|
III.
Il
sonno ipnotico, all’infuori di ogni suggestione, può per sé stesso agire da
mezzo terapeutico, come è stato constatato dai mesmeristi, da Braid e da altri
posteriormente. Iòl Beaunis, considera il sonno ipnotico senza suggestioni più
riparatore del sonno ordinario, e ritiene che una parte degli effetti
terapeutici, prodotti dall’ipnotismo, dev’essere attribuita a questo carattere
del sonno provocato. L’interpretazione data a quest’azione benefattrice è
variamente interpretata, poiché chi ammette che quel sonno sia benefico per sé
medesimo, e chi riferisce i benefici risultati ad una autosuggestione, poiché
il soggetto, allorquando si fa addormentare, sa che l’operatore deve agire su
di lui a scopo terapeutico.
Il
nostro amico dottor Ventra comunicò al Congresso degli alienisti, tenutosi nel
1886 a Siena, un caso clinico di sua osservazione, in cui ottenne la guarigione
col solo sonno ipnotico senza suggestione. Rea una giovanetta neuropatica con
precedenti ereditari, in cui, in seguito ad una caduta sull’occipite, si
manifestò l’isterismo. Dopo la caduta presentò emiparesi ed emianestesia a
destra, meno per la faccia. Due mesi dopo sopraggiunsero convulsioni isteriche,
parestesie, ambliopia, paralisi del retto e della vescica, contratture,
movimenti coreiformi, mutamento del carattere e dei sentimenti, insonnio,
illusioni, allucinazioni, ed uno stato estatico visionario che non di rado si
riproduceva. Sottoposta all'ipnotismo, senza dirle lo scopo di quella pratica a
lei sconosciuta, dopo pochi minuti minuti si ottenne lo stato sonnambolico, e
profittando di questo stadio il Ventra le suggerì di camminare.
La
paziente si sforzò invano di farlo, perché l’arto inferiore non si prestava a
sorreggerla. Dopo mezz’ora circa di sonno, in cui non si fecero altre
suggestioni, il Ventra svegliò la
inferma, la quale fino a mezzanotte rimase depressa e in uno stato di stupore.
Dormì profondamente sino al mattino, svegliandosi guarita completamente da
tutti gli strani fenomeni che l’avevano afflitta per il passato, meno della
paresi all’arto inferiore, che migliorò poi alquanto sotto la corrente
galvanica.
Si è
parlato per lo addietro di una certa qualità posseduta da alcuni sonnambuli,
quella cioè di poter dire la malattia propria o di un altro individuo, con cui
si mettono in relazione, e prescriverne i rimedi opportuni. Questi tali
sonnambuli erano detti chiaroveggenti o lucidi, e godevano di una
infinità di altri doni: basta aprire i libri di alcuni mesmeristi per
apprendere l’onniveggenza dei loro soggetti.
Vedevano
a distanza, leggevano nel passato, nell’avvenire, penetravano nel pensiero
delle persone con cui si mettevano in rapporto, fino a scoprire le intime
particolarità degli affetti del loro cuore, indicavano tracce di miniere,
sorgenti di acqua, trovavano cose rubate, compivano insomma le cose più
inverosimili, ed impossibili ad esser compite da mente umana. Il lettore col
suo buon senso ci risparmierà la pena di dimostrare come tutti questi prodigi
abbiano rappresentato la quinta essenza del ciarlatanismo, il quale fece cadere
in discredito il magnetismo animale.
In
qualche raro caso sembra che il sonnambulo abbia letto nel suo interno e
descritta o predetta una sua malattia; ma ciò si è avverato qualche volta anche
nei sogni: la chiaroveggenza, la lucidità, non ci ha quindi nulla a che vedere
con questo affare. Noi possiamo benissimo spiegare il fenomeno, ammettendo una
esagerazione autosuggestiva della cenestesi, o sensibilità interna dell’ipnotizzato.
Una
proposta degna di nota è stata quella dell’applicazione della suggestione
ipnotica alla pedagogia.
Anche
noi non saremmo alieni da queste pratiche in fanciulli di natura viziosa, ma
non sappiamo fino a qual punto la suggestione ipnotica sia per darci buoni
risultati. In teoria la proposta è bella e fa prevedere i più felici successi;
ma l’esperienza soltanto ci potrà togliere ogni dubbio. Sarebbe forse opportuno
cominciare dalle case di custodia, ove son rinchiusi giovanetti, che
precocemente hanno manifestati i loro istinti perversi; e solo nel caso di
risultati positivi potrebbersi estendere l’uso delle suggestioni ipnotiche alla
pratica civile.
Il
Berillon presentò al Congresso dell’Associazione Francese per l’avanzamento
delle scienze a Nancy (sezione di pedagogia) le sue vedute in proposito. Egli,
considerando le osservazioni di Voisin, in cui l’ipnotismo è apparso un mezzo
non solo di guarire la follia, ma anche un agente moralizzatore della più
grande efficacia, trasformando una giovane di 22 anni, ladra, prostituta,
pigra, brutale, incorreggibile, in una persona obbediente, sottomessa, onesta,
laboriosa; considerando che Liébault ha potuto con pieno successo suggerire ad
un collegiale della peggiore specie di diventar docile e studioso, e ad un
idiota di diventare attento ecc., propone di sperimentare l’ipnotismo come
mezzo pedagogico nei fanciulli cattivi, viziosi e malati, in cui tutti gli
altri mezzi fossero falliti. Il Blum, professore di filosofia, fece lo stesso
nel Congresso delle riserve in nome della libertà morale del fanciullo,
rilevando come l'educazione non deve tendere a trasformare l’uomo in macchina,
ma per contrario deve tendere ad agevolare lo sviluppo dei buoni germi e farne
abortire i cattivi. Queste idee del Blum sono senza dubbio esattissime fino a
che si parla di applicare la suggestione ipnotica in fanciulli buoni che fanno
il proprio dovere; ma in coloro, che in tenera età si dimostrano indocili o
manifestano già i sintomi di un’indole perversa, anziché permettere che questi
si rendano più gravi, sino al punto di diventare fatali, noi, rinunziando a
tutte le belle discussioni accademiche sulla libertà morale, consigliamo l’uso
delle suggestioni ipnotiche come il miglior mezzo per arrestare il male che
prende piede.
|