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CAPITOLO II. Da Mesmer a Braid.
La scrittura dice in venti punti che degli
impostori possono far dei miracoli.
VOLTAIRE.
Heureux ceux qui se contentent de nier et
croient que tout est dit, quand ils ont
affirmé
que c’est ipossible.
Ch. Richet. Rev. phil. 1880. Vol. II, p. 360.
I.
Antonio Mesmer nacque a Weilner, presso Stein sul Reno, il 23
maggio 1734.
Nell’anno 1766 si laureò in medicina nell’Università di Vienna e
fece i suoi studi sotto Van Swieten ed altri insigni scienziati del suo tempo.
Egli, ricercando negli autori che lo avevano preceduto, studiando negli antichi
le conoscenze, che avevano questi intorno al magnetismo, venne nella
conclusione che nella natura debba esistere un principio il quale
universalmente agisce, ed indipendentemente da noi operi ciò che si attribuisce
all’arte medica.
Il torto di Mesmer fu quello di aver annunziato il magnetismo come
rimedio nuovo da lui scoverto, mentre non aveva fatto altro che risuscitarlo
dall’oblio, stabilendone le basi.
I suoi esami furono dapprima rivolti allo studio della calamita, e
ne ottenne risultati felici. Bauer, professore di matematica a Vienna, si disse
guarito da una oftalmia ribelle: il consigliere Osterwald da una paralisi, con
l’uso della magnete; e ciò valse a far crescere la fama di Mesmer, che già si
diffondeva in Europa.
Fin qui, dunque, Mesmer non faceva che adoperare il magnetismo
naturale; ma, riflettendo sull'azione della calamita, che egli riputava come
manifestazione del fluido universale, e mettendola in relazione con le idee
scientifiche, che gli scrittori precedenti a lui avevano manifestate intorno al
magnetismo, mise da parte l’uso delle armature magnetiche, dichiarando di aver
scoverto il modo di servirsi del fluido vitale universale.
A questa nuova teoria ed a questi nuovi studi fu spinto da dissensi
avuti col gesuita Hell, che fu accusato da Mesmer di essersi appropriato della
sua scoperta.
Nel 1775, nella sua Lettera ad un medico straniero, annunziava la natura e l’azione del
magnetismo e l’analogia delle sue proprietà colla elettricità e la magnete.
Frattanto gl’increduli ed un gran numero di nemici, che lo
circondavano, fecero sì che si decise ad abbandonare l’Alemagna e passare nella
Svizzera. §42
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