L'IPNOTISMO E GLI STATI AFFINI

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CAPITOLO XI. L’IPNOTISMO DAL PUNTO DI VISTA MEDICO-LEGALE

Igne quid utilius? Si quis tamen urere tecta

Cmparat, audacs instruit ille manus.

Ovidio.

I.

Distrutta o menomata la personalità dell’individuo dalle manovre ipnotiche,  non v’è chi non veda i gravi danni che possono venire alla Società ed all’individuo stesso. Azioni disoneste, crimini abominevoli ecc. possono per suggestione essere compiuti dall’ipnotizzato, e fatti non meno gravi possono in suo danno perpetrarsi. Il Liégois, professore alla facoltà di diritto di Nancy, in una splendida memoria presentata all’Accademia di scienze morali e politiche, ha enunciato la maggior parte dei problemi che l’ipnotismo può presentare nella giustizia, conchiudendo alla possibilità di qualunque reato sotto l’influenza del sonno provocato. Anche il prof. C. Lombroso oltre i danni fisici ha fatto notare i danni morali, che possono derivare all’ipnotizzato. - Quando, egli scrive, si pensa che vi ha, durante l’ipnosi, una completa inibizione, un arresto delle nostre più nobili facoltà, che sono sostituite, non solo da quelle dell’ipnotizzatore, ma anche spesso di qualunque altro che può comandare in sua vece, si capiscono i danni immensi che ne possono venire nei contratti,  testamenti, rapporti sessuali, ed il dovere, che ha un governo, di cercare d’impedirne la diffusione.

Il Gilles de la Tourette segnala i danni propri di ciascuno stato fondamentale dell'ipnotismo. Il soggetto, in catalessia, e sovra tutto in letargia, è facile preda alla lussuria del magnetizzatore; il sonnambulo, per la facilità con la quale accetta le suggestioni di diverso ordine, può divenire nelle sue mani un agente incosciente, irresponsabile ed all’occasione pericolosissimo.

La Società deve quindi premunirsi contro simili pericoli, e lo Stato, che ha una missione tutelare, è nell’obbligo di regolare le pratiche ipnotiche in vista di tutti i possibili danni.

Fin dal tempo di Mesmer il celebre Bailly, nel suo rapporto segreto, redatto a nome della Commissione incaricata da Luigi XVI per l’esame del magnetismo animale, termina col proporre delle misure di repressione. Nel 1784 il luogotenente generale di Polizia intervenne più volte alle sedute magnetiche di Delson per farne cessare gli scandali, mancando all’uopo qualunque regolamento. Le varie proposte di repressione non ebbero buon esito in un’epoca, nella quale i corpi scientifici negavano l’esistenza del magnetismo.

L’Accademia di Medicina di Parigi, nell’ 11 ottobre 1825, per la prima volta, non credette indecoroso pel suo prestigio di occuparsene, ma non venne a pratiche conclusioni, mentre in Russia l’Imperatore Alessandro, nello stesso anno, promulgava un ukase, disponendo che il magnetismo non potesse essere usato che dai medici.

Ciò premesso veniamo a trattare alcune quistioni che cadono sotto il dominio della criminologia, ed, in attesa di apposite leggi, vediamo quali delle attuali, che riguardano il diritto comune, si possano applicare ai diversi casi che andremo esponendo. Ed in primo luogo possono i sonnambuli dare consultazioni mediche?

Anche a base della codificazione attuale italiana ci pare che possa sostenersi che il sonnambulo, il quale dia consultazioni ai malati, senza l’intervento di un medico, commetta il delitto di esercizio illegale della medicina. Egli pratica l’arte medica: ogni differenza tra lui e chi esercita illegalmente allo stato di veglia sta in ciò, che costui parla in nome di una mal pretesa esperienza, e quegli vantando il dono di una seconda vista. L’uno e l’altro sono quindi colpevoli, ai termini dell’art. 94 della Legge sulla Sanità Pubblica.

Mal si potrebbe far ricorso all’arresto della Corte di Cassazione di Firenze del 4 luglio 1883, che affermò: - A costituire esercizio abusivo di medicina si richiede la cura personale degli ammalati per parte di persone non provviste di regolare matricola, col visitarli direttamente ed ordinare farmaci mediante apposite ricette -[180] Imperocché, come bene osserva il Denis-Weil[181], non è necessario che l’individuo, che non ne abbia l’autorizzazione, abbia prescritta una cura suscettibile di esercitare sugli organi un’azione qualunque buona o cattiva, giacché un rimedio anche inoffensivo per sua natura produce indirettamente funeste conseguenze, poiché l’ammalato, mentre riposa così su di una falsa sicurezza, trascura la cura seria e lascia aggravare il proprio male.

E’ chiaro quindi, che, a norma dei principi generali di diritto penale, l’ipnotizzatore sarebbe agente principale, ed il sonnambulo autore del reato. Del pari, compartecipe a questo è il medico, il quale segni ciecamente le ricette ordinate dal sonnambulo: egli, prestando il concorso della sua autorità, agevola la consumazione del reato. Questo criterio fu stabilito dalla Cassazione di Francia nel 1857.

Ma ciò non è applicabile nel caso di un onesto medico, il quale si serva del sonno ipnotico nei limiti che la scienza e la coscienza dettano qual mezzo di cura, come un altro medico si serve dell’elettricità, la quale fra mani disadatte è del pari un mezzo pericoloso.

Le precedenti considerazioni ci menano ad altre di un ordine di penalità più grave. I sonnambuli non si contentano di dare consulti medici, ma, grazie alla doppia vista, ed alla lucidità, di cui nelle loro réclames si dicono dotati, prevedono l’avvenire, leggono nelle mani, parlano di tutto e su tutto. Queste operazioni non rientrano per avventura nell’art. 626 del Codice Penale? Quell’uomo o quella donna, che ha per mestiere, dietro analogo pagamento, di leggere nel pensiero di chi viene a consultarlo, di far ritrovare gli oggetti perduti o derubati, d'insegnare il modo di far ritornare nell’amore chi si era allontanato, d’indicare ad un coniuge geloso l’aborrito rivale, costui, o costei che sia, cade sotto la sanzione penale della truffa: imperocché spaccia un potere immaginario abusando dell’altrui buona fede.

Merita di essere ricordata una sentenza della Corte d’Appello di Parigi, riportata da Gilles de la Tourette[182], manifestamente fondata sopra un erroneo ragionamento.

I coniugi Mongruel furono tradotti innanzi al Tribunale di Parigi come colpevoli di truffa in persona dei coniugi Lemoine. Fu assodato in fatto che la signora Lemoine  consultò la sonnambula Mongruel sulla condotta di suo marito, e costei diè tali falsi ragguagli sulla infedeltà di costui, che quella restò sconcertata nelle sue facoltà mentali: il Tribunale li condannò per truffa. Costoro in appello si affidarono al patrocinio di Giulio Favre, il quale, sostenendo che l’extra lucidità è la dote dei sonnambuli e che il sonnambulismo esiste effettivamente, chiedeva l’assoluzione dei coniugi Mongruel.

Il consigliere relatore Thomassy, nella sua relazione alla Corte, fra l’altro disse: - Nel magnetismo vi sono le pratiche sicuramente scientifiche e quelle di semplice curiosità, delle quali la giustizia repressiva non si occupa, perché la scienza è libera; vi sono pratiche di lucro e speculazione, che un giorno potranno essere oggetto di vigilanza amministrativa, ma che oggi sfuggono ai tribunali, nell’attuale stato della legislazione; vi sono infine le pratiche di magnetismo e di sonnambulismo, le quali, oltre allo scopo lucrativo, sono precedute, accompagnate e susseguite da circostanze, che pel loro carattere fraudolento le fanno cadere sotto la repressione delle leggi penali -. La Corte quindi ritenne che - le pratiche magnetiche e sonnamboliche usate dai prevenuti nei loro rapporti coi coniugi Lemoine, non costituissero sufficientemente le manovre fraudolenti, previste e punite dall’articolo 405 del Codice Penale -.

Quantunque le manovre ipnotiche debbano essere consentite a coloro, che sono legalmente autorizzati all’esercizio della medicina, noi esigeremmo l’osservanza di qualche malleveria, la quale potrebbe consistere nella presenza di due testimoni, di fiducia dell'ipnotizzatore e dell’ipnotizzato, avendo ambo l’interesse di salvaguardarsi da possibili accuse.

Quando poi qualche danno si verifichi per suggestione fatta durante il sonno ipnotico, quale sarà la responsabilità civile e penale dell’ipnotizzante e dell’ipnotizzato?. Di queste indagini noi ci occuperemo qui appresso.

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