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PRINCIPII GENERALI SULLA ORIGINE DEI FLUIDI ATTIVI

I fluidi attivi (*) comprendono i fluidi materiali, i fluidi vitali ed fluidi psichici, I primi, i fluidi materiali, servono semplicemente da involucro ai fluidi vitali. Questi, volgarmente noti sotto il nome di fluidi imponderabili, e tra i quali si distingue il fluido calorifico, il fluido luminoso, il fluido elettrico, sono più specialmente utilizzati nel funzionamento della materia ed in quello degli organismi corporali, mentre i fluidi psichici sono i generatori del pensiero.

(* ) Questi fluidi attivi si distinguono essenzialmente dai fluidi elementari passivi, precedentemente descritti.

Per farsi un' idea della formazione di questi fluidi, è necessario prima di tutto concepire l' esistenza di un focolare, loro centro di produzione, dal quale emana un impulso generatore delle vibrazioni determinanti la loro maniera di essere ; queste vibrazioni si estendono tanto lontano per quanto quella forza impulsiva li possa condurre.

Se si fa astrazione da questo focolare nel quale si esercita la forza motrice impulsiva, egli è certo che veruna azione vibratoria potrà manifestarsi in tale ambiente, e lo stato di riposo si mostrerà permanente senza essere mai turbato. Ma ove veruna vibrazione si fa sentire, vi è assenza di ogni funzione fluidica, perocché non v' è alcun fluido che possa tradursi in altro modo se non sotto l' aspetto vibratorio.

Tuttavia, l'impulso dato nel focolare motore, per grande che potesse essere, non produrrebbe verun risultato a distanza, se gli agenti conduttori di tale impulso non si trovassero scaglionati sul suo passaggio, in modo tale da formare una corrente attiva che lo ripercuota, e ne dia il segnalamento. In altri termini veruna corrente fluidica potrebbe mai formarsi nel vuoto assoluto, mancando quei conduttori.

Questi agenti veicolari dei fluidi sono degli atomi disposti di distanza in distanza, formanti i ricambi atti a trasmettersi vicendevolmente l' impulso che ad essi è stato mandato dal focolare di emissione ; che tra di loro formano tutto un sistema autonomo. Ma ciascuno di quegli atomi, malgrado la sua immensurabile picciolezza, è esso stesso provveduto di una radiazione che gli è propria ; ed è quindi col mezzo di questa che esso può entrare in relazione, per il contatto fluidìco, con gli atomi che lo circondano; ed, inoltre, siccome ciascun atomo, come abbiamo dimostrato, è un essere dotato della sua potenza vitale particolare, non soltanto esso trasmette la corrente senza indebolirla, ma la corrobora anzi colla propria vitalità espansiva.

Ma ogni tipo di fluido è caratterizzato nella sua specie da una forma vibratoria ad esso particolare; è quindi necessario che gli atomi conservino fedelmente questa stessa forma speciale al fluido del quale sono essi gli agenti veicolari. E' perciò che gli atomi stessi contrassegnano delle specie speciali, che permettono ad essi di dare alle proprie vibrazioni, di atomo in atomo, la forma di quella che ricevono dal focolare di trasmissione perchè, altrimenti, se la corrente non fosse fedelmente riprodotta su tutto il suo percorso, arriverebbe deformata, e perderebbe così i caratteri della sua specie. Ed, è chiaro, solo il tipo della vibrazione, suscettibile d' altronde di forme e di intensità le più svariate, può determinare le proprietà distintive dei fluidi, e classificarli nella specie particolare che rappresenta. Se quest'ultima condizione non fosse adempiuta, tutti i fluidi sarebbero gli stessi, ed in conseguenza sarebbero tutti dotati delle medesime proprietà, cosa che sarebbe contraria ai disegni della natura.

Riassumendo, per formare una corrente fluidica, sono necessarie tre condizioni : la prima esige il focolare nel quale si esercita la forza impulsiva della corrente ; la seconda si traduce nell' azione trasmissiva degli atomi, che sono i veicoli delle vibrazioni della corrente ; finalmente, la terza condizione si manifesta con la forma vibratoria particolare che dà al fluido le proprietà che lo caratterizzano nella sua specie (*).

(*) La scienza contesta oggidì l' esistenza dei fluidi imponderabili (come fluidi nella produzione dei fenomeni che si riferiscono alle scienze fìsiche) e più specialmente quella del fluido calorico, perchè questo fluido ha per equivalente una quantità determinata di lavoro, o di forza motrice. Ma siccome questa stessa quantità di forza motrice riproduce il suo equivalente in calorico, ne segue che il fluido calorico è il fluido generatore della forza, o che la forza è uno stato particolare del calorico. Ed, infatti, poiché la forza riproduce il suo equivalente in calorico, come il calorico genera lo stesso equivalente in lavoro od in forza, ne deriva che la forza, ed il calore si sostituiscano reciprocamente l' una all' altro, e che siano rappresentati dallo stesso fluido sotto due diversi stati, l' uno per la forza, l'altro per il calore.
Ciò che si verifica per il fluido calorico, si riproduce per gli altri fluidi egualmente equivalenti sotto il doppio stato nel quale si manifestano.

Tutte le volte che un' azione fluidica si fa sentire, essa si compie sotto la duplice forma di emissione e di ondulazione vibratoria.

Così, per esempio, quando si accende una lampada all' aria aperta, nel momento di tale operazione si ha emissione del fluido luminoso a partire dal focolare di incandescenza, e con la velocità particolare a questo fluido. Se questa emissione non incontra alcun ostacolo sul suo percorso, essa proseguirà sino al limite estremo determinato dalla quantità di forza spesa per la direzione di questa corrente di luce. Se la potenza di emissione fosse accresciuta, è certo che la lunghezza del tragitto sarebbe proporzionale a tale aumento di intensità, ma non potrebbe prolungarsi più oltre. Altrimenti si giungerebbe a questa assurda conseguenza : che un modesto lume spingerebbe il suo fluido tanto lontano quanto una stella possente, mentre questa medesima stella non projetta lontana la sua luce, che in proporzione della sua potenza di emissione, la quale, anche essa, ha il suo limite.

La potenza di emissione è adunque incontestabile per la luce artificiale nel momento in cui la si fa apparire spontaneamente, poiché non è necessario che nell'istante nel quale essa nasce si metta a percorrere la distanza che la separa dal suo punto di partenza sino al suo punto di arrivo, che è quello, come abbiamo detto più sopra, in cui essa ha speso tutta la forza di impulsione che le è stata data ? E si comprende come la corrente in questione non possa manifestare la sua presenza al di là del proprio punto di arrivo.

Il fenomeno di ondulazione vibratoria è non meno necessario di quello di emissione, essendo esso il conduttore dello stesso fluido fin dal suo punto di partenza, poiché la vibrazione cessando di essere attiva, là, ove essa si ferma, l'azione di questo fluido si trova istantaneamente annientata. E quindi la potenza di emissione non ha la sua ragione di essere che in quanto essa si unisce costantemente all'esercizio della vibrazione, il fluido scompare e non v' è più nulla da trasmettere.

Si tratta adesso di stabilire che il focolare dal quale emana la potenza di impulsione dei fluidi è sempre un focolare ove risiede la vita sotto qualunque forma si voglia.

Consideriamo, prima di tutto, l'essere umano come il produttore dei fluidi ; il focolare di emissione dei suoi fluidi si trovalocalizzato nel centro cerebrale, nell'io, sede del pensiero, ed esso è sotto l' azione immediata della volontà. Di talché quando compiamo un atto di forza, che consista nel far muovere uno dei nostri membri, affinchè questo membro agisca, è necessario che riceva l'impulso motore volitivo che, naturalmente, è una impulsione fluidica la quale parte dall' io pensante, per andare, mediante i canali nervosi, sino al membro che è chiamato ad uscire dall' inerzia. Se questo membro deve operare con energia, la volontà, o l'io volitivo, gli manderà una quantità di fluidi attivi proporzionata alla spesa che occorre per produrre l' effetto.

Se è un atto pensante che si manifesta, sarà Sempre la volontà, per mezzo del fluido volitivo il quale si unisce ad altri fluidi psichici, che apporterà il suo concorso vibratorio agli organi particolari del cervello, onde possano comporre il pensiero, e per farlo quindi esteriormente raggiare. Ed è allora che questo pensiero potrà agire nell' ambiente sociale, col mezzo delle sue irradiazioni esterne.

Nell' uno e nell' altro caso, sia per emettere i fluidi generatori della potenza motrice, che sono dei fluidi vitali, sia per emettere i fluidi generatori di atti prodotti dalie facoltà dell' anima, e che sono dei fluidi psichici, si vede che il focolare di emissione di questi fluidi è sempre il medesimo: vale a dire che esso si trova localizzato nel centro pensante, che è la sede dell' io animico.

I fluidi che si irradiano esteriormente all'anima umana sono condotti dalle loro ondulazioni vibratorie con la velocità particolare che li trascina, sino al punto d' arrivo che è determinato dalla forza impulsiva esercitata nel punto di partenza, come abbiamo precedentemente detto. Se si giudica dalla distanza ben considerevole che potrebbe raggiungere nella oscurità della notte la debole luce di una candela (che è il prodotto di atomi minerali collettivi, ciascuno dei quali è di un'immensurabile picciolezza), si può formarsi un' idea della immensa possanza con la quale un' anima umana è suscettibile di projettare nei lontani spazii le irradiazioni che essa produce.

Nell'anima degli animali si produce istintivamente l'emissione dei fluidi in un modo, che è analogo all' io animico degli animali. I loro fluidi pensanti o psichici si trovano in una condizione di inferiorità che li tiene considerevolmente lontani dai fluidi dell' anima umana ; e questo stato diviene tanto maggiormente inferiore, quanto più grande è la distanza che separa la specie animale dal regno umano.

In talune specie di animali superiori si hanno non pertanto facoltà sensitive assai sviluppate quali l'odorato, la vista, o l'udito ; ma se i fluidi psichici generatori delle facoltà affettive e delle facoltà intellettive possiedono fievoli intensità, i fluidi vitali, o fisici, attinenti più al corpo che all' anima, hanno al contrario una marcata prepoderanza sugli elementi fluidici del pensiero. Infatti, gli animali sono proporzionalmente dotati di forze corporali più vigorose di quelle dell' uomo, e lo devono precisamente a siffatta preponderanza dei loro fluidi vitali sui fluidi psichici.

I vegetali che sono egualmente animici e corporei, emettono i loro fluidi in una maniera automatica ; ma siccome il vegetale vive più specialmente della vita denominata vegetativa, che è vita tutta interna, manifesta assai debolmente le irradiazioni fluidiche esterne. Ma, se i fluidi psichici sono in tanto piccola misura sviluppati nel germe vegetale, i fluidi vitali sono al contrario tanto maggiormente apparenti colà, ove la vegetazione è rapida e rigogliosa, ciò che dinota una grande esuberanza di vita ed un' azione possente de' fluidi vitali.

In taluni vegetali i fluidi vitali indicano la presenza loro con forte prevalenza un tipo speciale, il Silphium lancianatum (*), in quelle pianure ove cresce, rende ai viaggiatori lo stesso servizio della bussola ai marinari, perchè, colla punta delle sue foglie, che sono tutte allo stesso modo orientate, indica costantemente la direzione del nord. E none questo forse un'indizio sicuro della presenza' in quella pianta di un fluido calamitato, fluido vitale che la costringe a rivolgere tutte le sue foglie, come tanti aghi di bussola, verso il polo nord della terra ?

(*) Genere della famiglia delle piante Composte, tribù delle Senecionidee, sotto-tribù delle Melampodicee. Il Silphium lancianatum, dice Linneo, ha stelo cilindrico, alto più di due metri, e le foglie grandi con gambo e pinnate. Il flore è largo più di dieci centimetri.
Alcuni pretendono che dal Silfio, che nasce nella Media ed in Soria, si ricavi l' assa fetida, e che questa sia una specie di lacrima che geme quella pianta.

I minerali sono produttori, ad un grado elevato, di fluidi vitali, mentre i fluidi psichici si trovano ancora in essi ello stato di germe del tutto rudimentale.

Ora, il minerale, sotto la sua forma di atomo, avendo un' anima che è il suo principio di vita, al pari di tutti gli altri esseri, dei quali è esso il rudimento primordiale, è già in possesso, appunto come atomo, di una volontà che, per quanto incosciente, non è meno operosa nella maniera più precisa, sotto l'ingiunzione della legge intelligente che la fa muovere.

Se questa volontà, anche incosciente, mancasse nell' atomo, esso sarebbe impotente ad esercitare veruna azione chimica nella materia, poiché gli farebbe difetto lo stimolo che gliela fa eseguire, ed allora rimarrebbe indifferente agli impulsi determinativi delle combinazioni e delle decomposizioni delle specie?

Allo stesso modo, nell' assenza di questa volontà, l'atomo non potrebbe fare irradiare i fluidi che si trovano in esso, e che, come per tutti, hanno il loro focolare di impulsione nel suo io animico.

Ma gli atomi minerali sono, per così dire, la sorgente universale dei fluidi vitali psichici, sparsi in sì grande abbondanza nella natura, e che si trovano in tutte le specie della materia. Ed è perciò che devono considerarsi come gli elementi irradiatori incessanti di tutti questi fluidi che, del resto, contengono in loro stessi, a cagione della loro costituzione intima, che altrove sarà descritta nella loro ontologia particolare.

Dimodoché il fluido elettrico, il fluido luminoso, il fluido calorico e tutti i fluidi vitali qualsiansi che sono generati dai minerali, tutti hanno per focolare di emissione il centro animico di ognuno degli atomi, che ne sono i generatori. Ciascun fluido che ne emana, riceve in essi il tipo vibratorio della sua specie ; poi, uscendo da quel focolare di produzione per irradiare esteriormente, questo fluido trova sul suo passaggio dei conduttori atomici veicolari, di una esiguità incalcolabile relativamente a quella dell' atomo di cui ci occupiamo; e sono questi conduttori che apposti di distanza, tramandano le ondulazioni vibratorie sino alla loro destinazione.

Tale è il principio dell'origine di tutti i fluidi, poichè veruno può aver nascimento se non in un focolare nel quale risiede la vita, perchè, per irradiare, gli è necessaria la forza impulsiva capace di fargli percorrere il tragitto determinato dalla sua stessa potenza di emissione, e senza la quale non potrebbe uscire dall' inerzia.

Ed è perciò che, per produrre i fluidi, l'atomo minerale deve trovarsi in possesso, precisamente come l'anima umana, del principio di vita inseparabile dall'essere, ciò che dimostra come esso racchiuda egualmente in sé un'anima non sono che una cosa sola.



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