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VI.
La rivoluzione francese si manifestava in tutta la sua ferocia; i
gravi avvenimenti, che si maturavano per la Francia, distoglievano da certi studi
gli scienziati, ed il magnetismo che con tanta assiduità era coltivato dai
seguaci e discepoli di Mesmer, dovea esser messo per un momento da banda.
- In quei tempi di terrore e di carneficina, dice Gauthier, una
turba di briganti trascinava Bally per Parigi, malgrado l’inverno e una pioggia
glaciale. Al suo passaggio un popolaccio traviato profferiva insulti e grida di
gioia, e sventura a colui, al quale la pietà e il dolore di vedere tante virtù
profanate avessero strappato un sospiro!
Intanto, obliando i danni, e non vedendo più che la sventura e la
grandezza della vittima, un uomo si scovre e si inchina rispettosamente dinanzi
a lei.
Quest’uomo era Mesmer".
Ristabilitasi la calma, si ripresero gli studi magnetici con lo
stesso ardore, ma con minor pubblicità teatrale e senza ridicoli apparati. Non
si ammetteva più l’esistenza del fluido universale, ed i magnetizzatori
attribuivano i fenomeni magnetici ad un fluido particolare esistente
nell’individuo, e che si emana per influenza della volontà. Gli antimagnetisti
poi negavano alla loro volta l’influenza di questo fluido ed attribuivano tutti
gli effetti all’immaginazione.
Nel 1815, l’Abate Faria richiamava su di sé l’attenzione
dell’Europa per il modo semplicissimo, con cui determinava il sonno, e per la
teoria che professava. Lo si può dire il precursore di Braid: infatti Faria per
semplice suggestione determinava il sonno, ingiungendo soltanto al soggetto di
addormentarsi, ed inoltre, come posteriormente disse Braid, non ammetteva
alcuna influenza da parte del magnetizzatore nella determinazione del sonno, ma
riteneva la causa del sonnambolismo risiedere esclusivamente nel soggetto.
Tutte le manovre e le bacchette dei mesmeristi erano scomparse: ora
si studiava con raccoglimento, in silenzio, e Déluze segna l’epoca della
rinascenza del magnetismo (1815). Egli pubblicò un libro intitolato: Histoire
critique du magnétisme animal, dove raccolse tutto quanto si era scritto
sul magnetismo animale alla fine del secolo scorso, e la sua riputazione di
scienziato, la sua erudizione, la semplicità dei processi, che indagava per
magnetizzare, valsero molto a far rispettare il suo libro, che in breve tempo
fu tradotto in tutte le lingue. Nel 1819 il Dottor Alessandro Bertrand inaugurò
un corso pubblico di magnetismo, e nel 1823 pubblicò un trattato sul
sonnambulismo.
Scrissero e si occuparono dello stesso argomento Georget e Du
Potet; anzi le esperienze di quest’ultimo spinsero, dietro proposta di Foissac,
l’Accademia Reale di Medicina ad occuparsi nuovamente del magnetismo animale.
Husson incaricato di redigere il rapporto, aderì completamente ad ammettere non
solo il sonnambulismo provocato, ma anche i fatti di chiaroveggenza e
previsione (1827). Questo rapporto non fu accettato né rifiutato
dall’Accademia, finché nel 1837 Dubois, negando tutto, dichiarò essere lo stato
sonnambolico una illusione. Il rapporto di Dubois fu accolto con favore
dell’Accademia, e per un’altra volta il magnetismo doveva soccombere sotto il
peso della incredulità degli stessi scienziati, che ne vedevano e
sperimentavano gli effetti.
Ad onta del discredito, in cui era di nuovo piombato il magnetismo
animale, il numero dei magnetizzatori non per questo scomparve, anzi fra gli
altri si distingueva in Francia il Lafontaine.
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