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IV.
Giuseppe Balsamo, soprannominato conte di Cagliostro, fu
contemporaneo di Mesmer. Non ci faremo a narrare le avventure e la storia poco
edificante di quest’uomo, che richiamò su di sè l’attenzione di mezza Europa.
Sembra che alcune pratiche, che egli usava per far conoscere gli
avvenimenti lontani, si riducessero puramente al magnetismo. Infatti dice il
conte Beugnot nelle sue memorie inedite, che Cagliostro poneva un globo di
vetro pieno di acqua chiara su di un tavolo coverto da un tappeto, nel quale
erano ricamati in rosso dei segni cabalistici. Di fronte al globo di vetro
poneva una giovinetta veggente, la quale faceva il racconto delle varie
scene che nel globo le si presentavano, agitandosi il più delle volte in
terribili convulsioni.
Una volta in mezzo a numerosa riunione fece venire un fanciullo
figlio di un gran signore. Lo fece mettere in ginocchi innanzi a un piccolo
tavolino, sul quale era posto un vaso d’acqua pura davanti ad alcune candele
accese, e gl’inginuse di guardare fisso nel vaso, mentre egli teneva sul capo
di lui le proprie mani. Il padre del fanciullo, avendo mostrato desiderio che
suo figlio potesse in quel vaso vedere ciò che faceva in quel momento la sua
sorellina, che trovavasi in un casino di campagna, Cagliostro gl’impose le mani
sul capo e gli ordinò di guardare fisso nel vaso. Ben presto il fanciullo gridò
che vedeva sua sorella abbracciare il fratello maggiore, il che pareva
impossibile, essendo questi ben lungi dalla campagna. Spedito un corriere si
seppe che il fratello assente era in quel momento ritornato.
In seguito a questi ed altri numerosi fatti, la fama di Cagliostro
non ebbe più limiti, e persone dell’alta società parigina correvano da lui per
conoscerlo.
Una grande e potente dama un giorno si presentò a Cagliostro per
vedere da vicino le meraviglie che si narravano di lui. Fu introdotta in una
sala tappezzata in nero, nella quale trovavasi uno specchio di metallo.
Cagliostro vestito con una specie di toga romana, stendendo la
mano, ordinò alla gran dama di fissare lo specchio, e, dato l’ordine, si stette
immobile attentamente aspettando la manifestazione del prodigio.
- Dopo alcuni minuti di continua attenzione, dice il conte di
Beugnot, la gran dama mandò un grido, e, sollevandosi sulla punta dei piedi
volse la testa verso lo specchio, come per assistere più da vicino ad uno
spettacolo e seguire più attentamente un’azione, il cui sviluppo ella sola
vedeva.
- Cagliostro aspettava con ansietà una parola che gli facesse
conoscere la sua visione, ma la gran dama era completamente assorta in una
estatica contemplazione".
Finalmente Cagliostro le ordina di parlare, ed ella dice di vedere
la sua giovinezza, la sua infanzia, i suoi primi amori. Vede suo figlio su di
una fregata, che comanda i marinai e combatte contro i mori. Ad un tratto lo
vede correre impugnando una spada, e che, combattendo, cade morto. Vinta da
questa emozione cade a terra priva di sensi.
- Cagliostro, dice lo stesso scrittore, attese un istante per dare
a quelle funebri immagini il tempo di cancellarsi completamente dal suo spirito,
ed in seguito fece rinvenire la dama. Al destarsi, quella non conservava che
l’impressione di un sogno penoso. Due mesi dopo una lettera le fece conoscere
la morte del figlio, ucciso nelle Indie.
Confrontando le date, vide che quella morte era avvenuta lo stesso
giorno della sua visita a Cagliostro, e fu allora che le ritornò alla mente il
fatto veduto. Questa avventura fece gran rumore a Corte ed in città, e
Cagliostro, che ne aveva scritta e diffusa una dettagliata relazione, salì
maggiormente in fama.
A Parigi, dice Figuier[28]
Giuseppe Balsamo fece dimenticare ogni celebrità contemporanea. Nel popolo,
nella borghesia, nei grandi, e sopratutto nella Corte, l'ammirazione per lui
giunse al fanatismo. Lo si chiamava divino Cagliostro. Il suo ritratto
era dappertutto, sulle tabacchiere, sugli anelli, sulle bagattelle, perfino sui
ventagli delle signore. Tutti volevano assistere alle sue meraviglie; chi non
poteva vederle, se le faceva narrare minutamente, né si stancava di riudirle.
L’apice della fama egli la toccò in una cura strepitosa, nella
persona del principe di Soubise, che era stato dichiarato inguaribile dai suoi
medici. Cagliostro domandò di restar solo con l’infermo, e dopo un’ora uscì
dicendo : - se si seguono le mie prescrizioni, fra due giorni il principe di
Soubise lascerà il letto e passeggerà per la stanza; in otto giorni uscirà in
vettura; in tre settimane andrà a Corte a Versailles." Prima del tempo
prefisso il principe passeggiava per Parigi. Si disse che Cagliostro lo avesse
magnetizzato, ed avesse da lui stesso appreso il rimedio opportuno.
Le guarigioni che otteneva Cagliostro erano numerose. Contemporaneo
di Mesmer fu più fortunato di questi, e fu apprezzato più di quanto in realtà
valesse.
- Cagliostro, dice Figuer,[29]
guariva quanto Mesmer, ma lo faceva senza mosse ne gesticolazioni, senza verghe
di ferro, senza tinello, semplicemente toccando, il che lo avvicinava più a
Gassner ed a Greatrakes, che a Mesmer. Re Luigi XVI, il quale si burlava di
Mesmer, dichiarava colpevole di lesa maestà chiunque facesse ingiuria a
Cagliostro."
In Cagliostro i suoi contemporanei videro rivivere i prodigi ed i
fatti maravigliosi compiti dai diversi taumaturghi che lo precedettero: egli fu
abile magnetizzatore, ed a differenza di Mesmer non si circondò dell’apparato
ridicolo di questi, né parlò mai di alcun fluido. - Con un metodo tanto
semplice, aggiunge Figueir, che nessuno lo avverte, egli realizza tutte le
applicazioni del magnetismo conosciute al suo tempo. Guarisce gl’infermi con
l’imposizione delle mani, come un apostolo; o col semplice toccarli, come lo
esorcista Gassner. Sa con una suggestione affatto mentale, comunicare un
pensiero, un desiderio, un comando, e provocare una visione, come e meglio non
lo faccia Puységur ai suoi sonnambuli magnetici, con questa differenza però,
che egli opera sopra individui svegli, o che credono d'esserlo."
I suoi specchi magnetici, le bottiglie, i vasi pieni d’acqua, non
agivano sul soggetto diversamente di quello che agì poi in mano a Braid il
turacciolo della bottiglia, od un altro oggetto lucente qualsiasi. E prima di
venire al Grimes ed alla sua teoria elettrobiologica, dobbiamo fin da
ora costatare che Giuseppe Balsamo faceva le suggestioni allo stato di veglia.
Egli macchiò il suo nome con azioni molto turpi, e nessuno
certamente, oggi che siamo nel secolo delle riabilitazioni, si sognerà di
riabilitare a sua volta anche il nome del conte Cagliostro. Ma, se la sua vita
fu riprovevole, ciò non toglie che egli fosse stato un uomo ammirabile sotto
altro aspetto, senza di che non avrebbe richiamata su di sé l’attenzione
dell'Europa, né si sarebbe visto circondato dagli uomini più illustri che aveva
la Francia. - Il suo viso, dice Bordes,[30]
annunzia lo spirito, rivela il genio; i suoi occhi di fuoco leggono in fondo all’anima.
Sa quasi tutte le lingue d’Europa e dell’Asia; la sua eloquenza stupisce,
trascina, anche in quelle che parla di meno".
Giuseppe Balsamo nacque in Palermo, e fin dai primi anni era
ritenuto per un personaggio straordinario dotato di poteri soprannaturali. Nel
1795 morì in Roma nel forte di San Leo, ove venne rinchiuso, in seguito a
condanna riportata dal tribunale del Santo Uffizio.
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