L'IPNOTISMO E GLI STATI AFFINI

Back to Index

CAPITOLO VII. DUALITA’CEREBRALE - EMIPNOSI - TRANSFERTO

Je crois puovoir affirmer l'indipendence

deus deux hemispheres e repeter avec Wigan:

c'est un erreur funeste de dire le cerveau;

il fault dire les deux cerveaux.

Ball. Rev. Sc.Gennaio 1880, p. 37.

I.

Prima di venire a parlare dell'Emipnosi, fa d'uopo fermarci alquanto intorno a qualche considerazione sulla dualità cerebrale, o meglio sull'indipendenza funzionale di ciascun §212 emisfero cerebrale, per dimostrare come ciò sia un fatto assodato anatomicamente, clinicamente ed anche dalle ricerche fisiologiche.

L'emipnosi sarebbe la contropruova di questa funzione isolata di ciascun emisfero, e quando verremo a parlare dell'ipnosi unilaterale l'interpretazione del fenomeno si farà più facilmente.

Già sappiamo come un cervello non si rassomiglia esattamente a quello di un altro, e come studiando ed analizzando colla massima accuratezza, si trovano sempre delle differenze benché minime tra un cervello e l'altro. La stessa differenza è stata pure notata tra i due emisferi dello stesso individuo, tanto che C. Feré[119]dice non esservi cervello umano esattamente simmetrico, qualunque sia il periodo del suo sviluppo, e che non esistano relazioni fra lo stato morale ed intellettuale e la morfologia grossa del cervello. Del resto la migliore dimostrazione di questa simmetria anatomica è data normalmente dal centro della parola, che si trova nella terza circonvoluzione frontale di sinistra; e questo fatto serve già di per sé a dimostrare come le attribuzioni di ciascun emisfero siano differenti fra loro. Inoltre è risaputo, dietro accurate ricerche, come il peso non sia eguale fra i due emisferi, e che l'emisfero sinistro abbia una prevalenza sul destro, ragione per cui il lato destro nell'uomo è sempre più sviluppato del sinistro, e noi con la mano destra agiamo meglio e con più forza di quella dell'altro lato. La causa poi di questa predominanza dell'emisfero sinistro e del lato destro del corpo, sembrerebbe che l'emisfero sinistro riceverebbe più sangue del destro, sia pel diametro vasale maggiore, sia per la carotide, che prende in un dato tempo una posizione più retta, e perciò penetri più sangue nell'emisfero sinistro. §213

E’ stato inoltre osservato come il sistema arterioso della corteccia cerebrale di ciascun emisfero sia non solo indipendente dall'altro, ma che l'istessa indipendenza esista fra le arterie della sostanza corticale, e quelle dei corpo opto-striati.

E poi non sono a tutti noti i fenomeni della sostituzione cerebrale provocata sperimentalmente negli animali? L'innervazione cerebrale, se ad un piccione si toglie tutto un emisfero, non presenta alcuna differenza nei confronti di un piccione non operato - Una giovenca che Collin avea privata di un lobo cerebrale, si mantenne in piedi per più di mezz'ora, e camminava così bene che era difficile riconoscere l'indebolimento del lato opposto alla lesione. Esperimenti con risultati analoghi furon fatti da Tamburini e Luciani, che confermarono il compenso cerebrale nelle mutilazioni unilaterali degli emisferi.

Nell'uomo, benché questi esperimenti non siano possibili a farsi, pure si son dati casi, in cui si è potuto dimostrare questa indipendenza funzionale fra i due emisferi e la sostituzione cerebrale. Questi casi, benché poco comuni, ce li ha forniti la clinica. Individui, che in vita avevano presentate integre le loro facoltà intellettive, all'autopsia mostrarono completa distruzione di un emisfero cerebrale. Si è riscontrata l'atrofia di un emisfero cerebrale, e ciò nondimeno l'intelligenza era intatta.

Lo stesso si è verificato molte volte, quando per lesioni violenti sono state asportate grandi porzioni di un emisfero cerebrale. Poncet[120] riferisce il caso di un soldato, morto all'ospedale, il quale presentò all'autopsia una grande perdita di sostanza cerebrale, che aveva subita dodici anni innanzi per la caduta in un pozzo: eppure le sue facoltà intellettive erano rimaste talmente integre, che, uscito in leva, fu dichiarato abile al servizio militare. Una sola cosa si notava in lui, ed era una leggiera differenza nella forza muscolare fra gli arti di un lato e quelli dell'altro.

La casuistica dei tumori cerebrali non è meno dimostrativa di questa indipendenza e sostituzione di un emisfero cerebrale all'altro. Leven su trenta casi di cisti al cervello dice che diciassette non presentarono disturbi intellettivi. Georges Yates riferisce di un giovane che all'autopsia presentò l'emisfero sinistro sostituito da  una cisti idatidea, che lo aveva compresso in modo da atrofizzarlo. Gran numero di simili casi sono riferiti da vari autori, senza che in vita si sia manifestato il benché minimo disordine della intelligenza.

Da tutto ciò risulta chiaro come lesioni, che distruggono un'intero emisfero cerebrale, possano rimanere latenti, senza che le facoltà intellettive vengano a soffrire, e l'altro emisfero possa sostituire quello distrutto nell'esercizio normale delle funzioni mentali.

Dietro questi fatti Longet[121] conchiuse che un solo emisfero sano può bastare all'esercizio dell'intelligenza e dei sensi esterni, ragione per cui Wigan si spinse a scrivere: essere un errore dire il cervello, ma che bisognava dire invece i due cervelli, giacché egli ritiene che il corpo calloso, lungi dall'essere un tratto d'unione fra i due emisferi, sia un muro di separazione.

Quanto abbiamo finora superficialmente esposto ci ha messo sulla via della dimostrazione della dualità e sostituzione cerebrale, ma si è trattato di casi in cui un emisfero o porzione di esso era distrutta. Ora dobbiamo esaminare un altro lato della quistione, lo sdoppiamento, cioè, la dualità cerebrale con integrità dei due emisferi. Questo fatto si dimostra a preferenza negli alienati. §215

A. Verga, in un suo pregiatissimo lavoro ha riferito una quantità di casi, in cui i sintomi del disturbo cerebrale erano dati da due opposte idee che sorgevano nel medesimo tempo nel cervello degl'individui. Se in un dato momento erano spinti a rivolgere una preghiera a Dio, una forza altrettanto uguale paralizzava questo sentimento, suscitandone altro del tutto opposto, in modo da far pensare ad una doppia attività cerebrale contemporanea, dovuta alla diversa manifestazione dei due emisferi. Non riporteremo qui i diversi casi che dimostrano lo sdoppiamento delle operazioni cerebrali: ci limiteremo a dire soltanto, che specialmente negli alienati si sono osservate allucinazioni bilaterali di carattere differente. E ciò è naturale, perché, essendo assodato dietro le ricerche di Tamburini che le allucinazioni sono il prodotto dell'eccitazione dei centri sensoriali della corteccia cerebrale, vien da sé che un'eccitazione, che in diverso modo ecciti la corteccia dei due emisferi, o che ne ecciti uno solo, ne deriva conseguentemente che l'allucinazione prodotta sarà bilaterale ed opposta ovvero unilaterale.

Un fatto riferito da Esquiros[122] sembra molto dimostrativo per la dualità cerebrale. Un idiota provava il bisogno delle sensazioni pari: allorché veniva toccato in un lato del corpo si faceva toccare egualmente nell'altro lato, se si faceva male in un arto egli si colpiva nell'altro corrispondente, ed era giunto a tale punto questo bisogno di provare la sensazione pari, che un giorno, essendogli caduta una legna sul piede destro, egli la raccolse e la fece cadere a sua volta sul sinistro.

Più conveniente è il caso che Descourtis[123] riferisce di un individuo affetto da paralisi generale, nel periodo di demenza. §216

-Un giorno egli era occupato a mondare dei piselli. Sebbene poco abile e per sua natura agiva colla mano destra, egli non impiegava che la sinistra. Ad un dato momento, la mano destra si avanza, come per prendere la sua parte di lavoro, ma appena giunta a farlo ecco l'altra precipitarsi contro, prenderla e stringerla violentemente. Durante questo tempo l'aspetto dell'ammalato esprimeva la collera, e ripeteva con autorità: "No! No!". Il corpo era agitato da bruschi trasalimenti, e tutto indicava una lotta violenta che si combatteva in lui. Un'altra volta si fu costretti a fissarlo su di una poltrona, ed egli, prendendo colla sinistra la mano destra, gridava: "Prendi, questo è per la tua mancanza: per causa tua mi hanno ligato", e si mise a colpirla ripetutamente.

- Questi due fatti non sono rimasti isolati. Più volte si poté notare che, allorquando la mano destra usciva dalla sua inerzia abituale, l'infermo l'arrestava colla sinistra. Egli si arrabbiava, si agitava e la batteva così violentemente per quanto le sue forze lo permettevano.-

In questa osservazione si nota come l'individuo non aveva coscienza di una parte del suo corpo, e considerava come nemica la sua mano destra. Era dominato da due correnti opposte, come se nel suo cervello fossero stati due individui che fossero stati spinti da due volontà diverse.

Wigan, Fallet, Luys, Descourtis, Ball e tanti altri scrittori convengono tutti nell'ammettere questa dottrina del dualismo cerebrale. Solo in questo modo possiamo spiegarci lo sdoppiamento delle operazioni cerebrali, e quindi lo sdoppiamento della personalità.

Allo stesso modo ci daremo conto delle allucinazioni bilaterali: un malato di Magnan presentava allucinazioni gaie per l'orecchio sinistro, mentre l'orecchio destro gli faceva sentire delle ingiurie. Un infermo, di cui parla Max Simon, con un occhio vedeva l'interno di una modesta casa, e nel tempo stesso con l'altro vedeva un giardino coi fiori. §217

In tutti questi casi, sia che si tratti di sdoppiamento della personalità, ovvero di allucinazioni opposte bilaterali, dobbiamo sempre ritenere che ciò dipenda da difetto di armonia fra i due emisferi.

Giunti a questo punto ci si potrebbe rivolgere una domanda: Giacché ciascun emisfero è indipendente dall'altro, in modo da poter considerare con Wigan che l'uomo possegga due cervelli, vuol dire che abbiamo due intelligenze, una a destra e una a sinistra. Ciò posto, perché noi non pensiamo normalmente doppio? La domanda è logica e merita una risposta: questa l'ha data il Bouilland[124]. - Noi, dice questo scrittore, non pensiamo doppio con due pensieri uguali e per così dire simmetrici, per la ragione che non vediamo doppio.... sebbene gli organi di queste sensazioni siano per sé stessi doppi.

- Forse non pensiamo che con un cervello, e spiegheremmo così l'unità del pensiero, malgrado la duplicità dell'organo in cui essa si esercita; ma intanto quando tocchiamo un oggetto fra le due mani, lo odoriamo, lo gustiamo, sicuramente i due organi sensitivi pari funzionano nel medesimo tempo, e nondimeno la sensazione non è doppia.-

Jansen ritiene che nei due emisferi cerebrali si formino due sensazioni, come due immagini nei due occhi, e che allo stato normale queste due sensazioni come quello dell'occhio si confondano in una sola. Nello stato patologico questa fusione non avviene, e si ha sdoppiamento della sensazione per cui si produce l'illusione di vedere gli oggetti raddoppiati. Forse questo stesso modo di vedere fece dire a Hugens che nella follia con coscienza un solo cervello è malato, per cui quello sano ha coscienza dei disordini di suo fratello.

L'istessa interpretazione di Jansen potrebbe servirci di base per darci la spiegazione dello sdoppiamento della personalità. §218.

Un'altra prova di quanto abbiamo finora detto, cioè che possa aversi uno stato differente nelle due metà del cervello, ce l'offre l'isterismo colla sua tendenza a localizzare i sintomi in un solo lato del corpo, come sarebbe l'emianestesia, e l'emiplegia che presentano le isteriche per disturbo funzionale del cervello. Ma la prova principale ce la dà il fenomeno della trasposizione, il quale consiste nel trasportare p. es. da un lato all'altro del corpo una paralisi, una anestesia, per mezzo di placche metalliche, e rendere allo stato normale il lato dapprima affetto. il Gellé fu il primo a costatare questo fatto, come vedremo oro ora, e Dumontpallier in seguito ripetè gli stessi esperimenti per la sensibiltà generale, Laundolt per quella dell'occhio, rendendo cieco l'occhio sano e facendo ritornar la vista all'altro. Le ulteriori ricerche vennero poi a stabilire che gli stessi fenomeni si potevano ottenere per mezzo della calamita, di una debole corrente elettrica e di altri agenti fisici, che vanno compresi sotto il nome di estesiogeni.

Ciò posto il nostro compito si è spianato: l'interpretazione dell'ipnosi unilaterale, della bilaterale con caratteri differenti, delle allucinazioni di natura opposta per ciascun emisfero si renderà più agevole, avendo stabilito il principio della dualità cerebrale.

Provided Online by http://www.neurolinguistic.com

Back to Index

From our Online Free Library at www.pnl-nlp.org/dn Find now here hundreds of ebooks and texts on NLP, Hypnosis, Coaching, and many other mental disciplines...

Dalla nostra libreria online a www.pnl-nlp.org/dn/ Scopri centinaia di libri su PNL, Ipnosi, Coaching e molte altre discipline della mente