L'IPNOTISMO E GLI STATI AFFINI

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VII.

Non vogliamo qui parlare del sonnambulismo comunemente detto, e conosciuto da tutto il mondo col nome più proprio di nottambulismo: il morbo ipnotico da noi annunziato non differisce in nulla dall’ipnotismo provocato per la sua fenomenologia; la sola differenza sta in ciò, che l’uno viene determinato da manovre esterne o dalla suggestione, mentre l’altro si produce spontaneamente, contro ogni volontà dell’individuo. -Si distingue dall’autoipnosi involontaria, in quanto questa vien sempre determinata da una cusa esterna, da un punto luminoso, dalla concentrazione dello sguardo su un oggetto, mentre il morbo ipnotico nasce spontaneamente, senza alcuna causa esterna determinante.

Un caso di simile morbo noi lo traviamo descritto nei più vecchi libri dell’antichità in persona di Socrate.

Platone[56], Aulo Gellio[57], ne hanno parlato nelle loro opere, donde si rivela chiaramente che questo gran filosofo andava soggetto ad eccessi d’ipnotismo spontaneo. Un mattino fu trovato in piedi meditando qualche cosa, e stava sempre fisso senza fare alcun movimento, come se fosse immerso in profonda riflessione.

Era già mezzodì, è scritto in Platone, e le nostre genti l’osservavano e si dicevano l'un l’altro con meraviglia che Socrate era là sognante fin dal mattino. Finalmente verso sera i soldati ionici, dopo il rancio (come si direbbe oggi), portarono i loro letti di campagna sul luogo ove egli si trovava, per coricarsi al fresco, essendo di està, e per osservare nel tempo stesso se Socrate avesse passata la notte nella medesima posizione. Infatti egli continuò a rimanere in piedi fino al sorgere del sole, e, dopo aver fatta la sua preghiera,  si ritirò.

L’immobilità del tronco, quello sguardo sempre fisso in un punto del cielo per 24 ore, non si possono certamente spiegare come uno stato di semplice estasi, né di meditazione, per cui l’attenzione fosse stata fissa su un’idea. Quello stato era schiettamente catalettico, perché Aulo Gellio riferisce che Socrate era solito di stare da un sorgere all’altro del sole immobile senza batter palpebra, collo sguardo fisso al medesimo punto, e, come dice il greco Favorino, più dritto del tronco degli alberi: "De sole ad solem erectior stipitus arborum steterat".[58]

V.J. Drosdow ha osservati tre casi d’Ipnotismo spontaneo, che riassumiamo brevemente.

Il primo, descritto sotto il titolo di morbo ipnotico con perdita delle funzioni intellettuali e psichiche, concerne un giovane di sedici anni, preso da accessi d’ipnotismo inseguito a litigi avuti con la madre. Presenta un annullamento delle percezioni sensitive, rigidezza catalettica dei muscoli, che acquistano sotto l’azione delle placche metalliche (oro e argento) la flessibilità della cera e conservano la posizione loro impressa. Le correnti indotte traggono l’infermo da siffatta apatia. Toccando il suo volto si provoca un nuovo stato d'ipnotismo profondo.

Guarito, ricade in questa forma morbosa, e per altri tre mesi continuano gli stessi accidenti di prima, che si manifestano con la scomparsa della motilità e della sensibilità, flessibilità cerea, e rigidità totale del sistema muscolare, la cui eccitabilità è aumentata fino al tetanismo, con manifestazione di riflessi associati.

In un secondo caso, da Drosdow intitolato morbo ipnotico con afasia, si tratta di un uomo di 23 anni, nato da genitori dipsomaniaci (madre epilettica), che in seguito ad abuso di vino fu colpito da molteplici accessi d’ipnotismo. La parola e l’udito sono aboliti durante un tale stato, e non si ripristinano del tutto durante gl’intervalli delle crisi. Vi è diminuzione della sensibilità ed ipereccitabilità neuro-muscolare. Guarisce in capo di cinque settimane.

L’ultimo caso riguarda una giovane di 24 anni, che seguiva i corsi delle scuole superiori femminili; in lei si svilupparono gli accessi dopo aver assistito a due sedute di ipnotismo. Essa sente di avvicinarsi agli accessi, e , per tutto il tempo che questi durano, comprende ogni cosa, senza poter in alcun modo muovere gli arti.

Questo caso fu descritto dall’autore col titolo di morbo ipnotico con coscienza e conservazione delle facoltà psichiche.

Il prof. Vizioli ebbe l’anno scorso occasione di osservare un signore venuto appositamente per consultarlo, e che offriva questa forma d’ipnotismo spontaneo. Egli ne ha fatto oggetto di pregevolissimo lavoro, arricchendo in tal modo la casuistica di questa non comune malattia.

Era un giovane di 20 anni, appartenente a famiglia neuropatica, e che presentava inversione dell’istinto sessuale completa. Essendo un giovane colto e di un naturale buono, si è visto nella società come uno spostato -Ha tenuto a tutti segreta la lotta interna che egli sosteneva per poter vincere la sua abnorme tendenza, e forse per questa lotta son venuti in campo gli accessi d’ipnotismo spontaneo. Per effetto di questa condizione di cose era taciturno, malinconico, annoiato della vita, ed a più o meno brevi periodi, molto variabili, era assalito da accessi spontanei d’ipnotismo.

Questi presentava quattro stadi nei suoi accessi: 1° di collasso e letargia, in cui la coscienza era conservata e faceva contrasto con lo stato di rilasciamento di tutto il corpo. Tale stato durava 10, 15 o più minuti. Il 2° stadio era costituito da contrazioni muscolari violenti, toniche, di tetanismo; il corpo prendeva tutte le forme dell’opistotono, el pleurostotono ecc., e la coscienza era presente. In questo stadio, pur rimanendo ad occhi chiusi, qualche volta si alternavano le contrazioni tetaniche con alcuni periodi di calma, in cui parlava delirando, cantava, gesticolava, atteggiava il suo volto alla mestizia, alla collera, al riso, al pianto, passando indifferentemente dall’una all’altra di queste emozioni, secondo le idee che gli turbinavano nel cervello.In questo stadio la coscienza era conservata, essa poteva mancare qualche volta, ed allorché si presentava, dopo 10 o 15 minuti, dava luogo al 3° stadio costituito dalla catalessia.

Il 4° stadio era il Sonnambulismo.

Recentemente il prof. Lombroso ha riferito la storia di un suo infermo di grande isterismo.[59]

E’ un giovanetto a 13 anni figlio di una donna isterica, anemica, soggetta ad allucinazioni ipnagogiche, incubo notturno, cefalea. In seguito a trauma sofferse di grave coxite; dopo 40 giorni, quando questa già migliorava, all’improvviso è preso da ipnosi, in cui perde la coscienza, l’odorato, la vista e spesso l’udito. Questo stato, che si manifesta più facilmente alle 8 a.m. e alle 4 p.m., dura alle volte una, alle volte più ore, e si accompagna spesso ad allucinazioni. Ha completa amnesia al destarsi.

L’applicazione del polo sud di una magnete di 500 grammi provoca in lui il sonno, che s’interrompe, riconducendolo immediatamente alla veglia cosciente, con l’applicazione del polo nord o tutti due i poli della calamita. In uno stesso 1’, il prof. Lombroso poteva svegliarlo col polo nord, riaddormentarlo col polo sud, e viceversa.

La magnete agiva egualmente, se applicata sugli indumenti o sulle coperte del letto, ove era coricato.

Bottey riferisce il caso occorso, nel 1882, ad un individuo, che, in seguito ad una catastrofe nella strada Francois-Miron a Parigi, cadde subitamente in stato sonnambolico, dietro il rumore di una esplosione. Egli partì immediatamente e si recò in Italia, dove viaggiò per parecchie settimane, sempre immerso nello stato ipnotico, e nello svegliarsi non conservò alcun ricordo del viaggio che aveva fatto. Luys, che l’osservò posteriormente, costatò in lui i sintomi iniziali della paralisi generale.

Bottey aveva in cura una donna di 45 anni circa, affetta da parecchi mesi di sonnambulismo spontaneo, i cui accessi la prendevano ogni giorno. Questa malata era una rivenditrice, continuava a vendere la sua merce durante gli accessi, come allo stato normale; la loro durata variava da dieci minuti a circa mezz’ora, e qualche volta le occorse di svegliarsi, molto sorpresa, in un omnibus.

I suoi accessi costituivano, dunque, in lei una vera affezione, e, dice Bottey "ciò che tende a confermare questa §101 opinione, è l’impossibilità in cui ci siamo sempre trovati di ipnotizzarla artificialmente, malgrado numerosi tentativi".

Un altro caso di ipnotismo spontaneo fu osservato dal dottor Raffaele in Sicilia, che noi riferiamo nel capitolo del transferto, per evitare inutili ripetizioni.

Andremmo molto per le lunghe se volessimoqui riferire tutta la casuistica del morbo ipnotico: un quantità di osservazioni sono registrate nel dotto libro di Paolo Richer: Etudes cliniques sur l’hystero-epliepsie ou grande hysterisme. Ci limiteremo a riportarne soltanto alcuno.

Briquet osservò attacchi di letargia semplice in tre isteriche di sua osservazione. "In questi tre casi, egli dice, di cui le cause non presentavano nulla di speciale, l’attacco cominciava costantemente con un vivo rossore, che appariva bruscamente alla faccia con la chiusura delle mascelle, e con una rigidezza momentanea delle membra, disturbi che cessavano subito. In una di queste donne, l’attacco cominciava sempre con costrizione dell'epigastrio, poi veniva una sensazione di bolo, che dall’epigastrio saliva alla gola ed, infine, arrivava alla strangolazione."

La respirazione in questi casi era normale, il polso a 60, la pelle fresca, le membra in risoluzione.

Anche P. Richer cita due casi di letargia spontanea da lui osservati. Gl... cadde un giorno in un sonno letargico, che durò sino all’indomani mattina senza che fosse stato possibile destarla con tutti i mezzi usati, sì meccanici che elettrici. Il volto era colorito, le membra nella più completa risoluzione, le palpebre chiuse, i globi oculari rivolti in basso con tendenza allo strabismo interno -Respirazione debole ed irregolare -Polso 100 -Assenza di  ipereccitabilità neuromuscolare -L’eccitazione dei punti istero-epilettogeni e la compressione nella ovaia rimanevano senza effetto. Rinvenuta, aveva coscienza d’aver dormito a lungo, e poteva raccontare un lungo sogno che aveva fatto.

Un’altra isterica di 19 anni entrata alla Salpetriére, emianestesica a sinistra, che presentava acromatopsia incompleta dello stesso lato, in seguito ad attacchi convulsivi, alle dieci di sera del 20 giugno, fu presa da un attacco di sonno, che durò sino alle dieci del mattino del 22 giugno. Nessuna eccitazione poteva destarla. Le membra erano in risoluzione, però alle volte cambiava posizione spontaneamente -Ipereccitabilità assente -Le palpebre superiori agitate da lieve tremore allorché si cercava di sollevarle, resistevano al movimento che si faceva per aprirle, ed il globo oculare non si lasciava scovrire. Durante il sonno aveva sogni spaventosi o gai, che ricordava al destarsi. Aveva due punti isterogeni simmetrici sotto le mammelle ed un po’in fuori, ed un altro sulla linea mediana del manubrio dello sterno, che toccati provocavano un attacco di letargia.

Giorgio Pfendler di Vienna riferisce un caso di letargia da simulare una vera morte.

La signorina M. di 15 anni era di perfetta salute: i genitori ed i fratelli sani.  Il 13 dicembre 1820 è presa da convulsioni generali, insonnio e da grande irritabilità; la forza muscolare era talmente accresciuta che cinque o sei uomini non potevano tenerla ferma.

Questo stato durò tre settimane, a capo delle quali si manifestò la corea; dopo la corea la catalessia ed un vero tetano, con forte rigidezza muscolare, trisma ed impossibilità nel deglutire; dopo il tetano un riso nervoso, palpitazioni: in seguito si manifestò la letargia, che durò tre o quattro giorni e si ripetè dieci o dodici volte. Fu osservata da Pietro Frank, Malfatti, Capellini ed altri medici rinomati, che vedendola spossata di forze, e riusciti inutili tutti i rimedi, le diedero altri due o tre giorni di vita. Infatti la sera seguente, essendo Pfendler presso al suo letto, essa fa un movimento, si solleva, si getta su di lui come per abbracciarlo e ricade come morta. Per quattro ore Pfendler non poteva osservare alcun soffio di vita, né la corrente galvanica, lo specchio, l’ammoniaca, le punture poterono dargli qualche indizio di sensibilità. Frank stesso la dichiarò morta, ma consigliò di non muoverla dal letto. Per 28 ore nessun cangiamento, e si credeva di sentire un po’ il puzzo della putrefazione: la campana dei morti era suonata, le amiche avevano terminato di abbigliarla in bianco, e tutto era disposto per il seppellimento. Per convincersi dei progressi della putrefazione, Pfendler ritorna presso la giovane; ma quale fu la sua sorpresa allorché credette di scorgere un debole movimento di respirazione! Comincia a praticare delle frizioni, e dopo un ora e mezza la respirazione cresce: finalmente quella apre gli occhi e gli dice ridendo. "sono troppo giovane per morire". Così passò  in convalescenza e guarì completamente del suo stato morboso.

"Durante il suo stato letargico, dice Pfendler, in cui tutte le funzioni sembravano sospese, le forze si concentrarono sull’udito, perché intese ed ebbe coscienza di quanto si diceva intorno a lei, e mi citò in seguito le parole latine di Frank".[60]

Briquet, che ha osservato otto casi di vera letargia, dice che questa era preceduta da un inizio almeno epilettoide, e che la durata nei suoi infermi era da due ad otto giorni.

Un’ammalata, di cui parla Richer, cadeva in catalessia con completa insensibilità in tutto il lato sinistro, ed in essa si ebbero ad osservare le attitudini passionali del grande attacco isterico, che complicavano lo stato catalettico. Con la pressione ovarica tornava alla veglia.

Mesnet nel 1860 pubblicò una notevole osservazione, in cui l’estasi, il sonnambulismo, la catalessia si riproducevano sempre a violenti convulsioni. §104

Così mettiamo fine a questa breve casuistica, tralasciando di registrare moltissime altre osservazioni riferite da Richer, e sparse nella letteratura medica. Dal qui fin detto il lettore si sarà persuaso come  il morbo ipnotico non è così raro come si potrebbe credere.

Da brevi cenni anamnestici, che abbiamo riferiti di ciascuna storia, si rileva chiaramente come gl’individui, che sono andati soggetti a questa forma morbosa, vi erano già predisposti per altre neuropatie esistenti in loro, od erano figli di neuropatici. Sicché in generale possiamo dire che il Morbo ipnotico non si sviluppa primitivamente in individui del tutto sani, ma può esser prodotto in seguito a diverse malattie, le quali agiscono come cause predisponenti. In prima linea annoveriamo l’isteria, il cui attacco può essere costituito unicamente da uno stato sonnambolico, sia isolato, sia successivo alla letargia o alla catalessia. Vengono in seguito l’epilessia ed altri stati neuropatici diversi; ovvero è sintomatico di una lesione traumatica od organica del cervello.[61]

Da questa forma morbosa dobbiamo però distinguere quei casi di alcuni individui, i quali, essendo stati ipnotizzati un certo numero di volte, conservano una facile disposizione ad addormentarsi spontaneamente. Alcuni appena svegliati, dice Bernheim, si addormentano di nuovo da sé medesimi dell’istesso sonno ipnotico. Altri si addormentano durante il corso della giornata, e questa tendenza autoipnotizzante può essere repressa con la suggestione.

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