L'IPNOTISMO PRATICO

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VI. L'ipnosi parziale (seguito)

1. — L'esperienza del peso che aumenta.

Su un soggetto sensibilissimo e sul quale si sono già ten­tate le prove precedenti, l'esperimento che ora esponiamo rie­sce con grande facilità. Ai piedi del soggetto si colloca un peso di cinque o dieci chilogrammi. Si prega il soggetto di afferra­re il peso per l'anello, e quando si trova curvo per eseguire questa manovra, gli si domanda di guardarvi negli occhi. L'ope­rattore si dispone sul fianco destro del soggetto, applica durante alcuni secondi la sua mano destra sul gomito destro. Poi arre­stando senza perdere di vista il soggetto, gli si dice : « Quanti chilogrammi pesa questo oggetto? ». L'altro risponde general­mente indicando la cifra che ha potuto leggere sopra l'anello.

«Rimettete a terra il peso (continua lo sperimentatore), e conti­nuate a guardarmi: vedrete che questo peso diventa leggero... molto più leggero... Quando ve lo dirò io siate pronto a sollevare il peso, presto, in un colpo e vedrete che è assai più leggero ».

Poi bruscamente aggiunge : « Questo peso non è più di 10 chili... ma pesa 2 chili... un chilo... Sollevate ». Poi egli tenta di rendersi conto dell'impressione prodotta dicendo, quando il peso è di nuovo deposto al suolo : « In coscienza, l'avete trovato più leggero? ». E' rarissimo che il soggetto non risponda affermati­vamente. L'ipnotizzatore, che non deve cessare nè la fissazione nè le suggestioni mentali, può allora soggiungere : « Ora questo peso diventerà più pesante... non pesa più 10... ma pesa 20... 30... 50 chilogrammi, impossibile sollevarlo... 100 chilogrammi » e per neutralizzare gli sforzi del soggetto eseguirà dei passi rapidi colla mano destra sulla colonna vertebrale, delle impe­riose suggestioni mentali e una fascinazione intensa conti­nuando le sue affermazioni di aumento di peso.

2. —   La paralisi di un membro,   delle palpebre,   delle mascelle, ecc.

Questi effetti si ottengono combinando, secondo l'esperienza tentata, i metodi già descritti.

Per ottenere la paralisi parziale bisogna: I° Agire sui muscoli interessati mediante i passi o applicazioni magnetiche effettua­te secondo le leggi già esposte nel primo capitolo. I passi ra­pidi e i contatti dei poli contrari tendono a determinare la pa­ralisi. Cosi se si tratta del braccio destro, agire colla mano sini­stra, se si tratta del braccio o della gamba sinistra agire colla mano destra. Per sopprimere il movimento delle palpebre, agi­re colla mano sinistra sull'occhio destro e colla mano destra sull'occhio sinistro.

II°Tenere immobilizzata l'attenzione del soggetto facendovi fissare gli occhi dell'operatore.

III° Suggerirgli verbalmente che l'effetto cercato sta per pro­dursi; che egli sente che il suo braccio, la sua gamba si para­lizzano o che le sue palpebre si chiudono; che fra qualche mi­nuto non potrà muovere il bracio o la gamba o tenere le pal­pebre alzate.

IV° Rappresentarsi mentalmente ciò che si cerca di ottenere esprimendo la volontà che questo effetto avvenga.

3.  — L'incapacità totale di movimento.

Abbiamo già visto l'esperienza di immobilizzazione del sog­getto su una sedia. Si tratta ora di creare uno stato analogo, ma tale che una volta ottenuto permanga fin quando l'opera­tore non si decide a liberare il soggetto.

Perciò, dopo la presa di contatto, collocare la mano destra a piatto sulla colonna vertebrale del soggetto, mentre la sini­stra è collocata colle dita riunite a punta sul suo epigastro. Continuando a fissare gli occhi del soggetto che potrà rima­nere in piedi o seduto, l'operatore agisce su di lui telepsichi­camente suggerendogli quanto segue : « Voi provate una impres­sione di freschezza, i vostri muscoli si rilassano, si ammollisco­no... essi si ripiegano un po' alla volta e jra poco li sentirete cosi rilassati che vi riuscirà impossibile fare il minimo movimento ». Continuando queste suggestioni, l'operatore effettua una tren­tina di passi rapidissimi colla mano destra lungo la colonna vertebrale. Bentosto il sistema muscolare del soggetto sarà col­pito da una atonia più o meno pronunciata e che in ogni caso è inutile spingere fino a risoluzione completa.

E' indispensabile dopo questa esperienza, far stendere il sog­getto su un divano e fargli dei passi rapidi dalla testa ai piedi colle due mani.

4.  -- Altri esperimenti di perturbazioni motrici.

Nelle sedute sperimentali si vedono spesso produrre questi fenomeni.

l'inginocchiamento obbligato, che si ottiene paralizzando le ginocchia;

la marcia forzata avanti o indietro, analoga a quella automatica descritta nel capitolo percedente;

l'attrazione a distanza, effetto della concentrazione men­tale dell'operatore posto a due, dieci, venti metri dal soggetto o in un'altra stanza, dietro il muro;

l'obbligo imposto al soggetto di chiudere gradatamente la mano o di aprirla.

Il lettore eseguirà facilmente queste esperienze basandosi sui principi generali già esposti e con un poco di ingegnosità potrà combinarne molte altre del genere.

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