L'IPNOTISMO E GLI STATI AFFINI

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VI.

Le suggestioni allo stato di veglia non differiscono da quelle fatte durante il sonno provocato. L'abate Faria al suo comando determinava il sonnambulismo o la paralisi degli arti, della lingua, dell'occhio ecc. In seguito queste esperienze furono ripetute da Braid e dagli elettro-biologisti in America, ed in questi ultimi tempi Bernheim, che per primo vi ha richiamata l'attenzione, seguito poi da Bottey, Dumontpallier, C. Richet ed altri.

Perché la suggestione allo stato di veglia si realizzi, occorre ordinariamente che il soggetto sia sensibile, e sia passato molte volte nello stato ipnotico, senza di che le suggestioni non potranno essere accettate facilmente. Del resto vi sono anche taluni esempi di suggestioni allo stato di veglia eseguite su soggetti non ipnotizzabili. Per ottenere questi fenomeni il Bernheim si serve di un metodo il più semplice che mai: egli non ha sempre bisogno di dare alla sua fisionomia un aspetto severo, non dà alla sua voce un tuono di autorità, non fulmina con lo sguardo, ma parla con la massima semplicità, sorridendo, con calma, ed ottiene il suo scopo, non solo sopra individui docili, di debole volontà, compiacenti, ma anche su persone che ragionano bene, che hanno il pieno possesso si sé medesime e della propria ragione, e qualche volta anche su taluni che presentano uno spirito d'insubordinazione.

Con questo mezzo Berheim ottiene allo stato di veglia modificazioni della sensibilità, le contratture ed il loro transferto da un lato all'altro del corpo: gli basta dire: - Il vostro lato sinistro è insensibile -. Se allora punge con uno spillo quel lato, se introduce lo spillo in una narice, se tocca la mucosa oculare, il soggetto non sente nulla: mentre il lato destro reagisce. - Allo stesso modo trasferisce l'anestesia nell'altro lato, ovvero determina un'anestesia generale del corpo, da permettere in un caso l'estrazione di cinque radici dentarie molto resistenti, senza che il soggetto avesse manifestata la minima impressione dolorosa.

Si determineranno in egual modo paralisi di qualunque gruppo muscolare. Silva dice una sera ad un suo soggetto: - tu non puoi più muovere le gambe, né parlare sino a domani alle nove -, e fino a quell'ora le era impossibile muovere gli arti inferiori, e non parlava che con gesti, ovvero si esprimeva per mezzo della scrittura.

Lo stesso dicasi delle suggestioni di allucinazioni. Le illusioni sono più difficili a provocarsi, perché l'oggetto, che si presenta all'occhio, richiama alla sua realtà l'individuo che è desto, ed impedisce ai suoi sensi di interpretare falsamente l'impressione ricevuta.

Si possono provocare allucinazioni di tutti i sensi.

Bottey persuade E. C., mentre mangia una cotoletta, che la carne ha un odore di canfora. Dopo tre o quattro bocconi, essa comincia a provare questa impressione olfattiva, e ne è talmente persuasa che si lagna molto amaramente colla cuciniera che le ha servito quel piatto.- Nello stesso soggetto Bottey determina allucinazioni dell'udito in modo che è costretto a turarsi gli orecchi per non sentire dei fischi immaginari molto stridenti, supplicando di farli cessare al più presto possibile.

Queste allucinazioni suggerite allo stato di veglia possono variare per la durata da alcuni minuti a varie ore. Un soggetto di Bottey vide per due giorni il ritratto di suo fratello, senza che una notte di sonno normale avesse distrutta questa allucinazione.

Ma oltre le allucinazioni si possono determinare altre modificazioni dei sensi speciali.  § 318 Renderemo il soggetto sordo di uno o di entrambi gli orecchi, lo renderemo cieco completamente, o la paralisi della vista si limiterà ad un solo oggetto, ad una data persona.

Possiamo comunicare le suggestioni ad una certa scadenza: diciamo p. es., al soggetto: - questa sera alle 10 la vostra mano destra resterà contratta: voi sarete incapace ad aprirla e, se vi pungo con uno spillo, non sentirete dolore -. All'ora indicata nella mano del soggetto si mostrerà la contrattura accoppiata da anestesia.

In conclusione, nei soggetti molto sensibili noi possiamo produrre allo stato di veglia molte di quelle suggestioni che ora abbiamo terminato di studiare durante lo stato ipnotico.

Esempi di suggestioni allo stato di veglia li ritroviamo anche in individui non ipnotizzati né ipnotizzabili. Che cosa erano le epidemie convulsive del Medio Evo, se non delle imitazioni per suggestione allo stato di veglia? Come spiegare altrimenti quel contagio imitativo nelle isteriche convulsionarie? Costoro, riunite insieme, possono scambiandosi delle confidenze, o comunicandosi le loro impressioni, allucinarsi scambievolmente.

La follia a due non è per sè stessa un effetto della suggestione?[155]

Anche negli alienati si son tentate suggestioni di allucinazione. Nel V. Congresso Freniatrico italiano, tenuto a Siena nel settembre scorso, il prof. Antigono Raggi ha comunicato la storia di un tale affetto da lipemania religiosa, che aveva un'allucinazione, per cui gli appariva la Madonna, ora vestita a nero, ora col bambino, ora senza, ora affettuosa, ora sdegnata. Nello studiare questo soggetto il Raggi riprodusse per suggestione non solo la stessa allucinazione, ma ne variò il tipo, facendogli veder la Madonna vestita in altra foggia, ad arbitrio, accompagnata o no dal bambino, o da altre figure di santi, ed introducendo nel quadro immaginario perfino qualche oggetto eterogeneo e poco conforme alla sua natura religiosa. Cosa notevole fu poi vedere che le allucinazioni, così modificate per suggestione, divennero autonome nell’ammalato e perdurarono in tal modo per tutto il periodo acuto della malattia.

Da quanto abbiamo detto appare dunque chiaro che l’ipnotismo non è il preludio obbligato della suggestione.

Lo stato, in cui si trova il soggetto che subisce la suggestione allo stato di veglia, secondo Beaunis, non è il sonno ipnotico né è la veglia. Egli lo distingue dal sonno ipnotico per i seguenti caratteri: il soggetto è perfettamente svegliato, ha gli occhi aperti, è in rapporto col mondo esterno, ricorda perfettamente tutto ciò che si dice o si fa attorno a lui, tutto ciò che ha detto o fatto egli stesso: il ricordo non è perduto che su di un punto particolare, la suggestione che gli è stata fatta. E’ per ciò, e per la docilità alla suggestione, che questo stato si avvicina al sonnambulismo.

Secondo Charcot, tra il sonnambulo ed il soggetto che subisce la suggestione allo stato di veglia non vi sarebbe un salto, ma delle transizioni graduali, che permettono di far comprendere le paralisi psichiche accidentali, e ne dimostrano la loro realtà.

Dalle osservazioni di Azam risulta che talvolta in una persona apparentemente desta vi siano due condizioni di vita: una che sarebbe uno stato di sonnambulismo senza sonno, l'altro lo stato ordinario. Il passaggio dall’uno all’altro stato sarebbe talora inavvertito ed insensibile.

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