L'IPNOTISMO E GLI STATI AFFINI

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V.

Fin qui abbiamo visto il soggetto obbedire passivamente agli ordini dell'ipnotizzatore, e la suggestione, qualunque essa fosse, realizzarsi esattamente durante il sonno ipnotico o nello stato di veglia.

Abbiamo inoltre fatto notare come alcuni soggetti giuochino d'astuzia per portare a compimento il comando ricevuto, e come talune volte impieghino a tal uopo tutta la loro forza muscolare. Ora noi dobbiamo accennare al caso opposto.

Vi sono dei soggetti che oppongono resistenza alle suggestioni. Abbiamo più volte detto che l'ipnotizzato è un automa, uno strumento passivo nelle mani dello sperimentatore; che esso pensa ed agisce a volontà di costui, ed incapace di idee, di atti spontanei, non ha altri sentimenti se non quelli che gli vengono suggeriti, sicché la coscienza in questi casi è spenta, la volontà annullata.

Nei casi di resistenza alle suggestioni, lo stato psichico del soggetto diversifica alquanto dal quadro che noi abbiamo fatto. In luogo di uno zero di volontà e di coscienza, queste persistono ad un certo grado, sufficiente perché possano destarsi spontaneamente dal torpore in cui le aveva immerse il sonno ipnotico. Soltanto così potremo spiegarci il fatto dei sonnambuli che accettano le suggestioni e le compiono, e di altri che vi si oppongono energicamente, sia nel momento che vengono loro comunicate, sia nella veglia. Di maniera che tutto dipende dal diverso stato psichico degl'ipnotizzati, sapendo noi quante differenze individuali presentano costoro. In uno provochiamo il sonno colla fissazione dello sguardo, coi passi, colla fissazione di un punto luminoso: in un altro questi mezzi sono insufficienti. Un soggetto presenta i caratteri del grande ipnotismo, un altro cade soltanto in letargia od in sonnambulismo. I soggetti di Charcot presentano il fenomeno dell'ipereccitabilità neuro-muscolare solo nello stato letargico; quelli di Dumontpallier, Tamburini, Seppilli, Silva ecc. anche negli altri stadi suggestivi: quelli di Bernheim non l'hanno presentato mai. Un soggetto ha iperacusi notevole, un altro no; un soggetto presenta aumento della dinamometria, un altro, invece, diminuzione; un soggetto ricorda in certo modo quello che ha operato in sonnambulismo, un altro l'ha perfettamente dimenticato, e, se gli ricordate voi stesso gli atti da lui eseguiti, non vi crederà, dirà che non è vero.

Ecco dunque come si moltiplicano le differenze individuali tra soggetto e soggetto. un sonnambulo non è eguale ad un altro.

Dopo ciò non farà meraviglia se in un ipnotizzato §312 la coscienza, la volontà, il senso morale siano completamente spenti, mentre in un altro sono semplicemente assopiti, ma capaci di destarsi, quando uno stimolo di certa intensità li venga a colpire.

Questa resistenza opposta dai sonnambuli non sempre è eguale: alcuni si oppongono energicamente ad eseguire gli ordini ricevuti, e non c'è mezzo per farli cedere; altri hanno un potere di resistenza debole, tanto che con reiterati ed energici comandi, o con la persuasione, si può vincere quel resto di volontà esistente; altri accettano più o meno la suggestione durante il sonno ipnotico, ma al momento di metterla in atto si agita nel loro spirito una lotta della ragione e dei propri sentimenti, che li trattengono, con una forza interna sconosciuta, misteriosa, che li spinge ad agire: finalmente la volontà prende il sopravvento e l'atto suggerito non vien posto in esecuzione.

Un giorno Pitres[151] dice ad una sonnambula di abbracciare il signor X...

Appena destata si avvicina alla persona designata, gli prende la mano, poi esita, si guarda attorno, sembra contrariata dall'attenzione con cui vien guardata. Resta qualche istante in questa posizione, ansiosa, in preda a vivissima angoscia. Pressata da domande, finisce per confessare, arrossendo, che ha voglia di abbracciare il signor X..., ma che giammai commetterebbe una simile sconvenienza.

Un'altra volta Pitres dice ad Emma: - Quando vi avrò svegliata, andrete a prendere sulla tavola una moneta che qualcuno ha dimenticata. Nessuno vi vedrà. Metterete la moneta nella vostra tasca. Sarà un piccolo furto, che non avrà per voi alcuna conseguenza cattiva -.Svegliato l'inferma, questa si dirige verso la tavola: cerca la moneta, e la mette in tasca, esitando. Ma subito dopo la ritira e la rimette fra le mani di Pitres, dicendo che quel danaro non è suo, che bisogna cercare la persona che l'ha dimenticata sulla tavola. - Non voglio prendere questo danaro, essa dice. Sarebbe un furto ed io non sono ladra. -

Un soggetto di Richet, che si lasciava facilmente trasformare in ufficiale, si rifiutava, invece, piangendo, ad essere cangiato in prete.

Esiste un altro modo di resistenza alle suggestioni e lo ha segnalato Pitres. Ecco in che consiste. Allorquando si ordina a certi soggetti ipnotizzati di eseguire nello stato di veglia certe azioni, che ripugnano alla loro coscienza, essi dichiarano formalmente che non vogliono obbedire, e che non si lasceranno svegliare, se prima non sono assicurati che non dovranno eseguire l'ordine. Infatti, se si mantiene il comando è impossibile svegliarli, l'insufflazione sugli occhi, la compressione ovarica, non fanno cessare il sonno ipnotico. Pitres ha osservato un solo caso di questo modo di resistenza alle suggestioni. Avendo ordinato un giorno ad Abertina di restar afasica per 25 ore consecutive, l'esperienza riuscì completamente; ma, quando tentò più tardi di ripeterla, Albertina dichiarò di non voler essere più afasica nella veglia, e che, se si persisteva nel comando, non si lascerebbe svegliare. Con nessun mezzo il soggetto poté uscire dallo stato ipnotico: il solo risultato, che poté ottenere Pitres, fu di far passare l'inferma in letargia. Finalmente dovette transigere ed assicurarla che sarebbe stata afasica per soli cinque minuti. Così finì per accettare queste condizioni e fu potuta svegliare senza difficoltà[152].

In casi di suggestione intra-ipnotica la suggestione alcune volte sembra accettata, ma, al momento dell'esecuzione, il soggetto può passare in letargia, o essere preso da un attacco nervoso[153].

Il sonnambulo quindi non è sempre un automa: se la sua personalità è ridotta a minimi termini, questa in alcuni casi può esser tale da opporre resistenza agli ordini suggeriti.

Il soggetto non solo può resistere alle suggestioni, ma può suggestionare sé stesso (autosuggestione): vale a dire che ha la proprietà alcune volte di suggerire a sé medesimo alcune idee o atti da eseguire.

Il seguente è un caso stupendo, che ce lo fornisce Mabille[154] e merita di essere riportato integralmente.

- Il 5 agosto 1885, egli scrive, alla mia visita, verso le 8, 14 del mattino, in presenza del dottor Ramadier, medico aggiunto dell'asilo di Lafond, e di Chauvelot, interno del servizio, immergo V... in sonnambulismo, e, desideroso di combattere l'insonnio dell'infermo, gli dico: - Stasera alle otto direte al guardiano Ernesto: - Ernesto, venite a coricarmi ho bisogno di dormire - Poi andrete a coricarvi e dormirete sino alle cinque del mattino. Durante il vostro sonno non comprenderete nulla, non vedrete nulla, non sentirete nulla. Mi comprendete V... _ Sissignore. -

- Alle 7 e 57 minuti circa V... passeggia nel cortile, resta con lo sguardo fisso, ha delle leggiere convulsioni della faccia a misura che si avvicina il termine della suggestione, indi cade nel sonno, o piuttosto in quello stato intermedio, descritto da Dumontpallier, la sua iperestesia a sinistra è scomparsa. Ripete al suo guardiano le parole sopra citate, ed alle 8 precise dorme di un profondo sonno.

- A partire da questo momento, senza che mi sia possibile svegliarlo, poiché non vede, non comprende, né sente nulla e la pressione delle zone isterognene resta senza effetto,  V... rinnova la serie di esperienze alle quali è stato anteriormente sottoposto. Così colle dita fa pressione sui globi oculari come per esser messo in letargia, apre le palpebre per passare in catalessia, si strofina il vertice per giungere al sonnambulismo, ed intavola il seguente dialogo, facendo da sé le domande e le risposte:

D. - V... mi comprendete? - R. Sì, signore.

D. - Volete darmi il braccio? - R. Sì, signore.

D. -V... un quarto d'ora dopo che vi sarete svegliato, vi farò un V sul vostro braccio, nel sito che io indico, (egli designa da sé il luogo sul braccio) e vi uscirà del sangue: avete capito? Voglio che vi esca del sangue. - R. Sì, signore.

D. - V... contate sino a 10 e svegliatevi a sette. - V... conta 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, sembra svegliarsi, poi seguita a contare 8, 9, 10 e si ferma.

- Il sonno si manifesta in seguito con un sonoro russare.

- Un quarto d'ora dopo questo dialogo, V... è assalito dalla crisi, che abbiamo l'abitudine di osservare in lui allorquando gli sono suggerite le stimme.

- Alla fine di questa crisi esaminiamo il braccio e vediamo un V coverto di sangue. Questa effusione sanguigna si è prodotta nel sito di un V, suggerito da me il 3 agosto, in presenza dei dottori Barth e Delarne (metodo di Bourru e Burot).

- Gli stessi fenomeni si sono riprodotti due volte, nella stessa notte, allo stesso punto e con lo stesso meccanismo.

- V... si è svegliato esattamente alle 5 precise del mattino, senza sapere di aver dormito, e nella convinzione che tornava dall'aver raccolto fiori nel giardino dell'asilo -.

Mabille ritiene questa emorragia come effetto di un'autosuggestione di origine corticale, poiché il punto di partenza delle impressioni periferiche era soppresso. E’ stata come il risveglio e l'esteriorizzazione di sensazioni anteriormente immagazzinate.

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