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IV. L'ipnosi parziale (seguito)
1. — Contrazioni delle braccia e delle mani.
Il soggetto sarà posto in piedi se è di statura non
superiore alla vostra; seduto nel caso contrario. Pregatelo di congiungere le
mani stringendo fortemente le palme e le dita (1) e di tendere le braccia
avanti, ben diritte.
Il meglio è ancora di effettuare prima voi stessi
questo movimento e dirgli : « Afferrate le vostre mani così... tendete le
braccia avanti... stringete le mani... ancora più forte... bene». Voi vi
collocherete a destra del soggetto in modo che per guardarvi sia costretto a
girare leggermente il capo e piegarlo all'indietro. Collocando la vostra mano
destra sui suoi pugni chiusi, in modo che le sue braccia restino nell'asse del
corpo (e che non le spinga a destra insieme al corpo) voi gli direte : « Guardatemi
negli occhi » e lo fisserete senza tregua sino alla fine dell'esperimento.
Dopo aver effettuato alcuni passi magnetici (vedi pagina 5) lentissimi sulle
sue braccia, sempre fissandolo energicamente, collocherete le vostre mani
nelle sue mani intrecciate e le premerete leggermente in ogni senso dandogli le
suggestioni seguenti: «Io incomincio ad attaccare le vostre mani strette...
molto strette... Ora, quando dirò « 3 » voi sarete in-ca-pa-ce di separarle:
più tenterete, più si attaccheranno... Le vostre braccia si irrigidiscono: esse
diventano rìgide, rigide, rigide come due sbarre dì ferro... Le vostre mani
diventano dure, dure come marmo... Continuate ora a guardarmi... non perdetemi
più di vista ».
(1) Una variante consiste nell'intrecciare le dita
e tirare, tenendo i gomiti orizzontali ai lato del corpo.
Accostando insensibilmente i vostri occhi a quelli
del soggetto, voi continuerete così le vostre suggestioni: (1! strette
saldamente... 2! sempre più strette... 3! ora voi siete incapace
di separare le mani (nello stesso tempo che dite « 3 » voi dovete appoggiare
il vostro indice destro in mezzo alla fronte del soggetto, lasciando la mano
sinistra sulle sue mani)... più tenterete e meno potrete».
La fascinazione ha qui una parte importantissima e
bisogna badare che il soggetto conservi il suo sguardo attaccato al vostro
senza più guardarsi le mani. Nel momento in cui dite « Voi siete incapace di
separare le mani » sorvegliate gli occhi del soggetto e all'occorrenza, se
li distogliesse, intercalate alle suggestioni seguenti alcuni comandi
imperiosi: «Guardatemi bene...
guardate bene i mìei occhi».
Suggestionando verbalmente, bisogna pensare
ciascuna delle vostre parole e volere che siano efficaci. Quando per es. voi
dite: «Io incomincio ad attaccare le vostre mani strette...» voi dovete
« vedere » coll'imaginazione le mani del soggetto che incominciano a contrarsi,
le sue braccia che incominciano a irrigidirsi. Quando dite: « Ora voi siete
incapace di separarle » voi dovete rappresentarvi mentalmente le braccia e
le mani del soggetto immobilizzate, contratto, resistenti a ogni suo sforzo,
ecc.
A un dato momento, dopo che il soggetto ha esaurito
una serie di sforzi inutili per distinguere le mani, voi potete arretrare un
poco senza perderlo di vista. I suoi lineamenti vi sembreranno estatici, o almeno più
gravi del solito: egli sarà in istato di ipnosi parziale leggera.
Per metter fine a questo stato, dite semplicemente
al soggetto : « Quando dirò a-b-c-d-f, voi potrete separare le mani, le
braccia avranno perduto ogni rigidezza e voi vi sentirete perfettamente
bene... a-b-c-d-f : sciogliete le mani ». Battete bruscamente le
vostre mani nel momento in cui pronunciate «f ».
Se il soggetto prova qualche intorpidimento nelle
braccia dopo l'esperienza, lo farete sparire mediante alcuni passi rapidi
dall'alto in basso.
2. —
Immobilizzazione del soggetto per inibizione suggerita.
Fate sedere il soggetto su una sedia comoda,
provvista di spalliera. Non lasciatelo sedere scomodamente sull'orlo, ma fate
in modo che la schiena aderisca alla spalliera.
I piedi devono posare a piatto, le gambe perpendicolari al
suolo, le mani a piatto sulle coscie.
Collocandovi a due passi da lui, ben in faccia, col
busto leggermente peigato in avanti, tendete le mani in modo da sfiorare colla
punta delle dita i gomiti del soggetto. Poi date le suggestioni seguenti: «Guardatemi bene negli occhi; io vi attacco
strettamente su questa sedia... ancor più stret-tamente.... quando dirò 3 voi sarete incapace
di alzarvi, più lo tenterete più vi sentirete attaccato... Voi vi sentirete
attaccato come se cento corde vi legassero... Continuate a guardarmi... Non
perdetemi più. di vista, ora... 1: solidamente preso: la vostra schiena
si attacca alla sedia: lo vedo... 2:ancora più forte... 3: ora voi
non potete più alzarvi, non potete più alzarvi. (A questo momento fiassate
sempre più intensamente il soggetto piegando impercettibilmente il corpo
avanti; quando egli facesse un tentativo di movimento avanti, avanzate la
vostra testa per guardarlo più da vicino).
Come nell'esperienza precedente bisogna subito dopo
avere affermato al soggetto che « non può più », precipitare le suggestioni
e dare alla vostra voce un accento violentemente affermativo.
Per far cessare l'effetto ottenuto, procedere come
per la contrazione delle braccia e delle mani; dire al soggetto: «Quando dirò
a-b-c-d-e-f voi potrete levarvi senza sforzo»; «a-b-c-d-e-f; voi potete
alzarvi ».
3. — Impossibilità di sollevare le palpebre.
Scegliete possibilmente per l'esperimento un
soggetto che sia già riuscito in una delle precedenti esperienze. Non dimenticate
che ogni esperienza riuscita aumenta la sensibilità del soggetto per quella che
segue.
Il soggetto sarà fatto sedere come per l'esperienza
precedente. Collocandovi alla sua destra, pregatelo di tenere gli occhi chiusi
strìngendo fortemente le palpebre. Voi prenderete tra il pollice e l'indice
della destra l'epidermide della radice del naso del soggetto sollevandola
molto dolcemente, gradatamente, durante il tempo della suggestione verbale. La
formula di sugestione, ricalcata sul modello della precedente, è questa : « lo
vi faccio aderire gli occhi, stretti, molto strettì... vedrete che le vostre
palpebre si attaccano insieme e aderiscono così forte che fra poco non potrete
più aprirle malgrado tutti i vostri sforzi... a ogni secondo esse si attaccano
e aderiscono più solidamente... Quando dirò 3, più voi tenterete di
scostarle e più resteranno strette. Ogni volta che farete un
tentativo vi sembrerà che i vostri occhi vadano all'indìetro...>>.
«... 1: attaccati solidamente... 2: sempre
più stretti... 3: (a questo momento lasciate bruscamente la pelle della
radice del naso del soggetto) ... ora i vostri occhi sono attaccati... i
vostri occhi rientrano... voi non potete... tentate forte... più tentate e più
si attaccano... impossibile », ecc.
Quando il soggetto ha fatto degli sforzi inutili
per aprire gli occhi, dissipate l'influenza battendo fortemente le mani e
suggerendo con tono reciso: «Ora potete aprire gli occhi così... si aprono
completamente... voi state benissimo ».
4. — Afonia parziale.
Per ruscire bisogna disporre di uno persona di
provata suggestibilità.
Dite al soggetto : « Guardatemi fissamente negli
occhi, non distogliete lo sguardo... ora dite ad alta voce il vostro
cognome... qual'è? ». E, quando il soggetto l'ha pronunciato, chiedetegli
per due volto di seguito di dirlo ancora più forte. Poi riprendete le vostre
suggestioni : « Benel Ora non tentate di dirlo prima che io non ve lo chieda.
Voi non potete più dire tre volte il vostro cognome... (Toccate leggermente
col pollice e l'indice destro il « pomo d'Adamo » del soggetto e avanzate verso
di lui in maniera da affondare uno sguardo intenso nei suoi occhi). « Questo
vi stringerà fortemente la gola. La prima volta che tenterete di parlare
proverete una forte difficoltà: il suono vi soffocherà. La seconda volta
potrete appena aprire la bocca. La terza volta non potrete fare neppur
questo)). Avendo fascinato fortemente il soggetto durante quindici secondi,
distogliete uno o due secondi il vostro sguardo dal suo e, immediatamente dopo,
guardatelo di nuovo assai davvicino lanciandogli questa suggestione imperativa
: « Una prima volta, tentate, non lo potete! ». E quando ha tentato,
dite : « La seconda volta lo potrete anche meno ». Ripetete la manovra
visuale precedente e dite : « Una seconda volta, tentate: non potete più! ».
Poi, reiterando un'ultima volta il procedimento, suggerite bruscamente
avvicinando estremamente i vostri occhi a quelli del soggetto: «Oro non potete
più del tutto: impossibile; provate forte, non potete più».
Come ogni altro esperimento, non dimenticate
l'azione del pensiero: seguite mentalmente ciò che dite; immaginatelo realizzato;
affermate mentalmente l'ordine formale di questa realizzazione.
Rendete la parola al soggetto dicendogli :«Ora tentate; voi potete benissimo pronunciare il vostro
cognome ».
5. — Esperienze analoghe e comeeseguirle.
Queste esperienze possono esser variate a piacere.
Nelle rappresentazioni pubbliche se ne eseguiscono una grande varietà. Ecco le
principali:
—
Irrigidire una gamba del soggetto, ciò che lo obbliga a camminare
zoppicando.
—
Irrigidirgli quindi l'altra gamba, inchiodandolo così al suolo.
—
Impedirgli di ritirare la sua mano prima appoggiata su un tavolo o sulla
vostra propria mano.
—
Fargli aprire la bocca e impedirgli di chiuderla, o viceversa.
— Par
cavare la lingua e impedirgli di ritirarla.
— Par
allargare le dita, accostare le dita allargate, aprire chiudere una mano,
impedire l'opposto.
—
Forzare il soggetto ad applaudire senza potersi arrestare nonostante
tutti i suoi sforzi.
—
Obbligarlo a girare le braccia come un mulino a vento.
—
Parlo girare in tondo intorno a una tavola o una sedia, senza che possa
arrestarsi.
—
Impedirgli di avanzare.
—
Obbligarlo a consegnarvi suo malgrado un oggetto di sua proprietà.
—
Obbligarlo a sbadigliare fino a che non gli comanderete « basta ».
—
Obbligarlo a non pronunciare una sillaba qualunque benchè possa aprire
la bocca.
—
Farlo balbettare.
— Par
sbattere le palpebre.
— Dare
dei tic nervosi, far tremare.
—
Rendere il soggetto pesantissimo e obbligarlo ad accasciarsi sul
tappeto mettendolo nell'impossibilità assoluta di risollevarsi e di fare un
movimento qualsiasi.
—
Obbligarlo a ridere a crepapelle, fare delle smorfie comiche, cantare,
recitare l'alfabeto, ecc.
— Non
riuscire ad aprire le pagine di un libro.
— Non
riuscire a spezzare un fiammifero di legno, a stracciare un foglio di carta.
—
Impedirgli di cavare le mani dalle tasche.
—
Impedirgli di mettere in testa il cappello.
— Impedirgli
di scrivere una determinata lettera dell'alfabeto.
—
Impedirgli di saltare una linea imaginaria tracciata sul suolo.
La tecnica dell'esecuzione rimane la stessa: tener
fìssa l'attenzione del soggetto sul vostro sguardo che non deve cessare un
istante di fissarlo; effettuare dei passi o dei toccamenti sulle regioni del
corpo che si vogliono influenzare; suggestionare verbalmente; finalmente
accompagnare la suggestione verbale con uno sforzo psichico.
Le formule di suggestione sono facili da
improvvisare. Basta:
a)
descrivere l'effetto che volete produrre;
b)
affermare che sarà ottenuto;
c) insistere sul fatto che più il soggetto tenterà
di reagire e più l'effetto prodotto sarà intenso;
d) affermare che al comando di tre sarà ottenuto;
e) affermare che, gradatamente, l'effetto ha luogo;
f) finalmente contare, intercalando delle
affermazioni fra 1 (.• 2 e fra 2 e 3, e far seguire quest'ultima cifra da una
serie di affermazioni positive, di comandi imperativi accompagnati da una
fascinazione intensa.
Gli effetti così ottenuti si dissipano quasi
automaticamente non appena lo sguardo cessa di agire. A maggior ragione la vostra
affermazione li annullerà completamente. Tuttavia, su dei soggetti molto
ricettivi si può osservare una certa persistenza dell'effetto creato dalla
suggestione allo stato di veglia. Bisogna allora fare dei passi rapidi
dall'alto in basso sul posto che è sede dell'effetto suggerito e che
svanirà interamente in pochi minuti.
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