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III. Sistemi
Tutti possono ipnotizzare ed essere
impnotizzati, ma occorre che l'operatore ed il soggetto siano in quelle date
reciproche condizioni che agevolano la manifestazione dei fenomeni ipnotici.
La più essenziale di queste condizioni è che il soggetto deve
darsi, almeno per un istante all'operatore, perchè questi lo possa
influenzare in modo efficace.
I sistemi di ipnotizzazione si possono dividere in
cinque gruppi :
a) Le azioni
Psichiche :
Impressioni morali, immagini della
fantasia, deferenza ad un individuo, convinzioni spontanee od imposte ecc. ;
b) Le azioni Sensorie: Fasci di
luce, brillante nella
zona dei centri visivi, sguardo dell'operatore, rumori ecc.; c) Le azioni Meccaniche
: Urti del corpo, rovesciamento del
capo, compressioni interoculari e dei globi,
convergenza dello sguardo ecc. ;
d)
Le
azioni Fisiche: L'elettricità,
la calamita ecc. ;
e)
Le
azioni Tossiche :
Etere, morfina,
cloroformio ecc.
Sta all'operatore di studiare prima
sè stesso e poi il soggetto, per scegliere quale sia il sistema
più adatto per produrre il fenomeno che vuol provocare.
Supponendo di voler produrre nel soggetto
lo stato letargico primitivo, potremo ottenerlo in vari modi :
1°) Col
brillante o collo sguardo.
Se fissate intensamente un buon soggetto negli occhi, a breve distanza,
questi resisterà per qualche minuto, poi non potrà più
sopportare lo sguardo e chiuderà gli occhi. Voi allora gli terrete
chiuse le palpebre con leggera pressione sui globi, ed égli si troverà
tosto nello stato di letargo. Si può anche sostituire allo sguardo un
brillante od un punto luminoso. 2°) Col suono del diapason.
Fate sedere il soggetto in una posizione
ben comoda e quindi fategli risuonare monotonamente un diapason, o meglio, due
diapason, ben vicino alle orecchie ed imponetegli di non pensare a
nulla, e di concentrare unicamente la propria attenzione nel suono. In brevi
istanti il soggetto chiuderà gli occhi e passerà in letargo. 3°)
Coi passi magnetici. Questo sistema è alquanto più lungo dei precedenti,
ma è di effetto più sicuro ed agisce su soggetti anche meno
suscettibili.
Operatore e soggetto si siedono di fronte e si tengono le mani impalmate
raccogliendosi intensamente col solo scopo di ottenere la manifestazione del
fenomeno. Quindi l'operatore abbassa le mani
del soggetto e le dispone naturalmente sulle gambe. Restando quindi
libero delle proprie mani le alza all'altezza del capo del soggetto e le tiene
per un minuto slulle spalle, poi le abbassa dolcemente lungo le braccia fino
all'estremità delle dita, e ripete per cinque o sei volte. Poi le rialza
al di sopra della testa per un momento,
poi le riabbassa passandole avanti al viso alla distanza di quattro o
cinque centimetri fino all'epigastro dove si arresta poggiando i pollici nel
cavo del torace e le altre dita sulle costole. Indi discende lentamente sulle
coscie fino ai piedi, e rialzando le mani di
nuovo sulla testa ripete l'operazione fino a che il soggetto cade in
letargo.
Se poi vogliamo far passare il soggetto
dallo stato letargico allo stato catalettico, non avremo che da aprirgli gli
occhi alzandogli leggermente le palpebre. Se infine poi, dallo stato
catalettico vogliamo produrre lo
stato sonnambulico, dovremo fare colle mani una leggera pressione sulla testa del soggetto che ci
farà tosto conoscere il suo passaggio dall'uno all'altro stato con una
specie di lamento accompagnato da un sospiro o da qualche movimento del petto
o delle spalle.
Lo stato catalettico primitivo si ottiene
facendo fissare il vostro sguardo, e quando gli occhi del soggetto diventano
fissi, e le congiuntive si iniettano, allontanativi e lo stato catalettico si
stabilisce.
Altro buon sistema di produrre lo stato
catalettico è il seguente :
Mettetevi dietro a! soggetto, che deve
stare diritto innanzi a voi, con i piedi ben uniti e gli occhi chiusi.
Mettetegli la mano destra sulla fronte, e la sinistra dalla parte del dorso sul
cervelletto. Esercitate una graduale pressione in modo da fargli inclinare il
corpo indietro. Distaccate quindi le mani e fate brevi passi magnetici di
attrazione e tosto il soggetto cadrà supino in stato catalettico.
Per produrre il sonno letargico talvolta basta stringere fortemente i polsi
al soggetto e poi volgergli uno sguardo selvaggio, fisso e penetrante.
Però accade talvolta che invece dello stato letargico si produca quello
sonnambulico o catalettico. Se è utile conoscere i sistemi fondamentali
che regolano l'uso dell'ipnotismo, non solo è utile, ma è
necessario sapere rimettere il soggetto nello stato fisiologico, senza
lasciargli memoria alcuna dello stato provocato.
Per
svegliare il soggetto che si trova in uno qualunque dei tre stadi
del Grande Ipnotismo basta generalmente chiamarlo per
nome imponendogli colla voce di svegliarsi e di soffiargli sugli occhi.
Però accade talvolta che dallo stato catalettico secondario il soggetto
ha maggiore difficoltà a svegliarsi;
occorre quindi farlo passare prima nello
stato sonnambulico, o meglio nel letargico, ed allora il soffio
basterà per svegliarlo. Il catalettico viene letargico se gli si
abbassano dolcemente le palpebre o trasportandolo nell'oscurità ; ed
il sonnambulico con una leggera pressione al vertice del capo,
od anche colla sola pressione dei globi oculari se il soggetto ha gli occhi
chiusi ; con un leggero soffio sugli occhi o l'occlusione delle palpebre se ha
gli occhi aperti. Ottenuto lo stato
letargico il soggetto si sveglierà facilmente col solo soffio
sugli occhi, ma secco.
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