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II.
I
fatti dell'ipnosi unilaterale erano già noti al Braid, allorché questi ad un
individuo nel sonno catalettico soffiava in un occhio, ed il lato
corrispondente del corpo usciva da questo stato, ritornando la vista nel
medesimo occhio ed anche la sensibilità e la motilità, mentre il lato opposto
rimaneva nella catalessia.§219
Heidenhain
per provocare l'ipnotismo unilaterale ha praticato delle frizioni su di un lato
della testa con mano riscaldata.
Se a
capo di 30 secondi, egli dice, si fanno elevare le braccia, una di esse si
mostra più pesante e, continuando la frizione, diviene sempre più impotente a
muoversi.
Si
determina così una paresi dei muscoli del lato opposto del corpo e della faccia
fino alla completa paralisi, in modo che si ha vera letargia colla
corrispondente ipereccitabilità neuro-muscolare. Allo stesso modo egli
produceva una afasia atassica, per cui il soggetto non poteva leggere nè
ripetere una parola che veniva pronunciata innanzi a lui, allorché Heidenhain
esercitava la frizione sul lato sinistro del capo. Le frizioni esercitate sul
lato destro determinavano gli stessi fenomeni letargici nella metà sinistra del
corpo, ad eccezione dell'afasia. - Si vede, dice Berillon, che le esperienze
dell'ipnosi unilaterale sono una dimostrazione novella ed inattesa dell'influenza
incrociata degli emisferi cerebrali sulla motilità, e della localizzazione del
centro del linguaggio aricolato-.
Il
prof. Berger, di Breslavia, mostrò nel 1880 che la catalessia si poteva
determinare nello stesso lato in cui si esercita la frizione, purché questa si
faccia nella regione occipitale, e che si ottiene la catalessia del lato
opposto in seguito alla frizione della regione frontale.
Esperimenti
d'ipnosi unilaterale furono anche eseguiti da Ladame. Egli, ponendo la mano
(che bisogna agitare con leggiero tremore) sul lato sinistro della testa, le
estremità destre entravano in contrattura con tale violenza che il soggetto, se
non era tenuto fermo, poteva cadere dalla sedia: nel frattempo le estremità di
sinistra rimanevano inerti. In questo caso l'occhio sinistro era preso da
daltonismo o da acromatopsia, mentre il destro riconosceva perfettamente i
colori. Contemporaneamente si producevano disturbi del §220 linguaggio
consistenti nella confusione delle parole, scambiando cioè il nome di un oggetto
con quello di un altro.
Parimenti
dimostrative sono le esperienze di Dumontpallier, il quale, operando sul cuoio
capelluto, ha provocato i diversi movimenti degli arti, in modo che, agendo
sulla linea mediana del capo, si riscontrano movimenti bilaterali, mentre, se
l'eccitazione cade sui lati di esso, i movimenti saranno unilaterali.
Da
queste esperienze e da altre, che ci risparmiamo qui di riferire, risulta che
un solo emisfero è sufficiente per la vita di relazione, e che il soggetto in
emipnosi continua ad esercitare le funzioni di relazione con una metà del
corpo. Della stessa opinione non è Chambard. Egli non nega che un emisfero solo
possa bastare all'esercizio delle funzioni che servono a metter l'uomo in
relazione col mondo esterno, ma dice che ciò non toglie che la soppressione
della funzione dell'altro emisfero non faccia a sua volta risentire i suoi
effetti sui movimenti muscolari.
Infatti,
dice Chambard, se s'ipnotizza l'emisfero destro e si dà la penna nella mano
destra del soggetto, sebbene l'emisfero sinistro, che esercita la sua azione
incrociata sul lato destro del corpo, abbia conservata la sua integrità
funzionale, pure si notano dei disturbi alla scrittura che sono caratteristici:
le lettere si ravvicinano, ed alcune s'inclinano in una direzione opposta alla
normale per una certa difficoltà che ha la mano a trasportarsi da sinistra a
destra.
La
stessa intelligenza ne sarebbe anche influenzata, giacché non funzionerebbe con
quella attività, che le è propria nello stato normale.
Dumontpallier
invece fu condotto dalle sue esperienze a conclusioni opposte a quelle di
Chambard.
Avendo
egli invitata una sua inferma a fissarlo negli occhi per provocarle l'ipnotismo
totale, notò che quella girava la testa ora a sinistra ora a destra, come se
avesse seguito un oggetto con l'occhio dritto. Senza volerlo, si era prodotta
la letargia soltanto dell'arto superiore destro e dell'inferiore sinistro.
Volendo determinare lo stato catalettico e il sonnambolico, adoperò nel primo
caso una luce sull'occhio destro, e nel secondo la pressione sul lato destro
del cranio. La luce sull'occhio sinistro e la pressione sul lato sinistro
riuscivano infruttuosi. Destatasi l'inferma, Dumontpallier notò che essa non
distingueva gli oggetti con l'occhio sinistro e non sentiva la pressione che si
esercitava sul braccio sinistro, mentre l'occhio destro vedeva, sebbene un po’
più debolmente, ed il braccio destro sentiva la pressione.
Da
questa esperienza si deduceva che la retina dell'occhio destro soltanto
trasmetteva al cervello le impressioni luminose, al tempo stesso che la
pressione sul lato destro del vertice era trasmessa al cervello. Inoltre,
essendo ammesso l'incrociamento delle fibre nervose della sensibilità generale
e speciale, si era indotti a supporre che il cervello sinistro aveva soltanto
conservata la sua attività funzionale.
La
metalloscopia diede a Dumontpallier l'occasione di fare una controprova, e con
questo mezzo l'applicazione del metallo, al quale l'ammalata era sensibile,
produsse la trasposizione dell'anestesia generale e sensoria, e nel tempo
stesso anche il transferto della letagia al lato opposto a quello in cui era
antecedentemente. L'applicazione delle placche aveva trasferita da un lato
all'altro l'attività cerebrale e l'ipnotismo avea resa manifesta questa
attività cerebrale unilaterale. Dippiù, svegliatasi, l'ammalata poteva
constatare che l'occhio sinistro soltanto distingueva gli oggetti, nel tempo
stesso che la sensibilità alla pressione esisteva solo dal lato sinistro del
vertice.
Da
questi fatti e dai diversi metodi, che trovò per agire isolatamente su ciascun
emisfero cerebrale, onde provocare l'ipnosi emicerebrale, Dumontpallier venne
alla conclusione che: - Agendo isolatamente, nell'ipnotismo, su di un solo
emisfero cerebrale, si rende manifesta l'indipendenza funzionale di ciascuna
metà del cervello-. Ma aggiunse di più: che cioè lo stato catalettico,
letargico, sonnambolico, allorquando sono bilaterali sono d'un grado
d'intensità minore di quello che non siano quando l'ipnosi è unilaterale, per
la ragione che - quando la somma di attività del sistema nervoso è ripartita
fra i due emisferi, questa attività dev'essere minore nel caso in cui un solo
emisfero è la sede dell'attività nervosa-.
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