L'IPNOTISMO E GLI STATI AFFINI

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CAPITOLO I.

Nil sub sole novum

I.

A qualcuno potrà sembrare superfluo o fuor di proposito il presente capitolo; ma se si considera la relazione, che è passata fra l’uso della magnete ed il mesmerismo, apparirà chiara l’utilità di queste notizie storiche che stiamo per riferire.

La conoscenza degli effetti attrattivi della magnete naturale data ai tempi più remoti. Secondo Plinio, che lo rileva da Nicandro, la denominazione Magnete deriverebbe da Magnet, un boaro del monte Ida, il quale notò pel primo che queste pietre di magnete si attaccavano ai chiodi delle sue scarpe ed al ferro del suo bastone.

Altri dicono che questa pietra fu trovata la prima volta presso Magnesia (donde il nome di Magnete), città della Lidia (Asia minore).

La magnete fu per gli antichi oggetto di grande ammirazione, e le fu attribuita una quantità di virtù più o meno immaginarie, tanto che come si legge in Plinio[4] la si riduceva in polvere per farne un medicamento atto a guarire i tumori, le flussioni acute, le scottature, i bubboni, ecc.

Il prof. Rahn in un suo discorso sul magnetismo diceva:  -Sciatis magnetis mineralis contra morbos jam antiquitus a veteribus Magis esse adhibitum; illius jam antiquissimos Chaldaeos, Aegyptios et Hebraaeos magnam fuisse auctoritatem; summas praecipue laudes apud Indos et Chienses, in quorum provinciis hoc Naturae productum largissime inveniebatur, fuisse...."

Alberto Magno (1220) e, tre secoli dopo, Paracelso (1541) se ne servivano per modificare l’organismo sano ad ammalato - Ed anzi Paracelso, colui che all’alchimia sostituì la vera scienza chimica, come dice Isaambert, magnificò l’uso della magnete adoperandola con successo nella cura di certe malattie quali l’isterismo, l’epilessia, le nevralgie ecc. Anche Glocenio scrisse in quell’epoca un trattato della cura magnetica delle piaghe, ed il Van Helmont, che lo seguì, professò con maggior ardore le stesse idee.

Al principio del seicento sorse come fondatore della scuola magnetica il Fisico inglese Gilbert, che nel suo libro Del Magnetismo credette riconoscere in questo agente il principio universale di ogni cosa; e verso la metà dello stesso secolo il Fisico gesuita Kircher, occupandosi ardentemente di questi studi, stabiliva come tutti i corpi fossero soggetti all'azione magnetica, attribuendo egli grande influenza al magnetismo, come forza cosmica nella genesi dei fenomeni della natura.

A lui si deve l’espressione di magnetismo animale, di cui si appropriò in seguito Mesmer, giacché quel sapiente fisico distingueva parecchie specie di magnetismo: quello del sole, della luna, della piante, dei metalli, dei pianeti, degli animali.

Nel medesimo secolo troviamo M. Etmullero, che, usando con profitto anch’egli la magnete, avvertiva i medici del suo tempo di non farne abuso, giacché le sue virtù curative erano in parte vere in parte false, come p. es. l'uso interno  che i medici di allora ne prescrivevano: e se ne dovette tanto abusare senza esser guidati da nessun criterio scientifico, che ai tempi di Prevozio la magnete era considerata come un veleno.

In tutto questo volgere di secoli, la magnete non fu poi continuamente usata come mezzo terapeutico; ma secondo i tempi ebbe le epoche sue di entusiasmo e di indifferenza.

E la ragione appare chiara se ci facciamo a considerare come presso gli antichi essa era usata allo stato di natura, per cui la sua applicazione era imperfetta e malsicura; ed anche quando fu trovata la calamita artificiale lo stesso inconveniente continuò a manifestarsi, o perché la tempre dell’acciaio era imperfetta e difficile la polarizzazione e conservazione della forza nelle forme laminari; od anche per le ignorate sorgenti di smagnetizzamento per cadute, percosse, sfregamento o riscaldamento soverchio dell’istrumento, per cui alle volte si è potuto usare un mezzo che aveva perduta ogni sua potenza.

Ma il 1774 segna un grande progresso nelle applicazioni terapeutiche della calamita, quando il gesuita Massimiliano Hell, insigne Astronomo e Direttore dell’Osservatorio di Vienna e, contemporaneamente a lui, Mesmer, applicando calamite più perfette e di una forza superiore a quelle degli inglesi e dei francesi, ottenevano guarigioni che a quei tempi menavano rumore.

Però un’importanza veramente scientifica fu data alla magnete quando Andry e Thouret, dietro mandato della R. Accademia di Medicina di Parigi (1779), stabilirono che la calamita esercita realmente un'azione sul sistema nervoso, combattendo i dolori reumatici, gli spasmi, le emicranie; e che inoltre poteva generare l'aumento dei soliti incomodi, febbre, mal di capo, vertigini, nausee, sudore profuso, deliquii. Ma ciò non tolse che vi fossero stati ancora coloro che seguitavano a mostrarsi increduli di questa virtù.

In seguito G. S. Poli (1815), il Beeker, Reil ed altri continuarono ad occuparsene; ed anzi il Reil nell’Ospedale di Gottinga se ne serviva per la cura di certe malattie e scrisse un libro dove espose scientificamente l'azione della magnete sull'organismo umano. Fecero seguito a costoro in Germania il Bulmerincq ed il Reinchenbach  (1845), che istituì serii esperimenti; il Bain in Inghilterra, ed altri che qui non citiamo per amor di brevità. Che qualcuno abbia vaghezza notizie storiche più diffuse sull’argomento, potrà riscontrarle nel dotto libro di Carlo Maggiorani[5] che ci è servito a guida in questa breve enunciazione.

Un’era più felice si chiudeva in questi ultimi tempi allo studio dell’influenza della magnete sull’organismo, e alle sue applicazioni cliniche e terapeutiche. _Qui vediamo l’Italia interessarsi con amore di questo studio, e prima fra tutti spicca la figura veneranda di Carlo Maggiorani, che nelle cliniche di Palermo e di Roma insegnava ai suoi giovani gli usi clinici e terapeutici della calamita, istituiva rigorosi e serii esperimenti, e pubblicava numerosi scritti[6] dove le teorie fisiologiche occupano il primo posto sia nella interpretazione dei fenomeni  suscitati dalla magnete, che delle esperienze da lui istituite.

Esperimenti furono fatti dal Prof. Lombroso sull’azione di perturbamenti magnetici sugli alienati (1866); il quale potè verificare più volte in epilettici, melanconici ed isterici la loro grande sensibilità all’azione della magnete.[7]

In Francia Charcot e Regnard  (1878) non tralasciarono di sperimentare a loro volta gli effetti della magnete con precisione, per servici della loro frase, vraiment scientifique, e molti increduli dovettero ricredersi dinnanzi alle prove indubitabili del trasferimento della sensibilità tattile e dolorifica che presentava l'isterica sottoposta all'esperienza, la quale era affetta da anestesia a sinistra.

Gli esperimenti della Salpétriere furono ripetuti nella Clinica psichiatrica di Reggio Emilia, dove i Dottori Maragliano e Seppilli sotto la Direzione ed il controllo del Prof. Tamburini ottennero gli stessi risultati.[8]

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