|
V.
Il sonnambulismo ad occhi chiusi è il terzo periodo del grande
ipnotismo, che succede alla catalessia ed al letargo. nei soggetti però, che
hanno acquistata una educazione ipnotica, il periodo sonnambolico può ottenersi
primitivamente; e non ripeteremo i processi che servono per
determinarlo, avendone già citati parecchi nel capitolo precedente. Diremo
invece dei mezzi, che dobbiamo usare per ottenere il sonnambulismo secondario
al letargo ed alla catalessia, avendo già accennato al passaggio dal
sonnambulismo ad occhi aperti in quello ad occhi chiusi.
Soffiando leggermente sugli occhi, frizionando con una o due dita
sul vertice, colla chiusura delle palpebre, si passa dallo stato catalettico
nel sonnambolico ad occhi chiusi; ma dobbiamo avvertire che se la catalessia è
secondaria, questi mezzi producono alle volte il letargo.
Dal letargo si ottiene il passaggio nel periodo sonnambolico con la
semplice frizione del vertice o con un forte soffio sugli occhi.
Lo stesso risultato si ha fardizzando una parte qualunque del
corpo.
Ottenuto il sonno sonnambolico, gli occhi sono chiusi od anche
socchiusi; le palpebre sono agitate da un leggiero fremito, le membra sono in
risoluzione, sebbene in un grado minore di quello che abbiamo notato nel
letargo.
L’anestesia cutanea è ordinariamente completa, ma si anche
osservato in qualche caso che in un soggetto, che è passato due o tre volte per
lo stato sonnambolico, durante la stessa esperienza, la sensibilità dei
tegumenti ha presentato §142 delle variazioni, e si è constatata la sua
persistenza la prima volta e la scomparsa di essa nelle volte consecutive.
In questo periodo vi è un fenomeno stabilito come caratteristico da
Charcot, ed è l'ipereccitabilità della pelle: il più leggiero
sfregamento, od anche il semplice movimento dell'aria agitata sopra una mano o
un braccio, la fa irrigidire, producendo la così detta falsa catalessia.
Un fascio di luce che cade su un gruppo di muscoli, una goccia di acqua tiepida
che cada sulla pelle sovrastante un muscolo, il tic-tac di un orologio sono
sufficienti a produrre in alcuni casi la contrattura nella fase sonnambolica.
Seguendo le ricerche di Charcot, non vi è ipereccitabilità
neuro-muscolare come nella letargia, ma se con una leggierissima eccitazione si
ottiene la rigidità muscolare, a differenza di quanto si osserva nello stato
letargico, essa non cede all’azione dei muscoli antagonisti, e per farla
cessare è necessario ripetere la stessa eccitazione che l’aveva prodotta.
Similmente abbiamo visto, nello stato catalettico, l’individuo diventare un
automa e cedere le proprie membra a qualunque posizione voluta
dall’osservatore. Nel periodo sonnambolico, al contrario, il soggetto oppone
una certa resistenza, allorché si vuol modificare l’attitudine, che si era
prodotta per mezzo della contrattura.
La contrattura paradossale di Westphal, di cui abbiamo fatto
cenno nella letargia, può provocarsi allo stesso modo nel sonnambulismo, per
cui suggerendo ad un sonnambulo un dato movimento, che richieda una brusca
azione, l’arto sarà invaso sul momento dalla contrattura.
La contrattura ottenuta nello stato sonnambolico può protrarsi
nella fase letargica, nella catalettica e nella veglia.
Il Bottey osserva che non ha mai visto persistere la contrattura
nello stato di veglia, perché, se non sono state ridotte dall’osservatore,
cessano da sé medesime allorché il sonnambulo si desta. Esse persisterebbero
solamente quando §143 sono state provocate per suggestione, ma allora sono di
un altro ordine.
Da questa forma di sonnambulismo si passa allo stato di veglia
spontaneamente, ovvero per suggestione, o soffiando sugli occhi leggermente.
Secondo Bottey, alcuni soggetti sono tanto sensibili che anche un leggiero
soffio determina in essi un cambiamento di stato, e per destarli occorre
impiegare la suggestione o soffiare sugli occhi allorché si trovano nella fase
letargica.
Si può passare nella fase catalettica, facendo una leggiera
pressione sui globi oculari, frizionando il vertice, con un forte soffio sugli
occhi, o sollevando le palpebre. Coloro che non presentano la fase catalettica,
col sollevamento delle palpebre passano nel sonnambulismo ad occhi aperti.
|