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VII.
Abbiamo visto come negli ospizi di Hoorn e di Amsterdam si fossero sviluppate vere epidemie di
demonopatie, e come le monache di Laudun diedero prova di una influenza
nervosa, che le faceva credere all'invasione del diavolo: non meno celebri si
resero i trembleurs de Chevennes, dando un esempio veramente
meraviglioso di contagio imitativo. Avendo Luigi XIV rivocato lo editto di
Nantes, molti protestanti abbandonarono la Francia, ma quelli, che abitavano le
montagne di Chévennes, opposero resistenza. Alcuni di essi caddero in
convulsioni, predicavano, profetizzavano, agitati da un tremore generale della
persona (donde trembleus). Queste crisi convulsionarie, producendo forte
impressione sulle immaginazioni già esaltate di quei montanari, ebbero per
effetto, che si sviluppò, per così dire, un contagio imitativo, per cui in
breve tempo sorsero migliaia di convulsionari e profeti. Uomini, donne, vecchi,
fanciulli predicevano l’avvenire: fanciulli, che avevano sempre parlato il
dialetto, si esprimevano in perfetto francese, leggevano nel pensiero altrui,
vedevano attraverso corpi opachi.
Questa tendenza in forma epidemica a profetizzare, la troviamo
anche registrata nella Bibbia[26],
dove è scritto che Saulle, allorquando inviò i suoi arceri per catturar Davide,
questi soldati, avendo incontrato uno stuolo di profeti che profetavano, e
Samuele che profetava in mezzo a loro, cominciarono a profetizzare come gli
altri. Essendone stato avvertito Saulle, questi inviò altra gente che
profetizzò come i primi. Ne inviò altri per la terza volta, e questi ancora
profetizzarono; onde preso da grande ira andò egli stesso a Ramatha, luogo dove
si trovavano Davide e Samuele, e fu invaso anche egli dallo spirito del
Signore, e profetizzava lungo il cammino: si spogliò da sé dei propri abiti
e profetò cogli altri innanzi a Samuele.
Per effetto della revoca dell'editto di Nantes quegli infelici
montanari erano massacrati, condannati a morte, ed alcuni di essi, che furono
presi, andarono al supplizio cantando salmi. Imbecilli, da tutti riconosciuti
per tali, allorché entravano in estasi, si esprimevano con precisione, predicevano
il futuro e recitavano passi della Sacra Scrittura.
Cadendo in letargo, alcuni di essi presentavano un grado
straordinario di anestesia, onde potevano essere impunemente bruciati, o cadere
dall’altezza di 15 piedi sul suolo senza sentir dolore.
Convulsionari anche celebri furono quelli del cimitero di Saint
Medard. Bastò che un infermo, toccando il marmo della tomba del diacono Pris,
fosse caduto in convulsioni, perché il numero dei convulsionari si
moltiplicasse a causa di una certa simpatia nervosa, che tra neuropatici si
stabilisce, come quella che vediamo nelle isteriche, che cadono in crisi
convulsive, allorché si trovano alla presenza di un altro spettacolo simile.
Molti di essi caddero in letargo, in catalessia, in sonnambulismo, ed alcuni
restavano due o tre giorni cogli occhi aperti, insensibili, e le membra
immobili e rigide. Maddalena dei Pazzi cadeva a terra, e restava così per
cinque o sei ore in una specie di letargo. Altri convulsionari son restati due
o tre giorni di seguito con gli occhi aperti, senza muoversi, col viso
pallidissimo, insensibili, immobili e rigidi come un cadavere. Tutti poi
convenivano da lontani paesi per toccare o coricarsi su quella tomba, la quale
avea la proprietà di guarire le malattie di chi si recava a visitarla.
David Hume dice a tal proposito, nel Saggio sull’intendimento
umano, che molti di questi miracoli furono provati innanzi a giudici di
riconosciuta integrità ed accertati da testimoni degni di fede. Dippiù,
essendone stata pubblicata la relazione, i gesuiti, che cercavano di confutarla
e di scovrirne l'impostura, non vi poterono riuscire; anzi per lo contrario un
padre teatino, lo Sterzinger, faceva dipendere quegli effetti da qualche
principio di fisica ignoto a noi, e che si poteva ridurre alla elettricità , al
magnetismo.
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