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III.
Se
dobbiamo rendere ai francesi il merito di essersi occupati di questi studi,
quando tutto il resto d’Europa, ed anche le Accademie Scientifiche di Francia,
vi prestavano poca o nessuna attenzione, non dobbiamo dimenticare che qualcuno
in Italia si occupava calorosamente dello stesso argomento.
Uno
dei principali scrittori italiani fu Lisimaco Verati, sommo pratico nell’arte
mesmerica e dottissimo teorico; pubblicò quattro volumi in 8° grande di 550
pagine l’uno, che sono un monumento di critica filosofica. Egli aveva studiato
medicina a Bologna, ma le sue cognizioni di fisica e scienze naturali erano
quelle della prima metà del secolo nostro.
Abbiamo
avuto anche Orioli, romano, che fu dottore in medicina e professore di
archeologia nell’università di Roma. - Egli portò, dice uno scrittore dei suoi
tempi, nello studio del magnetismo quello spirito di osservazione, e quella
fine sagacia di cui aveva dato prova nelle sue ricerche scientifiche."
Egli fu grande magnetizzatore a Bologna e Corfù, ove pubblicò un libro in
collaborazione col dottor Cogevina.
A
Milano tra il 1850 ed il 1860 il Dottor Terzaghi, valente magnetista, pubblicò
per otto anni una Cronaca del magnetismo animale, che fu apprezzata e
tenuta in grandissimo conto. A Parma c’era il conte Iacopo di San Vitale, ed in
Piemonte, dove la costituzione dava maggior libertà che non godessero le altre
divise provincie italiane, il magnetismo era studiato ed applicato per opera di
esperti medici, quali i dottori Borgna, Gatti, Peano ecc.
Antonio
Berti, a Venezia, applicava l’ipnotismo alla medicina, e nel 1852 scriveva sul Magnetismo
animale e sul metodo per istudiarlo.
A
Napoli il magnetismo fu poco apprezzato dai medici e scienziati, che si
astenevano dal praticarlo per non cadere in sospetto presso il governo
oscurantista dei Borboni, i quali lo temevano e l’avevano proibito. Anzi si
dice che, essendo venuto a Napoli Lafontaine, il re, dopo seria discussione coi
suoi ministri, premise al magnetista francese di restare in questa città, a patto però che più non desse l’udito ai
sordi, e ai ciechi la vista.
A
Roma poi il magnetismo era vietato dalla S. Inquisizione. In Italia si
praticava il magnetismo da molti mesmeristi, e pare che le teorie di Braid non
avessero preso piede. Fra i magnetizzatori italiani di professione abbiamo
avuto Antonio Zanardelli e Guidi, che scrissero dei lavori sul magnetismo
animale, corredandoli di numerosi resoconti di sedute magnetiche, che essi
ebbero occasione di dare nelle principali città dell’Alta Italia.
Fra
gli scienziati poi, che si sono occupati di magnetismo, dobbiamo annoverare
Enrico Dal Pozzo di Monbello, che, incredulo dapprima, divenne il più fervente
apostolo del magnetismo animale; ed egli è stato fra i pochissimi in Europa che
continuava questi studi, quantunque da alcuni professori dell’Università di
Perugia, ove egli insegna fisica sperimentale, fossero stati ritenuti per vaneggiamenti
o tali da destare l’umorismo.
La
nuova fase che oggi ha assunto l’ipnotismo nel campo scientifico ha dato
ragione ai pretesi vaneggiamenti del prof. Dal Pozzo, il quale, prima che in
Francia e in Germania si destasse quel movimento, che ha rimesso in credito
l’ipnotismo nel mondo medico, pubblicava dei lavori sul magnetismo animale, i quali
vennero trascurati, come al solito si usa presso di noi, che riteniamo buono
solo quello che ci viene da fuori.
Nel
1851 il prof. Dal Pozzo pubblicava un opuscolo, in cui esponeva le sue Idee
teoriche sul magnetismo animale, e dove manifestava la propria opinione che
i fatti del sonnambulismo magnetico fossero immediate manifestazioni dell’anima
umana; con questo però che l’azione del magnetizzatore non avviene per opera di
un fluido da lui emesso, ma per modificazione operante nell’atmosfera vitale di
ciascun uomo.
Questo
opuscolo procurò seri imbarazzi all’autore, poiché fu esaminato nientemeno che
dalla Suprema Inquisizione di Roma, che gli fece un processo nel 1857, e
dovette ad un caso fortunato se fu esente da gravi danni. Ecco come si esprime
lo stesso autore:
- I
miei pensieri sulle peculiari manifestazioni dell’anima, senza che io ne avessi
avuto per lettura anteriore cognizione, erano pure state esposte dal dotto
vescovo d’Ippona, S. Agostino, e ciò diede luogo ad un curioso episodio. Una
delle mie eresie era che l'anima umana, poiché i sonnambuli predicono
l'avvenire, potesse naturalmente profetizzare l'avvenire. Mi si oppose
che soltanto ciò avviene per grazia divina, ed io mi difesi, dicendo che la
stessa cosa era detta da S. Agostino. Allora, confrontato il testo,
l’Inquisitore esclamò: -ma qui S. Agostino ha sbagliato!" ed io di
ripiego: - allora questo S. Ufficio condanni S. Agostino e non me, che ho
seguito la dottrina di un Dottore della Chiesa.-[34]
Nelle
sue conferenze fatte l’anno scorso all’Università di Perugia il prof. Dal Pozzo
confermò le sue idee teoriche sul magnetismo animale, esposte nell’opuscolo del
1851, ma non approvò più quelle che riguardavano la manifestazione dell’anima
nei fenomeni mesmerici.
Nel
1869 lo stesso scrittore pubblicò un Trattato pratico di magnetismo animale,
sotto il nome di Lisimaco Verati Giuniore, del quale non era
stato ancora pubblicato il 5° volume. Questo libro ebbe a sua volta, dice
l’autore medesimo nelle Conferenze, infelice riuscita, poiché lo scorso
anno giaceva quasi intera l’edizione nel magazzino delle tipografia Sgariglia
in Foligno.
E’
vero che nel suo Trattato pratico espone alcuni concetti e teorie che
oggi, dopo molti anni da quella pubblicazione, la scienza col suo progredire ha
rigettato; ma ciò non toglie che, avuto riguardo all’epoca in cui apparve, non
abbia i suoi pregi, specialmente per la vastità di cognizioni che ivi sono
esposte. Fin dal 1869 il prof. Dal Pozzo pubblicava in quel libro varie specie
di suggestioni, fatte da lui prima del 1860, e che oggi, ripetute da altri e
lette nei libri stranieri, ci sembrano nuove e meravigliose. Nel capitolo delle
suggestioni riferiremo a preferenza quelle di Dal Pozzo.
Intanto,
fin dall’epoca di Braid, in Francia molti scrittori e scienziati di grande fama
si erano occupati non solo dei fenomeni dell’ipnotismo, ma dell’uso di questo
come anestesico chirurgico. Ed infatti
a questo proposito il Velpeau presentava all’Accademia delle Scienze un
lavoro in nome di Broca. Follin si serviva dell’ipnosi per le operazioni
chirurgiche; Azam, di Bordeaux, ripeteva le esperienze di Braid e scriveva nel
1860 intorno al sonnambulismo provocato.
Nel
1866 il Liébault pubblicò un lavoro dal titolo: Du sommeil et des edats
analogues consideres sourtout ua point de vue de l’action du moral sur le
phisique, ove cerca dimostrare non esservi differenza fra il sonno
ordinario e quello provocato, e che ambedue vengono determinati
dall’immobilizzazione dell’attenzione e dalla forza nervosa sull'idea di
dormire, poiché in tal caso l’influsso nervoso si concentrerebbe in un punto
del cervello, e così abbandonerebbe i nervi.
Nel
1875 C. Richet cominciò a pubblicare i suoi lavori sull’ipnotismo, poggiandosi
alle esperienze da lui fatte, e da quell’epoca numerose e di gran pregio sono
le pubblicazioni sue. Anzi aggiungeremo che egli pel primo ha ripreso lo studio
scientifico dell’ipnotismo sopra individui non isterici, cui tennero poi dietro
quelli di Heidenhain, Grutzner e di altri scrittori tedeschi, fra cui Berger.
Nel
1878 Charcot intraprese i suoi studi sull'ipnotismo nelle isteriche della
Salpetriére, determinando in esse diversi stati, la letargia, la catalessia ed
il sonnambulismo, che si possono a volontà dell’operatore provocare
successivamente nel soggetto, secondo alcune speciali manovre. Su tali studi di
Charcot avremo occasione di tornarvi in seguito. Per ora ci limitiamo a dire
che alla sua autorità di grande neuropatologo e scienziato dobbiamo il fatto
che l’ipnotismo abbia ripreso nella scienza quel posto che aveva già perduto.
Da
quest’epoca i lavori si sono moltiplicati in Francia.
Dumontpallier
rivolse le sue osservazioni alle diverse manifestazioni dell’ipnotismo nelle
isteriche; e, tra gli altri, studiò il fenomeno dell’ipnosi unilaterale, ed il
transferto di questa all’altro lato del corpo, per mezzo delgli estesiogeni,
cui fece seguito nel 1884 il preziosissimo libro del Berillon[35]di
cui faremo in appresso una lunga esposizione.
Oltre
dei lavori interessantissimi pubblicati su tutti i giornali scientifici della
Francia da una quantità di osservatori, vi è una ricca ed importante
bibliografia, di cui non faremo che citare soltanto i principali nomi.
Senza
parlare del Liébault, che in tanti anni che si occupa di questi studi, ha
ipnotizzato circa seimila persone, citeremo il lavoro del prof. Bernheim di
Nancy: De la suggestion et de ses applications à la therapeutique, dove
tutto ciò, che si riferisce alle suggestioni nello stato di veglia e
nell’ipnotico, è diffusamente esposto con ricchezza di esperienze, e con la
cura di esatto e coscienzioso osservatore. I lavori del Bernheim hanno dato un
grande impulso allo studio delle suggestioni, specialmente per ciò che riguarda
la terapia suggestiva.
Cullerre
ha pubblicato nel 1886 un lavoro completo dal titolo: Hypnotisme et
magnetisme, dove, oltre le cognizioni storiche e psicologiche, sono
diffusamente trattati i diversi fenomeni degli stati ipnotici e le applicazioni
terapeutiche dell’ipnotismo.
Di
gran pregio e, nel tempo stesso, di grande utilità è il libro di Bottey:
- Le
magnetisme animal -, che analizza minutamente le diverse
fasi del sonno ipnotico, diffondendosi in ultimo sulla interpretazione
fisiologica di alcuni fenomeni che nei diversi periodi dell’ipnosi si
osservano.
Originali
sono le esperienze del Brémaud sulla fascinazione, che ha potuto verificare
soltanto negli uomini; e di non minor valore le ricerche fisiologiche sul
sonnambulismo provocato, del prof. H.
Beaunis.
Richer,
Bourneville e Regnard, Chambard, Déspine, Liégeois, Pitres, Feré e tanti altri
hanno arricchita la bibliografia dell’ipnotismo con pregevolissimi lavori.
Diamo
ora uno sguardo fugace agli studi compiti nelle altre nazioni ed in Italia.
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