L'IPNOTISMO E GLI STATI AFFINI

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CAPITOLO IV. SOGGETTI IPNOTIZZABILI - METODI - TEORIE

Nelle condizioni più favorevoli la ipnosi si

manifesta senza l’influenza di un individuo magnetico,

con eccitazioni puramente fisiche.

      HEIDENHAIN.

I.

Braid definiva l’ipnotismo: - uno stato particolare del sistema nervoso determinato da manovre artificiali".

Il professore Dal Pozzo dice che l’ipnotismo è uno stato fisiologico che si produce artifizialmente negl’individui specialmente di temperamento nervoso, sani o in condizioni patologiche.

Egli definisce l’ipnotismo per "quello stato, in cui le funzioni vitali, organiche e sensorie, sono perturbate da azioni esterne, che determinano fatti inibitori e dinamogenetici nell’organismo".

La definizione che ne da il Richer  è che esso sia " l’insieme degli stati particolari del sistema nervoso determinati da manovre artificiali".

Secondo Morselli l’ipnotismo è "un sonno artificiale più o meno profondo, in cui alcune regioni del cervello restano come paralizzate, mentre altre invece vengono straordinariamente eccitate". Dal contrasto e dal vario combinarsi di questo stato paralitico di alcune parti e funzioni con lo stato di eccitamento di altre parti e funzioni nervose e cerebrali, deriverebbe tutta la svariatissima e sorprendente fenomenologia del magnetismo, dell'ipnotismo e sonnambulismo, del braidismo, della fascinazione, e degli altri processi consimili. Egli ritiene l’ipnotismo come una nevrosi sperimentale.

La fenomenologia non è uguale in ogni individuo. Il sonno può variare da una semplice pesantezza di testa e dalla sonnolenza fino allo stato letargico. Inoltre non tutti gli individui sono suscettibili di essere ipnotizzati.

Braid diceva che la parola ipnotismo dovrebbe riservarsi per quei soggetti che, cadendo nel sonno ipnotico, dimenticano, al destarsi, tutto ciò che è avvenuto durante il siffatto stato, e che, quando manca la perdita della memoria si tratta soltanto di assopimento e vaneggiamento. Perciò la voce ipnotismo comprenderebbe quello che è stato chiamato sdoppiamento della coscienza. Aggiunge inoltre che solo un soggetto su dieci arriva alla fase del sonno incosciente.

Se vogliamo stare alla statistica del Liébault pare che il 95 per 100 sarebbe ipnotizzabile, di modo che il fatto ordinario sarebbe che tutti gl’individui vi siano disposti, ed i refrattari, essendo in minoranza, costituirebbero una eccezione.

Ecco il quadro che fa il Liébault di 1014 persone sottomesse nel 1880 all'ipnotizzazione:

Refrattari ....................................................................................

n.27

Sonnolenza_Pesantezza................................................................

n.33

Sonno leggiero.............................................................................

n.100

Sonno profondo...........................................................................

n.460

Sonno profondissimo...................................................................

n.232

Sonnambulismo profondo............................................................

n.131

Sonnambulismo leggiero..............................................................

n.31

Questa statistica è molto esagerata; ma, anche ammessa, possiamo dare con Bernheim la spiegazione. "Senza dubbio, egli dice, bisogna tener conto di questo fatto, che Liébault opera specialmente  su persone del popolo, che vanno da lui per esser addormentate, e, convinte della sua potenza magnetica, offrono una docilità cerebrale più grande. Forse il numero delle persone influenzate sarebbe minore, senza queste condizioni favorevoli e predisponenti: intanto ho potuto assicurarmi con le mie ricerche che i soggetti refrattari costituiscono la grande minoranza; e mi succede spesso di produrre l’ipnotismo alla prima seduta con ammalati che vengono nel mio gabinetto, e non hanno alcuna idea di ciò che sia il sonno ipnotico."

Secondo lo stesso autore, un soggetto sopra sei o sette di quelli che s’ipnotizzano arriva al grado più elevato, al sonnambulismo con amnesia allo stato di veglia; e quando vi si arriva di botto pel solo fatto dell’ipnotizzazione, con nessuna manovra ha potuto Bernheim provocarlo: mentre con la suggestione prolungata vi è riuscito.

La statistica di Bottey è del 30 per 100 in donne dai diciassette ai quarantadue anni; però sempre in soggetti del tutto sani, e che non presentavano alcuna affezione nervosa, non solo nei loro precedenti, ma neanche ereditaria. Però, osserva lo stesso Bottey, questo quadro è anche esagerato, perché bisogna tener conto dello spirito di imitazione prodotto dall'esperimento in comune, ciò che non sarebbe successo se fossero stati operati isolatamente.

Il sesso è uno dei fattori predisponenti; quindi il sesso femminino, molto sensibile e facilmente eccitabile, subisce a preferenza l’influenza dei processi ipnogeni. Secondo alcuni, le donne di piccola statura, brune, dagli occhi neri, dai capelli abbondanti, dalle spesse sopracciglia, sono dei soggetti molto favorevoli; ed in generale, le donne delicate, nervose, affette da qualche malattia cronica, sono certamente, più che le altre, adatte a subire l'influenza dell’ipnotismo.

Ora, essendo la diatesi isterica una delle cause predisponenti di maggiore importanza, e l’isterismo d’altra parte quella nevrosi, che a preferenza si riscontra nella donna, ecco perché il sesso femminile dobbiamo citarlo fra le prime cause di predisposizione.

Il sesso maschile, sebbene abbia un sistema nervoso più resistente e meno impressionabile, è anche facilmente influenzato dal sonno nervoso, però non colla stessa frequenza che nella donna.

Al sesso, fra le cause predisponenti, fa seguito l’età. Braid ha ipnotizzato individui, che raggiungevano la bella età di 68 anni; ma in generale si può dire che quasi tutti, donne ed uomini, sono con più facilità ipnotizzabili nell’età giovanile. I fanciulli si prestano egualmente alle esperienze ipnotiche, ma osserva Richer che bisogna astenersi dal farlo, perché potrebbe soffrirne il loro sistema nervoso, che a quell’età si trova ancora in stato di evoluzione.

Vi sono poi d’altra parte alcuni stati speciali fisiologici e patologici, che aumentano la disposizione. Essi sono, secondo Brémaud, l’epilessia, l’anemia, la clorosi, lo snervamento dietro eccessi venerei, l’alcoolismo. Anche la buona volontà, la fiducia che si ha nell’operatore, l’attenzione, favoriscono la produzione dell’ipnosi artificiale.

Le cause che impediscono l’influenza dei processi ipnogeni, per cui si rende difficilissima la concentrazione del cervello, sono alcune affezioni cerebrali, come l’idiotismo, la follia, l’ipocondria, la paralisi progressiva. Si aggiunga in ultimo la mancanza di volontà o di fiducia del soggetto, la mancanza di attenzione, e via dicendo.

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