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IV.
In
Germania CzermaK determinava, nel 1873, l’ipnotismo negli animali, e Weinold,
Opitz, Berger, Preyer, Heidenhaim Rumpf, Obersteiner, Rieger, Schneider ecc.
pubblicavano i loro lavori dietro le sedute ipnotiche, che il danese Hansen
aveva dato nelle diverse città tedesche.
Varie
sono le teorie emesse dagli scrittori tedeschi, e noi dovremo esporle in altro
luogo. Ci basti per il momento far notare come la Germania si è messa tra le
prime file nel nuovo movimento scientifico.
L’Inghilterra,
che aveva trascurato i primi studi di Braid, e che si destò soltanto dietro la
comparsa dell’elettro-biologia, importata colà dal dottor Durling, ha
avuto i lavori di Carpenter, Grookesw, di Russel-Reynolds, Hack-Tuke, Maudsley,
Bennet e di molti altri.
Non
ultima si è manifestata l’Italia.
Appena
l’ipnotismo, per opera del Richet nel 1875 e dello Charcot nel 1878, incominciò
a rientrare nel campo scientifico, specialmente dietro le applicazioni fatte da
Charcot nelle isteriche della Salpetriére, i prof. Tamburini e Seppilli nel
Manicomio di Reggio Emilia confermarono quelle esperienze, cui aggiunsero studi
ed osservazioni proprie.
Fra
le più notevoli pubblicazioni, citiamo due loro §72 Contribuzioni allo
studio sperimentale dell’Ipnotismo: la prima riguarda le Ricerche sui
fenomeni di senso, di moto, del respiro e del circolo nell’ipnotismo, e sulle
loro modificazioni per gli agenti estesiogeni e termici (1881); e la
seconda riguardante le Ricerche sui fenomeni di moto, di senso, del respiro
e del circolo nelle così dette fasi letargica, catalettica e sonnambolica della
ipnosi isterica. (1882).
In
queste due comunicazioni gli autori fanno un esame minutissimo dei fenomeni
propri dello stato ipnotico, ed ad essi si deve il merito di aver introdotto il
metodo grafico nello studio dei vari fenomeni dell’ipnotismo.In questo modo
hanno studiato accuratamente gli stati e le modificazioni della sensibilità
tattile, dolorifica, viscerale (iperestesia ovarica), i sensi speciali, i
fenomeni di moto dovuti alla ipereccitabilità muscolare, quelli dovuti
all'ipereccitabilità dei tronchi nervosi, le contratture parziali, i riflessi
tendinei, l’azione degli estesiogeni e degli eccitanti termici sui fenomeni di
senso e di moto, sul respiro e sul circolo, durante l’ipnotismo.
Le
ricerche sulla funzione respiratoria e circolatoria, nei diversi periodi del
sonno provocato, sono condotte con sommo rigore sperimentale, mediante l’uso
del pneumografo di Marey, della magnete, del pletismografo di Mosso,
dell’aerosfigmografo, dell'idrosfigmografo.
Di
sommo interesse sono le interpretazioni degli autori date ai fenomeni muscolari
dell’ipnosi, come manifestazione dell’aumentata eccitabilità degli apparecchi
centrali d'innervazione motrice. Essi hanno studiata la proporzionalità delle
modificazioni della tonicità muscolare colla intensità e durata degli stimoli,
che son capaci di provocarla durante l'ipnosi, e spiegano l’opposta azione che
un medesimo stimolo può esercitare, secondo che agisce nello stato letargico o
catalettico.
Gli
studi e le osservazioni si sono moltiplicati in questi ultimi anni in Italia, e
citiamo fra le altre le ricerche del Salvioli, che col pletismografo costatò
l'aumento della quantità di sangue contenuta nel cervello, durante il sonno
ipnotico.
Il
Buccola[36],
Berti[37], De
Giovanni[38],
Salama[39],
Tarchini-Buonfanti[40],
Silva[41],
Ellero[42] ecc.
hanno dato il loro contributo allo studio dell’ipnotismo.
Anzi
diciamo di più che forse uno dei più importanti lavori, che sono stati
pubblicati in questi ultimi anni, è appunto quello di Silva, le cui ricerche
sono notevoli, non solo per la spiegazione di alcuni fenomeni, che si osservano
durante l’ipnotismo, ma anche per lo studio delle localizzazioni cerebrali, e
per quello dei centri inibitori del cervello.
Perugia
si è distinta in questo movimento scientifico nelle persone del prof. E. Dal
Pozzo e dell’avv. Giulio Campili. Il primo, nelle sue conferenze lette in
quell’Università, ed indi pubblicate, espone tutta la teoria dell’ipnotismo con
grande erudizione e giudizi originali, tratti dai propri studi e dalla lunga
pratica di 40 anni.
Siccome
lo Janet, accettando come veri i fatti dell’ipnotismo e della suggestione,
negava poi la fenomenologia propria del mesmerismo, come trascendentale alla
scienza fisiologica, così lo scopo delle conferenze del prof. Dal Pozzo fu di
dimostrare la perfetta identità
dell’ipnotismo e del magnetismo animale. I passi magnetici, gli oggetti
magnetizzati ecc. varrebbero quanto gli oggetti lucidi, la magnete e qualsiasi
altro estesiogeno, e sopra tutto la parola viva e lo sguardo. Un colpo di
tam-tam varrebbe quanto un dormez di Faria, ed un raggio di viva luce
proiettato sull’occhio, quanto lo sguardo di Gassner.
Una
delle più pregevoli pubblicazioni, che hanno vista la luce in questi ultimi
tempi, è stato il libro di G. Campili: Il grande ipnotismo e la suggestione
ipnotica nei rapporti col diritto penale e civile.
Questo
lavoro destò alla sua apparizione, non solo in Italia, grandissima ammirazione,
ma così in Francia che in Germania è stato oggetto di studio da parte di
eminenti scienziati, che non hanno potuto fare a meno di rilevarne la grande
importanza.
L’avv.
Campili con una sintesi meravigliosa espone i principi su cui oggi basa
l'ipnotismo, esponendo le opinioni più accreditate nel mondo scientifico, e
diffondendosi sui fenomeni suggestivi.
Dalle
solide premesse da lui stabilite, con un linguaggio strettamente scientifico,
deduce le conseguenze che dalle suggestioni possono derivare; e quindi
contempla tutti i casi di cui il codice penale e civile dovrebbe occuparsi per
mettere sotto il potere del magistrato colui, che abusasse delle suggestioni,
per far compiere all’ipnotizzato quegli atti, che non sono nella volontà di
questi.
Recentemente
anche il prof. Lombroso ha pubblicato uno Studio sull’Ipnotismo[43],
dove fra le altre cose espone i danni che possono derivare dall’ipnotismo,
citando le cattive conseguenze sopraggiunte in molte persone, che si
assoggettarono alle esperienze di Donato a Torino.
L’ultimo
e più stimato lavoro è stato quello del Morselli[44], il
cui nome basta da sé per risparmiarci l’obbligo di rilevarne i numerosi pregi,
specialmente per quanto riguarda il lato psicofisiologico, studi nei quali ben
a ragione egli gode di grandissima autorità in Italia e fuori. Noi avremo
spesso l’occasione di far tesoro dei preziosi capitoli di Morselli, ed a suo
luogo ne trarremo quel profitto che si deve.
Al
nuovo movimento scientifico Napoli si destò come il resto d’Italia, e già nel
1884 il prof. E. De Renzi pronunziava, il primo, in questa Università, delle
conferenze sull'ipnotismo, e dimostrava i vantaggi che da esso poteva ricavarne
la terapia. Contemporaneamente simili studi si istituivano nel manicomio di S.
Francesco di Sales, diretto dal professor Giuseppe Buonuomo, per parte del
nostro maestro prof. L. Bianchi[45] e
dei dottori D’Abundo[46] ed
Andriani[47], i
quali hanno dato il loro contributo allo studio dell'ipnotismo sia per mezzo di
loro pubblicazioni che di conferenze pubbliche.
Anche
il prof. Gaetano Rummo aveva tenuta una lunga conferenza sulla Fisio-patologia
sperimentale dell’ipnotismo, e fu il primo che in Napoli adoperò il metodo
grafico nella registrazione dei fatti. La splendida conferenza fu accompagnata
dalla dimostrazione di tracciati miografici pletismografici ed
idrosfigmografici nei diversi stadi. E giacché abbiamo avuto l’onore di citare
il nome del prof. Rummo, cogliamo qui l’occasione per ringraziarlo dei
tracciati di Paolo Conti e delle figure di Emmma Zanardelli che egli ci ha
fornito, e che il lettore troverà riprodotti per nostra cura nel corpo del
libro.
Citiamo
appositamente per ultimo il prof. Francesco Vizioli, per chiudere il nostro
capitolo con un nome fra i più distinti e rispettati presso di noi. Nella sua
bella monografia Del morbo ipnotico (ipnotismo spontaneo, autonomo),
oltre all’esposizione degli studi più recenti sull’ipnotismo, riferisce un caso
d’ipnotismo spontaneo di sua osservazione, di cui non ci fermeremo a farne qui
l’esposizione, dovendo occuparcene in appresso.
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