L'IPNOTISMO E GLI STATI AFFINI

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II.

Colui il quale determina in un individuo il sonno ipnotico potrà suggerirgli atti contrari alla sua volontà, o pei quali l’ipnotizzato non avea alcuna intenzione?

Il Liégeois cita parecchie esperienze da lui fatte su donne ipnotizzate. Ad una signora, intelligentissima e resistente energicamente ad ogni suggestione, suggerisce l’idea di dovergli mille franchi: egli finì per farle accettare siffatta suggestione e sottoscrivere un bono per tale somma. Alla medesima persona un giorno Liégeois affermò in presenza del marito che essa avea promesso di cautelare un debito di costui per centomila franchi. Ella prima nega, poi esita, indi crede di ricordarsene, e finisce per convincersi che realmente ha promessa la garentia reclamata, e la sottoscrive di proprio pugno.

Il Cullerre, riannodandosi alle esperienze di Liégeois, si domanda: - E’ forse impossibile di suggerire ad un ipnotizzato di recarsi presso un pubblico notaio e fargli redigere un atto che comprometta numerosi interessi, senza che, risvegliandosi, abbia ricordo del fatto, e senza che il notaio concepisca il menomo sospetto che abbia a che fare con un individuo ipnotizzato e mancante della sua piena libertà morale?

- E’ sovra tutto, egli aggiunge, in materia di testamenti e di donazioni che il pericolo è grave. In ogni tempo gli esempi di captazione non mancarono: vecchi circonvenuti, dominati, soggiogati diseredarono i loro legittimi eredi a profitto d’intriganti senza coscienza e senza scrupoli.

- Per vincere i resistenti non si è mancato di ricorrere a mezzi eroici, come quello di un’apparizione.

- In un processo, avuto luogo a Nancy, si è visto che un individuo, giocando la parte di S. Giuseppe, venne come messaggere di Dio al capezzale di un vecchio e prese a dettargli alcune disposizioni testamentarie. Ora per un ipnotizzato non ci ha più bisogno di questi espedienti pericolosi e primitivi: per semplice suggestione gli si farà vedere e ben vedere l'araldo divino, gli si farà dare tutti gli ordini che si vorrà; e tutto sarà accettato dal paziente con una convinzione assoluta, contro la quale niente prevarrà.

- Per via di suggestioni post-ipnotiche non si potrebbe ancora impedire che una persona faccia un atto qualunque, mettendolo, p. es, nell’impossibilità di scrivere?

- Un pretendente ricusato non può egli vincolare una donzella, che egli ardentemente desidera, a non rispondere all’ufficiale dello stato civile, innanzi al quale va a solennizzare le nozze con altri? Queste ipotesi nulla hanno di inverosimile -.

Siffatti timori non sono divisi interamente da Gilles de la Tourette, che ritiene tali fatti come semplicemente sperimentali, soggiungendo che la persona non può alla scadenza non domandarsi come vada che ha firmata una tale carta: ella rifiuterà di pagare, si querelerà, ed il possessore del biglietto andrà nei lacci della giustizia. Riguardo ai testamenti restano gli eredi che sapranno smascherare le frodi.

Come che sia, ritenuto possibile tale genere di reati, bene il dott. Giulio Campili nel suo pregiatissimo lavoro opina che, - se all’atto civile si devenga per suggestione nello stato ipnotico, niun dubbio che sia da considerarsi l’atto stesso annullabile, come qualunque altro che si compia o perfezioni mercé il concorso di persona incapace -.

La quistione si fa anche più complicata, se all’atto si dia vita e forma giuridica nello stato di veglia per suggestione ricevuta nel sonno[183].  Anche in questo caso il dolo adoperato mediante la suggestione invalida il consenso, e rende l’atto nullo.

I reati, che possono essere commessi in danno degl’ipnotizzati, sono numerosi, come del pari quelli dei quali costoro possono essere istrumento.

Circa i reati, dei quali l’ipnotizzato può essere vittima, si presentano, come i più frequenti, gli attentati al pudore.

Nel discorrere dei medesimi bisogna distinguere i vari sadi ipnotici, nei quali quelli possono essere commessi: tali stati sono la letargia ed il sonnambulismo.

Nello stato catalettico tali attentati sono più rari a commettersi, essendo una fase del sonno ipnotico che non si può sempre facilmente ottenere, ed è per lo più secondaria al letargo od al sonnambulismo.

Lo stato , che a preferenza si presta al malvagio per commettere attentati al pudore, è il letargico, in cui l’ipnotizzato resta inerte; mentre nel sonnambulismo si può opporre una viva resistenza.

I seguenti fatti sono riferiti da Gilles de la Tourette[184], e riguardano la letargia.

Una giovinetta, di anni 18, credendosi ammalata, si recò presso un tale C..., magnetizzatore a Marsiglia. Ogni giorno la Margherita andava alle sedute: verso i primi d'aprile si accorse d’essere incinta e se ne querelò all’autorità competente. Allora il Costa ed il Broquier furono invitati dal Commissario di polizia per constatare: 1° la gravidanza e l’epoca nella quale avesse potuto avere inizio; 2° se la Margherita avea potuto esser deflorata contra alla sua piena volontà, o se la di costei volontà avesse potuto esser annichilita completamente, o in parte, per effetto del magnetismo.

Essi attestarono: - 1° la Margherita è incinta e la sua gravidanza non rimonta oltre i 4 mesi e mezzo; 2° esser possibile che una giovinetta possa essere deflorata e resa madre contra alla sua volontà, annichilita per effetto del magnetismo -. Questo parere del Costa e del Broquier fu confermato eziandio dal Devergie e dal Tardieu.

Alla fine di aprile 1878, una tale B..., lavandaia a Rouen, accompagnò la figliuola ventenne, a nome Berta, a querelarsi all’Ufficio del Pubblico Ministero di Rouen contro il dentista Lévy, che ella accusò di deflorazione violenta in persona della figliuola Berta; e dichiarò nulla aver visto, niente sospettato insieme alla figliuola. Tanta ingenuità favorì lo scetticismo, che poi fu eliminato dalla confessione del Lévy medesimo.

Egli aveva fatto sedere la madre presso il camino di fronte al fuoco, volgendo le spalle alla figliuola. Questa a sua volta fu fatta sedere su di una sedia a bracciuoli, su cui, abbassatane la spalliera, rimase coricata in una posizione orizzontale. Il Lévy in tale posizione l’addormentò.

Nelle prime due sedute nulla di rilevante avvenne; ma alla terza, dopo aver preso le stesse precauzioni e fatta addormentare la ragazza, tolse una boccettina e si avvicinò alla dormiente, che bentosto mandò un gemito ed un grido. La madre impressionata si alzò, ma l’operatore bruscamente l’arrestò dicendo: - è nulla, ci siamo avvezzi -; indi, prese una tovagliuola, si abbassò per asciugare qualche cosa, ed avvoltolandola la gittò vivamente in un angolo.

Una prima commissione di medici escluse l’ipotesi che il sonno fosse stato provocato per via di anestetici, ed accennò a sintomi isterici della vittima senza concluder nulla; ma il presidente delle Assise della Senna Inferiore sottopose l’ipotesi dell’isterismo al Brouardel, che, rigettandola insieme a quella degli agenti anestetici, pose questo quesito:

- Nervosa, impressionata, piazzata dal Lévy in una posizione tale che, coricata, le mani, che alzavano il labbro superiore e turavano nel tempo stesso le narici, impedivano alla vista di guardare in basso e obbligavano il globo dell’occhio a portarsi in alto, la ragazza Berta, durante le sue visite presso il Lévy, è dessa caduta nel sonno ipnotico? -

Il Brouardel vi rispose affermativamente, e fu accolta la sua soluzione, che ebbe questo di importante nella specie, la esclusione di ogni sospetto di simulazione.

Dal punto di vista medico legale ha non poca importanza quello stato di letargia, nel quale non si ha più l’oblio completo nello stato di veglia consecutivo di ciò che è avvenuto durante il sonno, ma bensì un ricordo più o meno confuso: abbiamo cioè una letargia dal Gilles de la Tourette chiamata lucida. Un caso ne chiarirà l’importanza e ne farà rilevare il conto da tenersene.

In seguito ai pubblici spettacoli dati da Donato in Isvizzera nell’inverno 1880-81, si sviluppò una vera epidemia magnetica, e come conseguenza si ebbe il caso seguente, che fu oggetto di una inchiesta giudiziaria.

Maria F. si recò nel 1881 dal pastore tedesco di Chaux-de-Fonds per essere ammessa a partorire nella casa di maternità di Berna, e disse di essere restata incinta per opera di un magnetizzatore: conosciutosi il fatto dal giudice di istruzione, fu iniziata una istruttoria, ed al prof. Ladame furono proposti i seguenti quesiti.

1° Il racconto di Maria F. è verosimile nella sua generalità? 2° L’accoppiamento ha potuto aver luogo nelle condizioni indicate da lei, senza che avesse potuto rendersi conto del contatto che subiva? 3° La volontà si è completamente annichilita da renderle impossibile ogni resistenza contro il seduttore? 4° E’ possibile la concezione nello stato di assoluta insensibilità? [185]

Ladame rispose che, in quanto al primo quesito, sta il fatto che la querelante deponeva nei seguenti termini: - Luigi V... mi ha magnetizzata in cucina, senza domandarmene il permesso; poi ad un certo momento mi sono risvegliata a mezzo, ho veduto confusamente che era sul suo letto e che egli era sul mio corpo: avrei voluto respingerlo, ma invano, perché mi mancavano le forze; ed egli di ciò accortosi mi ha addormentata anche più fortemente della prima volta: avrei voluto gridare ma non l’ho potuto.-

Questo racconto è verosimile, poiché nel sonno ipnotico sono vari i gradi: quando non è troppo profondo, la coscienza permane fino ad un certo punto; ad un primo grado si ha un certo stordimento, nel quale il paziente ha una confusa coscienza di ciò che gli si fa, e crede poter reagire, ma le membra non lo secondano perché già reso impotente.

Questo fenomeno della impotenza, misto all’illusione delle potenza, è verificabile anche nel sonno naturale. La Maria F... adunque, allorché fu ipnotizzata da Luigi V..., e voleva gridare e resistere, era vittima di una illusione del suo potere di resistenza. Ora, dando questo significato alle parole della Maria, e facendo prudentemente il Ladame ogni riserva sulla simulazione, conchiude che il racconto non è in contraddizione con i fenomeni conosciuti nel sonno magnetico o ipnotico.

In quanto al 2° quesito, la risposta non potè non essere affermativa, dappoiché è noto che le più dolorose operazioni si sono sperimentate sulle persone cadute in ipnotismo, la cui insensibilità si è spesso rivelata assoluta: ciò non pertanto il Ladame fa la sua riserva sulla possibilità della simulazione in tali rincontri.

A base di simile riserva fu risposto anche affermativamente alle ultime due domande; ma la opinione del Ladame non convinse il magistrato, che dichiarò non farsi luogo a procedere contro il Luigi V..., ritenendo irregolare la vita della Maria F..., che avrebbe voluto mistificare in tale rincontro la giustizia.

Gilles de la Tourette acutamente riprende non il giudicato, ma l’irregolare procedura tenuta dal giudice istruttore, il quale non presentò all’esame di Ladame la querelante, essendo più che necessario rilevarne le condizioni patologiche.

I fatti ricordati e quello anche più celebre di Castellano, riferito da tutti gli scrittori, e che noi ci risparmiamo di riportare, rientrano nella categoria della letargia ed hanno per comune carattere la passività corporale ed intellettiva.

Altrimenti diciamo verificarsi nel periodo sonnambolico. Sappiamo che, se il soggetto è addormentato, il suo spirito veglia. Il sonnambulo è un automa, imperfetto per altro, che può ricevere, eseguire le suggestioni ed anche ribellarvisi; e contrariamente a ciò che avviene negli altri stati, nei quali lo spirito è chiuso alla vita di relazione, egli si ricorda di ciò che gli è avvenuto nella sua vita condizionata.

Ora gli atti carnali commessi nel periodo sonnambolico senza violenza sono soggetti al Codice Penale?

In esso l’ipnotizzatore, profittando di quella corrente di affetti e di simpatie, che si svolge fra lui e la sua vittima, può ottenere quelle grazie che invano cercherebbe ottenere nello stato di veglia. Parlare di consenso in questi casi è una vera leggerezza, quando si sà che la personalità è annichilita e la volontà individuale menomata. Questi casi sono certamente punibili a norma dell’art. 490 n.°2, dove è detto che lo stupro è ritenuto violento, - quando la persona, di cui si abusi, trovisi per malattia, per alterazione di mente, o per altra causa accidentale, fuori dei sensi, o ne sia stata artificiosamente privata -. Imperocché la mancanza di resistenza da parte della vittima deriva dall’affievolimento intellettuale, alla stessa guisa che suole avvenire per i poveri idioti, vittime della brutalità del primo venuto.

Non è chi non vegga inoltre quali rivelazioni e confidenze un disonesto ipnotizzatore possa trarre durante il sonnambulismo del soggetto, alle quali costui nella compiutezza della sua vita ordinaria si rifiuterebbe. Non bisogna per altro immaginare che si possa ottenere da ogni sonnambulo tutte le confidenze e le rivelazioni, che si desiderano, perché spesso si rifiuta di farle.

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