L'IPNOTISMO E GLI STATI AFFINI

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III.

Fin qui abbiamo parlato d'ipnosi emicerebrale. Ora dobbiamo fermarci brevemente sull'ipnosi bilaterale, ma a diverso grado per ciascun lato, e sull'ipnosi bilaterale dello stesso grado, ma a manifestazioni differenti per ciascun lato, nello stato sonnambolico.

Si può provocare l'ipnosi cerebrale bilaterale, di grado differente per ciascun lato, e così possiamo ottenere tre forme diverse: 1° l'emiletargia e l'emicatalessia, 2° l'emiletargia e l'emisonnambulismo, 3° l'emosonnambulismo e l'emicatalessia.

1° Il Descourtis, che fu il primo nel 1878 ad osservare l'emiletargia e l'emicatalessia, otteneva questo risultato sollevando una palpebra dell'ipnotizzato nella fase letargica in modo da far cadere la luce sull'occhio, ovvero, se il soggetto era in catalessia, abbassando  una palpebra. Da questo fatto Descourtis concluse che i due emisferi la loro attività indipendentemente l'uno dall'altro.

Dumontpallier produsse il medesimo stato, applicando un orologio all'orecchio destro, e con questo mezzo si ottenne l'emicatalessia a destra e l'emiletargia a sinistra. Due orologi applicati ai due orecchi determinavano la catalessia totale.

2° prima Richer e poi Dumontpallier ottennero l'emiletargia e l'emisonnambulismo. Dumontpallier fece cadere in sonnambulismo una sua malata colla pressione del vertice: le diede in mano tutti gli oggetti che servono a far lavori di maglie, e mentre costei lavorava, egli premendo sul lato sinistro del vertice arrestava i movimenti della mano sinistra, e la mano destra continuava sola a lavorare. Esercitando una nuova pressione sul medesimo punto laterale sinistro, rendeva alla mano dello stesso lato i suoi movimenti, e le due mani ripigliavano il lavoro. Gli stessi fatti si ripetevano esercitando le medesime manovre sul lato destro del vertice.

La pressione sulla linea mediana del capo determinava il sonnambulismo totale, per un'azione simultanea che si operava sui due emisferi cerebrali.

3° I primi a provocare l'emisonnambulismo e l'emicatalessia furono Dumontpallier e Magnin, e non ci tratteniamo sul modo di produzione di questo stato, perché si può facilmente ottenerlo coi metodi comuni, che servono a ciascuno di essi.

Si può anche provocare l'ipnosi cerebrale bilaterale dello stesso grado, ma a manifestazioni differenti per ciascun lato nello stato sonnambolico.

Nella fase sonnambolica si possono determinare illusioni ed allucinazioni bilaterali di natura e di sede differenti, mentre che nella letargia non si può ottenere nulla di simile, perché la reazione cerebrale non si manifesta che per mezzo delle contrazioni.

Dumontpallier e i suoi discepoli avevano constatato che i fenomeni dell'ipnotismo, qualunque sia il periodo, sono per ciascun lato del corpo proporzionati alla sensibilità di questo medesimo lato. Sicché per ottenere in ciascun lato una §224 manifestazione fisica della stessa intensità, bisogna assicurarsi che la sensibilità cutanea sia egualmente ripartita nel soggetto sottoposto all'esperienza. Per tal motivo, se la sensibilità esiste in un lato soltanto, bisogna per mezzo di placche metalliche fissarla egualmente nei due lati, altrimenti non si potrà ottenere l'ipnosi bilaterale simultanea, perché risponderebbe all'eccitazione soltanto il lato sensibile. Questa regola deve tenersi sempre presente nelle esperienze che verremo ad accennare qui appresso.

Riguardo quindi alle illusioni ed allucinazioni bilaterali simultanee di carattere differente per ciascun lato, nello stato sonnambolico, diciamo che esse sono facili a provocarsi per suggestione,  perché in questa fase ipnotica vi è un'attitudine particolare a trasformare l'idea ricevuta in atto.

Così si potranno moltiplicare le esperienze. Possiamo facilmente provocare un'allucinazione del gusto col mettere due gocce d'acqua sui lati della lingua del soggetto, dandogli ad intendere che una goccia è di rhum, l'altra di sciroppo. Egli proverà le due sensazioni distinte.

Come pel gusto, si possono allo stesso modo provocare illusioni dell'odorato. Accostando al naso del sonnambulo una boccetta di odori, egli ne percepirà normalmente la sensazione, ma se si mette successivamente sotto le due narici una boccetta ripiena d'acqua, egli dice che sotto la narice destra è aceto, e sotto la narice sinistra è muschio, egli ne percepirà la sensazione distinta per un certo tempo.

Illusioni analoghe si possono generare sul tatto.

Sempre per suggestione si possono provocare allucinazioni della vista e dell'udito. Declamate i versi di una tragedia innanzi al sonnambulo: egli prenderà l'attitudine  di una persona che ascolti con attenzione, ed il viso tradurrà le impressioni, che fanno nascere i diversi sentimenti espressi dai personaggi in iscena, con una espressione così viva, che non si ha nemmeno allo stato di veglia. §225

Ora per provocare allucinazioni bilaterali, ma di carattere differente, possiamo servirci del seguente metodo. Si chiude p. es. ermeticamente l'orecchio sinistro del soggetto, ed accostandoci all'orecchio destro gli suggeriamo la vista di un bel giardino, o di un'altra cosa gaia, finché l'ipnotizzato ritenga reali le cose suggerite. Allora, mentre egli continua a parlare, si tolga l'ostacolo dall'orecchio sinistro, e gli si descriva una scena spaventevole, la vista di una fiera ecc. A questo punto il sonnambulo presenterà sul lato sinistro del volto l'espressione della soddisfazione per l'idea gaia, che gli abbiamo suggerita, e lo spavento sulla metà destra. Se accostandosi alternativamente all'uno o all'altro orecchio gli si domanda di descrivere ciascun episodio di questa doppia allucinazione della vista, provocata per mezzo dell'udito, egli lo fa a volontà dello sperimentatore nel tempo stesso che ciascun lato del viso conserva la sua espressione in rapporto a ciascun quadro che egli continua a vedere. Bisogna però notare che l'intensità del risultato è in ragion diretta dell'intensità della causa.

Egualmente si possono provocare nel soggetto illusioni ed allucinazioni simultanee della vista e dell'udito, differenti in ciascun lato.

Le allucinazioni bilaterali del gusto, dell'odorato, del tatto e della vista erano state prodotte nello stato sonnambolico per mezzo dell'apparecchio auditivo. Berillon, in compagnia di Dumontpallier, ebbe l'idea di determinare nello stato di sonnambulismo allucinazioni doppie della vista, agendo direttamente sulla retina. Ecco di qual mezzo si è servito. Si fa cadere il soggetto in sonnambulismo e, per essere precisi, gli si ordina di aprire completamente gli occhi. Allora si fissa nel piano verticale mediano della figura del soggetto un paralume, in modo che ciascun occhio non possa vedere gli oggetti situati sull'altro lato del paralume. Uno degli assistenti situa il proprio viso nel campo visuale dell'occhio destro del soggetto; un altro fa lo stesso nel campo visuale dell'occhio sinistro. Lo sperimentatore con un gesto simula allora una deformità ridicola sul viso, situato al lato destro, ed una deformità ributtante su quello situato a sinistra. Subito e simultaneamente la faccia dell'ipnotizzato esprime a destra l'espressione della gaiezza più viva, mentre a sinistra riveste l'espressione dell'orrore più profondo. Per fare scomparire questo doppio stato basta fare il gesto di cancellare le deformità simulate su ciascuna metà del volto, situata ai lati del paralume, ed il sonnambulo al destarsi non ricorda più nulla. Durante questa esperienza fu conservato il più profondo silenzio all'intorno, per non determinare nel senso dell'udito alcuna eccitazione.

Dumontpallier e Berillon hanno fatto persistere questo stato anche nella veglia, poiché invece di cancellare le deformità simulate su ciascuno dei lati del paralume, hanno svegliato il soggetto colla pressione leggiera del vertice, e la doppia espressione del volto ha persistito colla medesima intensità. Dippiù si produce così un misto bizzarro di scoppi di risa e di grida di orrore, che si confondono insieme. Dietro questi fatti, conchiude Berillon: - non è permesso dubitare che esistono nel cervello del soggetto svegliato due allucinazioni della vista, di natura differente, il cui punto di partenza è stata un'eccitazione retinica, e la cui sede appartiene ad un emisfero cerebrale differente-.[125]

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