L'IPNOTISMO E GLI STATI AFFINI

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VII.

I centri cerebrali superiori sono la sede dell’attività cosciente e volitiva: soppressa la loro funzione, rimangono in attività soltanto i centri spinali automatici, i quali dimostrano la loro accresciuta funzione con l’esagerazione dell’eccitabilità riflessa. Questo è lo stato in cui si trova l’ipnotizzato.

Sicché, ciò posto, la causa dei cennati fenomeni è dovuta all’eccitabilità aumentata del midollo spinale; e così ci spiegheremo, non solo il fenomeno della ipereccitabilità neuro-muscolare, nella letargia, e la contrattura, che non cede all’eccitazione dei muscoli antagonisti, nello stato sonnambolico, ma anche il fenomeno della catalessia, consistente nella §162 flessibilità plastica degli arti. Infatti i prof. Tamburini e Seppilli considerano il fenomeno della catalessia come una forma speciale di contrattura, per la quale il muscolo, appena entrato in questo stato, non si rilascia più e conserva le posizioni che gli vengono impresse: colla sola differenza che questa contrattura è vinta da uno sforzo più lieve di quello che si richiede nella forma ordinaria di contrattura. Quando s’imprimono nuove posizioni alle membra, gli spostamenti delle masse muscolari, gli stiramenti nei tendini nelle aponeurosi, che coi movimenti si producono, agiscono come altrettanti stimoli nei centri spinali, e trasformano la contrazione latente, propria del tono muscolare, in contrazione effettiva, debole sì, ma durevole.

Questo sarebbe il meccanismo di produzione della felssibiltà plastica, caratteristica dello stato catalettico. Ora, secondo detti autori, tra i fenomeni neuro-muscolari, che distinguono i tre stadi dell’ipnotismo, non esisterebbe una sostanziale differenza, perché rappresenterebbero gli stadi di un medesimo processo, e non differirebbero fra loro che solo per la durata e pel grado di intensità.

I diversi stimoli visivi, tattili, acustici aumentano l’eccitabilità degli apparecchi motori centrali; ed allo stesso modo, con cui l’azione di uno stimolo sulla periferia di un arto basta ad aumentare l’eccitabilità del centro corticale motore corrispondente dell’emisfero del lato opposto, come risulta dalle ricerche di Heidenhain e Bubbnoff; i professori Tamburini e Seppilli[82] ritengono che nello stato ipnotico l’aumento dell’eccitabilità degli apparecchi motori centrali possa giungere sino agli apparecchi motori emisferici. "Così solo, a questo modo, essi dicono, possiamo spiegarci come l’apertura di un solo occhio, p. es. dell’occhio destro, nello stato letargico, produce la catalessia in tutto il lato corrispondente: Qui certamente l’eccitamento, prodotto dallo stimolo luminoso sull’occhio destro, è portato, per le vie ottiche,  §163 sino al centro emisferico visivo del lato sinistro, dal quale esso viene riflesso sui centri motori di questo emisfero, dai quali l’eccitazione si diffonde per via incrociata al lato destro del midollo spinale, e si manifesta appunto con quell’aumento della tonicità muscolare, che è caratteristica della catalessi, in tutto il lato destro del corpo[83]".

Una pruova che sia aumentata l’eccitabilità nei centri motori si trova nelle esperienze di Charcot, Dumontpallier, Binet e Feré, ed in quelle più recenti di Silva.

Charcot, nello stato letargico, applicò la corrente galvanica sul capo delle isteriche, adattando il polo positivo sul cranio, in quel punto dove corrisponde la zona motrice, ed il negativo sullo sterno; ovvero il positivo a livello della regione motrice, ed il negativo avanti o dietro l’orecchio: allorché passava la corrente, all’apertura od alla chiusura, si produceva una scossa nella parte del corpo opposta al polo positivo. Ma, avendo egli osservato come le contrazioni si verificavano alle volte nel lato stesso del polo positivo, escluse l’ipereccitabilità delle zone motrici del cervello

Si credette quindi trattarsi di un’azione riflessa provocata, per eccitazione della dura madre. Oggi però, grazie alle più recenti ricerche dei prof. Bianchi e D’Abundo,[84] eseguite nel manicomio provinciale di Napoli, ci rendiamo facilmente ragione dei fenomeni motori bilaterali per eccitazione della zona motrice di un solo lato.

Secondo i detti autori, il percorso delle fibre piramidali sarebbe ben diverso da quello finora ammesso dopo i lavori di Turck, di Herb e di Flechsig. Dalla zona motrice di un emisfero parte il fascio piramidale degenerato per la mutilazione del centro, che ad un certo punto del centro ovale si divide; un fascio più grosso percorre la capsula interna §164 e il piede del peduncolo dello stesso emisfero, ed un fascio più piccolo si dirige nel corpo calloso, passa nell’altro emisfero e riappare nel piede del peduncolo opposto nell’emisfero mutilato. Questi due fasci percorrono così ciascuno la rispettiva metà del ponte. A livello delle piramidi il fascio più grosso passa nella metà opposta del midollo spinale a costituire il fascio piramidale incrociato del cordone laterale, mentre quello più piccolo, già decussato nel corpo calloso, si rincrocia a livello delle piramidi e passa nel cordone postero-laterale della metà del midollo spinale dello stesso lato dell’emisfero mutilato. Questo andamento, che non esclude l'esistenza delle fibre dirette di Flechsig e di Turck, è dimostrato col metodo delle degenerazioni discendenti, seguito dagli autori, di certo superiore a tutti gli altri, perché permette di seguire il corso delle fibre degenerate in mezzo a tutte le altre, e con esso si possono interpretare tutti i fenomeni della eccitazione bilaterale, la compensazione funzionale delle paralisi bilaterali.

Tornando ora a noi, Dumontpallier il 24 dicembre 1881 mostrò alla Societé de Biologie un soggetto ipnotizzato, in cui, portando il dito sulla regione che ricovre le diverse circonvoluzioni frontali, si determinava l’abolizione delle attività che ne dipendono, o si provocavano in altre i movimenti ad esse corrispondenti. Veramente queste esperienze furono accolte con molta riserva, e si sollevarono contro delle obbiezioni.

Così pure Binet e Feré, esercitando una forte pressione sul cuoio capelluto in corrispondenza dei centri motori, hanno determinato fenomeni sonnambolici in uno o due arti, della faccia, o di alcune parti di essa. §165

Molto più dimostrative sono le esperienze nuove, fatte per la prima volta dal dottor Silva, alle quali egli ha dato il nome di fenomeno rolandico.

Egli intende per fenomeno rolandico la contrazione dei muscoli di un arto, quando se ne eccita il centro psico-motore attraverso le pareti del cranio, sia col martellino comune di percussione, sia col dito: nei soggetti molto eccitabili, comprimendo appena leggermente la regione temporale, si ottiene del pari la manifestazione del fenomeno. Queste ricerche di Silva hanno molta analogia con quelle ora cennate di Charcot, sui fenomeni prodotti dall’eccitazione dei centri psico-motori attraverso la volta cranica, con questo di particolare che Charcot si è servito della corrente galvanica, mentre Silva ha adoperato mezzi puramente meccanici.

Silva, percuotendo col dito od un martellino la regione temporale, in corrispondenza del centro psico-motore di un arto, ha ottenuto per l’arto superiore movimenti leggieri di flessione dell’avambraccio sul braccio, della mano sull’avambraccio, delle falangi sui metacarpi, lieve adduzione del pollice e pronazione dell’avambraccio e mano. Per l’arto inferiore invece lieve estensione della gamba nella coscia e flessione dorsale del piede nella gamba. Gli effetti ottenuti si verificavano nel lato opposto all’eccitazione, non solo durante l'ipnotismo, ma anche allo stato di veglia, sebbene in grado minore.

Questo fenomeno rolandico non aveva luogo, allorché si comprimeva la fronte dal lato stesso della eccitazione della regione temporale, o producendo l’anemia dell’arto per mezzo della fascia di Esmarch.

Con queste ricerche Silva è venuto a dimostrare come, contrariamente a quanto si è ritenuto finora, i centri psico-motori si possano eccitare anche meccanicamente, e non solo per mezzo di uno stimolo elettrico. §166

Questa eccitazione meccanica dei centri psico-motori era stata tentata dal nostro Luciani sopra i cani; però gli effetti ottenuti erano un po’inferiori per intensità che quando si usava la corrente elettrica, e l’eccitabilità meccanica della corteccia si esauriva molto più presto che per lo stimolo elettrico.

Da ciò Silva deduce, che la mancanza nella maggior parte dei casi di questo fenomeno, quando si tratta di individui sani, si potrebbe forse spiegare con l’ipotesi di Luciani, che l’eccitabilità meccanica sia esaurita nella comune degli uomini, e che abbisogni uno stato particolare di ipereccitabilità nervosa, perché si desti anche questa eccitabilità meccanica ed appaia visibile: gli ipnotici appunto son quelli che presentano uno stato rimarchevole di ipereccitabilità neuro-muscolare.

Silva ritiene che questi fenomeni così ottenuti da lui non sono riflessi, perché non esistono nello stato sonnambolico, caratterizzato da Charcot per l’ipereccitabilità dei riflessi cutanei; ma invece sono stati da lui notati nello stato letargico insieme all’aumento dei riflessi tendinei. Egli è dell’opinione di Westphal e di Eulemburg che il riflesso tendineo sia un fenomeno dovuto all’eccitazione diretta, meccanica del tendine, e non un fenomeno riflesso. Così attribuisce all’eccitamento diretto, meccanico, della corteccia cerebrale, la produzione del fenomeno di Charcot per mezzo della corrente elettrica; ed allo stesso modo spiega il fenomeno di Binet e Feré per la compressione esterna del cuoio capelluto durante lo stato di letargo. Con questa differenza che, mentre Binet e Feré riscontrarono questi fatti solo durante l’ipnosi, egli potè osservarli anche fuori di essa ed in individui mai stati ipnotizzati: inoltre ad ogni eccitamento diretto dei centri psico-motori attraverso la calotta cranica egli produceva contrazione, mentre Binet e Feré uno stato sonnambolico.

Queste esperienze dimostrano come i centri motori cerebrali §167 si trovino in stato di ipereccitabilità allo stesso modo dei muscoli e dei nervi; onde, riferendo le testuali parole di Tamburini e Seppilli, possiamo dire che nello stato ipnotico tutto l’asse cerebro-spinale trovansi in stato di esagerata eccitabilità, la quale, per quanto riguarda l’attività riflessa del midollo spinale, si rende palese con le varie manifestazioni della aumentata tonicità muscolare, caratteristiche dei vari stadi dell’ipnosi[85].

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