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IV.
Dobbiamo distinguere due varietà del sonnambulismo: il
sonnambulismo ad occhi aperti e quello ad occhi chiusi.
In questa esposizione del Sonnambulismo ad occhi aperti
seguiamo il Bottey.
Il sonnambulismo ad occhi aperti è consecutivo al letargo, alla
catalessia, od anche al sonnambulismo ad occhi chiusi, che è il più frequente.
Dalla catalessia si passa al sonnambulismo ad occhi aperti colla frizione del
vertice, o soffiando leggermente sui globi oculari: vi si passa dalla letargia
anche per mezzo della frizione del vertice o con un forte soffio sugli occhi:
dal sonnambulismo ad occhi chiusi, sollevando le palpebre in un luogo luminoso
nei soggetti che non presentano lo stato catalettico; più raramente colla
frizione del vertice praticata con una o due dita, o soffiando fortemente sui
globi oculari. Comunque si ottenga questo stato, non è primitivo.
Il carattere che distingue tale periodo è principalmente la
condizione degli occhi, che sono aperti, tanto cha alle volte sembra che
l’individuo sia desto. Anche nella catalessia si hanno gli occhi aperti, ma
essi son fissi, immobili; mentre nel sonnambulismo ad occhi aperti, questi si
muovono e non sono pregni di lagrime, giacché le palpebre sono animate dai loro
movimenti.
La coscienza è spenta: il soggetto, benché con gli occhi aperti,
non vede, né riconosce da sé il luogo dove si trova; però non è un automa come
nella catalessia, né presenta la risoluzione delle membra dello stato
letargico. Nel sonnambulismo ad occhi chiusi vedremo come nessun atto spontaneo
si compia da parte dell’ipnotizzato, il quale non fa che seguire la sola
volontà dell’operatore; nel sonnambulismo ad occhi aperti, invece il soggetto,
sebbene non abbia la nozione del ‘proprio Io, pure si muove spinto dalle
sue illusioni ed allucinazioni, cammina, agisce, e in alcuni casi non è
suscettibile alle suggestioni, in modo che oppone resistenza agli ordini
dell’operatore.
L’ipereccitabilità neuro-muscolare è costante in questa varietà del
sonnambulismo, di modo che si possono facilmente ottenere le contratture, anche
eccitando superficialmente la pelle, per lo più in soggetti che presentano i
tre stadi del grande ipnotismo.
L’anestesia cutanea e l’iperestesia dei sensi speciali corrispondono
perfettamente a quanto diremo intorno al periodo sonnambolico ad occhi chiusi.
Lo stesso dicasi della coscienza, dell’intelligenza, della memoria, della
volontà e via dicendo. Una delle cose che si riscontra solamente nel
sonnambulismo ad occhi aperti, di dice Bottey, è una certa spontaneità negli
atti. Il soggetto non sa star fermo in una posizione, si muove, §140 gira per
la stanza, i suoi sensi speciali sono attivissimi: in generale ubbidisce alle
suggestioni, ma alle volte vi oppone resistenza.
L’altro fatto che dobbiamo far notare è l’allucinazione della
vista, cui va soggetto non sempre, ma spesse volte il sonnambulo ad occhi
aperti. Essendo sollevate le palpebre, illusioni e allucinazioni si possono
produrre con grande facilità, perché le eccitazioni esterne hanno un campo più
libero per agire: esse vengono alterate e trasformate dallo stesso individuo,
il quale, perduta la coscienza di sé e di quanto lo circonda, non ha la
possibilità di richiamarsi alla realtà, di valutare il proprio stato e scacciare
l’allucinazione che l’ha invaso. In tal caso, l’allucinazione si sviluppa da sé
per un’impressione venuta direttamente dell'esterno, senza che gli venga
suggerita dall’ipnotizzatore, e questa è la ragione per cui abbiamo detto che
nel sonnambulismo ad occhi aperti vi è una certa spontaneità nelle azioni. Come
si vede non è che una spontaneità molto relativa.
Dal sonnambulismo ad occhi aperti si può passare negli altri stadi:
in quello ad occhi chiusi, chiudendo soltanto le palpebre; nella letargia, prolungando
l’anzidetta occlusione delle palpebre, ed esercitando contemporaneamente una
leggiera pressione sui globi oculari: ovvero con un forte soffio sugli occhi,
od esercitando un movimento di frizione sul vertice. Però, scrive Bottey:
"il soggetto reagisce da sé, in qualche caso, in modo che qualche volta
difficilmente si è padroni di operare questa frizione: basterà allora, per
ridurlo all’impotenza, di mettere in contrattura le sue due braccia, e di porre
egualmente, con una brusca estensione, le sue gambe nell’immobilità
assoluta".
Si passa alo stato di veglia, soffiando leggermente sugli
occhi, scuotendo il soggetto, colla suggestione ecc., od anche abbandonando il
sonnambulo a sé medesimo, perché questi si sveglierà spontaneamente. §141.
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