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APPENDICE
Le parole dell’Illustre professore
Cesare Lombroso, a proposito degli omiopatici, nella lettera che abbiamo
pubblicata in luogo della Prefazione, fanno sorgere nella nostra mente alcune
considerazioni, che sentiamo il bisogno di esporre.
Vera compagna del magnetismo
animale a noi sembra l’Omiopatia. Il lettore vedrà per quali vicende sia
passato il Magnetismo animale per circa un secolo, disprezzato, ostacolato,
oppresso da scienziati e da profani, da accademie scientifiche e da scuole
officiali, finché è sopraggiunto un uomo, lo Charcot, che con la sua autorità
di grande scienziato ha affermato al mondo la verità dei fenomeni magnetici, ed
ha elevato a scienza ciò che era ritenuto fino allora dai più roba da
ciarlatani.
L’Omiopatia, fondata da quel medico
dottissimo che fu Samuele Hanheman, non ha avuto sorte più felice del
magnetismo animale, e la ragione possiamo dire sia triplice.
In primo luogo, ogni nuovo sistema, ogni nuova scoperta, incontra
sempre ostacoli e difficoltà per farsi strada, specie se questo nuovo ha
il potere di scuotere dalle basi le leggi, le opinioni, le teorie fino allora
esistenti! E per citare uno degli ultimi avvenimenti, di quante opposizioni non
è stata bersaglio la inoculazione antirabbica di Pasteur?
Secondamente, la teoria omiopatica
del similia similibus, completamente agli antipodi della vecchia
allopatica Contraria contrariis, è sembrata ai più che si erano già
impressionati per tanto tempo di una legge, le cui larghe radici si estendono
nella più remota antichità, è sembrata, dicevo, un assurdo, sol perché
gl’individui abituati a seguire quell’indirizzo, quel sistema, non potevano
distruggere quel solco che s’era formato dopo tanti anni nel loro cervello.
In terzo luogo abbiamo un’altra
classe d’individui, che per proposito o per interesse privato vogliono
contrariare tal sistema da loro mai conosciuto, ovvero per semplice spirito di
opposizione lo ritengono falso a priori od assurdo, senza ch’essi abbiano mai
letto una parola del grande fondatore di quella scuola, ritenendo l’Hanheman un
povero illuso. Questa è la classe peggiore, perché è quella degl’ignoranti.
Non è mio intendimento fare qui
l’apologia dell’Omiopatia: è questo un sistema che, senza rumore di gran cassa,
né delle quarte pagine dei giornali scientifici o politici, si fa strada: essa
sordamente s’infiltra nel popolo, ad onta della guerra che l’insegnamento
ufficiale ha interesse di tener viva sempre, dichiarando illusi gl’infermi, e
per lo meno mattoidi coloro che l’esercitano.
Ma l’Omiopatia è davvero fondata su
di una legge assurda? Se dobbiamo prendere come punto di partenza questa
domanda bisognerebbe dire che l’assurdo, o per lo meno la contraddizione, siano
lo stemma dell’Allopatia. E stiamo nel vero. L’Omiopatia ha fondata la sua
legge: Similia similibus curantur, e questa legge che ha scolpita a
caratteri cubitali in alto del suo edifizio la mantiene costante senza mai
discostarsene di un millimetro.
E’ nello stesso modo coerente a sé
stessa l’Allopatia? Essa che conta giorno per giorno tanti insuccessi, essa
così povera di mezzi terapeutici (ad onta di miriadi di sostanze nuove che
giornalmente compaiono per guarire tutti i mali, e che dopo 24 ore son già
dimenticate), l’Allopatia, ripeto, non è fedele alla sua legge dei contrari .
Voi oculista, che in una
congiuntivite acuta versate nell’occhi dell’infermo una goccia di nitrato
d’argento, non mi fate in tal caso dell’omiopatia? Il nitrato d’argento, in
dose più concentrata di quella che voi usate come mezzo terapeutico, non
produce forse una congiuntivite acuta?
Perché voi sifilografo amministrate
il mercurio nella sifilide, quando sapete che il mercurio produce gli stessi
fenomeni che voi cercate di combattere? Ma voi in tal caso vi servite della
legge dei simili. Ed allora perché questa legge in mano all’omiopatico
dev’esser falsa od assurda, ed in mano a voi, che vi fondate su si un’altra
interamente opposta, dev’esser vera?
L’omiopatia elevata, come oggi è, a
scienza, non possiamo dire che sia nata per generazione spontanea. Questa
teoria della generazione spontanea, come è stata dimostrata falsa nelle scienze
naturali ed in fisiologia, così deve in generale ritenersi tale anche dove non
esiste microorganismo, ma dove si tratti di arti, di lettere, di scienze.
L’Omiopatia è figlia diretta dell’Allopatia, e può rassomigliarsi a quella
fanciulla, che, abbandonata sul lastrico dalla propria madre, vada raminga per
mondo stentando la vita per un tozzo di pane, finché cresciuta negli anni, dopo
aver sormontati i mille pericoli che ad ogni passo attraversano il cammino
dell’età giovanile, sia giunta dopo strenuo lavoro a crearsi una posizione
elevata, frutto degli stenti e della sua virtù.
E questo sarà l’avvenire
dell’Omiopatia. Il moltiplicarsi delle pubblicazioni, il moltiplicarsi dei
nuovi e grandiosi Ospedali omiopatici in tutte le parti del mondo, in america,
in Inghilterra, in Germania, in Francia, in Ispagna, nel Belgio, in Australia ecc.,
ed ora la nuova istituzione di un Ospedale a Torino e di un altro a Genova
dimostrano i rapidi progressi che ogni di va compiendo questa scienza.
Dicevamo dunque che l’Omiopatia è
figlia diretta dell’Allopatia, e cominciando dalla più remota antichità a
venire ai giorni nostri, è facile vedere come molte volte gli allopatici in
teoria siano stati omiopatici nella cura di certi morbi: essi osservarono il
fatto ma non ne seppero ricavare la legge.
E questo fu il merito su Samuele
Hanheman, il quale dotato di un ingegno non comune, formulò la legge che è la
base su cui poggia l’omiopatia. Legge di cui, mutate le parole ed il
significato, si fece poi bello presso di noi il Rasori nel suo lavoro sulla
Gommagotta. Egli l’autore del controstimolo, che un tempo fu caposcuola,
riconobbe l’esattezza di quella teoria, e sel’appropriò con molta abilità.
Vedete nelle sue parole se non vi sembra un omiopatico che scriva:
- Scelgo fra le mie osservazioni
cliniche alcuni fatti i più acconci fra i molti per dimostrare che, data una malattia caratterizzata da certi
fenomeni, e dato un agente produttore di fenomeni eguali, accaderà
contro ciò che sarebbe da aspettarsi, chequel tale agente distrugga
invece di accrescere quei fenomeni e tolga la malattia.....-; e quindi
viene in seguito dimostrato come, essendo la gommagotta l’agente più idoneo a
produrre i flussi intestinali, essa è nel tempo stesso un valido rimedio per
arrestarli.
Per conchiudere, l’Omiopatia come
scienza è nuova, ma come applicazione, sebbene limitata, era già praticata
dagli allopatici. Ecco perché non sappiamo comprendere le ragioni per cui
debbansi vedere due partiti messi l’uno di fronte all’altro. Da una parte gli
allopatici che col loro numero immenso cerca di opprimere il partito avverso.
Dall’altra gli omiopatici, che, più deboli in numero, ma guidati dal lume del
vero, rassomigliano alla falange dei nihilisti, che silenziosi lavorano a
minare il palazzo dello Czar, onde al momento opportuno far saltare in aria
quell’uomo che rappresenta un’istituzione che ha fatto il suo tempo.
Da parte nostra non approviamo gli
attacchi molto fieri che si scambiano le due scuole, e quel negare l’una
all’altra qualsiasi merito. In ciò v’è del falso, bisogna che le cose si
mettano al loro posto, perché, se queste due scuole partono da principi
opposti, tendono però ambedue allo stesso scopo, e in non rari casi l’una
stende la mano all’altra nel suo cammino, senza che però l’omiopatia venga meno
al suo principio fondamentale.
Vediamo quale è la base su cui
poggia l’Omiopatia, e su quale poggia l’Allopatia, ed in questo esame ci
serviremo delle idee espresse oralmente in qualche occasione dell’egregio
dottor De Tommaso, uno fra i più distinti omiopatici italiani, letterato e
scienziato non comune.
A prima giunta sembra che un abisso
separi le due scuole, eppure non è così. Dato un morbo, che cosa si prefigge
l’Allopatia? Essa cerca di sostituire l’irritamento prodotto dal farmaco,
all’irritamento prodotto nell’organismo dal quid morboso, che è causa
della malattia. Non uno scopo diverso si prefigge l’Omiopatia: in modo che sia
l’una che l’altra poggiano su di una stessa base. Non si creda che questa
parola sostituzione sia nuova: essa fu adoperata da Tousseau in Francia,
corrisponde all’altra controstimolo usata dal Rasori, ed è l’equivalente
del Simila similibus degli omiopatici.
Fin qui, dunque le due scuole vanno
d’accordo: la quistione è di parole. La differenza sorge quando si scende
all’applicazione della legge: allora l’Allopatia, per ottenere l’effetto che si
propone, ha bisogno di spingere la dose del farmaco fino ad un tal punto,
sorpassato il quale si toccano si toccano tante volte i limiti dei primi
sintomi dell’avvelenamento, mentre l’Omiopatia ottiene lo stesso effetto con
maggiore sicurezza di riuscita, e senza il minimo nocumento per l’infermo, con
dosi infinitesimali.
La gente volgare ci osserverà che
la dose minima rimarrà senza effetto, e che il medico giunge ordinariamente ad
ottenere i suoi risultati per una specie di suggestione con cui agisce
sull’infermo.
A questa obiezione noi rispondiamo
col trasportare gli avversari nel campo dei fatti.
La medicina, e chi non lo sa? È
fondata unicamente sull’empirismo: ora il campo pratico potrà esser l’unico
mezzo come persuadere gli oppositori di quanta potenza sia dotata una dose così
infinitesimale, che, messa a confronto della massiccia amministrata
dall’allopatico, si manifesta con una azione più energica ed efficace di
quest’ultima.
Né si creda che noi volessimo
negare qualunque merito all’Allopatia. Ce ne guarderemmo bene. Anche
l’Allopatia ha le sue grandi risorse, ma naturalmente non sono sempre
sufficienti e quei pochi rimedi di azione sicura, e di cui fa pompa, agiscono
quasi tutti per legge omiopatica, cioè quella dei simili.
Voi allopatico, che nella cura del
gozzo amministrate il ioduro di potassio, non agite per la legge dei
simili, quando sapete che (V. Nieper, Lebert) il gozzo prevale in quelle
regioni in cui la terra, le piante e l’acqua contengono relativamente una
maggiore quantità di iodio?
Voi che amministrate il bromuro
di potassio nella epilessia avete inteso che il Dottor Kuhner ha detto esservi tanta rassomiglianza
fra i fenomeni prodotti dall’azione del bromuro di potassio e i fenomeni
morbosi che si osservano negli epilettici durante gl’intervalli degli accessi,
che non si riesce a distinguerli?
E l’arsenico, che voi date
nella gastralgia, nel catarro gastro-enterico, nel vomito delle gravide ed in
tante dermatosi, non produce forse a dosi più elevate gli stessi fenomeni che
voi cercate di combattere?
La camomilla, con cui si
cerca di vincere la diarrea dei bambini nell’epoca della dentizione, non è
catartica per sé stessa a dose più elevata?
Gli oculisti, che usano il Jequirite
nella cura della congiuntivite, sanno che ad una certa dose essa produce una
oftalmite difterica?
La digitale, che nell’uomo
sano a dose tossica produce anemia o diminuisce la secrezione dell’urina, non
agisce per legge omiopatica allorquando nei vizi cardiaci con disturbi di
compenso, e quindi con edemi, essa produce la diuresi?
Voi date la belladonna come
antidoto al cloralio, e poi dimenticate che ambedue sono narcotici potenti?
Con quali criteri mi amministrate
l’ergotina nell’atassia locomotrice, quando Tuczek ha riscontrato nelle
autopsie di individui morti per ergotismo, le stesse lesioni
anatomo-patologiche dell’atassia?
Il timolo, che avete usato
in questi ultimi anni contro il colera, sapete che a forte dose ne produce gli
stessi sintomi?
Ma vediamo di aver sorpassato i
limiti di una modesta nota: chi avesse desiderio di saperne qualche cosa di più
legga l’articolo del Bonino, inserito negli Atti ufficiali dell’Istituto
omiopatico italiano. Fasc. 11. A. 1886. Torino.
CLAUDIO DELLA VALLE
TRASCRITTO NEL 1999
INDICE
PAROLE CHIAVE PER RICERCA RAPIDA:
PERVERSI
SOGNI
COSCIENZE
MULTIPLE
MUSICA
MEDICINALI
MALEFICI
NARCOTICI
SENTIMENTI
LIPEMANIA
RELIGIOSA
ACROMATOPSIA
STIMME
IMMAGINE
IDEA
FISSA
IMMAGINI
MOTRICI
POLARIZZAZIONE
EMISFERI
CEREBRALI
ANGOSCIA
ESTESIOGENI
PARTO
FASCINAZIONE
EMIPNOSI
CATALESSI
PAOLINA
LETARGIA
SONNAMBULISMO
NOTTAMBULISMO
BRAID
ANTICHI
ILLUSIONI
ALLUCINAZIONI
PLACCHE
METALLOSCOPIA
MAGNETE
CALAMITA
TRANSFERTO
ESTASI
RAPIMENTO
SUGGESTIONI
CRIMINOSE
ANESTESIA
CONTRATTURE
S.
UFFICIO
S.
UFFIZIO
INQUISIZIONE
MESMER
PARALISI
AMNESIA
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