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II.
Continuando Mesmer a osservare i fenomeni magnetici sugli infermi,
un anno dopo, nel 1776, rettificando la sua dottrina esposta nel 1775 nella Lettera
ad un medico straniero, riconobbe che il magnetismo era interamente
distinto dalle qualità della calamita e dell'elettricità. Ritornato nel 1777 a
Vienna, fu accolto con maggior fervore dagli scienziati di quella Facoltà, ma
ciò non tolse che il numero dei suoi nemici fosse ancora grande; e per tal
ragione i successi maravigliosi delle sue cure erano accolti dal mondo medico
colla indifferenza e con incredulità, finchè, tacciato di ciarlatanismo, fu
costretto dalla Facoltà di Vienna a metter fine ai suoi inganni.
Costretto da sì vive opposizioni, Mesmer lasciò di nuovo Vienna, e
nel 1778 lo vediamo a Parigi, dove lo precedeva la fama delle sue cure
meravigliose, e tutti accorsero da lui per conoscerlo e farsi curare. Ma egli
desiderava che gli scienziati francesi avessero esaminato il suo metodo, e
presentò la sua scoverta all’Accademia delle Scienze, che rifiutò di
occuparsene. Allora s’indirizzò alla Società Reale di Medicina, che accolse la
proposta ma non si intese con lui sul modo come procedere all’esame.
Già nel 1779 aveva fatto conoscenza col medico primario del conte
d’Artois, il dottor Delson, il quale, convinto delle teorie di Mesmer e
dell’utilità del magnetismo, scrisse un libro intitolato: Observations sur
le magnétisme, che fu accolto con aspre critiche specialmente dalla Facoltà
di Medicina di Parigi.
Nel 1780 Delson si presenta in seno alla detta Facoltà per
difendersi dalle ingiuste accuse, ma i suoi giudici, senza §43 ascoltar ragioni
erano già ostinati a condannare la scoverta, l’inventore e il protettore; di
modo che anche prima cheDelson avesse enunciate le proposizioni di
Mesmer, esse erano state giudicate sfavorevolmente. Anzi vi fu di più: un
giovine medico, costituitosi accusatore di Delson, domandò la radiazione di
costui dalla lista di Dottore reggente, per aver mancato all’onore ed ai
regolamenti della Facoltà, essendosi associato al ciarlatanismo di Mesmer,
abbracciando principi contrari alla sana medicina.
Di Mesmer disse poi contumelie senza fine: era un - avventuriero,
un giocoliere alemanno, smascherato, messo in ridicolo nel suo paese, che era
venuto a stabilire il suo teatro a Parigi, ove dava rappresentazioni da 3 anni
ecc.".
La conclusione di tutto ciò fu: 1° sospensione di Delson per aver
osato farsi l'interprete di Mesmer; 2° ingiunzione a Delson di sconfessare i
suoi scritti sul magnetismo; 3° rigetto delle proposizioni di Mesmer senza
esame nè discussione.
Respinto ed ingiuriato dalla Facoltà di Parigi, Mesmer si rivolse al
governo francese per ottenere che fosse esaminata la sua dottrina; ma,
indignato anche per la trascuranza del governo, e stanco per la dura lotta che
doveva continuare a sostenere, decise di lasciar Parigi. Questa notizia mise
sottosopra l’immenso numero degli ammalati, che si facevano curare da Mesmer, i
quali fecero ricorso persino alla regina, acciò lo avesse invitato a rimanere
in Francia. Mesmer obbedisce ma supplica Maria Antonietta di far decidere la
sua quistione, che tanto lo riguardava. Fu allora (28 marzo 1781) che il
ministro Maurepas, fece offrire a Mesmer 30,000 fr. di pensione con la veduta
di stabilirgli un trattamento e formare degli allievi: gli sarebbero state
concesse altre grazie, se gli allievi del governo avessero riconosciuta
l’utilità della sua scoperta.Punto da questa
condizione nel suo amor proprio, Mesmer rispose al ministro con queste parole:-
Les offres, qui me sont faites,me semblent pécher en ce qu’elles présentent mon
interét pecuniaire et non l’importance de ma découverte, comme objet principal.
La question doit etre envisagée absolument en
sens contraire: car, sans ma découverte, ma personne n’est rien. J’ai toujours
agi conformément a ces principes, en
sollicitant l’accueil de ma découverte, jamais celui de ma personne.
Si l’on ne croit pas à cette découverte, on a
evidemment le plus grand tort de m’offrir 30000 livres de rente."
Fu dopo questa lettera (1783) che l’avvocato Bergasse e il
banchiere Hormann aprirono una sottoscrizione per assicurare una rendita a
Mesmer, che aveva rifiutato la pensione del governo francese: l’esito della
sottoscrizione fu felicissimo, perché si riunirono 340,000 franchi.
Intanto le cure felici si moltiplicavano, il numero dei malati
cresceva a dismisura, il popolo credeva e vedeva gli effetti di quelle cure.
Questi fatti fecero impressione sul governo, e Luigi XVI creò una commissione
per esaminare quella scoverta. La commissione era composta di membri della
Società di Medicina e di membri dell’Accademia delle Scienze. Dopo 3 mesi di
lavoro la commissione nel dì 11 agosto 1784 dichiarò il magnetismo essere un
agente chimerico, ma che offriva danni gravissimi.
Soltanto Laurent de Jusieu,
uno dei membri, non fu dell’avviso della commissione e nel 12 settembre fece un
rapporto particolare, ove dichiarava essere il magnetismo un agente reale.
Ecco le conclusioni del rapporto contrario, che aveva fatto Bally:
- I commissari, avendo riconosciuto che il fluido magnetico animale
non può essere percepito da alcuno dei nostri sensi; che non esercita alcuna
azione né sopra essi medesimi né sugli ammalati che vi furono sottoposti;
essendosi assicurati che le pressioni ed il toccamento cagionano cambiamenti
raramente favorevoli nell’economia animale, e delle scosse sempre dannose
nell’immaginazione; avendo infine dimostrato che l’immaginazione senza
magnetismo produce convulsioni, e che il magnetismo senza immaginazione non ne
produce affatto, hanno conchiuso all’unanimità sulla domanda dell’esistenza e
dell’utilità del magnetismo, che nulla prova l’esistenza del fluido magnetico
animale; che questo fluido senza esistenza è per conseguenza senza utilità; che
gli effetti violenti, che si osservano nella cura del pubblico, appartengono al
toccamento, all’immaginazione messa in azione, ed a questa imitazione
macchinale che ci spinge nostro malgrado a ripetere ciò che ferisce i nostri
sensi;
Il contatto, l’azione ripetuta dell’immaginazione per produrre le
crisi, possono essere nocivi; lo spettacolo delle crisi è dannoso; per
conseguenza ogni cura fatta in pubblico, in cui i mezzi del magnetismo sono
adoperati, non può, a lungo andare, che produrre effetti funesti".
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