modo medesimo
che ciò avviene nell' anima umana.
Quando si tratti poi di porre in azione l'arte
plastica, come per le forme delle quali abbiamo precedentemente parlato, è
sempre il fluido irradiatore nello spirito che opera per rivestire il membro
(piede o mano), che egli vuol modellare di un piccolo strato di materia
corpuscolare, umana. Altrimenti, questo membro formato dì materia molecolare-angelica,
non presenterebbe alcuna resistenza quando fosse immerso nella parafina
allo stato di fusione, ed allora, confondendosi con questa materia dalla quale
sarebbe penetrato, l'impronta desiderata non potrebbe formarsi. Ma, poiché
questa impronta si forma nella parafina, rimanendo perfettamente disegnata dopo
il raffreddamento, vuol dire che una materia resistente, una materia umana, ha
rivestito il membro del quale si tratta. Ed anche qui siffatta operazione ha avuto luogo in
seguito ad una materializzazione parziale,
avvenuta a spese del corpo del medio.
La produzione dei disegni, che è una produzione
più artistica della precedente, si esegue semplicemente sotto l'impulso dello
spirito che dirige la mano del medio che regge la matita; quest'impulso è
condotto dalla irradiazione esterna dello spirito che ora per mezzo
dell' irraggiamento tattile con tanta precisione come farebbe con le stesse sue
mani. Gli basta allora di avvolgere questo raggio attorno alle dita del medio,
e lo fa così agire con la più grande facilità.
Si può egualmente spiegare in qual modo si
compiano le prove fotografiche. Anche queste, come le impronte, richiedono una
materializzazione parziale per realizzarsi. È necessario che lo spirito che
vuol riprodurre la sua immagine si renda visibile alla lastra sensibile, che è
ricoperta di materia corpuscolare ed è quindi necessario che essa stessa riceva
un' immagine egualmente corpuscolare, condizione senza della quale l'immagine
non può esser riprodotta; ed è perciò che, come nei casi precedenti, lo spirito
deve parzialmente materializzarsi.
Ricordiamo qui che i fluidi vitali umani, trai
quali figura il fluido luminoso, o la luce, hanno poca azione sulla materia
angelica; e perciò il corpo angelico dello spirito, che è un corpo di
materia egualmente angelica, non può riprodurre la sua immagine colla nostra
luce; e per siffatta ragione l'immagine, per divenire visibile, ha bisogno di esser materializzata con una
materia simile alla nostra. Lo spirito trae questa materia dalla materia
corporea del medio fotografico, e si opera in questa guisa una
materializzazione che, quantunque incompleta, affatica e spossa il medio, se
tali operazioni vengono spesso ripetute.
Veramente la materializzazione non ha bisogno di
esser completa ; la lastra fotografica essendo assai più sensibile dello
sguardo umano, si contenta di un' apparenza nebulosa che essa rende visibile,
mentre l' occhio il più penetrante non potrebbe afferrare questa apparenza nel
momento in cui si produce.
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